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	<title>CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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	<title>CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI Archivi | MALANOVA</title>
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		<title>CAT CALABRIA. RIFIUTI: ANCORA UN’ENNESIMA EMERGENZA! MA FINO A QUANDO?</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2020 08:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella fase emergenziale in corso, creata da una classe politica inefficiente, ci ritroviamo a dover vivere l&#8217;ennesimo dramma legato alla gestione fraudolenta dei rifiuti. Ricorrere a discariche e a impianti di smaltimento, come deliberato dall&#8217;ultima ordinanza regionale (n. 45 del 20 maggio 2020), sembra un passaggio scontato per uscire dal vicolo cieco ma, ancora una [&#8230;]</p>
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<p>Nella fase emergenziale in corso, creata da una classe politica inefficiente, ci ritroviamo a dover vivere l&#8217;ennesimo dramma legato alla gestione fraudolenta dei rifiuti. Ricorrere a discariche e a impianti di smaltimento, come deliberato dall&#8217;ultima ordinanza regionale (n. 45 del 20 maggio 2020), sembra un passaggio scontato per uscire dal vicolo cieco ma, ancora una volta, non si vede la volontà effettiva di programmare il futuro di un servizio essenziale. Di discarica in discarica sono oramai decenni che non si riesce a concepire un sistema di gestione della raccolta degno di questo nome.</p>



<p>Le soluzioni attuali prevedono l&#8217;istituzione di nuove discariche, la riapertura di quelle vecchie e i sovralzi per un totale di più di un milione di metri cubi di nuovi rifiuti da abbancare. Si tratta di una quantità mostruosa: il fatto che sia stata prevista, lascia intendere che la regione Calabria sarà disposta ad accettare anche la spazzatura proveniente da altre regioni.</p>



<p>A Castrolibero, Cassano, Lamezia, Castrovillari e Reggio non si parla d&#8217;altro. Quando si potrebbe parlare, invece, della deficienza dell&#8217;impiantistica, dell&#8217;abolizione del piano regionale dei rifiuti, dello smantellamento degli ATO o, magari, dell&#8217;opportunità di radicalizzare la raccolta differenziata.</p>



<p>L&#8217;obiettivo &#8220;discarica zero&#8221; è dichiarato solo sulla carta, ma in sostanza rimane uno slogan puramente propagandistico. Su tutto il fronte istituzionale manca una visione strategica, un piano pluriennale capace di farci uscire definitivamente da un&#8217;emergenza che periodicamente si ripresenta.</p>



<p>Proprio le sirene emergenziali, è inutile nasconderlo, servono al pubblico per far deglutire scelte impopolari e al privato per accaparrarsi l&#8217;ambìto servizio, secondo i soliti criteri che prevedono la massimizzazione del profitto. L’altra parola chiave, passata attraverso le bocche di amministratori e gestori, è stata infatti termovalorizzatore. Un&#8217;altra parola ambigua che nasconde un&#8217;altra soluzione non congrua a un sistema di gestione dei rifiuti moderno e funzionale che sia nel contempo rispettoso dell&#8217;ambiente e della salute dei cittadini.</p>



<p>Eppure, il cosiddetto modello Saracena, l’esperienza di Riace, la sperimentazione di San Benedetto Ullano attestano la possibilità di gestire i rifiuti solidi urbani in maniera diversa, con percentuali di raccolta differenziata che, in alcuni casi, arrivano a oltre l’80%. Se consideriamo che circa l&#8217;80% dei comuni Calabresi non ha più di 5 mila abitanti (poco più di quelli di Saracena, tanto per dire), capiamo bene l’importanza di questi modelli e quanto essi siano esportabili. C&#8217;è poi Capannori, una città di oltre 45 mila abitanti, la cui vicenda spiega plasticamente ciò che si può fare anche nei grossi agglomerati urbani. E, d&#8217;altro canto, molti capoluoghi calabresi hanno sperimentato crescite notevoli della percentuale di raccolta differenziata dopo soli due anni di attività. Si può fare, se solo lo si vuole davvero!</p>



<p>La commistione tra pubblico e privato ha fatto in modo che tutto il sistema si aggrovigliasse (per poi incepparsi) intorno a discariche e inceneritori. La politica ha favorito il privato perché gli ha tolto la responsabilità della gestione. Il privato, dal canto suo, ha favorito la politica attraverso la selezione del personale (senza concorso, ovviamente): si capisce bene come ciò costituisca un utile serbatoio di voti facilmente direzionabili attraverso la leva del ricatto occupazionale.</p>



<p>Sul piano economico la questione è ancora più semplice: un termovalorizzatore gestito da un privato deve funzionare sempre al massimo della sua capacità, dirottando parte della raccolta differenziata verso l&#8217;incenerimento e, qualora la spazzatura locale non basti, induce persino a importarla da altri luoghi, dall&#8217;estero persino. Un termovalorizzatore gestito dal pubblico dovrebbe, razionalmente, tendere progressivamente a esaurire la sua funzione e, dunque, a spegnersi, a mano a mano che la percentuale della raccolta differenziata cresca. In Calabria, questo sistema è addirittura esasperato da privati che spingono e, in alcuni casi, dettano la scrittura stessa del Piano dei Rifiuti: è per questo che esso tende a concentrarsi sui mega impianti localizzati in territori capaci di massimizzarne esageratamente i profitti? Una gestione razionale, al contrario, che guardi al bene comune e alla tutela ambientale, prevedrebbe piccoli impianti diffusi sul territorio e progettati per ambiti realmente ottimali; ossia ambiti che non seguano le linee astratte dei confini provinciali, bensì la conformazione geografica dei territori e la vicinanza reale tra comuni. Questo favorirebbe una raccolta efficace che ridurrebbe di migliaia di chilometri il trasporto dei rifiuti. Anche il trattamento della percentuale organica, quella più impattante sull&#8217;intera RSU, è meglio gestibile localmente: perché non attraverso compostiere familiari, condominiali o di quartiere?</p>



<p>Nessuna di queste proposte è stata minimamente accennata dal documento approntato dalla Governatrice, né è stata mai presa in considerazione dagli amministratori riuniti negli ATO, evidentemente troppo presi dalla ricerca di una soluzione più &#8220;semplice&#8221; dell’emergenza; una soluzione, questa, che prevede solo discariche e inceneritori.</p>



<p>Non possiamo sopportare un ulteriore slittamento nell&#8217;allestimento di un piano rifiuti dignitoso che faccia uscire definitivamente la Calabria da questa emergenza autoindotta e senza fine, frutto dell&#8217;assenza di una visione unitaria che dovrebbe accomunare le diverse anime istituzionali (Regione, ATO, Comuni).</p>



<p>Non sopportiamo più il patto criminale tra pubblico e privato.</p>



<p>Non sopportiamo più una classe politica che non ci rappresenta in alcun modo.</p>



<p><em><strong>C</strong>oordinamento delle <strong>A</strong>ssemblee <strong>T</strong>erritoriali della Calabria</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT-1024x1019.png" alt="" class="wp-image-6603" width="197" height="196" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT-1024x1019.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT-300x298.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT-150x150.png 150w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT-768x764.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT.png 1311w" sizes="(max-width: 197px) 100vw, 197px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Il <strong>C</strong>oordinamento delle <strong>A</strong>ssemblee <strong>T</strong>erritoriali (CAT Calabria) è una rete di associazioni e comitati calabresi che lavorano insieme da anni su temi come Salute, Reddito, Ambiente. Da Castrovillari a Reggio Calabria sono tante le sigle che mettono insieme le loro vertenze e le loro idee per una Calabria migliore, contro un sistema politico-economico che non rappresenta minimamente le istanze ed i bisogni dei cittadini.</em></p></blockquote>



<p></p>
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		<title>LAZZARO (RC).  IL COMITATO SPONTANEO COMUNIA CHIEDE IL BLOCCO DELL’EX DISCARICA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/05/22/lazzaro-rc-il-comitato-spontaneo-comunia-chiede-il-blocco-dellex-discarica/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 22 May 2020 07:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI]]></category>
		<category><![CDATA[RIFIUTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A nulla sono valse le ragioni motivate presentate in questi anni da Associazioni, Comitati e liberi cittadini, contro la riapertura della ex Discarica di Comunìa, sita nella frazione Lazzaro di Motta San Giovanni. A nulla sono valse le relazioni, gli studi, le raccolte firme, il dissenso espresso in ultimo anche dall’amministrazione comunale a guida del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A nulla sono valse le ragioni motivate presentate in questi anni da Associazioni, Comitati e liberi cittadini, contro la riapertura della ex Discarica di Comunìa, sita nella frazione Lazzaro di Motta San Giovanni. A nulla sono valse le relazioni, gli studi, le raccolte firme, il dissenso espresso in ultimo anche dall’amministrazione comunale a guida del Sindaco Giovanni Verduci.</p>



<p>Per la Regione Calabria, la ex discarica Comunia, per la quale il territorio aspetta da anni la bonifica, la messa in sicurezza e la definitiva chiusura del sito, deve essere ampliata e riaperta.</p>



<p>Poco importa alla Regione Calabria se il sito è stato definito dagli esperti “una bomba ecologica”.</p>



<p>Poco importa alla Regione Calabria se per raggiungere il sito i camion debbano attraversare il centro storico.</p>



<p>Poco importa alla Regione Calabria se tonnellate di rifiuti passeranno su strade comunali davanti a scuole, asili, centri polisportivi, farmacia, stadio, cimitero, abitazioni.</p>



<p>Poco importa alla Regione Calabria se la viabilità è totalmente assente.</p>



<p>La ex discarica di Comunia si deve riaprire!</p>



<p>Con Decreto Dirigenziale della Regione Calabria (Burc n. 41 del 30 Aprile 2020) si autorizza il progetto di “Messa in sicurezza, adeguamento ed ampliamento volumetrico della discarica esistente in Loc. Comunia del Comune di Motta S. Giovanni”.</p>



<p>A niente è servito presentarsi davanti al Consiglio di Stato per il Comune di Motta San Giovanni che si era visto respingere il ricorso contro la sentenza del TAR di Reggio Calabria teso ad ottenere l’annullamento del verbale conclusivo della conferenza di servizi del 25 luglio 2018. Istanza definitivamente rigettata. Un altro insuccesso che si unisce agli altri deboli tentativi presentati dall’amministrazione per opporsi alla riapertura e all’ampliamento della ex Discarica.</p>



<p>Infatti, sebbene si riconosca la difficoltà nell’affrontare una situazione abbastanza complicata, quale quella della riapertura di una discarica inserita dal 2016 nel Piano dei rifiuti della Regione Calabria (PRGR), non si può tuttavia nascondere il disappunto per la scarsa efficacia dei provvedimenti portati avanti fino ad ora.</p>



<p>Nella nota stampa con la quale il Sindaco Verduci comunicava nei giorni scorsi quest’ennesimo fallimento nell’informare la cittadinanza sugli ultimi sviluppi, si legge inoltre <em>“…. Abbiamo intrapreso un percorso partecipativo, abbiamo pubblicato tempestivamente tutti i documenti in nostro possesso, consentendo a tutti di maturare una propria idea in merito”.</em></p>



<p>Ci dispiace, però, dover fare notare come numerose richieste di documenti da parte dello scrivente Comitato agli Uffici comunali siano rimaste tutt’ora inevase, come nessun riscontro è pervenuto alle diverse mail pec inviate, come tutti gli inviti a relazionarsi con la cittadinanza attraverso incontri. pubblici, siano rimasti inascoltati, rendendo estremamente difficile per il Comitato analizzare, anche dal punto di vista tecnico, la situazione procedurale, ma soprattutto annullando qualsiasi tipo di partecipazione e dialogo.</p>



<p>Inoltre, si ricorda che la “<em>Commissione speciale per la discarica di Comunia” istituita dall’amministrazione comunale, </em>non ha concluso il proprio mandato ovvero non ha prodotto <em>alcun </em>documento finale dei lavori in un’ultima seduta mai convocata, dopo aver audito ed acquisito le proposte da parte dello scrivente Comitato spontaneo Comunia, dell’ANCADIC, della Pro Loco, del Laboratorio di partecipazione Sant’Elia, del Comitato raccolta firme no Comunia.</p>



<p>Ciononostante, il Comitato Comunia ritiene che vi sia ancora la possibilità di impedire la riapertura di questa discarica.</p>



<p>Pertanto invita l’Amministrazione Comunale a mantenere fede a quanto deliberato nel Consiglio Comunale antecedente la prima seduta della Conferenza dei Servizi, e cioè di avvalersi di tecnici specializzati in materia ambientale, vista la complessità della problematica, per una prossima azione legale.</p>



<p>Nello specifico, chiede venga dato incarico ad un esperto in materia ambientale di coadiuvare i legali nella redazione di un ricorso al TAR e di ogni altra perizia necessaria avverso il parere favorevole alla riapertura.</p>



<p>La cittadinanza ha il diritto di sapere in che modo l’amministrazione comunale intende continuare a far valere il proprio dissenso prima della scadenza dei termini per le azioni legali ovvero 60 giorni dalla pubblicazione sul BUR Calabria avvenuta il 30 Aprile</p>



<p><strong><em>Comitato spontaneo Comunia</em></strong></p>
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		<title>EMERGENZA RIFIUTI. DALLA TRAGEDIA ALLA FARSA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/05/21/emergenza-rifiuti-dalla-tragedia-alla-farsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 12:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI]]></category>
		<category><![CDATA[RIFIUTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci risiamo! Come più volte denunciato dalle pagine di questo giornale, finite le poche migliaia di metri cubi di capacità nelle poche discariche rimaste operative, siamo nuovamente con le strade stracolme di rifiuti. A poco servono le tanto sbandierate (è proprio il caso di dirlo) BANDIERE BLU o i selfie con il ministro al cantiere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/05/21/emergenza-rifiuti-dalla-tragedia-alla-farsa/">EMERGENZA RIFIUTI. DALLA TRAGEDIA ALLA FARSA</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci risiamo! Come più volte denunciato dalle <a href="http://www.malanova.info/category/rifiuti/">pagine di questo giornale</a>, finite le poche migliaia di metri cubi di capacità nelle poche discariche rimaste operative, siamo nuovamente con le strade stracolme di rifiuti.</p>



<p>A poco servono le tanto sbandierate (è proprio il caso di dirlo) <a href="http://www.malanova.info/2020/05/20/alto-ionio-di-cemento-ponti-e-bandiere-blu/">BANDIERE BLU o i selfie con il ministro al cantiere del 3° MEGALOTTO</a> se la cura e il rispetto del territorio diventano l&#8217;ultimo dei pensieri di chi amministra &#8211; sovente con spirito padronale &#8211; le nostre comunità e soprattutto se non si ha la capacità e la volontà politica di uscire dal meccanismo asfissiante dell’emergenza che, con cicli infiniti trimestrali, protrae all’infinito il business privato dei rifiuti.</p>



<p>L&#8217;ordinanza regionale della Santelli ridà via libera a discariche e sovralzi (per un totale di <strong>535mila mc</strong>+<strong>600mila mc</strong> della terza vasca di Lamezia) per la gioia dei soliti signori della monnezza! È un&#8217;aggressione totale ai nostri territori, da Reggio a Castrovillari.</p>



<p>Ma entriamo nel dettaglio e vediamo cosa prevede l’ennesima ordinanza in deroga:</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><em>ORDINA:</em></p>



<p><em><strong>al Commissario ad acta individuato con la D.G.R. n. 95 del 20/05/2020 </strong>in sostituzione del Comune di Cassano allo Ionio, di attivare i conferimenti nella IV buca della discarica in loc. Silva per complessive <strong>30.000 mc</strong>, con un conferimento <strong>giornaliero massimo di 150 tonnellate</strong>, e nelle more del perfezionamento della eventuale procedura di omologa. Ad esaurimento di tale volumetria il Commissario ad acta procede alla chiusura definitiva della discarica in loc. Silva del Comune di Cassano allo Ionio (che non sarà più la discarica di servizio dell’ecodistretto di Rossano, ndr);</em></p>



<p><em><strong>alla Città Metropolitana di Reggio Calabria </strong>di attivare i conferimenti nel lotto I della discarica di loc. la Zingara nel Comune di Melicuccà per una volumetria pari a circa <strong>90.000 mc</strong>, nelle more della presentazione all’autorità competente del progetto di bonifica del sito e di coltivazione della discarica per l’ottenimento dell’autorizzazione integrata ambientale. Prima dell’avvio dei conferimenti dovranno essere eseguite tutte le lavorazioni necessarie a ripristinare le caratteristiche tecniche della vasca secondo la normativa vigente. Dovranno altresì essere verificate l’efficacia dei presidi ambientali già realizzati, revisionati i servizi di rete, e eventualmente realizzati tutti gli interventi necessari a garantire la corretta gestione della discarica in conformità al d.lgs 36/2003. Preliminarmente ai conferimenti devono essere rimossi i rifiuti abbandonati nel lotto II della discarica. La Città Metropolitana procede, inoltre, entro 30 giorni dall’emanazione della presente ordinanza, all’affidamento della esecuzione delle indagini ambientali integrative sulla base del Piano di caratterizzazione approvato dalla Regione Calabria in conferenza dei servizi in data 25 ottobre 2019;</em></p>



<p><em><strong>al Comune di Castrovillari (CS) </strong>la ripresa dei conferimenti nella discarica in loc. Campolescia autorizzata con DDG n. 11591 del 8.8.2013, salva diversa valutazione dell’autorità giudiziaria. Ad esaurimento della volumetria residua, pari a <strong>20.000 mc </strong>il Comune di Castrovillari procede alla chiusura definitiva della discarica;</em></p>



<p><em><strong>al Comune di Lamezia Terme (CZ), </strong>in relazione alla vasca n°2 della discarica in loc. Stretto oggetto di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, in caso di assenso positivo all’accesso ai luoghi, di procedere entro i successivi 20 giorni alla realizzazione degli interventi necessari alla completa rimozione delle cause che hanno determinato le violazioni contestate funzionali alla ripresa dei conferimenti per circa <strong>50.000 mc</strong>. La copertura finanziaria per gli interventi è assicurata dalla Regione Calabria con successivo provvedimento;</em></p>



<p><em><strong>all’ARPACal</strong>, in relazione alla vasca n°1 della discarica in loc. Stretto del Comune di Lamezia Terme di verificare lo stato dei luoghi, le caratteristiche tecniche della discarica e le eventuali prescrizioni e condizioni per una possibile sopraelevazione pari a circa <strong>150.000 mc</strong>;</em></p>



<p><em><strong>al Comune di Lamezia, </strong>sulla base dell’esito delle verifiche di cui al punto precedente, di presentare all’autorità competente, entro i 30 giorni successivi, il progetto del sovralzo per l’ottenimento della VIA e dell’AIA;</em></p>



<p><em><strong>al Comune di Catanzaro</strong>, di presentare, entro 20 giorni dall’emanazione della presente ordinanza, all’autorità competente per la valutazione a autorizzazione ambientale il progetto relativo all’ampliamento volumetrico della discarica in loc. Alli per circa <strong>130.000 mc</strong>;</em></p>



<p><em><strong>alla Comunità d’Ambito di Vibo Valentia </strong>di pubblicare, entro 20 giorni dall’emanazione della presente ordinanza la gara per la progettazione dell’impianto previsto nella vigente pianificazione regionale con annessa discarica di servizio, da realizzare nel Comune di Sant’Onofrio, sito individuato dalla stessa Comunità d’Ambito;</em></p>



<p><em><strong>alla Comunità d’Ambito di Cosenza </strong>di procedere entro 20 giorni dall’emanazione della presente ordinanza all’individuazione del sito di ubicazione della discarica di servizio dell’impianto di trattamento ubicato nel Comune di Rossano Corigliano;</em></p>



<p><em><strong>al Commissario ad acta individuato con DGR n. 96 del 20/05/2020 </strong>di procedere entro 30 giorni dall’emanazione della presente ordinanza all’individuazione del sito di ubicazione della discarica a servizio dell’impianto di trattamento da realizzare nell’area Nord della provincia di Cosenza;</em></p>



<p><em><strong>al Commissario ad acta individuato con DGR n. 97 del 20/05/2020 </strong>di procedere entro 30 giorni dall’emanazione della presente ordinanza all’individuazione del sito di ubicazione della discarica a servizio dell’impianto di trattamento di Siderno;</em></p>



<p><em><strong>al Responsabile delle iniziative di cui alla DGR n. 241/2019 </strong>la predisposizione degli atti amministrativi finalizzati alla nomina di un <strong>Commissario ad acta, in sostituzione del Comune di Castrolibero, </strong>per la presentazione della richiesta di AIA del progetto di ampliamento volumetrico della discarica sita in loc. Destre Spizzirri per circa <strong>65.000 mc</strong>;</em></p>



<p><em><strong>alla Città Metropolitana di Reggio Calabria </strong>di procedere, entro 20 giorni successivi all’emanazione della presente ordinanza, alla pubblicazione della gara per l’affidamento del servizio di gestione degli impianti di Siderno e Gioia Tauro unitamente ai lavori di riefficientamento necessari a garantire la completa funzionalità del termovalorizzatore e l’adeguamento alle migliori tecnologie disponibili, la cui copertura finanziaria è assicurata dalla Regione Calabria per un importo pari a 12,20 milioni di euro a valere sulle risorse della Delibera CIPE n. 55/2016;</em></p>



<p><em><strong>alle Comunità d’Ambito di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone e alla Città Metropolitana di Reggio Calabria </strong>di individuare, entro 10 giorni dall’emanazione della presente ordinanza, siti di stoccaggio temporaneo dei rifiuti prodotti dagli impianti di trattamento dei rifiuti urbani. Entro i 30 giorni successivi, i soggetti sopra individuati, nelle more dell’ottenimento dell’autorizzazione secondo le previsioni di legge, procedono al loro allestimento e messa in esercizio, nel rispetto della normativa tecnica, ambientale e della sicurezza sui luoghi di lavoro;</em></p>



<p><em><strong>al Dipartimento Ambiente e Territorio </strong>di procedere alla regolazione dei flussi dei rifiuti nelle discariche indicate nella presente ordinanza e nell’OPGR n. 14/2020;</em></p>



<p><em><strong>ad ARPACal </strong>di fornire a tutti soggetti individuati nella presente ordinanza il supporto necessario per la verifica dello stato dei luoghi, l’analisi e la valutazione delle previsioni progettuali, il rispetto delle condizioni stabilite nei progetti già redatti, le eventuali prescrizioni per il corretto avvio delle attività, così come previsto dal regolamento di funzionamento dell’agenzia. A tale proposito l’ARPACal verrà potenziata e opererà in sinergia con il Dipartimento Ambiente e il Dipartimento Regionale della Protezione Civile;</em></p>



<p><em><strong>alla società MI.GA. srl </strong>di accettare nella discarica in esercizio autorizzata con il DDG n. 12587 del 27.14.2014 e s.m.i., sita in loc. San Nicola nel Comune di Celico (CS), i rifiuti provenienti e dagli impianti di trattamento regionali, pubblici e privati al servizio del circuito pubblico sino ad un quantitativo massimo di 300 t/giorno, comprensivo di quelli prodotti dall’impianto di Lamezia Terme, per una durata massima pari a 60 giorni e nelle more del perfezionamento della eventuale procedura di omologa. Alla società MI.GA. srl è riconosciuta la tariffa di conferimento, a carico degli enti di governo degli ambiti, non superiore a 105 euro/tonnellate.</em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>L’emergenza rifiuti in Calabria è pilotata da chi vuole lucrare sul fatto che essa non venga mai davvero risolta, prolungando all’infinito la crisi di un sistema che non può più essere lasciato in mano agli interessi dei privati.</p>



<p>I fatturati dell’imprese, che negli anni si sono accaparrati il sistema regionale dei rifiuti, parlano di una tendenza di crescita costante nel tempo; le percentuali di raccolta differenziata, seppur lentamente, crescono e nonostante la popolazione calabrese reale vive una lunga fase emorragica in termini demografici con decine di migliaia di persone che ogni anno lasciano la propria terra per non farvi più ritorno, la crisi del sistema non accenna a svanire. Ciclicamente infatti assistiamo all’allarme emergenza ed alle serrate dei gestori privati che riportano le nostre città ad avere enormi cumuli di rifiuti in ogni angolo di strada.</p>



<p>E a dettare legge nelle assemblee degli Ato, l’organo che dovrebbe assolvere alle funzioni di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, non sono certamente i sindaci (quindi i soggetti pubblici) ma sono proprio loro, i signori della monnezza! Il caso crotonese, per dirne solo uno, è lì a dimostrarlo con una gestione &#8211; quella dei Vrenna &#8211; condotta a colpi di affidamenti diretti e di successive proroghe di contratti. Un rapporto pernicioso tra Regione Calabria e la Sovreco con una gestione allegra del ciclo dei rifiuti che ha visto, nel solo ultimo anno, raddoppiare il costo di conferimento passando da 70 a 140 euro a tonnellata.</p>



<p>Per questo ci sembra fuori luogo e fuori tempo massimo il piagnisteo di moltissimi sindaci calabresi la cui politica dello struzzo, utilizzata negli ultimi 20 anni, ha permesso lo scempio al quale stiamo assistendo.</p>



<p>È tempo di reagire e di tornare per strada. Ora!</p>



<p><strong><em>La Redazione di Malanova</em></strong></p>
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		<title>TERRITORI: EQUILIBRI FRAGILI ED EMERGENZE PERMANENTI</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/16/territori-equilibri-fragili-ed-emergenze-permanenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 06:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI]]></category>
		<category><![CDATA[RIFIUTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È di qualche giorno fa la notizia della sospensione della raccolta delle frazioni indifferenziate ed organiche nei comuni dell’area dello Stretto, e non parliamo di sparuti paeselli ma di una zona tra le più popolate dell’area metropolitana di Reggio Calabria; circa 270.000 persone. Non meglio definiti problemi hanno condotto al blocco degli impianti di Vazzano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È di qualche giorno fa la notizia della sospensione della raccolta delle frazioni indifferenziate ed organiche nei comuni dell’area dello Stretto, e non parliamo di sparuti paeselli ma di una zona tra le più popolate dell’area metropolitana di Reggio Calabria; circa 270.000 persone. Non meglio definiti problemi hanno condotto al blocco degli impianti di Vazzano (VV), impianto per il trattamento dell’indifferenziato, e Sambatello (RC) nel quale si tratta la frazione organica.</p>



<p>Questi episodi non sono isolati o insoliti, esiste una lunga storia di guasti e malfunzionamenti di questi impianti di trattamento dei rifiuti per varie motivazioni, tra le quali il trattamento di tipologie di rifiuti non perfettamente conformi al tipo di impianti. Ma il nocciolo del problema non è il blocco degli impianti in sé, quanto l’intera strategie di gestione del ciclo dei rifiuti a livello regionale e in quell’Assessorato all’ambiente capace di proporre solo nuove discariche e mega-impianti, e a far passare soluzioni improponibili nel nome dell’ennesima emergenza annunciata. Soluzioni che rinviano ulteriormente il problema, come lo smaltimento dei rifiuti all’estero o il sempiterno ricorso agli impianti privati, gravando sulle casse regionali e distogliendo risorse che si sarebbero potute impiegare per avviare un ciclo realmente integrato dei rifiuti.</p>



<p>Nel nostro territorio pare che quindi l’unica speranza di risolvere il cronico problema dei rifiuti sia quello di affidarsi alla fiamma purificatrice e al soffio di Eolo. Sostanzialmente è questa la strada che sembra profilarsi visti i recenti comunicati provenienti dal cosentino. Con un inceneritore attivo a singhiozzo nella piana di Gioia Tauro e ormai pronto ad esalare l’ultima zaffata mefitica, impianti di trattamento meccanico dei rifiuti con acciacchi e sostanzialmente fermi, si intende proseguire a vele spiegate sulla rotta della termodistruzione e dello smaltimento in discarica.</p>



<p>Questo dovrebbe risolvere il problema o tentare di mantenere uno stato di emergenza latente?</p>



<p>Se mettessimo in fila un po’ di numeri dovremmo quindi considerare come quasi tre lustri di commissariamento della gestione regionale dei rifiuti abbia regalato solo nuove discariche e un PRGR che già sulla carta presenta lacune nelle tecnologie ipotizzate, quando non traguardi irraggiungibili con l’attuale gestione del ciclo dei rifiuti.</p>



<p>Dalle pagine di questa redazione abbiamo di volta in volta smontato le narrazioni altisonanti che promettevano soluzioni definitive alla pluridecennale “emergenza rifiuti”. Corre l’obbligo del virgolettato in quanto dopo un anno non si può più parlare di emergenza, e dopo una fase commissariale di 13 si deve parlare di patologia cronica.</p>



<p>L’inefficienza della gestione dei rifiuti è un fatto strutturale, in quanto si pianifica nella realtà solo l’affidamento ad aziende private, spesso plurinquisite, gestioni multimilionarie di un servizio essenziale, ipotecando il territorio con una serie di discariche sparse su tutta la regione. Com’è quindi possibile che con le tecnologie a disposizione al giorno d’oggi, con le esperienze virtuose nella nostra stessa Regione (il Comune di Saracena), con amministratori che gonfiano le gote con il mantra dell’economia circolare, bastano due impianti fermi per mandare gambe all’aria una zona nella quale risiedono 270.000 persone?</p>



<p>È possibile solo se la gestione dei rifiuti è vista come un business da affidare al miglior offerente, e nei fatti lo è se si parla di smaltimento dei rifiuti nell’ottica di una gestione degli interessi sul ciclo dei rifiuti. Allora inceneritori e discariche si rivelano per quello che sono, modi per nascondere la polvere sotto il tappeto ma ad un prezzo molto caro, meccanismi di gestione nei quali chi gestisce gli impianti spende assai poco ricavando poi molto, dal momento che “fornisce” un servizio a domanda incomprimibile.</p>



<p>Peccato che il tappeto sia il territorio con i suoi equilibri socio ambientali ed economici e questo genere di “gestione”, che fa dell’emergenza il proprio propulsore, non fa che erodere risorse economiche e ambientali per mantenere gli interessi di un pugno di imprenditori che della tutela del territorio non sanno cosa farsene.&nbsp;</p>
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		<title>CAT CALABRIA: UN NUOVO “TERMOVALORIZZATORE” A RENDE? UNA SCELTA CRIMINALE!</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/03/04/cat-calabria-un-nuovo-termovalorizzatore-a-rende-una-scelta-criminale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 15:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fa un po&#8217; impressione il vocabolo “termovalorizzatore” sulla bocca di uno dei membri della Giunta del Comune di Rende. Per altro un vocabolo utilizzato a fianco di altri termini come benessere, ambiente, economia circolare. Niente di più assurdo. Lo abbiamo profetizzato in passato e adesso è il momento dei sondaggi. L’assessore all’Ambiente Ziccarelli va in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fa un po&#8217; impressione il vocabolo “termovalorizzatore”
sulla bocca di uno dei membri della Giunta del Comune di Rende. Per altro un
vocabolo utilizzato a fianco di altri termini come benessere, ambiente,
economia circolare. Niente di più assurdo.</p>



<p>Lo abbiamo profetizzato in passato e adesso è il momento dei sondaggi. L’assessore all’Ambiente Ziccarelli va in avanscoperta per saggiare l’opinione pubblica rendese. Perché il grande ecodistretto non lo facciamo proprio a Rende? “È il tempo degli atti coraggiosi ed impopolari”, afferma l’assessore. </p>



<p>Il programma delineato è esattamente il contrario di quello che un buon ragionamento riterrebbe utile per il governo di una problematica importante come quella dei rifiuti. Grossi impianti, localizzati in un’unica zona. Un ecodistretto che comprenda un grosso termovalorizzatore in grado di mandare in cenere i rifiuti di tutta la provincia. Facile capire a cosa si pensa: l’area industriale di Rende. E perché non farla passare, per renderla meno indigesta ai cittadini, attraverso un’azione di greenwashing?</p>



<p>Vogliamo scommettere che la prossima mossa sarà la
proposta di bonificare l’area della ex Legnochimica con i soldi dei rifiuti ed
istallare lì il mega ecodistretto dell’Ato 1? Vogliamo scommettere che il commissario
ci “obbligherà” ad essere una comunità responsabile? Vogliamo scommettere che
si parlerà delle royalty di cui godrà il Comune in cambio di una “piccola”
flessione della qualità della vita dei cittadini? </p>



<p>Purtroppo da anni denunciamo l’inquinamento dell’area
industriale di Rende. Denunciamo la presenza speculativa di impianti micidiali
per ambiente e salute come la Centrale a Biomasse. Denunciamo l’aria puzzolente
che ammorba il territorio da Commenda a Montalto grazie anche alle quantità
industriali di organico lavorate nell’impianto della Calabra Maceri destinate
con l’ecodistretto ad essere decuplicate.</p>



<p>No, non serve un termovalorizzatore, un impianto che
tutta la letteratura scientifica pone come concorrente della raccolta
differenziata spinta. No, non serve un termovalorizzatore con il suo impatto
ambientale ed i danni provocati alla salute umana (anche qui invece di sparare
fake news un assessore all’ambiente sarebbe tenuto ad informarsi attraverso gli
studi più aggiornati).</p>



<p>Non serve un termovalorizzatore che diminuisce solo il
volume dei rifiuti trasformandoli in fumi e ceneri da destinare successivamente
a discariche speciali.</p>



<p>Ancora di più non serve un termovalorizzatore visto
che quello già funzionante (e devastante!) nella Piana di Gioia Tauro non è
utilizzato per la sua intera capacità. </p>



<p>Non siamo contro il termovalorizzatore qui a Rende.
Siamo contro il termovalorizzatore ovunque. Una scelta vetusta ed irrazionale
che pensa, ancora una volta, in continuità con le passate stagioni, di risolvere
il problema rifiuti nascondendoli sotto terra oppure bruciandoli. </p>



<p>Da vent’anni come movimenti ambientalisti, coordinamenti territoriali, comitati civici, lottiamo per suggerire altre modalità già sperimentate con successo altrove. La <strong>strategia Rifiuti Zero</strong> che significa <strong>piccoli impianti decentrati</strong> per non far viaggiare inutilmente i rifiuti conferiti attraverso le modalità della <strong>raccolta differenziata spinta</strong>. Una <strong>tariffa puntuale per premiare i virtuosi</strong> e multare gli “indifferenti”. Una <strong>gestione pubblica, trasparente e condivisa</strong> con i cittadini, affinché non si speculi, a livello finanziario ed elettorale, su un servizio fondamentale per la tutela dell’ambiente e la salute umana. </p>



<p>Basta megaimpianti, basta speculazioni, basta fake news.</p>



<p class="has-text-color has-vivid-red-color"><strong>CAT CALABRIA (Coordinamento delle Assemblee Territoriali):</strong></p>



<p>Coordinamento Territoriale DecidiamoNOI – Rende (CS) <strong>|</strong> R.A.S.P.A. (Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l&#8217;Autotutela) | Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” | Csoa A. Cartella (Reggio Calabria) | Ass. Le Lampare BJC (Cariati) | Ass. Terra Mia (Cassano &#8211; Francavilla) | Comitati in lotta Bisignano (CS) | SdT &#8211; Società dei Territorialisti/e | VAS Onlus (Verdi Ambiente e Società) – Rende (CS) | Ass. Solidarietà e Partecipazione – Castrovillari (CS) | Ass. Costa Nostra – Curinga (CZ) | Comitato No Ecodistretto Frascineto (CS) | Ass. Culturale CotroneInforma<a> </a>(KR) | Forum per la tutela e la valorizzazione dei Territorio &#8211; Cammarata (CS) | Gruppo d’Acquisto Solidale (CS) | Forum delle Associazioni Vibonesi (VV) | Comitato No Ecodistretto San Basile (CS) | Comitato No Biomasse Sorbo San Basile (CZ) | Forum Intercomunale per la Difesa Territoriale (<em>Castrovillari, Cammarata, Frascineto, Lungro, Morano Calabro, San Basile, San Donato di Ninea, Saracena</em>) | Usb Cosenza | Cobas Cosenza | Spa Arrow &#8211; Rende (CS) | Cpoa Rialzo (CS) | Prendocasa Cosenza (CS) | Comitato Piazza Piccola (CS) | Forum Ambientalista Calabria | Comitato San Mango Pulita (CZ) | Casa dei Diritti Sociali FOCUS (CS) | Agorà Decollatura (CZ) | Ass. Un mondo di mondi (RC) | Lipu – Sez. prov. e reg. Rende (CS) </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT.png?fit=640%2C637" alt="" class="wp-image-6603" width="297" height="296" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT.png 1311w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT-300x298.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT-1024x1019.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT-150x150.png 150w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/CAT-768x764.png 768w" sizes="(max-width: 297px) 100vw, 297px" /><figcaption><em><strong>CAT CALABRIA</strong></em><br><em>(<strong>C</strong>oordinamento delle <strong>A</strong>ssemblee <strong>T</strong>erritoriali</em>)</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/2020.03.04-Giunta-Manna-favorevole-al-termovalorizzatore-1024x919.jpg" alt="" class="wp-image-6650" width="552" height="494" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/2020.03.04-Giunta-Manna-favorevole-al-termovalorizzatore-1024x919.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/2020.03.04-Giunta-Manna-favorevole-al-termovalorizzatore-300x269.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/2020.03.04-Giunta-Manna-favorevole-al-termovalorizzatore-768x689.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/2020.03.04-Giunta-Manna-favorevole-al-termovalorizzatore-1536x1378.jpg 1536w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/03/2020.03.04-Giunta-Manna-favorevole-al-termovalorizzatore-2048x1838.jpg 2048w" sizes="(max-width: 552px) 100vw, 552px" /><figcaption>Gazzetta del Sud &#8211; 04/03/2020</figcaption></figure>
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		<item>
		<title>BASTA VELENI. SABATO 7 MARZO INCONTRO PUBBLICO A BISIGNANO (CS)</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/03/04/basta-veleni-sabato-7-marzo-incontro-pubblico-a-bisignano-cs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 13:38:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La montagna ha partorito il topolino… Dalle 17:00 a circa mezzanotte di Venerdì 28 febbraio, si è tenuto a Bisignano, il Consiglio comunale avente, all’ordine del giorno, un unico punto: &#8220;Sequestro, da parte della Procura di Cosenza, del depuratore industriale Consuleco&#8220;. All’assise consiliare hanno partecipato un gran numero di cittadini, associazioni e movimenti dell’intera provincia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La montagna ha partorito il topolino…</strong></p>



<p>Dalle 17:00 a circa mezzanotte di Venerdì 28 febbraio, si è tenuto a Bisignano, il Consiglio comunale avente, all’ordine del giorno, un unico punto: &#8220;<strong>Sequestro, da parte della Procura di Cosenza, del depuratore industriale Consuleco</strong>&#8220;.</p>



<p>All’assise consiliare hanno partecipato un gran numero di cittadini,
associazioni e movimenti dell’intera provincia cosentina. Tre i portavoce di
agricoltori, ambientalisti e società civile a cui è stato consentito
intervenire per ribadire la richiesta di revoca delle autorizzazioni allo
scarico dell’impianto che tratta rifiuti speciali pericolosi e della bonifica
dei luoghi, visti i gravi danni ambientali accertati dalla magistratura a
seguito dell’operazione <strong>Arsenico</strong> scattata lo scorso 14
febbraio.</p>



<p>Istanze perorate anche dall’opposizione che però non sono state accolte dal
sindaco Francesco Lo Giudice e dalla maggioranza che alla fine di un estenuante
consiglio sono riusciti a formulare e a far approvare questa pilatesca
proposta…</p>



<p><em><strong>Il presidente del Consiglio, a nome del Consiglio comunale, al fine di tutelare l’ordine pubblico nonché l’incolumità pubblica ed ambientale, dà indirizzo politico al fine di verificare la sussistenza delle eventuali condizioni tecnico-giuridiche e dei presupposti di legge per richiedere agli enti competenti la revoca definitiva dell’autorizzazione integrata ambientale</strong></em>.</p>



<p>Non è stato quindi assecondato il volere dei cittadini che in massa nell’aula consiliare sollecitavano l’amministrazione comunale non solo a fare pressioni sulla Regione Calabria affinché l’AIA rilasciata all’azienda in questione venga ritirata nell’immediato, ma principalmente a fare una delibera di<strong> ritiro di tutte le convenzioni e le autorizzazioni in essere tra il comune e la Consuleco</strong>.</p>



<p>Ad ora gli uffici comunali si sono limitati a comunicare via Pec alla
Regione Calabria il 25 febbraio (11 giorni dopo il sequestro) la comunicazione
dell’avvenuto&nbsp;sequestro invitando l’ente a rivalutare l’iter
dell’autorizzazione, mentre attualmente è funzionante&nbsp;solo il depuratore
comunale sotto la supervisione di un curatore nominato dalla Magistratura.</p>



<p>Il sindaco che deve tutelare e garantire la salute pubblica si trincera
dietro una delega poco coraggiosa alla Regione Calabria.</p>



<p><strong>Noi chiediamo un’azione forte e immediata</strong>.</p>



<p>perché si tratta di un inquinamento ambientale che va avanti da anni, in
barba a norme di legge e controlli, come avevano già dimostrato le indagini
della Questura di Cosenza nel 2008 e quelle nel 2016.</p>



<p>Maggioranza e sindaco non hanno dato nessun segnale di vicinanza alla
popolazione in agitazione.</p>



<p><strong>Crediamo sia una mancanza di coraggio</strong>.</p>



<p>Abbiamo assistito per ore a giri di parole utili solo ad una comoda stagnazione. L’amministrazione comunale partendo dal grave inquinamento ambientale esistente, avrebbe dovuto deliberare lo stop, senza se e senza ma, alla concessione di scarico nel depuratore comunale e mettere in atto tutte le procedure utili al ritiro delle autorizzazioni sia comunali che regionali e allo <strong>smantellamento definitivo di questo impianto altamente inquinante.</strong></p>



<p>I comitati, comunali ed extracomunali informano che la partecipazione in
massa ai lavori del consiglio comunale e le relative richieste presentate e non
soddisfatte dall’amministrazione, <strong>sono state solo un primo passo</strong>,
ma che se la richiesta dello <strong>smantellamento definitivo dell’impianto</strong>
non verrà realizzata, si riservano altre forme di protesta civile, prima delle
quali una conferenza finalizzata allo scopo di informare la rimanente
popolazione dei rischi per la salute, per l’agricoltura e per l’economia
che&nbsp; questo grave inquinamento ambientale, provocato dall’impianto in
questione, sta producendo non solo&nbsp; nel territorio di Bisignano, ma in
tutti i comuni limitrofi e in tutti quelli attraversati dal fiume Crati.</p>



<p>La conferenza si terrà Sabato <strong>7 Marzo</strong> alle <strong>ore 16,00 </strong>presso la <strong>sala Curia della Biblioteca comunale</strong>.</p>



<p><strong>Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.</strong></p>



<p><strong>COMITATI CIVICI E AGRICOLI IN LOTTA</strong> E<strong> ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>CASSANO. IERI POMERIGGIO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA CRISI DEL SISTEMA RIFIUTI</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/02/14/cassano-ieri-pomeriggio-un-consiglio-comunale-aperto-sulla-crisi-del-sistema-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 15:36:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato molto partecipato il consiglio comunale aperto richiesto dagli attivisti cassanesi di Terra Mia per poter affrontare comunitariamente il problema dei rifiuti e porre un argine allo strapotere di Regione, Ato e Commissari ad acta. Una discussione aperta e franca che ha visto confrontarsi le posizioni di chi – movimenti, comitati e cittadini &#8211; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/02/14/cassano-ieri-pomeriggio-un-consiglio-comunale-aperto-sulla-crisi-del-sistema-rifiuti/">CASSANO. IERI POMERIGGIO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA CRISI DEL SISTEMA RIFIUTI</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stato molto partecipato il consiglio comunale
aperto richiesto dagli attivisti cassanesi di Terra Mia per poter affrontare
comunitariamente il problema dei rifiuti e porre un argine allo strapotere di
Regione, Ato e Commissari ad acta.</p>



<p> Una discussione aperta e franca che ha visto confrontarsi le posizioni  di chi – movimenti, comitati e cittadini &#8211; chiede con forza il ritiro del progetto di sovralzo dell&#8217;esistente quarta buca e della realizzazione di una nuova quinta buca in un territorio che, negli  ultimi trent’anni, ha subito una vera invasione, con rifiuti provenienti  da ogni angola della regione e, soprattutto con il dramma dello smaltimento delle ferriti di zinco provenienti dall’attività industriale della Pertusola Sud di Crotone. </p>



<p>Un territorio che ha pagato un prezzo molto alto
quindi, con oltre 500mila metri cubi di rifiuti abbancati, tanti morti sul
campo tra leucemie fulminanti, linfomi ed altre patologie oncologiche dovute alle
falde inquinate e ai pozzi che ne estraggono l’acqua contaminata. Infine, e non
per ultimo, Cassano ha vissuto un costante depotenziamento dell’economia territoriale
che, da queste parti, fa leva prevalentemente sull’agricoltura – spesso di
qualità e bio – e sul turismo avendo a pochi passi il Parco Nazionale del
Pollino ed uno dei più importanti distretti agroalimentari regionali.</p>



<p>Entrambe queste potenzialità soffrono la presenza
ingombrante dei rifiuti con il Parco a poco più di un chilometri di distanza in
linea d’aria dalle discariche di località La Silva ed una economia agricola che
deve fare i conti con il deprezzamento dei prodotti – soprattutto quelli bio e
di qualità &#8211; perché le coltivazioni risultano estremamente vicine alla
discarica.</p>



<p>La seduta, aperta del presidente del consiglio comunale, si snoda su due linee di lettura del problema rifiuti: da una parte le comunità di Cassano e Francavilla, le associazioni ed i comitati che chiedono con forza un intervento definitivo per bonificare i territori e cambiare rotta rispetto ad un ciclo oramai ultra decennale di emergenze, commissariamenti e gestioni privatistiche, dall’altra le forze politiche (erano presenti molti amministratori locali, il Vice-presidente dell’Ato 1, alcuni consiglieri regionali) che o hanno difeso l’operato della Regione Calabria oppure, con estrema rassegnazione, hanno posto l’ineluttabilità di avere come soluzione le discariche, gli ecodistretti e gli inceneritori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20200213_180220512-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-6427" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20200213_180220512-1024x768.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20200213_180220512-300x225.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20200213_180220512-768x576.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20200213_180220512-1536x1152.jpg 1536w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20200213_180220512-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nell’intervento di apertura, il Presidente del Consiglio
espone quanto fatto finora dalla Giunta per bloccare i due progetti (sovralzo
IV buca e realizzazione V buca); le due delibere, del 2015 e del 2019, contro
questi scellerati ed inutili interventi tampone. Ma questi interventi
amministrativi cozzano con quanto affermato dallo stesso sindaco Papasso nelle
passate riunione dell’ATO1 dove pur mantenendo un no alla nuova discarica è stato
invece possibilista per il sovralzo dell’attuale IV buca. D’altronde, nella
conclusione dell’assemblea consiliare, lo stesso sindaco ha affermato che gli
interventi previsti dalla Regione sono inevitabili per via del meccanismo del
commissariamento. Ergo tenetevi discariche e sovralzi vari!</p>



<p>Oggi, è vero, abbiamo una situazione paradossale.
Un commissariamento dell’Ato 1 e un ulteriore commissariamento a Cassano necessario
secondo l’ex presidente della giunta regionale, Palla Palla, per poter realizzare,
contro il volere della comunità, gli interventi previsti.</p>



<p>Eppure l’intervento del presidente dell’Associazione
Terra Mia di Cassano è stato chiaro ed esaustivo. Cassano ha pagato un prezzo
altissimo tra ferriti di zinco e rifiuti e non possiamo più andare avanti così.
Cassano ha “accolto” sul proprio territorio scorie industriali altamente
tossiche e rifiuti di ogni genere prodotti altrove negando di fatto il principio
cardine di chiudere il ciclo integrato dei rifiuti sul territorio nel quale
vengono prodotti. </p>



<p>Da Terra Mia arriva con forza una domanda: com’è
possibile abbancare ulteriori 30mila metri cubi di rifiuti su una discarica –
la IV buca – priva di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)? È possibile
abbancare illegalmente altri rifiuti su un corpo del reato, la IV buca appunto,
nata già in emergenza e priva delle necessarie autorizzazioni? Possiamo svendere
un territorio per qualche spicciolo di royalties? Le alternative esistono: zero
discariche, zero inceneritori, raccolta differenziata spinta porta a porta.</p>



<p>A sostegno delle posizioni della comunità cassanese e di Terra Mia, arriva secco l’intervento della Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autotutela (RASPA) che ha denunciato con forza i <a href="http://www.malanova.info/2019/12/06/calabria-lo-stato-demergenza-come-meccanismo-di-messa-a-profitto-del-ciclo-dei-rifiuti/">meccanismi che da tre decenni tengono sotto scacco intere comunità e gli amministratori locali</a>: &#8220;<em>fin tanto che non mandiamo a casa i “signori della monnezza” &#8211; come i Pellegrino e i Vrenna – e non chiudiamo la lunga e pessima parentesi degli Ato e delle privatizzazioni, continueremo ad avere sempre “necessità” di discariche e nuovi impianti, perché il meccanismo dell’emergenza è un sistema messo in piedi artatamente dai privati per continuare a fare lauti profitti su un servizio estremante delicato come quello dei rifiuti.</em> <em>Le nostre discariche si sono riempite a colpi di ordinanze contingibili e urgenti che, in deroga hanno permesso di sversare il tal quale direttamente in discarica. Quest’ultime, spesso private – hanno accolto immondizia da ogni parte d’Italia. Siamo stati e continuiamo ad essere la pattumiera d’Italia</em>&#8220;.</p>



<p>Le tante fandonie affastellate dal Vice Presidente dell’ATO1, il rampollo leghista Vincenzo Granata, sono state rispedite al mittente dai militanti di Raspa che lo hanno contestato interrompendolo nel momento in cui stava affondando un ridicolo e goffo attacco agli “ambientalisti” ed alla comunità di Morano colpevoli a suo dire di aver bloccato il volere del Sindaco di ospitare il cosiddetto ecodistretto sul suo territorio. Ancora purtroppo si vedono in giro personaggi di così bassa lega &#8211; è il caso di dirlo &#8211; che non nutrono il minimo rispetto per le comunità locali forse credendo di ricoprire la carica di consigliere comunale per volontà divina!</p>



<p>Il susseguirsi al microfono di molti interventi di cittadini e cittadine ha tracciato un quadro estremamente drammatico con elenchi impressionanti di patologie oncologiche dovute ad anni di esposizione alle ferriti di zinco e ai rifiuti. Ma ci sono stati anche alcuni interventi di giovani che hanno prospettato &#8211; se non dovessero arrivare delle soluzioni concrete – l’abbandono del Paese e delle terre che hanno iniziato a coltivare per dirigersi verso luoghi più sicuri per la salute e le economie personali.</p>



<p>Nonostante questo corale grido di emergenza e
disperazione molti degli interventi dei politici presenti in sala sono stati,
nella migliore delle ipotesi, di ineluttabilità dell’intervento privato e della
necessaria realizzazione delle discariche come toppa da applicare alla falla
del sistema rifiuti regionale.</p>



<p>Tra le istituzioni, l’unica voce fuori dal coro è
stata quella del vescovo di Cassano, Francesco Savinio, che in un lungo e
appassionato intervento, contro il fatalismo e la rassegnazione cita il <em>Che
fare</em> di Lenin intrecciandolo con alcuni versi della Bibbia circa la
capacità di ascoltare il “<em>grido di dolore del proprio popolo</em>”.</p>



<p>Chiede &#8211; e senza mezzi termini &#8211; ai politici e alla politica locale di &#8220;<em>gettare la maschera dell’ipocrisia e della retorica. L’emergenza – </em>afferma il vescovo<em> – è funzionale ed organica ai poteri forti che lucrano sui rifiuti e non esiste nessuna emergenza ma soltanto un meccanismo emergenziale che produce business. Ribellarsi – </em>continua<em> – è giusto, etico e morale ed è molto triste che ve lo debba dire un vescovo ma la verità è che in Calabria manca la libertà che è la condizione fondamentale per essere uomini e donne veramente&#8221;.</em></p>



<p>Mons. Savino lancia un monito ai politici
avvertendoli che &#8211; se non se ne fossero ancora accorti &#8211; sulle questioni
ambientali, oltre a giocarci il futuro nostro e dei nostri figli, si romperà sempre
di più il rapporto tra classe politica e comunità se non si troveranno le
giuste soluzioni.</p>



<p>E le soluzioni ci sono e molte sono già in essere. Sono quelle legate ad una gestione pubblica e partecipata capace di chiudere il ciclo dei rifiuti territorialmente, di spingere al massimo la raccolta differenziata porta a porta facendo crescere sempre di più la cultura del riciclo, del riuso e del recupero. Per fare questo bisogna prima di tutto mandare a casa i signori della monnezza perché a loro conviene il mantenimento dello status quo, del caos nel settore, perché avere più indifferenziato e umido da trattare nei loro impianti vuol dire far lievitare vertiginosamente i fatturati e gli utili d’impresa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/02/14/cassano-ieri-pomeriggio-un-consiglio-comunale-aperto-sulla-crisi-del-sistema-rifiuti/">CASSANO. IERI POMERIGGIO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA CRISI DEL SISTEMA RIFIUTI</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>REPORT ASSEMBLEA: GESTIONE RIFIUTI. È VERA EMERGENZA?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/02/10/report-assemblea-gestione-rifiuti-e-vera-emergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 13:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI]]></category>
		<category><![CDATA[R.A.S.P.A.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>08.02.2020 &#8211; Trebisacce (CS) L&#8217;emergenza dei rifiuti in Calabria è pilotata da chi vuole lucrare sul fatto che essa non venga mai davvero risolta, prolungando all&#8217;infinito la crisi di un sistema che non può più essere lasciato in mano agli interessi dei privati. È questo, in estrema sintesi, l&#8217;assioma principale emerso dall&#8217;assemblea pubblica organizzata l’8 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/02/10/report-assemblea-gestione-rifiuti-e-vera-emergenza/">REPORT ASSEMBLEA: GESTIONE RIFIUTI. È VERA EMERGENZA?</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>08.02.2020 &#8211; Trebisacce (CS)</em></p>



<p>L&#8217;emergenza dei rifiuti in
Calabria è pilotata da chi vuole lucrare sul fatto che essa non venga mai
davvero risolta, prolungando all&#8217;infinito la crisi di un sistema che non può
più essere lasciato in mano agli interessi dei privati. È questo, in estrema sintesi,
l&#8217;assioma principale emerso dall&#8217;assemblea pubblica organizzata l’8 febbraio scorsa,
a Trebisacce da R.A.S.P.A., Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l&#8217;Autotutela.</p>



<p>Riportiamo, di seguito, alcuni
stralci degli interventi assembleari.</p>



<p><strong>R.A.S.P.A. (Villapiana)</strong></p>



<p>Dopo il lungo periodo delle
discariche abusive siamo passati, nella seconda metà degli anni ’90, al periodo
delle discariche cosiddette “a norma” che però non hanno soddisfatto appieno la
gestione dei rifiuti visto che ancora una volta siamo in un periodo di crisi.
Da oltre un ventennio si passa da emergenza in emergenza senza mai risolvere il
problema definitivamente. Il meccanismo dell’emergenza in realtà è funzionale
alle realtà private, sostenute dall’intervento pubblico, per portare a casa lauti
guadagni. </p>



<p>I fatturati di queste imprese
parlano di una tendenza di crescita costante nel tempo; le percentuali di
raccolta differenziata, seppur lentamente, crescono e nonostante la popolazione
calabrese reale vive una lunga fase emorragica in termini demografici con
decine di migliaia di persone che ogni anno lasciano la propria terra per non
farvi più ritorno, la crisi del sistema non accenna a svanire. Ciclicamente
infatti assistiamo all’allarme emergenza ed alle serrate dei gestori privati
che riportano le nostre città ad avere enormi cumuli di rifiuti in ogni angolo
di strada.</p>



<p>Dal 1° gennaio 2019 la Regione ha
trasferito la competenza in materia di rifiuti ai Comuni riuniti negli Ambiti
Territoriali Ottimali (i cosiddetti ATO) che riproducono sostanzialmente i
confini delle Provincie senza considerare che i territori “ottimali” per la
gestione del ciclo dei rifiuti non sono sovrapponibili ai confini geografici ed
amministrativi.</p>



<p>L’obiettivo della regione in
combutta con i privati è quello di dotare ogni Ato di un mega impianto di
trattamento (i cosiddetti ecodistretti) con le relative discariche di servizio.
L’accentramento degli impianti è funzionale soltanto alla massimizzazione dei
profitti delle imprese private ma completamente inutili da un punto di vista di
efficacia ed efficienza del servizio (lo abbiamo visto prima e dopo i vari
commissariamenti per la cosiddetta emergenza rifiuti). Sarebbe molto più utile e
logisticamente sensato chiudere il ciclo dei rifiuti su base territoriale e con
piccoli impianti pensati per le reali esigenza del territorio di competenza.</p>



<p>Se allora la Calabria vive un
calo demografico importante (soprattutto nei piccoli centri) ed una crescita
dei livelli di raccolta differenziata costante seppur lenta, cosa giustifica la
mole di rifiuti esistente che ci pone tra i primi posti in Italia in termini di
rifiuto totale prodotto pro-capite? La regione Calabria ha una produzione di
rifiuti pro-capite quasi sovrapponibile a quella della regione Lombardia e i
due contesti regionali non sono per nulla equiparabili sia in termini di
tessuto economico-produttivo sia in relazione alla ricchezza (e, quindi, alla
capacità di spesa e di consumo) pro capite. </p>



<p>Da dove deriva allora questo
continua e martellante piagnisteo dei gestori privati circa un presunto affanno
nella gestione dei loro impianti? </p>



<p>I dati economici per una realtà
come la Calabria Maceri parlano per il solo 2018 di un +40% di utili con un
volume d’affare di oltre 40milioni di euro. Nonostante ciò, i fratelli Pellegrino
intimano la serrata del proprio impianto per via di presunte difficoltà a batter
cassa alla Regione e ai comuni, a pagare gli operai o a conferire nelle
discariche rimaste ancora aperte. Ci chiediamo perché la responsabilità
d’impresa, anima del mercato liberista, debba essere trasferita dall’imprenditore
ai cittadini?</p>



<p>Dalle assemblee dell’ATO, molto
caotiche ultimamente, apprendiamo che le problematiche fondamentali sono le
quote da conferire a Calabria Maceri o agli altri impianti per non lasciare i
rifiuti a terra e il residuo economico da saldare comune per comune. Da oltre
un anno ancora non è dato sapere cosa intendono fare rispetto al cosiddetto
Piano d’Ambito, strumento strategico dell’Ato per il tracciamento delle linee
gestionali a medio-lungo termine. </p>



<p>Inoltre l’ATO non ha una sua
autonomia di bilancio e una sua identità giuridica e questo ne depotenzia la
sua legittimità in tema di gestione dei rifiuti. Non è un caso infatti che i
prossimi contratti con i gestori degli impianti privati saranno stipuleranno
tra gestore e singolo Comune e non collettivamente come ATO.</p>



<p>Questo comporta che a dettare
legge nelle assemblee degli Ato non sono i sindaci (quindi i soggetti pubblici)
ma i privati e nella fattispecie per quel che riguarda l’Ato di Cosenza, la
Calabria Maceri che ha indicato quale deve essere la via maestra per “evitare
il disastro” e cioè aumentare la capacità per la discarica crotonese gestita
dalla SOVRECO ed effettuare il “sopralzo” per la quarta discarica di Cassano.
Ennesima “pezza a colori” per ricuperare qualche mesi di smaltimento dei
rifiuti per poi farci ripiombare in piena estate nell’ennesima crisi rifiuti.</p>



<p>I movimenti sono sempre additati
come quelli del no alle discariche, del no agli inceneritori, due pratiche tra
le più gettonate in Regione e tra i “signori della monnezza”. Purtroppo però
quando esprimiamo le nostre proposte non veniamo ascoltati. Se 15 anni fa
avessero ascoltato le nostre proposte oggi saremmo più vicini a Capannori ed
alla sua strategia Rifiuti Zaro che gli permette percentuali al top a livello
nazionale che alla crisi che stiamo vivendo.</p>



<p>Dobbiamo subito ripubblicizzare
il ciclo integrato dei rifiuti, servizio fondamentale per il territorio,
l’ambiente e la salute delle comunità locali; è necessario riprogrammare
totalmente il sistema di gestione e chiudere definitivamente la pessima
stagione degli Ato, dell’ingerenza dei privati, dei commissariamenti e delle
ordinanze in deroga, della costruzione di megaimpianti centralizzati,
indirizzando strategicamente gli sforzi verso una gestione decentrata, aderente
con le reali esigenze dei singoli territori, capace di chiudere il ciclo dei
rifiuti lì dove vengono prodotti, incentrata sulla raccolta differenziata
spinta porta a porta&nbsp; e capace di&nbsp; incentivare anche economicamente chi fa bene
la differenziata e produce meno materiali non riciclabili.</p>



<p>Vogliamo partire oggi o continuiamo a posticipare il problema scavando altre buche, bruciando i rifiuti trasferendo così decine di milioni di euro ogni anno dalle tasche dei cittadini alle casse dei privati e della ‘ndrangheta?</p>



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</div><figcaption> Intervento integrale (AUDIO) per RASPA di Gennaro MONTUORO </figcaption></figure>



<p><strong>Mario Albino Gagliardi (già sindaco di Saracena)</strong></p>



<p>Vorrei darvi dei punti di
riflessione da una parte e delle certezze dall’altra. Il sistema dei rifiuti è
un servizio che deve essere gestito dagli enti locali per innalzare anche il
livello qualitativo di vita dei cittadini. Il sistema virtuoso dell’Azienda
Speciale creata a Saracena purtroppo è stato distrutto nel giro di due anni
dall’amministrazione attualmente in carica. Ma questo non ne inficia i
risultati ottenuti fino al 2018.</p>



<p>Ci sono, ad ogni modo, due
annotazioni che definirei metafisiche da portare alla nostra attenzione.</p>



<p>La qualità della vita non è un
problema del Sindaco ma un problema che riguarda l’intera comunità che vive su
un determinato territorio. La prima cosa da fare è, pertanto, far capire il
valore dei beni comuni. Di quei beni cioè che sono di tutti e non esclusivi di
qualcuno.</p>



<p>Quando ero piccolo e andavo da
mia nonna posso testimoniare che non c’era produzione di rifiuti
“indifferenziabili”. Il residuo che rimaneva era semplicemente organico che
veniva utilizzato nei campi o come cibo per gli animali domestici. Il ciclo dei
rifiuti spesso si chiudeva nell’ambito domestico. Poi da studente a Friburgo,
nella Svizzera Occidentale, ho potuto verificare e sperimentare di persona che
nella città, sin dagli anni ’70, non c’era nessun problema di crisi nella
gestione dei rifiuti. Da Sindaco di Saracena ho applicato questo due modelli. </p>



<p>I rifiuti, come principio, possono
essere una ricchezza, se solo cambiassimo mentalità. Se vogliamo bene al nostro
territorio dobbiamo far capire che il servizio di raccolta e trattamento dei
rifiuti urbani deve essere organizzato per impattare il meno possibile
sull’ambiente e la salute delle comunità e simultaneamente utilizzarlo come
fonte per produrre ricchezza da ridistribuire sul territorio sotto forma di ulteriori
servizi o migliorando quelli esistenti.</p>



<p>A Saracena, con l’introduzione
dell’Aziendale Speciale e quindi con un sistema interamente pubblico, abbiamo raggiunto
punte di raccolta differenziata di circa l’85-86% e pensavamo che oltre tali
livelli non si potesse andare. Su questo ci siamo dovuti ricredere. Durante un’assemblea
nazionale, infatti, il sindaco di un comune della provincia di Trento disse di
aver raggiunto il 92% (reale) di raccolta differenziata ed io lo contestai ma
in realtà più tardi capii che aveva ragione. Oggi faccio io la raccolta
differenziata a casa e, con una famiglia di quattro persone, conferisco al
Comune di Saracena un mezzo sacco nero (l’indifferenziata, per intenderci) una
volta ogni tre settimane. Questo vuol dire che alcuni standard altamente
virtuosi si possono raggiungere, basta essere attenti nella gestione casalinga
e negli acquisti alla fonte. I materiali che noi utilizziamo e che poi
diventano scarti possono essere, in realtà, riutilizzati come materia prima
seconda. </p>



<p>Il compito dei sindaci è quello
di organizzare la raccolta ed il trattamento sul proprio territorio agendo in
sinergia con gli altri sindaci del comprensorio. Se applichiamo questo schema
rendiamo inutili gli ATO che di per sé restano un modello profondamente errato.
</p>



<p>Così come risulta profondamente
errato imbrigliare la gestione dell’acqua in “ambiti ottimali” i cui confini
sono geografici e amministrativi e non idrografici come natura vuole, così
anche gli ATO del settore rifiuti dovrebbero essere pensati per i territori e
le esigenze reali dei singoli Comuni e delle comunità limitrofe e non riferendosi
banalmente ai confini amministrativi delle cinque province che giova solo agli
interessi logistici dei gestori privati.</p>



<p>La questione dei rifiuti è anche un
problema pedagogico. I bambini e le nuove generazioni devono essere educati a
selezionare i rifiuti trasmettendo loro la “cultura delle tre R” (riduzione,
riuso, riciclo). Questo parte, che abbiamo definito di natura pedagogica, è
fondamentale per far funzionare bene il sistema della gestione dei rifiuti in
una comunità.</p>



<p>Ma andiamo avanti. Che fine fanno
i rifiuti una volta selezionati e differenziati? Possono essere conferiti, ad
esempio, alle filiere dei comparti e quindi rivendute per ricavarne addirittura
un vantaggio economico per la comunità oppure, come per l’umido, riutilizzarlo
come ammendante per l’agricoltura locale e di prossimità.</p>



<p>Per fare tutto ciò però è
fondamentale che il sistema dei rifiuti non venga affidato ad un soggetto
privato.</p>



<p>Il privato, fa profitti – anche
legittimamente se vogliamo &#8211; ma in nessun caso può farli all’interno di settori
strategici come i servizi pubblici – come acqua e rifiuti, ad esempio &#8211; che per
loro natura non sono orientati all’utile ma al benessere complessivo di una
intera comunità.</p>



<p>A Saracena abbiamo applicato
questo criterio istituendo un’Azienda Speciale, ente di diritto pubblico e braccio
strumentale del Comune, perché nel settore rifiuti, come nell’acqua, non ci
devono essere utili e dividenti per pochi ma soltanto una gestione efficiente,
efficace ed economicamente vantaggiosa per le comunità; questo si ottiene
semplicemente coprendo i solo costi di gestione. Così facendo il servizio
diventa virtuoso ed i costi per la comunità si abbattono notevolmente perché
viene eliminata la voce del profitto che invece i privati fanno valere nella composizione
della tariffa del loro servizio.</p>



<p>Se, inoltre, tutte le frazioni
come la plastica, il ferro, il vetro ad esempio, vengono separate bene dai
cittadini questo deve essere premiato garantendo loro un premio con uno sgravio
sulla tassa dei rifiuti. A Saracena si verificava a campione i sacchetti
conferiti e si premiavano o si richiamavano i cittadini in basa al grado di
correttezza con cui facevano la differenziata. Abbiamo inoltre fatto dei
contratti direttamente con le filiere in modo da controllare totalmente il
circuito. Non con tutte le filiere, purtroppo perché in alcuni casi bisognava
fare rete con altri comuni che però non hanno voluto mettersi in gioco. Quindi
riuscivamo a guadagnare solo dalla plastica, dai 14 ai 18 mila euro all’anno, mentre
le altre frazioni erano conferite gratis proprio perché non si è riusciti a
creare un consorzio tra le diverse comunità a causa dell’insensibilità degli
altri amministratori.</p>



<p>A Saracena l’azienda speciale ha
dato lavoro a sei ragazzi presi tra le fasce più disagiate del comune; soggetti
che non avrebbero trovato nessun altro tipo di occupazione e nel tempo hanno
dimostrato di essere bravissimi e professionali nel loro lavoro.</p>



<p>Abbiamo anche realizzato un
impianto per trattare l’umido: lombricoltura. Nonostante alcuni errori nella
fase d’avvio della sperimentazione, alla fine abbiamo dimostrato che si può produrre
un ottimo concime per l’agricoltura che personalmente ho utilizzato anche nel
mio orto: i pomodori quell’anno mi sono sembrati assolutamente più buoni!</p>



<p>Vi dico quindi che si può vivere senza discariche!&nbsp; Ribellatevi contro chi vuole costruire buche inutili.</p>



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</div><figcaption> Intervento integrale (AUDIO) di Mario Albino Gagliardi (già sindaco di Saracena) </figcaption></figure>



<p><strong>Associazione Terra Mia (Cassano Allo Ionio)</strong></p>



<p>A Cassano, è risaputo, facciamo
agricoltura di qualità da molte generazioni. Ad esempio, vicino alle 4
discarica ci sono aziende biologiche di primissima qualità. Nel periodo estivo
vengono a scaricare 70/80 tonnellate al giorno di tal quale e si è arrivati a
scaricare una quantità impressionante di umido: 500 tonnellate al giorno! Il
cattivo odore era irresistibile.</p>



<p>Conosciamo anche persone che vivono
a valle della discarica e che muoiono per diverse patologie tra cui la leucemia.
Queste persone utilizzano anche diversi pozzi per l’acqua che ancora oggi non è
dato sapere se sono inquinati. L’unica problematica per gli amministratori di
turno è togliere i rifiuti dalle strada senza porsi il problema di dove vanno a
finire una volta prelevati.</p>



<p>La quarta discarica di Cassano è
stata messa in esercizio durante la fase dell’emergenza rifiuti e in deroga
alla legislazione vigente. Tant’è che nell’autorizzazione &#8211; a pag. 3 per
l’esattezza &#8211; sta scritto che il Comune, insieme agli uffici competenti della
Regione Calabria, avrebbe dovuto provvedere, nelle more dell’esercizio della discarica,
ad ottenere le necessarie autorizzazioni (ad esempio l’AIA). Ad oggi questa
documentazione non esiste. Sostanzialmente molte delle discariche oramai sature
sono state aperte seguendo questo iter. Di fondo, a Cassano sul “corpo del
reato” si va ad abbancare altro rifiuto. </p>



<p><strong>Simona Colotta (Sindaco di Oriolo)</strong></p>



<p>Ho partecipato a tutte le
riunioni dell’ATO e vi assicuro che è una macchine enorme senza bilancio e
totalmente inefficace. Partecipiamo ad assemblee dove ci sono ricette precotte
che ci limitiamo a votare. </p>



<p>Ad oggi l’assemblea dell’Ato non è
capace di affrontare questa problematica. Non riusciamo a conferire fuori
regione e l’ultima volta non siamo riusciti neanche a conferire a Cassano
perché alcuni camion pieni di rifiuti provenienti dalla Puglia hanno conferito
prima di noi.</p>



<p>L’incapacità dell’ATO 1 della
provincia di Cosenza è totale; l’ultima assemblea è riuscita a stento a trovare
una soluzione tampone per cui fino a giugno si governerà l’emergenza,
conferendo il residuo a Crotone e Cassano, dopodiché si ritornerà al caos più
totale. </p>



<p>Io personalmente mi trovo a dover
gestire nel mio paese questa presunta emergenza che però genera cumuli enormi
di rifiuti e problemi reali di tipo igienico-sanitario. Nel contempo, però, sto
cercando di capire come rendere autonoma la mia comunità. </p>



<p>Sono sindaco da giugno dello scorso anno ed appena insediata ho trovato l’isola ecologica sequestrata; il primo lavoro è stato quello di metterla a norma e di efficientarla. Stiamo provando con gli altri sindaci del comprensorio &#8211; Canna, Nocara, Montegiordano, Plataci &#8211; a costruire un consorzio tra comuni con un’azienda consortile che ci renda autonomi dalla inefficacia dell’ATO. Questa mi sembra l’unica via percorribile.</p>



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</div><figcaption>  Intervento integrale (AUDIO) <strong>Simona Colotta (Sindaco di Oriolo)</strong> </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="731" height="1024" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-RASPA_ASSEMBLEA_RIFIUTI-1-731x1024-1.jpg" alt="" class="wp-image-6392" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-RASPA_ASSEMBLEA_RIFIUTI-1-731x1024-1.jpg 731w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-RASPA_ASSEMBLEA_RIFIUTI-1-731x1024-1-214x300.jpg 214w" sizes="auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px" /></figure>
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		<title>NON SI LUCRA SUI RIFIUTI!</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/02/09/non-si-lucra-sui-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2020 09:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
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		<category><![CDATA[R.A.S.P.A.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;appello di R.A.S.P.A. sposato dalle amministrazioni? L&#8217;emergenza dei rifiuti in Calabria è pilotata da chi vuole lucrare sul fatto che essa non venga mai davvero risolta, prolungando all&#8217;infinito la crisi di un sistema che non può più essere lasciato in mano agli interessi dei privati. è questo, in estrema sintesi, l&#8217;assioma principale emerso dall&#8217;assemblea pubblica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L&#8217;appello di R.A.S.P.A.
sposato dalle amministrazioni?</strong></p>



<p>L&#8217;emergenza dei rifiuti in Calabria è pilotata da chi vuole lucrare sul fatto che essa non venga mai davvero risolta, prolungando all&#8217;infinito la crisi di <strong>un sistema che non può più essere lasciato in mano agli interessi dei privati</strong>. è questo, in estrema sintesi, l&#8217;assioma principale emerso dall&#8217;assemblea pubblica organizzata ieri, 8 febbraio 2020, a Trebisacce da R.A.S.P.A., Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l&#8217;Autotutela: ad essa, oltre a un nutrito numero di cittadini, ha preso parte anche l&#8217;ex sindaco di Saracena, <strong>Mario Albino Gagliardi</strong>, autore di un incisivo intervento sulla sua illuminata esperienza in qualità di amministratore. <strong>Il ciclo dei rifiuti</strong>, ha detto a più riprese Gagliardi, <strong>va chiuso all&#8217;interno del ristretto territorio che li produce</strong>. Il sistema basato sugli A.T.O. (ambiti territoriali ottimali) provinciali è fallimentare e deve essere anch&#8217;esso rivisto radicalmente e optare, invece, per un consorzio ristretto di comuni, accorpati in un&#8217;azienda speciale di diritto pubblico ma, di fatto, autonomi nella gestione del servizio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="443" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_bis-1024x443.jpg" alt="" class="wp-image-6379" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_bis-1024x443.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_bis-300x130.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_bis-768x332.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_bis.jpg 1433w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Le esperienze di Capannori, in provincia di Lucca, di Salerno e di Saracena costituiscono precedenti che non si possono più ignorare. Proprio in ragione di ciò i sindaci, i presidenti degli A.T.O. e la regione Calabria non possono più parlare di ecodistretti, discariche e inceneritori (ancora e incredibilmente) come delle uniche soluzioni possibili per superare la crisi. <strong>L&#8217;assemblea popolare di Trebisacce ha indicato ancora una volta</strong>, e a quanto pare era necessario,<strong> che una strada diversa è possibile.</strong> Se saremo in grado di seguirla, incentivando una raccolta differenziata spinta e di qualità e ridistribuendo equamente la ricchezza prodotta da un ciclo di smaltimento virtuoso, i rifiuti smetteranno presto di essere un problema, trasformandosi invece in una risorsa per tutti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_2-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-6380" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_2-1024x768.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_2-300x225.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_2-768x576.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/02/2020.02.08-Assemblea-Rifiuti_Trebisacce_Raspa_2.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A
quanto pare, però, le esperienze di Saracena e di Capannori non sono destinate
a restare isolate. <strong>Simona Colotta</strong>,
eletta sindaco di Oriolo lo scorso anno e tra i pochissimi amministratori
presenti a Trebisacce, si è detta motivatissima a <strong>creare un&#8217;azienda consortile con diversi comuni</strong> (Montegiordano,
Nocara, Canna, Plataci e altri) per sottrarsi definitivamente, così ha
dichiarato, ai capricci dei privati che gestiscono l&#8217;immondizia calabrese,
traendone profitti sin troppo lauti.</p>



<p>L&#8217;assemblea presieduta da R.A.S.P.A. ha auspicato la rinuncia immediata al meccanismo delegante ed esternalizzante che ha prodotto questo stato di cose (non solo nell&#8217;ambito della raccolta dei rifiuti), lanciato un appello a cittadini e istituzioni a sposare con consapevolezza la linea dell&#8217;autotutela e si è data appuntamento a giovedì prossimo, <strong>13 febbraio 2020</strong>, a <strong>Cassano allo Ionio</strong>, dove si terrà un <strong>consiglio comunale aperto</strong>, richiesto da associazioni e movimenti. Esso è volto a scongiurare l&#8217;ampliamento della già enorme quarta buca e la creazione di una quinta dove dovrebbe esserci spazio soltanto per agricoltura di qualità e cura del territorio.</p>



<p><em><strong>R.A.S.P.A.</strong> &#8211; <strong>Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autotutela</strong></em></p>
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		<title>7 DICEMBRE. ASSEMBLEA REGIONALE DEI COMITATI. IL REPORT</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/12/16/7-dicembre-assemblea-regionale-dei-comitati-il-report/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 11:45:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CAT - COORDINAMENTO ASSEMBLEE TERRITORIALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Niscemi alla Val di Susa, da nord a sud del Paese, nei giorni intorno all’8 dicembre i comitati di lotta in difesa del territorio hanno messo in campo diverse iniziative riguardanti le criticità e gli elementi emergenziali sul tema dell’ambiente, del lavoro, del territorio, della salute. Proprio su queste tematiche ci siamo riuniti per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da Niscemi alla Val di Susa, da
nord a sud del Paese, nei giorni intorno all’8 dicembre i comitati di lotta in
difesa del territorio hanno messo in campo diverse iniziative riguardanti le
criticità e gli elementi emergenziali sul tema dell’ambiente, del lavoro, del
territorio, della salute. </p>



<p>Proprio su queste tematiche ci
siamo riuniti per discuterne da una prospettiva regionale, provando ad unire i
tanti comitati, associazioni e movimenti che si organizzano con tanta
difficoltà per agire sui territori.</p>



<p>Tutto è emergenza in Calabria.
Proprio in questi giorni assistiamo al suono delle sirene che dichiarano lo
stato d’emergenza in cui versa la Sanità, la gestione dei Rifiuti, il sistema
dei trasporti. Tutte problematiche che si sommano alle difficoltà ataviche
relative al lavoro ed al reddito.</p>



<p>Ma noi sappiamo già, perché
l’abbiamo imparato dalla recente storia, che l’emergenza è un meccanismo di
governo che porta alla decretazione d’urgenza, che sconvolge tutte le norme e
le regole più basilari. Tutto è possibile in uno stato di emergenza. Per
scavare l’ennesima buca per sotterrare i rifiuti, aprire l’ennesimo
termovalorizzatore o centrale a biomasse o biogas che dir si voglia, in
emergenza non servono valutazioni di impatto ambientale e non ci sono Piani
Rifiuti che tengano; si va a braccio a seconda degli interessi in gioco. </p>



<p>Dal dibattito tra gli
amministratori locali e regionali non si evince nessun accenno ad una
programmazione alternativa che renda possibile una prospettiva sostenibile
ovvero una gestione dei rifiuti che guardi alla logica della diminuzione, della
raccolta porta a porta, del riciclo, del riuso. </p>



<p>Da questa assemblea regionale è
uscita evidente la necessità di costruire le basi per organizzare insieme –
comitati, movimenti e associazioni – sia lotte che campagne comunicative e di
pressione che portino alla ribalta le buone prassi &#8211; utili ad un governo del
territorio orientato alla protezione di ambiente, salute, reddito, insomma la
vita stessa dei calabresi e delle calabresi.</p>



<p>Se dall’alto della politica
istituzionale non si vedono nemmeno in un orizzonte lontano, delle soluzioni
razionali efficaci, se la società stessa è stata frammentata e atomizzata da
politiche clientelari e mafiose, l’unica possibilità che ci rimane, l’unico
antidoto, è quello di unire ciò che è diviso, auto-organizzare ciò che è
caotico.</p>



<p>Anche i meccanismi sistemici
della “governance”, dal MES al regionalismo differenziato, al pareggio di
bilancio, al taglio delle risorse degli enti locali quasi tutti in dissesto,
hanno messo in campo un tipo di ingranaggio che ha come obiettivo
l’impoverimento della democrazia reale, che taglia fuori dalle decisioni i livelli
più bassi, quelli locali, più vicini alla popolazione, per fare in modo che
tutto si decida ai livelli più alti, in Europa, nelle stanze che contano.</p>



<p>&nbsp;Chi comanda ci dice continuamente che mancano
le risorse e poi, ad esempio nella Sanità, si mantengono sacche di inefficienza
e di clientelismo spicciolo che non producono servizi &#8211; oppure a livello di
grandi opere, si programmano progetti poco o niente utili alla collettività
(MOSE, TAV, TAP, Terzo megalotto della SS 106, Parchi Acquatici, Metropolitane
Leggere).</p>



<p>Sicuramente c’è il bisogno di una
controinformazione sempre più efficace ed il lavoro iniziato con la mappatura
dei conflitti, ambientali, sociali, sanitari, può essere uno strumento per
creare dibattito e partecipazione su alcune emergenze e disastri ecologici o
sociali che affliggono il territorio regionale.</p>



<p>C’è bisogno di lottare per
questo. I media mainstream non si occupano quasi per niente delle problematiche
legate alla salute – quando esse sono strettamente connesse ai disastri
ambientali che man mano si scoprono essere perpetrati ai danni della nostra
Regione. </p>



<p>Certamente c’è bisogno di alzare
il livello di competenza di chi si inserisce in un movimento di lotta, per
capire le questioni e proporre soluzioni realisticamente applicabili. C’è la
necessità di costruire sapere condiviso a partire da chi questo sapere lo
possiede per mestiere, per esperienza o per studi.</p>



<p>Il degrado dell’informazione si
combatte con una informazione più pertinente e precisa. Occorre contrapporre
idee giuste a quelle sbagliate che vorrebbero rendere sostenibile ciò che è
insostenibile come, ad esempio, l’ILVA; che vorrebbero rammendare il Piano
Rifiuti Regionale Calabrese cercando di risolvere il problema dell’umido
prodotto nelle città con i biodigestori o i mega impianti di compostaggio.&nbsp; Tutto ciò è una follia.</p>



<p>Le conseguenze di questi errori,
che impattano negativamente la madre terra e noi popolazioni che la abitano, è
dovuta anche ad un rapporto sempre più strumentale tra l’uomo e la donna con
l’ambiente circostante. Si è imposta una mentalità per cui tutto ciò che sta
fuori di casa mia è materia da sfruttare o un non luogo ove scaricare i
rifiuti.</p>



<p>Una cultura del rispetto della
terra come “madre” potrebbe essere fondamentale per scardinare le tante
storture dell’attualità. In questo dovrebbero essere sostenute le tante
esperienze di agricoltura contadina, dei Gruppi di Acquisto Solidale, dei
gruppi di mutuo aiuto, delle associazioni culturali ed artistiche che provano a
divulgare queste prospettive altre.</p>



<p>C’è bisogno che il lavoro dei
comitati e dei movimenti sia incisivo e costante a tutti i livelli, locale e
regionale. La lotta, contro lo sfruttamento dei territori, contro la
malapolitica, è fondamentale ma non dobbiamo dimenticare che spesso la gente
non si mobilita o lo fa con grande ritardo, anche di fronte a disastri palesi
come l’ILVA, l’ex Legnochimica, i rifiuti e la malasanità. </p>



<p>Come far crescere l’informazione
e la capacità reattiva delle persone è il lavoro che dovremmo fare. Dimostrare
che insieme si può incidere in senso trasformativo e migliorativo sul reale,
sulla vita quotidiana, è il nostro obiettivo.</p>



<p>Dobbiamo guardare più in là
ancora, al 2025. Fare in modo che questo percorso di lotta dei comitati e dei
movimenti faccia dei passi avanti, costruisca programmi comuni sulle varie
questioni in campo, tangibili e realizzabili, capaci di aumentare la massa
critica e l’attivismo nella nostra Regione.</p>



<p>Viviamo in Calabria in una
democrazia solo apparente dove cambiano i governatori ma non cambia il sistema.
Settori ed aree interamente commissariate, lottizzazioni e interessi privati,
guidano le nostre vite. Dovremmo capire come smontare un tale sistema per
rimontarlo secondo le modalità giuste che sapremmo pensare e percorrere.</p>



<p>Anche le prossime elezioni
mostrano il reale volto della politica in Calabria, senza alternative
credibili, senza un movimento forte dal basso che possa sostenere il crescere
di un vento nuovo.</p>



<p>Un vento che dovrebbe portare i
giovani a non emigrare per trovare la possibilità di un lavoro dignitoso.
Capire come invertire la logica delle grandi opere per tradurla in un programma
sulle bonifiche, sul dissesto idrogeologico, sulla sanità, che porterebbe
lavoro e vantaggi per l’ambiente, il territorio, la salute – e più diritti.</p>



<p>Si potrebbe pensare
all’organizzazione di una manifestazione regionale, costruita sui territori nei
prossimi mesi, su questi stessi temi: lavoro, ambiente, salute e diritti.</p>



<p>C’è la necessità di organizzarci,
un tremendo bisogno di organizzazione, di aprire interlocuzioni “tecniche” e
non politiche con la Regione e le istituzioni locali, proponendo con la forza
che può venire solo dal sostegno popolare, le molte alternative che già altrove
vengono applicate. </p>



<p><strong>#usciamo dall’emergenza</strong></p>



<p><strong>#riprendiamoci il futuro</strong></p>



<p><strong>#difendiamo salute e ambiente</strong></p>



<p><strong>PROPOSTE
DI INTERVENTI INTERMEDI</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Presidio 9 dicembre a Rende (convegno
Nimby)</strong></li><li><strong>Presidio alla RAI (data da concordare)</strong></li><li><strong>Presidio all’ArpaCal ((data da concordare))</strong></li><li><strong>Manifestazione sulla Sanità prima del 26 gennaio</strong></li><li><strong>Completare la digitalizzazione della Mappa
dei Conflitti (già consultabile su malanova.info)</strong></li><li><strong>Organizzare le assemblee provinciali dei
comitati per facilitare l’incontro ed il lavoro locale</strong></li><li><strong>Predisporre una campagna unitaria regionale
(manifesti, banner, volantoni, ecc.) sui temi già individuati in questa
assemblea che ci possa portare ad una manifestazione regionale</strong></li></ul>



<p><strong>Per agevolare la comunicazione istantanea tra comitati si è deciso di
aprire un ulteriore canale di comunicazione (WhatsApp o Telegram) in affiancamento
alla mailing-list</strong></p>



<p><em>Terre di Calabria, 07/12/2019 </em></p>



<p><em>Coordinamento Regionale Comitati e Movimenti</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="731" height="1024" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/12/7DIC-731x1024.jpg" alt="" class="wp-image-6016" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/12/7DIC-731x1024.jpg 731w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/12/7DIC-214x300.jpg 214w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/12/7DIC-768x1075.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/12/7DIC-1097x1536.jpg 1097w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/12/7DIC-1024x1434.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/12/7DIC.jpg 1417w" sizes="auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/12/16/7-dicembre-assemblea-regionale-dei-comitati-il-report/">7 DICEMBRE. ASSEMBLEA REGIONALE DEI COMITATI. IL REPORT</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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