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	<title>COMITATO PIAZZA PICCOLA Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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	<title>COMITATO PIAZZA PICCOLA Archivi | MALANOVA</title>
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		<title>COSENZA, COMITATO PIAZZA PICCOLA: Report Tour nel centro storico!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2020 14:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’11 febbraio si è tenuto un tavolo in Prefettura alla presenza del sottosegretario Orrico. In quell’occasione abbiamo affermato la necessità di coinvolgere tutte le realtà sociali impegnate a perseguire gli interessi primari del centro storico, rimaste escluse dai processi di discussione messi in campo dalle istituzioni. Consideriamo la partecipazione diretta di tutte le realtà operanti, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’11 febbraio si è tenuto un tavolo in Prefettura alla presenza del sottosegretario Orrico. In quell’occasione abbiamo affermato la necessità di coinvolgere tutte le realtà sociali impegnate a perseguire gli interessi primari del centro storico, rimaste escluse dai processi di discussione messi in campo dalle istituzioni. Consideriamo la partecipazione diretta di tutte le realtà operanti, pratica necessaria affinché i progetti di recupero del centro storico siano rispondenti ai bisogni. Il sottosegretario, che ringraziamo per la non scontata disponibilità, ha accettato il nostro invito ad effettuare un tour in alcuni quartieri finalizzato al coinvolgimento dei cittadini e delle realtà sociali.<br>Sabato 29 febbraio abbiamo fatto tappa a Piazza Duomo e nei rioni Santa Lucia, Spirito Santo e Porta Piana. Anna Laura Orrico ha presentato l’iter istituzionale relativo all’utilizzo dei 90 milioni del fondo CIPE chiarendo la centralità di Regione e Comune di Cosenza, enti che dovranno veicolare le proposte al Ministero: le progettualità verranno successivamente valutate in base requisiti tecnici ed agli obiettivi previsti dalla linea di intervento. E’ stato sottolineato che i tempi sono estremamente ridotti, infatti entro la fine dell’estate dovrà concludersi la stipula del Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis).<br>Le attuali direttive ministeriali non permettono l’utilizzo dei fondi per la messa in sicurezza degli immobili privati, come invece era stato proposto due anni fa dal Comune recependo alcune indicazioni dei comitati.<br>Le realtà di Santa Lucia, via Oberdan, corso Garibaldi e piazza Valdesi, seppur scettiche rispetto ad alcune questioni, si sono dette disponibili a fornire indicazioni utili ad avere il quadro della situazione che si vive nelle zone in cui operano. Hanno ribadito l’attenzione sulle modalità di spesa dei fondi al fine di evitare inutili sprechi.<br>Nel teatro dell’I.C. Spirito Santo abbiamo incontrato le realtà del quartiere con alcuni abitanti delle zone della Massa, S.Gaetano e Casali. Qui si è ribadita la necessità di ripopolare il centro storico attraverso politiche mirate al recupero degli immobili esistenti garantendo progetti di nuova residenzialità, trasferimento dei servizi (sanitari, scolastici ecc.) e sgravi fiscali per residenti e commercianti. Nella discussione si è posto l’accento sulla centralità dell’istituzione scolastica, principale catalizzatore aggregativo. Sono state avanzate anche proposte relative al recupero e utilizzo del Palazzetto dello Sport di Casali e all’attivazione delle maestranze locali.<br>Al caffè Renzelli i cittadini e rappresentanti di associazioni, che vivono nel cuore del centro storico, hanno ribadito all&#8217;on. Orrico che qualsiasi progetto che interessi il quartiere “non può più camminare sulla testa della gente” auspicando, quindi, coesione fra le realtà e un coordinamento territoriale al fine di portare un punto di vista comune e plurare alle istituzioni fornendo le indicazioni contenutistiche ai progetti che saranno sviluppati. La messa in sicurezza strutturale è indubbiamente il punto prioritario sul quale siamo tutti d&#8217;accordo a partire dal rione Santa Lucia.<br>E’ stata avanzata la richiesta di apertura di sportelli che supportino la popolazione nella partecipazione a bandi pubblici e nella strutturazione di progetti. In ultimo si è sottolineata la necessità di dotarsi di un piano del colore per evitare interventi fuori contesto.</p>



<p>Nel rione Porta Piana i cittadini hanno ribadito la loro volontà di partecipazione e sostenuto l’opportunità di avviare campagne di promozione del territorio che diano al centro storico dignità di valore aggiunto alla città. La zona è fortemente colpita dal rischio idrogeologico, le arterie principali sono disastrate, corso Vittorio Emanuele è ancora chiuso al traffico e le strade che costeggiano il Liceo Telesio e il Conservatorio S.Giacomantonio sono interessate da frequenti frane e smottamenti che creano pericolo e disagi anche per lunghi perodi. I cittadini chiedono un intervento immediato. Inoltre è stato chiesto di riaprire il parcheggio che si trova a pochi metri dal conservatorio e l’attivazione di servizi per bambini e adolescenti.<br>Questi incontri sono stati importanti ma dovranno proseguire per innescare, finalmente, un processo partecipativo reale che coinvolga sempre più persone.</p>
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		<title>Cosenza: Il Centro Storico è chiuso!</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/05/07/cosenza-il-centro-storico-e-chiuso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 11:46:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’auto della polizia municipale ed un nastro rosso e bianco ne precludono l’accesso. L’arteria principale, Corso Telesio, non può essere temporaneamente (?) percorsa perché un balcone è crollato. Per fortuna non si registrano danni a persone ma cosa sarebbe accaduto se un bambino fosse transitato di lì? La poca attenzione, l’incuria,  che da decenni la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un’auto della polizia municipale ed un nastro rosso e bianco ne precludono l’accesso. L’arteria principale, Corso Telesio, non può essere temporaneamente (?) percorsa perché un balcone è crollato.</p>



<p>Per fortuna non si registrano danni a persone ma cosa sarebbe accaduto se un bambino fosse transitato di lì? </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="720" height="960" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/05/59914979_2029571307339267_7645270395104264192_n.jpg" alt="" class="wp-image-4674" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/05/59914979_2029571307339267_7645270395104264192_n.jpg 720w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/05/59914979_2029571307339267_7645270395104264192_n-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure></div>



<p>La poca attenzione, l’incuria,  che da decenni la politica tutta ha riservato nei confronti del cuore pulsante della città, del luogo che più di tutti ne conserva la memoria storica e l’identità, ora presenta il suo conto fatto di piccoli e grandi crolli.  Un degrado totale.</p>



<p>L’immagine di Corso Telesio transennato è ancora una volta
emblematica di una politica assente che pensa al turista piuttosto che all’abitante.
Gli unici progetti degni di rilievo sul Quartiere vanno dai Temporary Shop – un
flop clamoroso – alla progettazione di Museo d’Alarico e Ovovia. Tutto ciò
mentre le case e gli edifici storici crollano, mentre la popolazione del
quartiere non gode di nessun servizio, mentre la situazione reddituale e
lavorativa degli abitanti è sempre più drammatica.</p>



<p>Anche il ragionamento tortuoso sull’utilizzo dei 90 milioni
di euro che dovrebbero piovere su questa parte della citta dei bruzi sembra
bloccarsi ed incepparsi su problemi di convenienza e di priorità.</p>



<p>Meglio investirli nei monumenti, nelle chiese e negli
edifici pubblici che nel tempo hanno già avuto la loro dose di manutenzione
ordinaria e straordinaria o trovare il modo per agevolare una ristrutturazione
più complessiva delle case magari partendo da studi sul campo che realizzino
una lista delle priorità? </p>



<p>Cosa accadrà se il prossimo crollo non sarò quello di un balconcino ma di un intero palazzo com’è già  successo nel recente passato? Cosa si farà al prossimo incendio dovuto agli impianti fatiscenti? Come si agirà alla prossima pioggia che allagherà le strade trasformandole in piccoli torrenti impetuosi? Cosa visiterà il turista oltre il fantasmatico Museo di Alarico se tutto il resto, nel frattempo, sarà crollato? Cosa si vedrà dalla futuristica ovovia? Solo macerie!</p>



<p>MALANOVA VOSTRA!</p>



<p><strong>DOCUMENTO</strong></p>



<h6 class="wp-block-heading" id="js_ehx"><a href="https://www.facebook.com/comitatopiazzapiccola/?__tn__=kC-R&amp;eid=ARC2Yqlm3LoLETWE7mtBQcf8U5Zn40DK0HRBjYoC__fFl8Ec2AR2V2aHCX6hl1ps8TRgUgRHcinU1TxH&amp;hc_ref=ARTIxn_J9Qvx_FNEengPzC9ZJdA0Dcw0pSKdpOkDlT_P6zFr6LEkBLPeJjETxdVTh-0&amp;fref=nf&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARAWzCa8FUyA2t0u9YO_O_T56yeqqM8U5kttG9VsTMDFzZNBZZPSF4_il6QHudXhhb5n0qPkuyMvb-JKgrHl6oX6SSolOOyJadh1iMgEAvFJy4IVhyhNborvvUB9XPSED3bhJPysq9dr6J21fTWnYaXD7Po69a0GPQpOyPYHZQDNUBkOQSpOiE6RJRlKitFoM6BVbQlxINeMKzhGXtFKtqj2aC2tIrAHBMWvSCZkPqi_fgZaFILwWbrZdzo6Aom_l0PrFokqNy-w9eChjqP93-FCkmUTmCNbM05_PYSP5AGi4Q3ynKxXtpTJVWhD4lpwFuLCO3Lg5dVACJ7RJFGPxOK9uVm8l1Jpn7A">Comitato Piazza Piccola</a><a href="https://www.facebook.com/comitatopiazzapiccola/videos/302417370685119/?__xts__%5B0%5D=68.ARAWzCa8FUyA2t0u9YO_O_T56yeqqM8U5kttG9VsTMDFzZNBZZPSF4_il6QHudXhhb5n0qPkuyMvb-JKgrHl6oX6SSolOOyJadh1iMgEAvFJy4IVhyhNborvvUB9XPSED3bhJPysq9dr6J21fTWnYaXD7Po69a0GPQpOyPYHZQDNUBkOQSpOiE6RJRlKitFoM6BVbQlxINeMKzhGXtFKtqj2aC2tIrAHBMWvSCZkPqi_fgZaFILwWbrZdzo6Aom_l0PrFokqNy-w9eChjqP93-FCkmUTmCNbM05_PYSP5AGi4Q3ynKxXtpTJVWhD4lpwFuLCO3Lg5dVACJ7RJFGPxOK9uVm8l1Jpn7A&amp;__tn__=-R"><abbr title="07/05/19, 12:40">1</abbr></a></h6>



<p>Un
 altro crollo, uno al giorno. Mentre il resto della città se ne fotte 
usandoci come set per le loro foto da cartolina, per sentirsi più pop e 
radical chic. Mentre l&#8217;amministrazione comunale, regionale e nazionale 
continuano a chiacchierare, continuano a litigarsi su qualcosa che 
dovrebbe essere ovvio, ovvero : Messa in sicurezza del Centro Storico 
ORA E SUBITO, prima che qualcuno muoia.</p>



<p> <a href="https://www.facebook.com/hashtag/questopostonondevemorire?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARAWzCa8FUyA2t0u9YO_O_T56yeqqM8U5kttG9VsTMDFzZNBZZPSF4_il6QHudXhhb5n0qPkuyMvb-JKgrHl6oX6SSolOOyJadh1iMgEAvFJy4IVhyhNborvvUB9XPSED3bhJPysq9dr6J21fTWnYaXD7Po69a0GPQpOyPYHZQDNUBkOQSpOiE6RJRlKitFoM6BVbQlxINeMKzhGXtFKtqj2aC2tIrAHBMWvSCZkPqi_fgZaFILwWbrZdzo6Aom_l0PrFokqNy-w9eChjqP93-FCkmUTmCNbM05_PYSP5AGi4Q3ynKxXtpTJVWhD4lpwFuLCO3Lg5dVACJ7RJFGPxOK9uVm8l1Jpn7A&amp;__tn__=%2ANK-R">#QUESTOPOSTONONDEVEMORIRE</a></p>



<p>VIDEO</p>



<p><a href="https://www.facebook.com/comitatopiazzapiccola/videos/302417370685119/">https://www.facebook.com/comitatopiazzapiccola/videos/302417370685119/</a></p>
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		<item>
		<title>Rete Centro Storico: in merito ai 90 milioni del fondo CIPE</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/03/29/rete-centro-storico-in-merito-ai-90-milioni-del-fondo-cipe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2019 09:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In merito ai 90 milioni del fondo CIPE per il centro storico di Cosenza , ci preme ancora una volta chiarire alla città quello che sta avvenendo, la nostra posizione e le nostre preoccupazioni. Certi che, fino ad oggi , nessun gruppo civico o politico abbia chiarito la situazione dello stato di avanzamento delle attività [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In merito ai 90 milioni del fondo CIPE per il centro storico di Cosenza , ci preme ancora una volta chiarire alla città quello che sta avvenendo, la nostra posizione e le nostre preoccupazioni. Certi che, fino ad oggi , nessun gruppo civico o politico abbia chiarito la situazione dello stato di avanzamento delle attività di progettazione locale, previste dalla delibera CIPE ( 10/2018 del 28 Febbraio),riteniamo opportuno segnalare alcune situazioni poco congruenti rispetto al processo partecipativo e delle (Pre)decisioni poco congruenti alle esigenze del territorio.<br />
Negli scorsi mesi, sono state assunte iniziative da parte di esponenti di governo,che già entrano nel merito dei contenuti della progettazione e che non ci sembrano rispondenti ai criteri stabiliti dalle linee guida nazionali;</p>
<p>In particolare ci sembra che non siano soddisfatte le due condizioni indicate dalle lettere B e C della linea d’azione 1.a .<br />
In base alle informazioni a nostra disposizione, nella fase attuale, non ci risulta che si sia costruita la “governace multilivello per la realizzazione e gestione degli interventi” (lettera B.) , né che siano state seguite le procedure di attivazione dei CIS (contratti istituzionali di sviluppo). Segnaliamo inoltre che non sono state , finora, poste in essere adeguate iniziative finalizzate a favorire il “coinvolgimento delle comunità territoriali nella formazione delle decisioni di interventi, secondo un metodo di dibattito pubblico” (lettera C).<br />
I contatti che finora sono stati presi da attori istituzionali, con alcune delle organizzazioni della società civile ,compresa la nostra,sono stati estemporanei , informali e avvenuti all’insegna di una totale discrezionalità. Tavoli che possono accontentare solo chi ha come obbiettivo finale quello di vedere la propria idea e il proprio progetto garantirsi un posto nella fase operativa, non curandosi troppo di opporsi e porre freni a questa corsa al progetto , con tempi ristrettissimi, che non tiene conto , in questa fase ,nè della line d&#8217;azione 1.a (nelle lettere B e C) nè di un piano complessivo che parta dalla base per arrivare poi al superfluo.</p>
<p>A chi sta bene un modus operandi che rischia di alimentare logiche di tipo spartitorio, clientelari e poco trasparenti?<br />
E&#8217; arrivato il momento di schierarsi e decidere da che parte stare. Dalla parte del popolo, provando ad essere presidi di trasparenza e democrazia, intimando gli attori politici di istituire una governance multilivello capace di assicurare una intelligente composizione di interessi ,aspettative e disponibilità ad un coinvolgimento attivo dei diversi attori, ragionando insieme alla popolazione ivi presente così da assicurare il rispetto delle priorità? Oppure, si vuole garantire , come sempre avviene quando si tratta di grosse cifre, gli interessi di chi vuole speculare?<br />
Per quanti anni ancora dovremmo sorbirci le passaggiate nel &#8220;museo degli orrori&#8221; , &#8220;la visita caritatevole ai poveri&#8221; ? Fin quando non verranno sostituiti con una popolazione ricca e bella da vedere?<br />
Non vi concederemo il lusso di aprire le porte ai futuri convegni su gentrificazione e turistificazione. Faremo di tutto affinchè non vengano garantiti solo i diritti dei più ricchi a valorizzare i propri patrimoni, assicurarsi un posto per consulenze e progettazione, installare scenari finti per sentirsi popolani e radical chic per dare sollievo al proprio ego e mostrare quanto si è umili e quanto si ami la città vecchia. Se si ha a cuore la città vecchia, la si ha per ogni suo aspetto, sopratutto per chi la vive , la anima ed è cuore pulsante ed indendità di questo posto.</p>
<p>Dubbi e domande che riteniamo leggittime, visto sopratutto dove si è arrivati fino ad ora. Nell’ultima riunione informale , abbiamo scoperto che si è deciso già come verranno spesi i fondi e quali progetti tenere in cosiderazione, in barba ad ogni iter regolare e ad ogni processo democratico</p>
<p>Ci chiediamo se, la spartizione pensata a Roma: 60 milioni per restaurare palazzi pubblici 25 (venticinque) milioni per &#8220;attività culturali&#8221; e 5 milioni per la promozione delle suddette attività siano un bene per il centro storico. I soldi sono una fortuna certo, ma con questa cifra, oltre alle solite botteghe artigiane, alle attività farlocche cosa ci facciamo? (i bar, le creperie, i pub dei tempi Mancini? Quanto sono durati prima di fallire e fregarsi i soldi?). Sono troppi -sì lo diciamo- e oltre le cose meritorie e serie, la maggior parte finirà male. I palazzi ristrutturati non utilizzati pienamente, nel giro di sei mesi finiranno male, perché i luoghi sono fatti per essere vissuti sennò ritornano peggio di prima. Allora, tutti, i comitati e le persone per bene, ma pavide e poco inclini all&#8217;azione, dicano &#8211; e facciano in modo di farsi sentire- che i soldi devono venire coordinati con quelli di altri enti locali e centrali e, ognuno per la sua parte, cominci a rifare la città dalle fondamenta, Letteralmente, come i costruttori seri. E quando sarà sicura, per tutti, la riempiremo di attività culturali. Devono capire che la gente che ci abita è CULTURA, che gli interventi sociali sono CULTURA, che l’educazione dei bambini, l’assistenza ai più deboli è CULTURA, che l’integrazione è CULTURA., così come le biblioteche, i musei, i teatri, le gallerie d&#8217;arte.</p>
<p>Solo con la creazione di un tavolo permanente di confronto sul territorio, con poteri decisionali e di controllo si potrà evitare il nuovo sacco del centro storico. Tavoli politici e tecnici dove vengano rispettati tutti i parametri elementari di trasparenza e partecipazione dal basso, per dare dignità e seguito alle istanze del centro storico. È necessario attuare immediatamente un piano di intervento complessivo sul territorio che metta in atto la possibilità di utilizzare fondi economici erogati da più soggetti pubblici istituzionali, facendoli convergere in un piano integrato per un intervento complessivo, partendo dalle PRIORITA’. La Regione (tramite i finanziamenti del POR Calabria, per un ammontare di circa 150 milioni di euro) ed il MiBAC (finanziamenti per circa 90 milioni di euro), l’amministrazione comunale di Cosenza (tramite interventi di requisizione e di esproprio sul patrimonio immobiliare abbandonato e fatiscente, definizione del PSC e di conseguenza del Piano Particolareggiato), sono gli attori che dovranno rendere praticabile questo percorso.</p>
<p>Per questo crediamo sia arrivato il momento di fermarci un attimo, trovarci tutti insieme provando a ragionare senza fretta sul destino del centro storico. Tutti insieme, dagli enti e personaggi politici coinvolti , alle associazioni , ai comitati , ma sopratutto insieme ai cittadini che vivono , lavorano e amano il centro storico. E dobbiamo farlo proprio nel centro storico, in pubblica piazza e con la massima pubblicità per garantire la presenza e l’informazione a tutti gli interessati.</p>
<p>Lo ribadiamo, è arrivato il momento di schierarsi e decidere da che parte stare. Dalla parte del denaro o dalla parte dei bisogni!</p>
<p><strong>Comitato piazza piccola</strong><br />
<strong>Associazione Yairaiha onlus</strong><br />
<strong>Associazione San Pancrazio</strong><br />
<strong>Associazione Santa Lucia</strong><br />
<strong>Cobas Cosenza</strong><br />
<strong>Restart Cosenza vecchia</strong><br />
<strong>Casa dei diritti sociali</strong><br />
<strong>USB Cosenza</strong><br />
<strong>Radio Ciroma</strong><br />
<strong>Prendocasa</strong><br />
<strong>#riconquistiamotutto-minoranza Cgil</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Comitato Piazza Piccola: Uno vale uno?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/03/07/comitato-piazza-piccola-uno-vale-uno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 07:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con riferimento alle attività di progettazione locale, previste dalla delibera CIPE ( 10/2018 del 28 Febbraio), riteniamo opportuno segnalare alcune situazioni poco congruenti rispetto al processo partecipativo, che va allestito in base a quanto previsto dalla normativa. Ci preme innanzitutto ricordare che, durante i mesi scorsi, alcune organizzazioni radicate nel centro storico si sono attivate [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con riferimento alle attività di progettazione locale, previste dalla delibera CIPE ( 10/2018 del 28 Febbraio), riteniamo opportuno segnalare alcune situazioni poco congruenti rispetto al processo partecipativo,<span class="text_exposed_show"> che va allestito in base a quanto previsto dalla normativa.<br />
Ci preme innanzitutto ricordare che, durante i mesi scorsi, alcune organizzazioni radicate nel centro storico si sono attivate per interloquire con le istituzioni competenti e offrire il&nbsp; loro contributo di idee, frutto di un’analisi attenta e documentata dei bisogni del territorio, della raccolta di dati operata con metodo scientifico sui fattori di rischio ambientali, strutturali e sociali, e di un ascolto di tante persone, famiglie e organizzazioni che vivono<br />
nel centro storico o che sono interessate alle sorti di questa parte di città.<br />
Con questo comunicato intendiamo segnalare che, nel corso degli ultimi giorni, sono state assunte iniziative da parte di esponenti di governo, che già entrano nel merito dei contenuti della progettazione e che non ci sembrano rispondenti ai criteri stabiliti dalle linee guida nazionali. In particolare ci sembra che non siano soddisfatte le due condizioni indicate dalle lettere B e C della linea d’azione 1.a. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">In base alle informazioni a nostra disposizione, nella fase attuale, non ci risulta che si sia costruita la “governace multilivello per la realizzazione e gestione degli interventi” (lettera B.) , né che siano state seguite le procedure di attivazione dei CIS (contratti istituzionali di sviluppo). Segnaliamo inoltre che non sono state, finora, poste in essere adeguate iniziative finalizzate a favorire il<br />
“coinvolgimento delle comunità territoriali nella formazione delle decisioni di interventi, secondo un metodo di dibattito pubblico” (lettera C).<br />
I contatti che finora sono stati presi da attori istituzionali, con alcune delle organizzazioni della società civile ,compresa la nostra, sono stati estemporanei , informali e avvenuti all’insegna di una totale discrezionalità.<br />
In base a ciò che sta avvenendo, ci chiediamo: Le istituzioni locali , attraverso quale processo istituente intendono realizzare la governance multilivello prevista dalla<br />
delibera cipe per la gestione dei fondi?<br />
Quale sarà il ruolo assunto da ognuno di questi attori?<br />
In che modo le istituzioni locali si dispongono a riconoscere e valorizzare il contributo dei soggetti della società civile organizzata , in modo da assicurare una intelligente composizione di interessi ,aspettative e disponibilità ad un coinvolgimento attivo dei<br />
diversi attori, senza alimentare logiche di tipo spartitorio, clientelari e poco trasparenti?<br />
In base a quale criterio , esponenti di rilievo del movimento 5 stelle, non direttamente coinvolti in responsabilità di governo locale, stanno operando una selezione delle organizzazioni in barba ai loro motti ( democrazia diretta, uno vale uno)?</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p><strong>Comitato Piazza Piccola</strong></p>
<p><img decoding="async" class="spotlight" src="https://scontent-fco1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/53352589_799785000375273_2517697279020761088_n.jpg?_nc_cat=109&amp;_nc_eui2=AeF8wGJRu8uF0ZLgl1j63UomdjmQ1VCW7sP5V85cKpNI_1riObloUPBbme9MKJTP7VS0hh0-E76Lco1eI6rlPcS3L5FUjRoLa5Co4IjA9Q9pMQ&amp;_nc_ht=scontent-fco1-1.xx&amp;oh=1bd56cb30c10749e6ad4d1da2c7cf381&amp;oe=5D25B570" alt="L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute" aria-busy="true"></p>
</div>
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		<title>Centro Storico: oltre il danno, la beffa!</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/02/01/centro-storico-oltre-il-danno-la-beffa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 07:41:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA CITTÀ]]></category>
		<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Stefano Catanzariti, Comitato Piazza Piccola Oltre il danno, la beffa. Non solo il centro storico di Cosenza è maltrattato da anni, masticato e sputato ad uso e consumo ad ogni parata o campagna elettorale, adesso si scopre che è anche il problema. Bisogna creare una nuova retorica, raccontare una bugia più di mille volte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Stefano Catanzariti, Comitato Piazza Piccola</em></p>
<p>Oltre il danno, la beffa. Non solo il centro storico di Cosenza è maltrattato da anni, masticato e sputato ad uso e consumo ad ogni parata o campagna elettorale, adesso si scopre che è anche il problema. Bisogna creare una nuova retorica, raccontare una bugia più di mille volte per farla diventare realtà. E così, la prima foto che vedete rappresenta il bello, la seconda delle scomode pietre di poco valore. La prima trasmette emozioni, la seconda non ha nulla da raccontare. La<span class="text_exposed_show"> prima foto è un attrattore e volano turistico, la seconda una brutta copia di un qualcosa trito e ritrito al sud, nel meridione, dove è pieno di case vecchie e 1000 chiese. La prima è unica e internazionale, la seconda banale e provinciale.<br />
Insomma, il messaggio è chiaro. Perché non può essere altrimenti per chi ignora una storia secolare, ignora i veri personaggi che hanno reso grande un posto fino a renderlo l&#8217;atene della Calabria, Cosenza la dotta! Non può essere altrimenti per chi vive di apparenza, frivolezze e di mode. Non possono capire il valore della tradizione, della cultura e delle usanze popolari, non possono respirare i nostri stessi odori e assaporare i nostri sapori. Non hanno nulla da spartire con i nostri ricordi, non possono concepire il valore della semplicità, il rendere poetico, vivido e dare valore a quella umanità ripudiata e bistrattata. Non tutti possono essere De andrè, Pasolini etc. per far nascere dal &#8220;letame i fiori&#8221;, ma tanti invece possono essere ammaliati dal brilluccicare dei diamanti, che alla fine oltre a riempire il tuo ego non lascia niente.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Io è da tempo che ho scelto da che parte stare. Un pizzaiolo rimane un pizzaiolo, ma posso prendermi il lusso di dare valore a certe cose e l&#8217;orgoglio di tenermele strette, anche quando sarò seduto da solo dalla parte del torto.</p>
</div>
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		<title>Sul Centro Storico basta chiacchiere!</title>
		<link>https://www.malanova.info/2018/10/30/sul-centro-storico-basta-chiacchiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2018 15:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Stefano Catanzariti, Comitato Piazza Piccola Si racconta di una città storica che cresce, internazionale e brulicante di nuove attività e turismo. Dobbiamo ammettere che rispetto agli anni passati qualche turista in più ci sta, nonostante questo le condizioni del centro storico per i commercianti e residenti sono solo peggiorate. Girando per il centro storico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Stefano Catanzariti, Comitato Piazza Piccola</strong></p>
<p>Si racconta di una città storica che cresce, internazionale e brulicante di nuove attività e turismo. Dobbiamo ammettere che rispetto agli anni passati qualche turista in più ci sta, nonostante questo le condizioni del centro storico per i commercianti e residenti sono solo peggiorate. Girando per il centro storico infatti, si possono leggere davanti ad alcuni esercizi commerciali cartelli che esprimono malcontento, tristezza e preoccupazione. Oltre a qualche negozietto che ha chiuso i battenti e altri che hanno deciso di aprire solo metà giornata, ci sta un dato inequivocabile: gli incassi sono dimezzati.<br />
Ci sarebbero altre 3000 critiche da fare, sui percorsi turistici (che potrebbero essere molteplici) non segnalati e alcuni inaccessibili, le iniziative e le attrattività viste come eventi sporadici e non come un insieme, un percorso da costruire che diventi organico al centro storico. Ma anche le barriere architettoniche, la mancanza di parcheggi, la pericolosità di alcune vie e vicoli. Insomma, dire che va tutto bene sarebbe un falso e servirebbe solo a nascondere una cosa che vuoi o non vuoi viene a galla visitando dal vivo il borgo.<br />
La mancanza più grande, a nostro avviso però, sta nel rifiuto di ascolto e partecipazione da parte del comune verso chi vive e anima la città storica. Siamo sicuri che, portando avanti alcune proposte e considerazioni che arrivano dal basso, non solo si possono ottenere risultati positivi, ma si andrebbe a creare un coinvolgimento e un fermento tale da rendere tutti protagonisti e orgogliosi del progetto di recupero e rilancio del centro storico.<br />
Abbiamo studiato a fondo le condizioni di Cosenza vecchia e abbiamo scoperto quali sono le mancanze e le criticità. Abbiamo portato avanti uno studio strutturale sugli edifici e sul territorio, tenendo in considerazione tutti i fattori di rischio (sismico, idrico, geologico), strutturale dei palazzi, di prevenzione per quando riguarda le emergenze. Abbiamo ascoltato i disagi sociali ed abbiamo messo in piedi e supportato tutte le attività che provano a sopperire ad alcune mancanze, educative, sociali e familiari, dei diritti ma anche dei doveri tramite un lavoro di conoscenza e di coscientizazzione, sanitario e di ascolto. Infatti a breve (precisamente il 18) verranno inaugurati gli spazi dove tutto ciò verrà realizzato e promosso.</p>
<p>Abbiamo proposto di trasferire alcune funzioni e strutture nel centro storico, per incrementare l&#8217;afflusso di utenza, per ripopolare alcune zone e renderle più sane e sicure (esemp. Anagrafe, uffici pubblici e privati, spazi concessi ad associazioni e comitati). Abbiamo proposto di espropriare beni appartenenti a famiglie abbienti lasciate in stato di abbandono e infuria, destinandole magari a famiglie in emergenza abitativa e recuperandole con la Pratica dell&#8217;autorecupero.</p>
<p><img decoding="async" class="irc_mi aligncenter" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/06/Un-pezzo-dell-edificio-crollato_large.jpg" alt="Risultati immagini per centro storico cosenza crolli" width="360" height="270"></p>
<p>Abbiamo chiesto con forza ed ottenuto finanziamenti per il centro storico, nello specifico i 90 milioni del Cipe, che fino ad ora sono serviti solo come propaganda elettorale da parte del Pd. Pretendiamo che vengano spesi realmente nel centro storico. Che facciano parte di un processo che garantisca la partecipazione, la trasparenza, ma che faccia iniziare un percorso di recupero reale. I 90 milioni devono essere spesi anche per aiutare i privati cittadini che non hanno la possibilità di mettere in sicurezza perché senza lavoro, con uno stipendio da fame o una pensione minima, o perché vessati da tasse e crisi. Chiediamo che una parte dei fondi sia destinato all&#8217;inserimento lavorativo dei giovani e non disoccupati del centro storico, rendendoli protagonisti del recupero, creando dei percorsi lavorativi che puntino alla crescita professionale ed economica dell&#8217;individuo, rifiutando assistenzialismo, delega e dipendenza dal pubblico.</p>
<p><img decoding="async" class="irc_mi aligncenter" src="https://lacnews24.it/filemanager/_photo/2017/novembre/cronaca/2017_comitato_piazza_piccola.jpg" alt="Risultati immagini per centro storico franceschini" width="669" height="341"></p>
<p>Chiediamo che il regolamento dei beni comuni venga realmente applicato, dandoci la possibilità di prenderci cura di strade, piazze e spazi abbandonati. Chiediamo la messa in sicurezza dei beni culturali come archi, stemmi, ed edicole votive lasciate al degrado. Chiediamo una manutenzione periodica dei servizi e sottoservizi. Chiediamo tanto, perché abbiamo tanta voglia di metterci in gioco, ma non vogliamo prese per il culo. Non vogliamo più perdere tempo né supplicare. Ma sopratutto siamo stanchi delle storielle che ci raccontano i &#8220;MANGIONI&#8221;, del loro gettare la colpa sui cittadini e del loro giustificarsi addossando le responsabilità su precedenti giunte. Comune, provincia, regione e stato, nonché cortigiani di ogni genere, BASTA CHIACCHIERE.</p>
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		<title>BASTA MANGIARE SUL CENTRO STORICO.</title>
		<link>https://www.malanova.info/2018/07/01/basta-mangiare-sul-centro-storico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jul 2018 18:07:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una bella pagnotta! Non un panino e mortadella, una pagnotta bella piena. È con questa espressione che vengono descritti i 90 mln di euro stanziati dal CIPE per il nostro centro storico durante l’incontro con gli assessori regionali Corigliano, Rossi e Musmanno, organizzato dall’associazione Casco (facente capo al PD), nella sala degli stemmi della Provincia. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una bella pagnotta! Non un panino e mortadella, una pagnotta bella piena.<br />
È con questa espressione che vengono descritti i 90 mln di euro stanziati dal CIPE per il nostro centro storico durante l’incontro con gli assessori regionali Corigliano, Rossi e Musmanno, organizzato dall’associazione Casco (facente capo al PD), nella sala degli stemmi della Provincia. Una passerella che ha visto la partecipazione dei volponi del Pd (da Adamo ad Ambrogio senior), un bel po di gente interessata alla “pagnotta” e pochi cittadini appassionati alle sorti della città vecchia. Non una opportunità concreta per la messa in sicurezza strutturale e sociale ma una pagnotta da dividere.<br />
Presentato come momento di partecipazione attiva alle scelte che dovranno operarsi sulla “bella pagnotta” da 90 mln di euro ma in realtà è stato solo un tentativo per recuperare consenso attraverso la promessa delle solite, vecchie, logiche spartitorie in vista delle prossime elezioni regionali.<br />
Tutti ad affannarsi per elogiare le potenzialità e l’enorme valore culturale intrinseco al centro storico e la magnanimità dell’ex ministro Franceschini che ha “fortemente voluto”, per usare una espressione a loro cara, lo stanziamento della bella pagnotta per la città di Cosenza.<br />
Peccato però che oramai non crediamo più alle loro chiacchiere e promesse. Sono passati 3 anni dal crollo di via Gaeta e dalla passeggiata degli onorevoli deputati e del presidente Oliverio e, da allora, la situazione è invariata anzi, semmai peggiorata. E degli interventi miracolosi promessi in quella occasione -dal governo centrale e da quello regionale- neanche l’ombra. Ma l’abbandono e il degrado del centro storico, come più volte denunciato, viene da lontano così come gli esponenti politici e i funzionari che hanno illustrato questo piano governano e dirigono variamente la città, la provincia e la regione da circa 20 anni. Altri avevano già elogiato la bellezza e le potenzialità della città vecchia, basta spulciare vecchi articoli dove viene presentata come “volano per l’economia”. Quante volte avremo sentito questa espressione? Decine e decine. Salvo poi essere stata dimenticata nei fatti.<br />
Il centro storico sta crollando e con esso la sua gente e le sue potenzialità. Il degrado che attraversa ogni singolo vicolo necessita di interventi strutturali concreti per essere messo in sicurezza. Soltanto poi si potrà parlare di eventi culturali che attirano il turismo e rilanciano l’economia. La priorità è, e deve essere, la messa in sicurezza. A Cosenza stanno arrivando molti soldi tra i fondi CIPE, Agenda Urbana, Mibact, Piano Periferie e Accordo Quadro sulla Metro, in tutti è previsto qualche intervento sul centro storico ma in nessuno viene data priorità esclusiva alla messa in sicurezza. Molte invece le voci ricorrenti che potrebbero rivelarsi scatole vuote o l’ennesimo intervento speculativo su immobili, già oggetto di finanziamenti per edilizia residenziale pubblica e sottratti all’uso originario dell’ex giunta a guida Perugini. È, ad esempio, il caso di Palazzo Bombini, della Casa della Musica, dell’istituto delle vergini, ecc.).<br />
Le linee di indirizzo di questi soldi sono già dettate oppure c’è la possibilità di dare un indirizzo organico attraverso l’ascolto (reale) dei cittadini? La partecipazione richiesta dalle linee guida delle diverse voci di finanziamento sarà reale o un mero esercizio figurativo che si limita alla foto di un tavolo in cui vengono illustrati progetti preconfezionati peraltro lontani dai reali bisogni del centro storico e della città intera?<br />
Una partecipazione reale dovrebbe essere fatta a monte della progettazione e non a valle, far si che i cittadini e i bisogni della città, mettendo in cima le emergenze strutturali e sociali, siano soggetto e oggetto della progettazione. Se invece la partecipazione viene intesa come momento in cui presentare i progetti già elaborati (e magari già appaltati..) ci stiamo prendendo per i fondelli. Si dovrebbe partire dai dati, dettagliati, rilevati con la mappatura che abbiamo realizzato&nbsp;(a costo 0) degli edifici a rischio e delle opere necessarie alla messa in sicurezza minima (adeguamento allacci per VV.FF., postazioni di soccorso, vie di fuga, ecc.) per poi passare processi reali di inclusione sociale. Altrimenti il rischio di ritrovarci con la creazione di opere e strutture dal nome di “tendenza” ma prive di significato.</p>
<p>LE PRIORITÀ SONO ALTRE. BASTA CROLLI, BASTA DEGRADO!</p>
<p>Comitato piazza Piccola -Cosenza Vecchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Comitato Piazza Piccola: Decidiamo Noi Tour</title>
		<link>https://www.malanova.info/2018/06/15/3369/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 06:58:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tanti si sono sbracciati in questo periodo, tanti paladini del centro storico sono spuntati come funghi dopo la pioggia. Associazioni, comitati e professionisti, tutti pronti per sedersi ad un banchetto che conta quasi 130 milioni fra Agenda Urbana e delibera Cipe. Quello che ancora non hanno capito e che stanno sottovalutando è la rabbia e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti si sono sbracciati in questo periodo, tanti paladini del centro storico sono spuntati come funghi dopo la pioggia. Associazioni, comitati e professionisti<span class="text_exposed_show">, tutti pronti per sedersi ad un banchetto che conta quasi 130 milioni fra Agenda Urbana e delibera Cipe. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Quello che ancora non hanno capito e che stanno sottovalutando è la rabbia e la voglia di rivalsa che i cittadini del centro storico hanno. Chi si attribuisce il merito e si presenta con le migliori ricette per il centro storico deve prendersi anche la responsabilità in caso di sprechi, ruberie e speculazioni. Il partenariato in salsa bruzia sui fondi di Agenda Urbana ha mostrato come non va fatto. Infatti, ci siamo trovati di fronte progetti già belli e impacchettati, presentati con delle slide e idee che ci arrivavano a valle. Noi crediamo che, se si vuole far partecipare i cittadini sulle scelte e sul rilancio del centro storico, c&#8217;è bisogno di un coinvolgimento a monte, costruite insieme le fondamenta di una rinascita della città storica. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Gli annunci delle ultime settimane, del Comune di Cosenza, parlano di progetti già inviati alla Regione. Stando a questo, poco, se non nulla si potrà dire su questi fondi. Speriamo in un ipotesi contraria! Se così fosse, bisogna fare esperienza e tesoro di ciò per prendere parola e pretendere interventi prioritari. Siamo fortemente convinti che questa è un occasione irripetibile e che lasciarci passare sotto il naso questo fondi, senza che vengano spesi utilmente sia un errore che rimpiangeremo per molto tempo. Bisogna partire da ogni piazza, ogni largo e ogni negozio. Decidere insieme le priorità di chi vive e ama il centro storico. Creare entusiasmo e fermento, orgoglio e coscienza su un bene importante e fondamentale come il centro storico. Far capire che bisogna amare e difendere la nostra storia e le nostre radici, far capire l&#8217;importanza di vivere qui e la difesa del quartiere che nessun &#8216;squadra di decoro urbano&#8217; potrà mai garantire senza la consapevolezza di chi lo abita. Ricreare un interesse personale e collettivo, garantire una sicurezza a tutti gli abitanti e a tutti i turisti. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Creare processi di recupero strutturale. Un piano di intervento sul sociale, garantendo servizi e sottoservizi, inclusione, assistenza, condivisione e partecipazione. Lavoro giusto e ben retribuito, che non sia alla mercè della clientela e della delega politica, ma che punti all&#8217;accrescimento professionale ed economico indipendentemente da qualsiasi amministrazione governi la città. Bisogna fare questo ed altro, ma tutto ciò va discusso e realizzato partendo da chi in tutti questi anni ha resistito e vissuto questi posti. Non concederemo a nessuno di speculare sui nostri corpi. Da lunedì inizieremo a discutere con le associazioni presenti sul territorio per poi spostarci di piazza in piazza. Mai un passo indietro.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show"><br />
<a class="_58cn" href="https://www.facebook.com/hashtag/questopostonondevemorire?source=feed_text" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}"><span class="_5afx"><span class="_58cl _5afz" aria-label="hashtag">#</span><span class="_58cm">QUESTOPOSTONONDEVEMORIRE</span></span></a></span></p>
<p><img decoding="async" class="spotlight" src="https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/35281659_614170062270102_6439612030746886144_n.jpg?_nc_cat=0&amp;oh=a10d05f260a801126c0bd6380580b4cb&amp;oe=5BC02413" alt="Nessun testo alternativo automatico disponibile." aria-busy="true"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come si spenderanno i soldi che pioveranno su Cosenza?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2018/02/21/come-si-spenderanno-i-soldi-che-pioveranno-su-cosenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 20:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Novità sul centro storico. Quando un paio di mesi fa strappammo la promessa di inserimento della città di Cosenza nei piani di recupero dei centri storici, chiedemmo interventi urgenti per salvaguardare l&#8217;incolumità delle persone e dei palazzi a rischio, un piano di recupero totale e investimenti sui servizi. Oggi leggiamo che diversi milioni verranno investiti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="js_22" class="_5pbx userContent _3576" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<p>Novità sul centro storico. Quando un paio di mesi fa strappammo la promessa di inserimento della città di Cosenza nei piani di recupero dei centri storici, chiedemmo interventi urgenti per salvaguardare l&#8217;incolumità delle persone e dei palazzi a rischio, un piano di recupero totale e investimenti sui servizi. Oggi leggiamo che diversi milioni verranno investiti su dei monumenti di importanza artistica, architettonica e culturale. Monumenti che, se pur importanti, non corrono il rischio crollo e si presentano in maniera quanto meno accettabile. Ancora una volta i veri problemi di Cosenza Vecchia rimarranno fuori da questi fondi. Ancora una volta si decide di agire senza uno studio, una pianificazione e un&#8217;idea condivisa fra enti pubblici, privati e cittadini, per fare in modo di non tralasciare nessun problema e creare un unione di intendi e un processo di rinascita che coinvolga tutta la città. La politica regionale si dimostra ancora una volta lontana dalle persone, forse perché troppo presa dalle elezioni. Altro punto da sottolineare va sull&#8217;agenda urbana. Ci chiediamo il perché l&#8217;amministrazione locale non coinvolga comitati e cittadini sull&#8217;idea di utilizzo e destinazione dei fondi. Siamo felici che, finalmente, come chiediamo da tempo si acquisisce e restruttura la proprietà privata per destinarla al pubblico. Comunque noi ci poniamo alcune domande. Con quale criterio saranno scelti i palazzi da acquisire? Ci sarà una priorità a partire da quelli più a rischio o si guarderà a chi è più facilmente disposto a vendere per sbarazzarsi del bene? Verrà controllato il reddito di chi vende per evitare speculazioni?<br />
Ogni amministrazione segue una sua strategia ed ha una sua idea di città e per questo non avremmo niente da dire per le destinazioni degli immobili agli universitari. Ma anche qui ci sorgono alcune domande. Non è che si promuove questa iniziativa soltanto per giustificare e creare un&#8217;utenza, altrimenti troppo bassa, della nuova metrotranvia? Cosa garantirà che gli studenti accettino gli alloggi, visto che un esperimento simile si è già provato e non ha funzionato? I tanti disservizi del centro storico non rischiano di essere un grosso deterrente insieme alla situazione di degrado di alcuni vicoli e zone? Non sarebbe il caso di iniziare a creare le condizioni a priori, insieme ai residenti, creando lavoro e reddito?</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;Agenda Urbana fra gli obiettivi troviamo la possibilità di rafforzare i servizi pubblici urbani, il contrasto alla povertà espandendo i servizi sociali in aree marginali e la possibilità di potenziare filiere produttive e di servizi attraverso l&#8217;insediamento di nuove imprese. Ci chiediamo, non sarebbe il caso di discuterne con i cittadini e creare dei processi che riescano a far uscire gli stessi dalla situazione di povertà e assistenzialismo, creare reddito, indipendenza e autonomia? Far creare delle imprese di servizi e di produzione gestite direttamente da chi vive il posto?</p>
<p>Queste sono alcune domande che vogliamo porre a Mario Occhiuto e Mario Oliverio. Vogliamo un incontro pubblico per discutere di tutto ciò e far sentire le nostre ragioni. Finalmente i fondi ci sono e sarebbe un oltraggio a chi vive lì spenderli male o contrariamente a quelle che sono le priorità dei cittadini.<br />
Queste non sono né attacchi, né critiche senza fondamento. Ma soltanto delle domande e delle richieste di dialogo per il bene della collettività!</p>
<p>Vogliamo un centro storico vivibile e lo vogliamo subito!</p>
<p><strong>Comitato Piazza Piccola</strong></p>
</div>
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		<title>LA DEMAGOGIA CHE GENERA RAZZISMO</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 13:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMITATO PIAZZA PICCOLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Rom che stavano sul fiume, ora vivono nei vicoli di Santa Lucia, alla garrubba e in via Marini serra. In particolare nei vicoli di Santa Lucia la situazione è di totale degrado e abbandono. Si vive in case diroccate, pericolanti e in condizioni igienico sanitarie disastrose. I bambini non frequentano la scuola e nessun [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="id_5964cd18a831f3358006758" class="text_exposed_root text_exposed">I Rom che stavano sul fiume, ora vivono nei vicoli di Santa Lucia, alla garrubba e in via Marini serra. In particolare nei vicoli di Santa Lucia la situazione è di totale degrado e abbandono. Si vive in case diroccate, pericolanti e in condizioni igienico sanitarie disastrose. I bambini non frequentano la scuola e nessun assistente sociale si è mai fatto ved<span class="text_exposed_show">ere da queste parti. Nessuna politica di integrazione e nessun dialogo si è mai instaurato, facendo finta che il problema non esistesse. Le condizioni per ricreare un ghetto simile a quello di via degli stadi ci sono tutte, e ignorare il problema o reprimerlo non è la soluzione. Noi abbiamo voluto conoscerli, soprattutto i bambini, molti di loro sognano una vita normale e hanno una grande vitalità. Dovrebbe essere lo scopo di tutti far si che nessuno rimanga indietro, che sopratutto quei bambini abbiano un futuro migliore. Perché a Cosenza vecchia, che un bambino sia rom o originario del posto non fa differenza, rischierà lo stesso di essere carne da macello della malavita vendendo droga e rischiando il carcere per quattro spicci. Perché ancora oggi nel 2017 tanti giovani italiani e rom entrano in contatto con droghe pesanti in tenera età. Ancora oggi nei quartieri dei rivocati e via milelli c&#8217;è chi prova ad adescare bambini in cambio di pochi euro per delle prestazioni sessuali. La maggior parte dei ragazzi abbandona gli studi e quasi la maggioranza non ha prospettive universitarie. Insomma, la differenza è sottile e per lo più si tratta di provenienze diverse. Nonostante tutto questo, i cittadini del centro storico che vivevano già in situazioni di forte degrado e disagio, oltre ad una grande precarietà, hanno dato dimostrazione di saper accogliere e condividere. Hanno tollerato situazioni di degrado e molte volte aiutato. Ma proprio per le condizioni in cui versa il centro storico se non si creano delle soluzioni e delle politiche che diano una prospettiva diversa, la situazione rischia di degenerare. Evitiamo facili strumentalizzazioni, evitiamo di soffiare sul fuoco dell&#8217;intolleranza che sta dilagando in Italia, evitiamo guerre fra poveri e tensioni, evitiamo di usare tali argomenti per la propaganda politica.</span></div>
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