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	<title>MALANOVA Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 10:08:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>MALANOVA Archivi | MALANOVA</title>
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	<item>
		<title>Studenti universitari e studentati. Il caso Rende (CS)</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/04/16/studenti-universitari-e-studentati-il-caso-rende-cs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA CITTÀ]]></category>
		<category><![CDATA[INCHIESTA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Stefano Ammirato Un contributo al ragionamento su un tema cittadino. Il bando PNNR:I finanziamenti alla creazione di nuovi alloggi universitari deriva da una legge nazionale iperliberista, fatta dal governo italiano di destra, ma che avrebbe fatto anche uno di pseudo sinistra, che &#8220;ruba ai poveri per dare ai ricchi&#8221;. Un Robin Hood al contrario. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Stefano Ammirato</p>



<p><em>Un contributo al ragionamento su un tema cittadino.</em></p>



<p><br><strong>Il bando PNNR:</strong><br>I finanziamenti alla creazione di nuovi alloggi universitari deriva da una legge nazionale iperliberista, fatta dal governo italiano di destra, ma che avrebbe fatto anche uno di pseudo sinistra, che &#8220;ruba ai poveri per dare ai ricchi&#8221;. Un Robin Hood al contrario. Potremmo dire che è più descrittiva delle caratteristiche dello sceriffo di Nottingham che malversava i poveri per intascare privatamente le tasse dovute al governo. Il tutto nasce da quella che un tempo si chiamava “sussunzione delle lotte” e in particolar modo la mobilitazione del 2023 per il diritto allo studio e all’abitare che ha interessato soprattutto il nord ed il centro della nostra nazione. Gli studenti attrezzarono delle tendopoli davanti alle Università per protestare contro il caro affitti.</p>



<p><br>La risposta governativa fu la promessa della costruzione di 60mila nuovi alloggi, ma come?<br>Istituirono un Fondo non per aiutare le Università o gli Enti locali a creare un proprio centro residenziale, ma aiutando prevalentemente i privati a inaugurare un nuovo business estrattivo. Citando dal sito della Cassa Depositi e Prestiti che ne gestisce l&#8217;iter amministrativo:<br>&#8220;Il Fondo per gli alloggi destinati agli studenti, con una dotazione finanziaria di 599 milioni di euro, prevede l&#8217;erogazione di un contributo economico a fondo perduto, fino a circa 20.000 euro per ogni nuovo posto letto messo a disposizione&#8221;.<br>Quindi, sottolineo, il privato imprenditore ha un contributo a fondo perduto di 20.000 euro a posto costruito e messo a disposizione. Lo Stato, cioè le tasse dei cittadini, finanzia e il privato imprenditore incassa.</p>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading">&#8220;Rubo ai poveri per dare ai ricchi&#8221;.</h4>



<p><br>Le richieste di ammissione al contributo riguardano strutture residenziali che prevedano almeno 18 nuovi posti letto e che siano situate in comuni sede di ateneo o aree limitrofe. Per giustificare il prestito da fondi pubblici ai privati, la legge ha inventato una postilla dal sapore sociale:<br>&#8220;I gestori delle strutture dovranno:</p>



<p><br>&#8211; garantire canoni di locazione agli studenti di almeno il 15% inferiori rispetto ai valori medi di mercato;</p>



<p>-riservare almeno il 30% dei posti letto, con canoni di locazione ulteriormente contenuti, agli studenti fuori sede capaci e meritevoli anche se privi di mezzi;</p>



<p>&#8211; assicurare per 12 anni la destinazione d’uso prevalente degli immobili utilizzati ad alloggio o residenza per studenti universitari&#8221;.<br></p>



<p>Gli interventi di messa a disposizione dei posti letto dovranno essere conclusi entro il 15 maggio 2027. La legge non guarda in faccia le realtà territoriali.</p>



<p>Nel nostro specifico ci troviamo a Rende (CS) dove sorge l&#8217;unico CAMPUS d&#8217;Italia e uno degli Atenei più grandi, e dicono le statistiche, più efficienti d&#8217;Italia. Il ranking ottimale della nostra Università della Calabria è da tanti decenni dovuto anche all&#8217;ottima offerta residenziale per gli studenti, specialmente quelli con redditi bassi.</p>



<p>Quindi, si evince che molti studenti, compresi quelli stranieri, che non hanno una condizione reddituale rosea, sono già in gran parte o totalmente assorbiti dalle strutture ricettive pubbliche. Nel nostro Ateneo è prevista persino la mensa gratuita per i redditi più bassi.<br>Inoltre, vedi foto, c’è da considerare che negli ultimi anni le iscrizioni hanno avuto una positiva impennata ma il totale degli iscritti è in calo rispetto agli anni d&#8217;oro. Si prevede, certamente, un incremento con l&#8217;avvio a regime dei corsi di laurea che girano intorno a Medicina.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9f5bf1d84f098ca42cec508e97de6b99">Le statistiche ufficiali riportano che:</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-44e01984f98c70bd18c2ce0c0b25c805">Nel 2020/2021 erano iscritti ai corsi di Laurea Unical: 24.404 studenti </p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-645ee21fc600c845ae057280e4b45731">nel 2024/2025 risulterebbero iscritti: 23.469 studenti</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="796" height="495" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image.png" alt="" class="wp-image-11274" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image.png 796w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-300x187.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-768x478.png 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></figure>



<p>Mille studenti in meno. Visti i numeri decrescenti attuali, la domanda seria da porsi è: dal 2020 ad oggi dove hanno vissuto tutti questi studenti?</p>



<p>La città ha provveduto a soddisfare la domanda decrescente di alloggi? Per rispondere dobbiamo tener conto che gran parte degli studenti sono di Cosenza, parte presso gli alloggi del Centro Residenziale dell&#8217;Unical altri in affitto in case di privati cittadini che magari pagano con le rette il mutuo per l’investimento fatto per trovare alloggio al proprio figlio laureando. Una stanza per il figlio, le altre tre per altri studenti paganti. Una forma di investimento familiare in cultura!</p>



<p>Se dal 2020 al 2025 gli iscritti totali sono scesi, come mai si ritiene urgente e necessario costruire degli studentati privati cementificando la città e aumentando le aree &#8220;impermeabilizzate&#8221;?</p>



<p>Molti di questi studentati già sorti in tante città universitarie sono stati realizzati con fondi governativi (PNNR) e la proprietà degli immobili è rimasta e rimarrà al privato imprenditore. Perché non si è pensato per tempo ad una strategia pubblico-pubblico tra il Comune di Rende e l&#8217;Università della Calabria se si riteneva che il numero degli alloggi era insufficiente rispetto alla domanda? Il governo avrebbe finanziato la gran parte e la proprietà degli immobili sarebbe rimasta pubblica.</p>



<p>Magari a scadenza progettuale gli immobili sarebbero potuti divenire case popolari.<br>Tutto ciò dipende, ovviamente, dalla visione e dall&#8217;ideologia politica degli amministratori che, normalmente ligi al diktat iper-liberista, vedono con particolare astio l&#8217;azione pubblica e molto favorevolmente quella privata.<br>L’Unical &#8220;mette a disposizione dei propri studenti circa 2.500 posti alloggio. I posti alloggi sono dislocati in 10 quartieri dislocati in gran parte all’interno del campus ed in parte nella zona residenziale di Rende. In ogni quartiere residenziale sono previsti degli Spazi Comuni auto-gestiti da un comitato di studenti eletto dall’assemblea degli studenti alloggiati nel quartiere, liberamente fruibili per attività socio-ricreative, dotati di attrezzature multimediali, sportive e per il tempo libero&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1000" height="487" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-1.png" alt="" class="wp-image-11275" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-1.png 1000w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-1-300x146.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-1-768x374.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Uno dei &#8220;Quartieri&#8221; universitari ad Arcavacata di Rende (CS) a pochi metri dalle aule.</figcaption></figure>



<p>Sottolineo nuovamente, infine, ciò che è l’obiettivo dichiarato dalla legge nazionale: in Italia mancano posti letto e alloggi a prezzi accessibili per gli studenti universitari.</p>



<p>Non soltanto posti letto, ma accessibili. I nuovi alloggi resi disponibili negli ultimi due anni sono stati realizzati da investitori privati. Nonostante l’esistenza in diverse città universitarie dei nuovi studentati costruiti con fondi PNNR, ad oggi non risultano apprezzabili successi rispetto all’obiettivo del contenimento del costo degli affitti delle stanze agli studenti.<br>“A Milano, secondo le rilevazioni del dipartimento Research &amp; data intelligence del gruppo Gabetti, ogni studente deve sostenere un costo mensile per vitto e alloggio, ipotizzando la locazione di una stanza singola e l’iscrizione a un’università pubblica con Isee superiore a 30mila euro, anche superiore ai 1.600 euro.</p>



<p>Ma quel che è più grave è che «il canone medio delle camere singole in studentati privati , si legge nel report di Gabetti , risulta strutturalmente superiore rispetto a quello delle camere singole in appartamento».</p>



<p>Le cose non vanno molto meglio di fronte ai prezzi calmierati imposti dal Pnrr, che obbliga i gestori a garantire tariffe di almeno il 15% inferiori ai valori medi di mercato.</p>



<p>A guardare i prezzi, in ogni caso, si tratta di tariffe ancora molto lontane da soluzioni realmente accessibili”. (Avvenire 04/02/2026)<br>Si arriva, dunque, alla conclusione che la legge nazionale sugli studentati ad oggi, “statistiche alla mano”, non ha rappresentato e non rappresenta altro che un nuovo piano estrattivo di profitto dalle città: “rubo ai poveri per dare ai ricchi”. Sarà contento lo sceriffo di </p>



<p>Notthingam.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="938" height="703" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png" alt="" class="wp-image-11279" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png 938w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-3-300x225.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-3-768x576.png 768w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-8b5ab02716fe7b77eaf401daed6c7936">Un articolo precedente sullo stesso tema:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-malanova wp-block-embed-malanova"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="sHTylrpzCb"><a href="https://www.malanova.info/2026/01/16/rende-cs-il-nuovo-assalto-alla-citta-e-gli-studentati-privati/">Rende (CS): Il nuovo assalto alla città e gli studentati privati.</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Rende (CS): Il nuovo assalto alla città e gli studentati privati.&#8221; &#8212; MALANOVA" src="https://www.malanova.info/2026/01/16/rende-cs-il-nuovo-assalto-alla-citta-e-gli-studentati-privati/embed/#?secret=Rw1gVZvqyX#?secret=sHTylrpzCb" data-secret="sHTylrpzCb" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Operaismo e conricerca oggi</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/04/09/operaismo-e-conricerca-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:03:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INCHIESTA]]></category>
		<category><![CDATA[KRITIK]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[conricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un compendio ed un video recente. L&#8217;operaismo italiano è stato uno dei laboratori politici e teorici più vivaci del Novecento e la conricerca ne rappresenta la metodologia più innovativa. Non si è trattato solo di &#8220;fare ricerca&#8221;, ma di sovvertire il rapporto tradizionale tra intellettuale e classe operaia. Per fare conricerca bisogna sporcarsi le mani, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Un compendio ed un video recente. L&#8217;operaismo italiano è stato uno dei laboratori politici e teorici più vivaci del Novecento e la <strong>conricerca</strong> ne rappresenta la metodologia più innovativa. Non si è trattato solo di &#8220;fare ricerca&#8221;, ma di sovvertire il rapporto tradizionale tra intellettuale e classe operaia.</em> <em>Per fare conricerca bisogna sporcarsi le mani, frequentare gli infrequentabili, capire la soggettività in sé e non quella che vorremmo che essa sia!</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è la Conricerca?</h4>



<p>In termini semplici, la conricerca è una <strong>metodologia di indagine militante</strong> che rifiuta la distinzione tra chi osserva (il sociologo o il leader politico) e chi è osservato (il lavoratore). Non abbiamo una ricerca con un soggetto e un oggetto specifici ma tutto tende a con-conoscersi. L&#8217;obiettivo del metododo, infatti,<strong> n</strong>on è produrre statistiche accademiche, ma produrre conoscenza funzionale alla lotta per la trasformazione dello &#8220;stato presente delle cose&#8221;. L&#8217;assunto pricipale è che solo chi vive la condizione di sfruttamento può veramente conoscerla e quindi analizzarla e, nel farlo insieme all&#8217;intellettuale militante, acquisire la consapevolezza necessaria per organizzare l&#8217;insubordinazione ed il cambiamento reale della propria condizione.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">Le Origini: Romano Alquati e i Quaderni Rossi</h4>



<p>Sebbene il termine affondi le radici nelle inchieste di Marx ed Engels (come l&#8217;<em>Inchiesta operaia</em> del 1880), la conricerca moderna nasce nei primi anni &#8217;60 attorno alla rivista <strong>Quaderni Rossi</strong>, fondata da <strong>Raniero Panzieri</strong>. Il vero &#8220;padre&#8221; della conricerca è, però, <strong>Romano Alquati</strong>. Le sue inchieste alla FIAT e alla Olivetti tra il 1960 e il 1961 segnarono una rottura totale con la sociologia del lavoro dell&#8217;epoca. Alquati non parlava con i delegati sindacali della vecchia guardia, ma con i giovani operai immigrati dal Sud (l&#8217;operaio massa). Attraverso questo metodo militante, scoprì che l&#8217;operaio non era un elemento passivo del capitale, ma un soggetto che resisteva quotidianamente attraverso il sabotaggio, il rallentamento dei ritmi e l&#8217;assenteismo. In una conferenza recente di Sergio Bologna, lo stesso ricorda come Alquati diceva di indagare non solo i motivi per cui l&#8217;operaio si ribella ma anche i motivi per cui non si ribella, non si muove. Sono, entrambe, due situazioni ugualmente interessanti per &#8220;cogliere le leggi all&#8217;interno di un movimento spontaneo&#8221;. Lo stesso Bologna ricorda come proprio così si riuscì spesso ad anticipare, prevedere, alcuni momenti di lotta che effettivamante scoppiarono.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">I pilastri della metodologia</h4>



<p>La conricerca si distingue per alcuni passaggi chiave che ne definiscono l&#8217;identità:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Fase</strong></td><td><strong>Descrizione</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Inchiesta dal basso</strong></td><td>Raccolta di dati, interviste e osservazione partecipante direttamente sulle linee di montaggio in fabbrica.</td></tr><tr><td><strong>Restituzione</strong></td><td>I risultati dell&#8217;inchiesta vengono riportati agli operai stessi (tramite volantini o assemblee) per verificarne la validità.</td></tr><tr><td><strong>Formazione Politica</strong></td><td>Il processo di analisi diventa il momento in cui l&#8217;operaio riconosce il proprio ruolo nel ciclo produttivo e la propria forza contrattuale.</td></tr><tr><td><strong>Inversione dei Ruoli</strong></td><td>L&#8217;intellettuale impara dalla fabbrica; la teoria non cala dall&#8217;alto ma emerge dal conflitto.</td></tr></tbody></table></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">Evoluzione: Dall&#8217;Operaio Massa all&#8217;Operaio Sociale</h4>



<p>Con il passare dei decenni e il mutare del capitalismo, la conricerca si è per forza di cose adattata:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Anni &#8217;60 (Classe Operaia):</strong> Focus sulla fabbrica fordista e la catena di montaggio.</li>



<li><strong>Anni &#8217;70 (Autonomia):</strong> La conricerca esce dalle fabbriche e si sposta nel territorio (quartieri, università, ospedali). Si inizia a parlare di <strong>&#8220;operaio sociale&#8221;</strong>.</li>



<li><strong>Anni &#8217;90/2000 (Cognitariato):</strong> autori come Toni Negri, Sergio Bologna e più di recente gruppi come i <em>ChainWorkers</em>, la conricerca si applica al lavoro precario, cognitivo e digitale (i lavoratori della logistica, dei call center, i rider).</li>
</ol>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">Perché sarebbe ancora importante oggi?</h4>



<p>Oggi la conricerca potrebbe vivere una rinascita perché può offrire strumenti per mappare forme di sfruttamento altrimenti frammentate e invisibili.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;La conricerca è il tentativo di superare la separazione tra scienza e politica, tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, per fare della conoscenza un&#8217;arma.&#8221;</p>
</blockquote>



<p>In un&#8217;epoca di algoritmi e &#8220;gig economy&#8221;, la necessità di un&#8217;inchiesta che parta dalla soggettività di chi lavora è più attuale che mai per comprendere se esiste e come si organizza oggi la resistenza nel mondo del lavoro.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Lezioni dall’operaismo. Attualità e metodo di un pensiero critico - Sergio Bologna" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/CwYsR3PNwok?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>BIBLIOGRAFIA MINIMA</p>



<h5 class="wp-block-heading">1. I Classici (Le origini e i Quaderni Rossi)</h5>



<p>Questi testi rappresentano l&#8217;inizio storico della conricerca. Qui si definisce il metodo e si rompe con la sociologia accademica.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Romano Alquati, <em>Sulla Fiat e altri scritti</em></strong> (Feltrinelli, 1975 &#8211; riedito da DeriveApprodi): È il testo fondamentale. Raccoglie i report di Alquati sulla &#8220;scoperta&#8221; dell&#8217;operaio massa e la critica della razionalità capitalista. (<a href="https://operaismoinenglish.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/11/73113278-alquati-romano-sulla-fiat-e-altri-scritti-1975.pdf">Pdf</a>)</li>



<li><strong>Raniero Panzieri, <em>L&#8217;alternativa socialista. Scritti scelti 1944-1964</em></strong> (Einaudi): Fondamentale per capire la cornice filosofica entro cui nasce l&#8217;inchiesta operaia.</li>



<li><strong>Guido Borio, Francesca Pozzi, Gigi Roggero, <em>Futuro anteriore. Dai Quaderni Rossi ai movimenti del &#8217;77</em></strong> (DeriveApprodi, 2002): Un&#8217;opera monumentale che ricostruisce la storia politica e i metodi dell&#8217;operaismo attraverso interviste e documenti originali.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h5 class="wp-block-heading">2. Teoria e Metodologia</h5>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Marta Malo de Molina, <em>Nelle pieghe del reale. Conricerca e saperi militanti</em></strong> (DeriveApprodi, 2007).</li>



<li><strong>Gigi Roggero, <em>L&#8217;intelligenza delle lotte. Metodo e conricerca nello scontro capitale/lavoro</em></strong> (Ombre Corte, 2024)</li>



<li><strong>Steve Wright, <em>L&#8217;assalto al cielo. Per una storia dell&#8217;operaismo</em></strong> (Alegre, 2008): Anche se è un saggio storico, dedica ampio spazio all&#8217;analisi della conricerca come strumento distintivo del movimento italiano.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h5 class="wp-block-heading">3. Conricerca Contemporanea</h5>



<p>Per vedere come il metodo viene applicato oggi ai nuovi lavori (logistica, rider, precariato cognitivo):</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Emilio Quadrelli, <em>Andare ai resti</em></strong> (DeriveApprodi): Un esempio magistrale di inchiesta su strada e sui margini del lavoro e della marginalità sociale.</li>



<li><strong>Into the Black Box, <em>Capitalismo delle piattaforme e confini del lavoro</em></strong> (Meltemi, 2021): Un collettivo di ricerca che utilizza il metodo della conricerca per analizzare i giganti della logistica come Amazon.</li>



<li><strong>Collettivo di Fabbrica GKN, <em>Insorgiamo. Diario di una lotta</em></strong> (vari editori/documenti online): Anche se non è un manuale, la lotta della GKN di Firenze è l&#8217;esempio più vivido di &#8220;inchiesta operaia&#8221; e conricerca applicata alla resistenza industriale nel XXI secolo.</li>
</ul>



<p></p>
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		<item>
		<title>Peter Thiel a Roma: esegeta dell&#8217;Apocalisse, predicatore dell&#8217;Anticristo</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/03/19/peter-thiel-a-roma-esegeta-dellapocalisse-predicatore-dellanticristo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 12:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teologia politica di un tecnocrate: Peter Thiel Dal 15 al 18 marzo, Thiel ha riunito a Roma circa 165 ospiti selezionati da tutto il mondo per una serie di seminari riservati che mescolano tecnologia, filosofia politica e teologia. L&#8217;evento si è svolto con regole rigidissime: cellulari depositati all&#8217;ingresso, regola Chatham House sulle dichiarazioni e accordi [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Teologia politica di un tecnocrate: </h3>



<h3 class="wp-block-heading">Peter Thiel</h3>



<p></p>



<p>Dal 15 al 18 marzo, Thiel ha riunito a Roma circa 165 ospiti selezionati da tutto il mondo per una serie di seminari riservati che mescolano tecnologia, filosofia politica e teologia. L&#8217;evento si è svolto con regole rigidissime: cellulari depositati all&#8217;ingresso, regola Chatham House sulle dichiarazioni e accordi di riservatezza con penali fino a 10.000 euro. Le conferenze si sono tenute a Palazzo Taverna.</p>



<p>Prima dell&#8217;evento era circolata la voce di un presunto ciclo di conferenze presso l&#8217;Angelicum, la Pontificia Università San Tommaso d&#8217;Aquino, ma l&#8217;Università aveva smentito categoricamente ogni coinvolgimento. Un sacerdote e teologo gesuita, presente alle lectio, ce ne offre una sintesi.</p>



<p>Padre Antonio Spadaro ritrae il miliardario americano definendolo non solo come uomo di tecnologia e di capitale, ma come esegeta dell&#8217;Apocalisse. Le lezioni spaziano dalla teologia alla geopolitica con un richiamo molto forte a Carl Schmitt e il suo concetto di secolarizzazione del discorso teo-politico. L&#8217;orizzonte religioso, nella visione del teo-tecnocrate, viene sostanzialmente svuotato del suo contenuto di fede: ciò che conta non è il ritorno di Cristo alla fine dei tempi, ma l&#8217;identificazione dell&#8217;Anticristo come forza politica concreta. Il Vangelo diventa così uno strumento di analisi geopolitica. I termini tecnici <em><strong>katechon</strong></em><strong> ed </strong><em><strong>eschaton</strong></em>, scritturistici e teologici,vengono utilizzati come chiavi di lettura del presente.</p>



<p>Secondo Spadaro, la conclusione pratica del messaggio teo-tecnocratico è brutale: qualsiasi tentativo di regolamentare l&#8217;intelligenza artificiale, di istituire organismi di governance globale o di frenare lo sviluppo tecnologico diventa, in questo contesto, una preparazione al regno dell&#8217;Anticristo.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Chi è Peter Thiel?</h3>



<p><strong>Peter Thiel</strong> (nato nel 1967 in Germania, cresciuto negli USA) è un imprenditore, investitore e pensatore politico tra i più influenti della Silicon Valley. Già co-fondatore di PayPal (1998) insieme a Elon Musk e altri, poi fondatore di Palantir Technologies, società specializzata in analisi di big data per governi e aziende. Il suo pensiero politico si ispira ad idee libertarie di destra, apertamente contrario all&#8217;establishment progressista della Silicon Valley. Una sorta di Javier Milei tecnocratico con tanto di motosega. Ha sostenuto Donald Trump nel 2016 ed è dietro all&#8217;elezione di JD Vance. È noto per posizioni provocatorie e border line sul concetto di democrazia, finanzia ricerche sull&#8217;immortalità e sostiene il programma <em>Thiel Fellowship</em> che paga giovani talenti per abbandonare il college. In sintesi una delle menti più stravaganti — e controverse — dell&#8217;ecosistema tech globale con tendenze transumaniste.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi è l&#8217;Anticristo secondo Thiel?</h3>



<p><em>Seguento il filo del commento del Padre Antonio Spataro, Thiel utilizza con una certa disinvoltura, anche se non con la medesima precisione, alcuni termini tecnici della teologia e della teologia politica: &#8220;Il primo è il <strong>katechon</strong>, che significa letteralmente «colui che trattiene». Compare soltanto due volte nella Seconda Lettera di san Paolo ai Tessalonicesi (2, 6-7), dove l’apostolo descrive una forza misteriosa che ritarda la manifestazione di quella che chiama il «mistero dell’iniquità»: cioè l’irruzione piena del male nella storia. Nel corso dei secoli, i teologi hanno identificato questa forza frenante in modi diversi: l’Impero Romano, la Chiesa, lo Stato cristiano, l’autorità legittima in quanto tale. È un concetto che ha attraversato tutta la storia del pensiero politico cristiano, da Tertulliano ad Agostino, fino al giurista tedesco Carl Schmitt nel Novecento. Il secondo concetto è l’<strong>eschaton</strong>, che indica la realtà ultima, il compimento della storia nella sua dimensione religiosa: non semplicemente la «fine» come cessazione di tutto, ma il traguardo verso cui tutta la vicenda umana si orienta nella fede cristiana.&#8221; </em> [<a href="#1">1</a>]</p>



<p>Le forze che frenano l&#8217;esondare dell&#8217;anarchia malvagia sembrerebbero quelle tradizionali: l&#8217;impero romano sotto Costantino, la Chiesa tradizionale e la messa tridentina, il conservatorismo su base nazionale. Dall&#8217;altra parte ci sono i tempi ultimi dell&#8217;escatologia che fanno riferimento al progressismo ecclesiale e politico, a Madre Teresa e alla Teologia della liberazione.</p>



<p>Thiel pare ribaltare i riferimenti tradizionali. Tracciando una possibile carta d&#8217;identità dell&#8217;Anticristo così si è espresso: «Nel XVII e XVIII secolo, l&#8217;Anticristo sarebbe stato un Dottor Stranamore, uno stregone che faceva un tipo di scienza malvagia e folle. Nel XXI secolo, l&#8217;Anticristo è un luddista che vuole fermare tutta la scienza. È qualcuno come Greta o Eliezer».</p>



<p>In altre parole, Thiel usa il termine &#8220;Anticristo&#8221; in senso metaforico per creare una categoria politico-culturale in cui inserire tutte quelle realtà e personaggi, a suo avviso, che frenano il progresso, regolamentando il potere e ponendo limiti all&#8217;innovazione e all&#8217;IA.</p>



<p>Nella sua visione, l&#8217;Anticristo prende le forme della regolamentazione tecnologica, delle leggi e dei limiti, della governance globale e della lotta al cambiamento climatico: forze che fingerebbero di dare sicurezza ma che in realtà toglierebbero libertà ai cittadini con l&#8217;invenzione di lacci e lacciuoli. </p>



<p>Thiel usa il termine “Anticristo” in modo inedito: non come figura antireligiosa, che si oppone al Messia, come sempre è avvenuto nella tradizione cristiana, ma come simbolo di un potere globale che frena il progresso, limita l’innovazione e impone un controllo, un limite. Insomma, l’Anticristo per lui rappresenta tutto ciò che impedisce alla tecnologia di far avanzare il mondo senza limiti: ovviamente quel mondo dei CEO multimiliardari delle aziende informatiche. Disse in un&#8217;intervista al New York Times:</p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>“Siamo stati sulla luna nel luglio 1969.</strong></em></p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>Woodstock è cominciato tre settimane dopo.</strong></em></p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>Col senno di poi, è lì che il progresso si è fermato — e che hanno vinto gli hippy.”</strong></em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Il <em>katechon</em>: la tecnologia come forza salvifica</h3>



<p>Se per Carl Schmitt il katechon — il &#8220;potere che frena&#8221; l&#8217;avvento dell&#8217;Anticristo — era rappresentato da un nuovo concetto di sovranità che decide nello stato di eccezione, concetto scaturente dalla scuola del realismo politico e della teologia politica, per Thiel quel ruolo è assunto dalla dittatura algoritmica e dall&#8217;accelerazione tecnologica. La barriera contro la fine dei tempi, nella sostanza del suo messaggio, non sono le istituzioni religiose, ma le aziende tecnologiche. La proposta politica del tecnoburocrate consisterebbe, in estrema sintesi, nell&#8217;abolire ogni freno e ostacolo all’accelerazione tecnologica promuovedo altresì la frammentazione geopolitica. Non un mondo globale ma diviso in piccole nazioni.</p>



<p><em>&#8220;La conclusione: qualsiasi tentativo di regolamentare l’intelligenza artificiale, di istituire organismi di governo globale, di porre freni allo sviluppo tecnologico, diventa — in questa griglia — una preparazione al regno dell’Anticristo. La frase di san Paolo nella Prima Lettera ai Tessalonicesi (5, 3) — «quando diranno pace e sicurezza, allora una distruzione improvvisa piomberà su di loro» — diventa per Thiel la descrizione del programma politico dei suoi nemici: tutti coloro che chiedono un ordine sovranazionale e moderazione tecnologica. È un’operazione retorica di straordinaria efficacia, e di altrettanto straordinaria ambiguità&#8221;, sintetizza il nostro osservatore. [<a href="#1">1</a>]</em></p>



<p>Il testo paolino serve all&#8217;oratore per dimostarare come democrazia e pace siano solo parole che possono nascondere la più crudele delle schivitù. La retorica pacifista nasconderebbe dei grandi burattinai che ivitano i popoli a stare in pace per premettere loro di meglio governare: tranquillità al posto della libertà. Un ragionamento certamente efficace, ogni realtà può essere ribaltata nel suo opposto, ma, in effetti, lo stesso finisce per sostenere una precisa visione geopolitica: la sfiducia nei confronti delle istituzioni internazionali, il sospetto verso qualsiasi forma di governo al di sopra degli stati, la preferenza per un ordine mondiale fondato sulla rivalità tra grandi potenze. Non si tratta di una posizione teologicamente neutra ma politicamente orientata. Privilegia la competizione tra realtà storico-territoriali, competizione che alla fine risponde agli interessi di fatturato di Palantir, l&#8217;azienda di Thiel, che vende tecnologie di sorveglianza e di intelligence ai governi di mezzo pianeta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il quadro ideologico e politico</h3>



<p>In questo quadro si innesta la sua visione messianica: gli innovatori, come lui, hanno un diritto quasi metafisico al libero esperimento, mentre chi invoca cautele normative e predica la paura è un semplice predicatore di sventura e traditore dell&#8217;umanità. Solo poco tempo fà Dario Amodei, Ceo di Anthropic, prendeva le distanze dal <a href="https://www.malanova.info/2026/03/05/dichiarazione-di-dario-amodei-sui-colloqui-con-il-dipartimento-della-guerra/">Pentagono</a> che gli chiedeva di disabilitare <a href="https://www.malanova.info/2026/02/22/intelligenza-artificiale-alcune-analisi-sul-cambiamento-che-sta-gia-accadendo/">alcune &#8220;barriere&#8221; del suo sistema</a>. Serve una deregulation tecnologica, afferma Thiel. In effetti negli ultimi decenni l&#8217;influenza anticristica dei governi, della legislazione internazionale e degli allarmismi climatici ed ambientali hanno di fatto rallentato il progresso tecnologico: &#8220;Volevamo le auto volanti, ci hanno dato 140 caratteri&#8221;, è la battuta più sagace di Thiel, utilizzata per dire che al posto di una rivoluzione tecnologica capace di trasformare la vita materiale, al posto della risoluzione di malattie mortali e della vittoria definitiva sulla problematica energetica, abbiamo ottenuto solo i social media.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La critica di fondo di Spataro</h3>



<p>Il punto centrale della contro-riflessione di Spadaro è che quella del nostro tecnocrate non è teologia, ma un uso strumentale del linguaggio religioso per legittimare un programma politico ed economico ben preciso: deregolamentare la tecnologia, smantellare le istituzioni di controllo globali e concentrare un potere sovranazionale nelle mani di pochi attori privati. La profezia diventa così marketing, e l&#8217;Apocalisse un argomento contro i propri avversari.</p>



<p>La stessa cosa che accade quotidianamente nella geopolitica trumpiana che mette l&#8217;interesse nazionale al centro e che delegittima ogni istituzione internazionale che possa porre freno a tale interesse. Non esiste alcun diritto internazionale, nessun organismo sovranazionale, ma un ritorno agli imperi e alle sfere di influenza. Ogni regione deve avere il suo &#8216;primate&#8217; e la sua autonomia territoriale ed economica.</p>



<p></p>



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<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-e7e2240395912ced7c9515470bd03167"><strong>NOTE:</strong></p>



<p id="1">[1] <a href="http://p/peter-thiel-predicare-lanticristo?r=3cs1cw&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=web&amp;fbclid=IwY2xjawQnqQlleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFEWGNxWnJZN1ZRRGs2ZkhSc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvc8FtZT4y9FavEaZCTTIkXgk0ZQKTtNs5_mU_U1D9GB8fCYQU4QhO4Fw8sc_aem_PH9_BK7nBFCXzVPxcbDRDg&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://antoniospadaro.substack.com/</a></p>



<p>[2] <a href="https://legrandcontinent.eu/it/2025/07/03/il-transumanesimo-secondo-peter-thiel-lai-marte-la-geopolitica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://legrandcontinent.eu/it/2025/07/03/il-transumanesimo-secondo-peter-thiel-lai-marte-la-geopolitica/</a></p>



<p></p>
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		<title>InvestCloud Italy chiude Marghera: 37 lavoratori licenziati per l&#8217;IA</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:09:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso suscita scalpore in Veneto e anticipa una trasformazione epocale nel mercato del lavoro tecnologico Il 9 marzo 2026, InvestCloud Italy, con sede a Marghera (Venezia), ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi 37 dipendenti per cessazione dell&#8217;attività nella sede veneziana, l&#8217;unica presente in Italia. La comunicazione formale è [&#8230;]</p>
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<p><strong><em>Il caso suscita scalpore in Veneto e anticipa una trasformazione epocale nel mercato del lavoro tecnologico</em></strong></p>



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<p>Il 9 marzo 2026, InvestCloud Italy, con sede a Marghera (Venezia), ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi 37 dipendenti per cessazione dell&#8217;attività nella sede veneziana, l&#8217;unica presente in Italia. La comunicazione formale è stata inviata a Federmeccanica, alle organizzazioni sindacali e a Confindustria Veneto Est, aprendo ufficialmente la procedura di riduzione del personale.</p>



<p>Per il gruppo americano, le soluzioni personalizzate, Paese per Paese, hanno fatto il loro tempo e le strutture nazionali saranno progressivamente eliminate. Al loro posto si punterà su pochi centri di eccellenza globali, con una strategia basata su una accelerazione degli investimenti in soluzioni basate sull&#8217;intelligenza artificiale e un rafforzamento dell&#8217;attenzione all&#8217;innovazione replicabile e scalabile.</p>



<p>La lettera di licenziamento ha lasciato sgomenti i dipendenti, che si sono riuniti in assemblea.</p>



<p>InvestCloud non è un nome qualsiasi nel panorama finanziario mondiale. Fondata in California nel 2010 da John Wise e Michael A. Smith, l&#8217;azienda è crescita rapidamente da startup a player globale, trasformando il modo in cui le istituzioni finanziarie gestiscono la ricchezza. Il concetto originale, come in ogni saga afferente all&#8217;american dream, fu sviluppato in un garage californiano con la visione di costruire una piattaforma che permettesse a professionisti del business, anziché a costosi programmatori, di personalizzare i software.</p>



<p>Nel febbraio 2021, InvestCloud completò una ricapitalizzazione che rivalutò l&#8217;azienda a un miliardo di dollari. Come parte dell&#8217;operazione, Motive Partners e Clearlake Capital Group integrarono due società di portafoglio — Finantix e Tegra118 — in InvestCloud, creando una piattaforma globale SaaS per soluzioni di gestione patrimoniale. Questa integrazione espanse significativamente la piattaforma a oltre 4 trilioni di dollari in asset e portò il team a oltre 900 persone.</p>



<p><strong>Nel 2023, InvestCloud supportava oltre 550 clienti con più di 6,4 trilioni di dollari in asset under management e oltre 32 milioni di conti cliente in 40 Paesi. </strong></p>



<p>La storia della sede di Marghera affonda le radici in Finantix, un&#8217;azienda nata come eccellenza tecnologica nel settore del wealth management, che venne acquisita dal gruppo californiano nel 2021.</p>



<p>Il motivo di questa drastica decisione non è una crisi finanziaria, né un calo di performance della sede italiana. <em>&#8220;La InvestCloud Italy è tutt’altro che un’azienda decotta. Il bilancio 2024, l’ultimo pubblicato, <strong>le assegna un utile netto di 501.000 euro e un fatturato di 9.941.000</strong>, in vistosa crescita rispetto al 2023 (più 63%). Osservatori qualificati riconducono a ogni addetto ricavi procapite per oltre 248.000 euro, un ottimo indicatore di produttività</em>&#8220;. (<a href="https://www.repubblica.it/economia/2026/03/12/news/licenziamenti_ia_intelligenza_artificiale_investcloud-425215681/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Repubblica</a>)</p>



<p>È una scelta strategica di portata globale. Il gruppo ha spiegato che il modello organizzativo utilizzato finora, basato su team distribuiti in diversi Paesi e su soluzioni adattate ai mercati locali, non è più compatibile con la nuova direzione tecnologica. </p>



<p>Nella lettera alle parti sociali, InvestCloud sostiene che il suo modello aziendale &#8220;storico&#8221; non è più coerente con l&#8217;obiettivo di costruire una piattaforma tecnologica integrata centrata su strumenti di intelligenza artificiale. </p>



<p><em>&#8220;L&#8217;innovazione è stata la nostra forza trainante fin dal primo giorno, perché l&#8217;era digitale moderna lo richiede. Il mondo della finanza e della tecnologia si muove alla velocità della luce e noi sviluppiamo le nostre piattaforme verso nuovi limiti, uno dopo l&#8217;altro: sapere cosa facciamo oggi ci mantiene, noi e i nostri clienti, all&#8217;avanguardia nel futuro&#8221;.</em> (<a href="https://investcloud.com/about-us/">dal sito web aziendale</a>)</p>



<p>InvestCloud punta ora a un &#8220;riallineamento strutturale&#8221; dell&#8217;organizzazione globale, con l&#8217;obiettivo di sviluppare una piattaforma tecnologica integrata sempre più centrata sulle soluzioni di IA. Eppure, solo a gennaio, Cheryl Nash, responsabile del business APL di InvestCloud, affermava che l&#8217;intelligenza artificiale &#8220;non sostituirà i consulenti, ma solo i consulenti che non la sfruttano potrebbero essere sostituiti&#8221;, e ancora &#8220;non ho mai visto un lavoro in cui non ci fosse bisogno di connessione umana. Ma i consulenti devono davvero iniziare a sfruttare ciò che c&#8217;è là fuori dal punto di vista dell&#8217;intelligenza artificiale&#8221;. (<a href="https://www.thinkadvisor.com/2026/01/02/why-ai-should-be-advisors-best-friend-in-2026/?utm_content=364535331&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=linkedin&amp;hss_channel=lcp-1275545">ThinkAdvisor</a>) Il risultato odierno sono 37 licenziamenti senza alcun rimpiazzo: erano tutti riottosi all&#8217;utilizzo dell&#8217;IA?</p>



<p>La notizia ha immediatamente scosso il mondo sindacale veneziano e nazionale, non solo per i 37 posti di lavoro persi, ma per il significato simbolico e sistemico dell&#8217;evento. <strong>Fim Cisl Venezia</strong> è stata tra le prime voci a reagire con forza. Il segretario generale Matteo Masiero ha dichiarato che &#8220;il caso InvestCloud Italy dimostra in modo pratico come la transizione tecnologica impatti pesantemente nel lavoro e oggi sempre più anche nel settore metalmeccanico, travolgendo quell&#8217;idea di giustizia sociale, tutela occupazionale e impresa locale&#8221;.</p>



<p>Masiero ha poi sottolineato un punto cruciale per il futuro: &#8220;quando si trattano beni immateriali e servizi, i vincoli di spazio e tempo vengono meno e con essi viene messo in discussione tutto l&#8217;impianto delle tutele contrattuali, dal costo del lavoro, al salario, alle protezioni sociali. Il fatto che queste condizioni portino a una mobilità del lavoro globale ci costringe a confrontarci con modelli molto differenti da quello che conosciamo.&#8221;</p>



<p>Anche <strong>Cgil e Fiom veneziane</strong> sono intervenute. I segretari Daniele Giordano e Michele Valentini hanno dichiarato che non si è di fronte soltanto a una riorganizzazione aziendale ma a <strong>&#8220;un caso emblematico che dimostra come l&#8217;intelligenza artificiale non sia affatto neutra&#8221;</strong>, sottolineando il ritardo accumulato dall&#8217;Italia e dall&#8217;Unione europea, con il rischio di una crescente dipendenza da grandi gruppi esteri che &#8220;perseguono i propri interessi strategici e industriali, non certo quelli del lavoro, dell&#8217;occupazione e del sistema produttivo italiano&#8221;.</p>



<p>La vicenda apre interrogativi profondi anche sul piano del diritto del lavoro. Secondo la giuslavorista Claudia Ogriseg, l&#8217;intelligenza artificiale rappresenta &#8220;uno tsunami da cui stiamo cercando di proteggerci con una diga costruita da castori e nemmeno finita&#8221;. </p>



<p>Il diritto del lavoro continua ad essere basato su modelli da prima rivoluzione industriale, fondati sull&#8217;equazione tra tempo di lavoro e retribuzione. Una formula sempre meno adeguata a descrivere un&#8217;economia in cui la produzione di valore si smaterializza e si delocalizza in tempo reale e investe tutta la vita. Non esiste più una cesura netta tra tempo di lavoro e tempo di vita. Anche quando ci si rilassa a scorrere i post dei social si poduce utile per le azinde proprietarie che in cambio non ci fanno pagare un abbanamento. La furia espansiva dell&#8217;IA travolge il diritto e scompagina i parlamenti che non riescono a trovare soluzioni per arginarla. E&#8217; semplicemente troppo veloce per chiunque. Persino gli stessi sviluppatori dei modelli IA sono usciti ultimamente con articoli pubblici per mostrare un certo spiazzamento rispetto alla rapidità di miglioramento e autonomizzazione dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p>Sul fronte delle prospettive occupazionali, il segretario Zanocco di Fim Cisl Venezia ha offerto una lettura in parte rassicurante: trattandosi di un settore con &#8220;fame di competenze informatiche&#8221; e caratterizzato da turn over sempre elevati, i dipendenti potrebbero ritrovare occupazione senza grandi difficoltà. Tuttavia, questo scenario riguarda i profili con competenze molto specializzate, mentre resta aperta la questione delle figure intermedie.</p>



<p>Il caso InvestCloud si inserisce in un dibattito più ampio sulla trasformazione digitale e il suo impatto sull&#8217;occupazione. Nel breve periodo, la decisione rappresenta un duro colpo per il territorio di Marghera.</p>



<p>Quello che accade nell&#8217;Information and Communication Technology può essere una spia di allarme anche per altri settori: call center, prenotazioni alberghiere e molte altre attività rischiano di subire ricadute enormi, con un impatto che potrebbe spazzare via un&#8217;intera fascia di lavoratori — quella con competenze intermedie — lasciando al fattore umano solo le specializzazioni più elevate.</p>



<p>L&#8217;Italia e l&#8217;Europa, secondo i sindacati, hanno bisogno di investimenti, ricerca, infrastrutture, formazione e soprattutto di un governo pubblico dei processi di trasformazione tecnologica. Senza questa assunzione di responsabilità, dicono, si continuerà a subire decisioni prese altrove, con il lavoro che paga il prezzo più alto. Nessuno riflette sul problema, estremamente complesso, dell&#8217;antico concetto della propretà dei mezzi di produzione. Come nell&#8217;antica rivoluzione industriale, anche oggi gli strumenti più avanzati sono nelle mani di pochissimi gruppi privati globlali. Sono questi oramai a divenire direttamente anche classe politica e quindi a manovrare il complesso statale-militare-finanziario. Dall&#8217;industria aerospaziale a quella militare, dalle piattaforme finanziarie a quelle social, dalla farmaceutica alla sanità in generale, dall&#8217;IoT all&#8217;intelligenza artificiale, tutto è nelle mani della finanza internazionale che si concentra a sua volta nelle mani di pochi e mastodontici gruppi. Resistono gli ultimi burattini ideologizzati e fintamente eletti come la Meloni in Italia o la Von der Lyen in Europa o il sempre citato Mario Draghi e le lotte residue intorno alla difesa dei posti di lavoro e della costituzione. Il PD ed il Movimento 5 stelle abbaiano rabbiosamente ad ogni decreto legislativo &#8220;neo-fascista&#8221;mentre erano docili come un gattino che fa le fusa quando fu il loro momento nella responsabilità di governo. Semplice gioco delle parti. Ma tutto ciò è già travolto dal corso impetuoso e caotico della storia e solo la guerra già iniziata riuscirà, in negativo, a risolvere i conti in sospeso tra le elité globali verso la nuova forma di ordine mondiale che guiderà il nuovo dipanarsi del tempo futuro tra le macerie e la ricostruzione.</p>



<p><strong>InvestCloud Italy a Marghera è, in questo senso, molto più di una storia locale. È una tra le prima pagine sfogliate del libretto delle istruzioni del futuro sistema economico globale che dovremmo sbrigarci a leggere e conoscere approfonditamente.</strong> Tutto il resto del chiacchiericcio antagonsta equivale al voler rattoppare con il nastro adesivo l&#8217;abnorme falla nella diga sistemica oramai aperta.</p>



<p></p>
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		<title>Dichiarazione di Dario Amodei sui colloqui con il Dipartimento della Guerra</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
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		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Translate Il Pentagono intende utilizzare il modello di intelligenza artificiale di Antropic, Claude, con cui ha un contratto di utilizzo in essere, per monitorare infrastrutture cinesi, individuare vulnerabilità nei dispositivi avversari e organizzare operazioni di cyberattacco e, al bisogno, di spionaggio di massa della popolazione. Tuttavia, le linee guida etiche di Anthropic, inserite nei contratti, [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>Translate</strong></em></p>



<p class="has-small-font-size"><em>Il Pentagono intende utilizzare il modello di intelligenza artificiale di Antropic, Claude, con cui ha un contratto di utilizzo in essere,  per monitorare infrastrutture cinesi, individuare vulnerabilità nei dispositivi avversari e organizzare operazioni di cyberattacco e, al bisogno, di spionaggio di massa della popolazione. Tuttavia, le linee guida etiche di Anthropic, inserite nei contratti, rappresentano un ostacolo a questo utilizzo. Il 24 febbraio 2026, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth convoca il CEO di Anthropic, al Pentagono. Il governo pone un ultimatum chiaro, con termine alle 17:01 di venerdì 27 febbraio. Se Anthropic non acconsente a permettere l’impiego di Claude “per qualsiasi finalità lecita”, eliminando i limiti riguardo a sorveglianza e sistemi d’arma autonomi, sarà escluso da ogni collaborazione governativa. Il 26 febbraio, a poche ore dalla scadenza, Anthropic pubblica una dichiarazione firmata da Amodei che traduciamo integralmente in questo articolo. Riteniamo che questi documenti possono essere utili per comprendere cosa accade intorno al mondo dell&#8217;intelligenza artificiale e le sue ripercussioni sulla nostra vita quotidiana.</em></p>



<h4 class="wp-block-heading">26 febbraio 2026 </h4>



<p>Credo profondamente nell&#8217;importanza esistenziale dell&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale per difendere gli Stati Uniti e le altre democrazie e per sconfiggere i nostri avversari autocratici.</p>



<p>Anthropic ha quindi lavorato in modo proattivo per distribuire i propri modelli al Dipartimento della Guerra e alla comunità dell&#8217;intelligence. Siamo stati la prima azienda di intelligenza artificiale di frontiera a distribuire i nostri modelli nelle reti classificate del governo degli Stati Uniti, la prima a distribuirli presso i Laboratori Nazionali e la prima a fornire modelli personalizzati per i clienti della sicurezza nazionale. Claude è ampiamente utilizzato presso il Dipartimento della Guerra e altre agenzie per la sicurezza nazionale per applicazioni mission-critical, come analisi di intelligence, modellazione e simulazione, pianificazione operativa, operazioni informatiche e altro ancora.</p>



<p>Anthropic si è anche attivata per difendere la leadership americana nell&#8217;intelligenza artificiale, anche quando ciò andava contro gli interessi a breve termine dell&#8217;azienda. Abbiamo scelto di rinunciare a diverse centinaia di milioni di dollari di fatturato per interrompere l&#8217;uso di Claude da parte di aziende legate al Partito Comunista Cinese (alcune delle quali sono state designate dal Dipartimento della Guerra come &#8220;Compagnie Militari Cinesi&#8221;), abbiamo bloccato gli attacchi informatici sponsorizzati dal PCC che tentavano di abusare di Claude e abbiamo sostenuto rigorosi controlli sulle esportazioni di chip per garantire un vantaggio democratico.</p>



<p>Anthropic è consapevole che è il Dipartimento della Guerra, non le aziende private, a prendere decisioni militari. Non abbiamo mai sollevato obiezioni a specifiche operazioni militari, né abbiamo tentato di limitare l&#8217;uso della nostra tecnologia in modo&nbsp;<em>mirato</em>&nbsp;.</p>



<p>Tuttavia, in un ristretto numero di casi, riteniamo che l&#8217;IA possa minare, anziché difendere, i valori democratici. Alcuni utilizzi sono semplicemente al di fuori di ciò che la tecnologia odierna può fare in modo sicuro e affidabile. Due di questi casi d&#8217;uso non sono mai stati inclusi nei nostri contratti con il Dipartimento della Guerra e riteniamo che non dovrebbero esserlo ora:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sorveglianza interna di massa.</strong> Sosteniamo l&#8217;uso dell&#8217;IA per missioni di intelligence e controspionaggio estere legittime. Tuttavia, l&#8217;uso di questi sistemi per la sorveglianza <em>interna di</em> massa è incompatibile con i valori democratici. La sorveglianza di massa basata sull&#8217;IA presenta gravi e nuovi rischi per le nostre libertà fondamentali. Nella misura in cui tale sorveglianza è attualmente legale, ciò è dovuto solo al fatto che la legge non ha ancora raggiunto le capacità in rapida crescita dell&#8217;IA. Ad esempio, secondo la legge attuale, il governo può acquistare da fonti pubbliche registrazioni dettagliate dei movimenti, della navigazione web e delle associazioni degli americani senza ottenere un mandato, una pratica che la comunità dell&#8217;intelligence ha riconosciuto sollevare preoccupazioni in materia di privacy e che ha generato un&#8217;opposizione bipartisan al Congresso. <strong>Una potente IA consente di assemblare questi dati sparsi e singolarmente innocui in un quadro completo della vita di qualsiasi persona, automaticamente e su larga scala.</strong></li>



<li><strong>Armi completamente autonome.</strong> Le armi parzialmente autonome, come quelle utilizzate oggi in Ucraina, sono vitali per la difesa della democrazia. Anche le armi <em>completamente</em> autonome (quelle che escludono completamente gli esseri umani dal ciclo e automatizzano la selezione e l&#8217;ingaggio dei bersagli) possono rivelarsi fondamentali per la nostra difesa nazionale. Ma oggi, i sistemi di intelligenza artificiale di frontiera non sono semplicemente sufficientemente affidabili per alimentare armi completamente autonome. Non forniremo consapevolmente un prodotto che mette a rischio i combattenti e i civili americani. Ci siamo offerti di collaborare direttamente con il Dipartimento della Guerra in attività di ricerca e sviluppo per migliorare l&#8217;affidabilità di questi sistemi, ma non hanno accettato l&#8217;offerta. Inoltre, senza un&#8217;adeguata supervisione, non si può fare affidamento sulle armi completamente autonome per esercitare il giudizio critico che le nostre truppe professionali e altamente addestrate dimostrano ogni giorno. Devono essere schierate con le opportune protezioni, che oggi non esistono.</li>
</ul>



<p>Per quanto ne sappiamo, queste due eccezioni non hanno finora rappresentato un ostacolo all&#8217;accelerazione dell&#8217;adozione e dell&#8217;utilizzo dei nostri modelli all&#8217;interno delle nostre forze armate.</p>



<p>Il Dipartimento della Guerra ha <a href="https://media.defense.gov/2026/Jan/12/2003855671/-1/-1/0/ARTIFICIAL-INTELLIGENCE-STRATEGY-FOR-THE-DEPARTMENT-OF-WAR.PDF">dichiarato</a> che stipulerà contratti solo con aziende di intelligenza artificiale che acconsentono a &#8220;qualsiasi uso lecito&#8221; e rimuovono le misure di sicurezza nei casi sopra menzionati. Hanno minacciato di rimuoverci dai loro sistemi se avessimo mantenuto queste misure di sicurezza; hanno anche minacciato di designarci come &#8220;rischio per la catena di approvvigionamento&#8221; – un&#8217;etichetta riservata agli avversari statunitensi, mai applicata prima a un&#8217;azienda americana – <em>e</em> di invocare il Defense Production Act per imporre la rimozione delle misure di sicurezza. Queste ultime due minacce sono intrinsecamente contraddittorie: una ci etichetta come un rischio per la sicurezza; l&#8217;altra etichetta Claude come essenziale per la sicurezza nazionale.</p>



<p><strong>In ogni caso, queste minacce non cambiano la nostra posizione: non possiamo in coscienza acconsentire alla loro richiesta.</strong></p>



<p>È prerogativa del Dipartimento selezionare i fornitori più in linea con la propria visione. Tuttavia, dato il valore sostanziale che la tecnologia di Anthropic offre alle nostre forze armate, ci auguriamo che ci ripensino. La nostra ferma preferenza è continuare a servire il Dipartimento e i nostri combattenti, con le due garanzie richieste in atto. Qualora il Dipartimento decidesse di abbandonare Anthropic, ci impegneremo per consentire una transizione graduale verso un altro fornitore, evitando qualsiasi interruzione della pianificazione militare in corso, delle operazioni o di altre missioni critiche. I nostri modelli saranno disponibili alle condizioni espansive che abbiamo proposto per tutto il tempo necessario.</p>



<p>Restiamo pronti a proseguire il nostro lavoro a sostegno della sicurezza nazionale degli Stati Uniti.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



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		<title>Claude.ai contro il Pentagono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 09:48:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine di febbraio 2026, la tensione tra Anthropic — la società che sviluppa il modello AI Claude — e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha raggiunto livelli mai visti prima nel mondo tech americano. Per la prima volta, una compagnia privata di intelligenza artificiale ha avuto il coraggio di dire no al [&#8230;]</p>
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<p></p>



<p><em>Alla fine di febbraio 2026, la tensione tra Anthropic — la società che sviluppa il modello AI Claude — e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha raggiunto livelli mai visti prima nel mondo tech americano. Per la prima volta, una compagnia privata di intelligenza artificiale ha avuto il coraggio di dire no al governo americano su questioni di vita o di morte: armi autonome e sorveglianza di massa. Il risultato? Un paradosso che mette a nudo tutte le contraddizioni dell’era dell’AI militare.</em></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-c6de5e7145e72af7a1ea6d7073870574"><strong>Le origini: un maxi contratto da 200 milioni</strong></p>



<p>Tutto parte nel luglio 2025: Anthropic firma un contratto da circa 200 milioni di dollari con il Pentagono — che sotto Trump viene pure ribattezzato “Dipartimento della Guerra”. Claude diventa così il primo modello AI autorizzato nei sistemi classificati dell’esercito USA, grazie anche alla collaborazione stretta con Palantir, la società di analisi dati fondata da Peter Thiel, da sempre vicina agli ambienti della difesa.</p>



<p>Da lì, Claude si insinua nei gangli più delicati della macchina militare americana: intelligence, strategie, analisi di dati riservati. Anthropic si ritrova ad essere il fornitore privilegiato di AI per le forze armate.</p>



<p>Ma il contratto non era a scatola chiusa: Anthropic aveva messo subito due paletti chiari, due “linee rosse” invalicabili. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Primo: niente uso di Claude per la sorveglianza di massa sui cittadini americani. </li>



<li>Secondo: vietato usarlo per sistemi d’arma totalmente autonomi, che decidono e colpiscono senza intervento umano.</li>
</ul>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-7f1c8857ce853a3f7dc6191c6379a3ec"><strong>L’ultimatum di Hegseth: “o tutto o niente”</strong></p>



<p>Nei mesi successivi alla firma, la tensione sale. L’esercito vuole sfruttare Claude per spiare infrastrutture cinesi, scovare falle nei sistemi elettronici nemici, pianificare attacchi informatici. Ma le regole etiche di Anthropic si mettono in mezzo.</p>



<p>Così, il 24 febbraio 2026, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth convoca Dario Amodei, CEO di Anthropic, al Pentagono. Il faccia a faccia è teso: Hegseth dà un ultimatum secco, con scadenza fissata alle 17:01 di venerdì 27 febbraio. O Anthropic accetta che Claude venga usato per “qualsiasi scopo lecito”, togliendo i limiti su sorveglianza e armi autonome, oppure è fuori.</p>



<p>Secondo fonti come Associated Press e Reuters, il rifiuto avrebbe comportato tre conseguenze: rescissione del contratto, bollino nero come “supply chain risk” (fino ad allora appioppato solo a ditte straniere invise come Huawei), e infine il ricorso al Defense Production Act — una legge della Guerra di Corea che avrebbe potuto obbligare Anthropic a collaborare anche controvoglia.</p>



<p><strong>La risposta di Amodei: “Non possiamo, punto e basta”</strong></p>



<p>Il 26 febbraio, a poche ore dalla scadenza, Anthropic pubblica una dichiarazione firmata da Amodei: “Le minacce non cambiano la nostra posizione: non possiamo in buona coscienza cedere su questi punti.” Parole dure, quasi mai sentite in ambito aziendale.</p>



<p>Amodei, figlio di immigrati italiani e fisico di formazione, motiva la sua scelta. </p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-midsmall-font-size wp-elements-8fa11d8e36db5caf6607d31fd6f21f0e"><strong>Sulle armi autonome: la tecnologia non è pronta, l’AI sbaglia ancora troppo, affidarle decisioni letali sarebbe pericoloso. Sulla sorveglianza di massa: sì all’intelligence estera, ma no a creare dossier automatici sugli americani incrociando dati come geolocalizzazione o cronologia web. </strong></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="517" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1-1024x517.png" alt="" class="wp-image-11236" style="aspect-ratio:1.980703571565581;width:739px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1-1024x517.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1-300x152.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1-768x388.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1.png 1316w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>
</div>



<p>“In certi casi, l’AI può minare invece che difendere i valori democratici”, scrive, aggiungendo che certi usi sono “semplicemente fuori portata per la tecnologia attuale”.</p>



<p>Amodei sottolinea anche che Anthropic non è affatto contraria all’uso militare dell’AI in sé: rivendica di essere stata la prima azienda a distribuire modelli su reti classificate, rinunciando a centinaia di milioni di dollari tagliando clienti cinesi per motivi di sicurezza nazionale:</p>



<p><strong><em>&#8220;Credo profondamente nell&#8217;importanza esistenziale dell&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale per difendere gli Stati Uniti e le altre democrazie e per sconfiggere i nostri avversari autocratici.</em></strong></p>



<p><strong><em>Anthropic ha quindi lavorato in modo proattivo per distribuire i propri modelli al Dipartimento della Guerra e alla comunità dell&#8217;intelligence. Siamo stati la prima azienda di intelligenza artificiale di frontiera a distribuire i nostri modelli nelle reti classificate del governo degli Stati Uniti, la prima a distribuirli presso i Laboratori Nazionali e la prima a fornire modelli personalizzati per i clienti della sicurezza nazionale.&#8221;</em></strong></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-72186c0e21eba36c79df720702c652df"><strong>Trump interviene: “Quei casi umani di sinistra”</strong></p>



<p>Pochi minuti prima dello scadere dell’ultimatum, Trump interviene su Truth Social con il suo stile inconfondibile: ordina alle agenzie federali di smettere di usare i prodotti Anthropic, definendo i dirigenti “quei casi umani di sinistra” e accusandoli di un “errore disastroso”. Il giorno dopo, arriva la formalizzazione: Anthropic è ufficialmente un <strong>“rischio per la sicurezza nazionale”.</strong></p>



<p>Eppure il mercato e l’opinione pubblica reagiscono al contrario: subito dopo l’annuncio, Claude diventa una delle app più scaricate e il valore di Anthropic — già alle stelle — viene dato in ulteriore ascesa. Insomma, Amodei si rivela un perfetto uomo da copertina.</p>



<p>Il Center for American Progress fa notare la contraddizione: se Anthropic è un rischio, va esclusa dai sistemi militari; ma se Claude è così indispensabile da doverla obbligare con il Defense Production Act, allora non può essere un rischio. Due pesi e due misure che puzzano di politica più che di sicurezza.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-2210d7c91ac534bac92bba07ac475420"><strong>Il paradosso iraniano: bandito di giorno, usato di notte</strong></p>



<p>L’ironia della storia tocca il culmine poco dopo il bando: mentre Trump tuonava contro Anthropic, il CENTCOM — il comando delle operazioni USA in Medio Oriente — stava usando proprio Claude per coordinare i raid in Iran che hanno portato all’uccisione di Khamenei e altri capi del regime.</p>



<p><strong>Secondo Wall Street Journal e La Repubblica, Claude ha fornito intelligence in tempo reale, identificando obiettivi sensibili e ottimizzando le rotte dei bombardieri e dei droni, integrato nei sistemi Palantir.</strong></p>



<p>Come scrive Il Foglio, Anthropic è ormai così dentro l’apparato militare che per “scollegarla” ci vorranno almeno sei mesi. Nel frattempo, l’AI bandita continua a guidare decisioni cruciali. Un paradosso che la dice lunga.</p>



<p>C’è anche un problema di fondo: una volta che l’AI viene integrata in sistemi di terze parti come quelli Palantir, Anthropic perde completamente il controllo su come viene effettivamente usata. Fornisce il motore, ma è “cieca” rispetto alle reali applicazioni — anche quelle più rischiose.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-6d112967fdd9472b33acc00dcfb856db"><strong>Chi ha detto sì: OpenAI, Google e xAI</strong></p>



<p>Poche ore dopo, Sam Altman di OpenAI annuncia un nuovo accordo con i militari USA: ChatGPT e i futuri GPT saranno disponibili sulle reti classificate. OpenAI dice di aver inserito le stesse limitazioni richieste da Anthropic, ma con una differenza: nessuna clausola vincolante, solo garanzie tecniche e riferimenti alle leggi in vigore, quindi tutto più “soft”. Come nota un ricercatore, nulla vieta che queste policy possano cambiare in futuro.</p>



<p>Google si prepara a seguire la stessa strada, dopo aver tolto i divieti di applicazione militare dal modello Gemini. E xAI di Elon Musk si è già detta disponibile a fornire Grok senza particolari limiti etici — anche grazie alla vicinanza politica di Musk alla Casa Bianca.</p>



<p>Il settore appare spaccato: da un lato Anthropic che, pur non essendo contro all&#8217;applicazione militare del suo moedello, si batte per le sue regole &#8220;etiche&#8221; e ne paga il prezzo, dall’altro i giganti del settore che preferiscono semplicemente collaborare con meno vincoli, chinandosi ai desiderata dell&#8217;establishment. Un&#8217;IA senza vincoli etici, verso cui siamo diretti, avrà impatti di lungo termine per chi vuole davvero una AI sicura.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-76397acf31e4d8d83bb9182aab2b2b74"><strong>Le radici del conflitto: il Venezuela e i dipendenti Anthropic</strong></p>



<p>Tutto questo non nasce dal nulla: già nei mesi prima, Claude era stato usato nell’operazione “Absolute Resolve” in Venezuela, culminata con la cattura di Maduro. Notizia che aveva sconvolto i dipendenti Anthropic, attratti proprio dall’immagine di azienda “responsabile”.</p>



<p>Le proteste interne costrinsero Amodei a chiarire pubblicamente le “linee rosse” — quelle stesse che porteranno allo scontro con il Pentagono. Segno che, nell’era dell’AI militare, le questioni etiche non sono più solo filosofia, ma realtà che plasmano le strategie aziendali. Il fatto stesso, però, di aver già assistito ad operazioni militari &#8220;al limite&#8221; e gestite dall&#8217;IA, ci fa dubitare sull&#8217;effettiva possibilità delle aziende private di gestire liberamente questa scelta, considerando che proprio dal comparto militare arrivano finanziamenti imponenti.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-b4e9b921009ab4c7600258abe041be73"><strong>Le implicazioni globali: chi detta le regole?</strong></p>



<p>La vicenda tra Anthropic e il Pentagono mostra come la guerra moderna non sia più solo questione di armi ed eserciti, ma anche di algoritmi e modelli linguistici. Claude non decide ancora chi uccidere, ma accelera le decisioni umane e aumenta la potenza dell’intelligence militare.</p>



<p>Intanto, la Cina corre: robot umanoidi e AI sono al centro della sua strategia di “guerra ibrida”. <strong>L’Europa accelera sui regolamenti, ma il campo di battaglia avanza più in fretta delle leggi.</strong></p>



<p>Il caso Anthropic pone la domanda chiave: chi deve fissare i limiti etici dell’AI militare? Le aziende? I governi? I militari? O una combinazione di tutti? Per ora, una risposta vera non c’è. Il tutto è lasciato alla deregulation!</p>



<p></p>



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<p></p>
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		<title>Intelligenza artificiale: alcune analisi sul cambiamento che sta già accadendo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 21:35:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[KRITIK]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;EVOLUZIONE DELL&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE tra visione tecnocratica e allarmismo: due sguardi alternativi sul cambiamento che sta già accadendo. Febbraio 2026 di Stefano Ammirato Carl Sagan, nel romanzo Contact, immagina un&#8217;astronoma che, alla vigilia del primo incontro con un&#8217;intelligenza extraterrestre, vorrebbe fare una sola domanda agli alieni: «Come avete fatto? Come avete superato la vostra adolescenza tecnologica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;EVOLUZIONE DELL&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong></h3>



<h3 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-7b0471571f4afa09142f68aa5d0579fa"><em>tra visione tecnocratica e allarmismo:</em> <em>due sguardi alternativi sul cambiamento che sta già accadendo</em>.</h3>



<p>Febbraio 2026</p>



<p><em>di Stefano Ammirato</em></p>



<p></p>



<p>Carl Sagan, nel romanzo Contact, immagina un&#8217;astronoma che, alla vigilia del primo incontro con un&#8217;intelligenza extraterrestre, vorrebbe fare una sola domanda agli alieni: «Come avete fatto? Come avete superato la vostra adolescenza tecnologica senza distruggervi?». </p>



<p>Questa scena è il punto di partenza del <a href="https://www.darioamodei.com/essay/the-adolescence-of-technology">lungo saggio</a> di Dario Amodei — CEO di Anthropic, la società creatrice di Claude — pubblicato nel gennaio 2026. La risposta a questa domanda &#8220;extraterrestre&#8221; è, per Amodei, la più urgente ed importante che l&#8217;umanità si trovi oggi a dover assolutamente torvare.</p>



<p>Quasi in parallelo, a febbraio 2026, un altro testo comincia a circolare sui social, diventando virale in pochi giorni: è il saggio di Matt Shumer, CEO di Hyperwriter, tradotto in italiano e pubblicato da <a href="https://www.malanova.info/2026/02/14/something-big-is-happening-qualcosa-di-grande-sta-accadendo/">Malanova</a>. Il tono è diverso, più urgente e diretto, quasi da lettera aperta ai propri cari. Ma il cuore del messaggio converge: qualcosa di enormemente importante sta accadendo adesso, e la maggior parte delle persone non se ne è ancora accorta.</p>



<p>Questo articolo analizza i due testi scritti da chi siede ai vertici della ricerca sull&#8217;intelligenza artificiale, vivendone gi sviluppi quotidianamente. Due prospettive diverse — una lunga, analitica, quasi da rapporto istituzionale; l&#8217;altra breve, intima, quasi da chiamata alle armi — che insieme restituiscono un quadro potente di ciò che ci aspetta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Due voci, due prospettive</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Dario Amodei: l&#8217;architetto preoccupato</h3>



<p>Dario Amodei è tra le persone al mondo che più hanno contribuito a costruire l&#8217;intelligenza artificiale moderna. Fisico di formazione, ha trascorso anni a OpenAI prima di fondare Anthropic nel 2021 insieme ad altri ricercatori, con l&#8217;obiettivo esplicito di sviluppare IA in modo più sicuro ed &#8220;etico&#8221;. È uno dei padri delle «scaling laws», le leggi che descrivono come i sistemi di IA diventino più capaci in modo prevedibile all&#8217;aumentare della potenza di calcolo.</p>



<p>Il suo saggio — intitolato &#8220;The Adolescence of Technology&#8221; — è un documento di oltre 20.000 parole, articolato in cinque grandi categorie di rischio, dove cerca di barcamenarsi tra l&#8217;ottimismo ingenuo ed il catastrofismo da fantascienza. È il tentativo di chi conosce la tecnologia dall&#8217;interno e prova ad anticipare con uno sforzo intellettuale gli scenari che si potrebbero realizzare da qui a poco (1-5 anni), per immaginare cosa potrebbe andare storto e cosa possiamo fare per evitarlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Matt Shumer: la voce del protagonista</h3>



<p>Matt Shumer non è un accademico né un filosofo della tecnologia. È un imprenditore che lavora con i modelli di intelligenza artificiale ogni giorno per costruire il suo prodotto IA che si chiama Hyperwriter. Il suo saggio — &#8220;Something Big Is Happening&#8221; — nasce da un&#8217;esperienza personale: il momento in cui, all&#8217;inizio di febbraio 2026, ha realizzato che i nuovi modelli rilasciati da OpenAI e Anthropic avevano superato una certa soglia qualitativa e di possibilità. Fino a poco tempo fa, dice Shumer, i modelli di intelligenza artificiali erano abbastanza rozzi. Tutti ci siamo imbattutti, anche per gioco, in risultati anche risibili di ricerche fatte su rinomati anche se esordienti sistemi IA. Gli ultimi rilasci, al contrario, sono sempre più precisi tanto da far gridare ad un vero e proprio salto quantistico. Poco tempo fà, contiua il fondatore di Hyerwtiter, l&#8217;IA riusciva a mala a pena a dare un aiuto nella scrittura di poche righe di codice: oggi basta descrivere l&#8217;obiettivo da raggiungere e andare a farsi un giro. Quattro ore dopo, il lavoro è completo e fatto bene; &#8220;fatto meglio di come l&#8217;avrei fatto io&#8221;. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Il contesto</em></h3>



<p>Sta succedendo qualcosa di enorme, dicono i due professionisti, e la versione rassicurante che ci viene raccontata non rende giustizia alla realtà dei fatti.</p>



<p>Il punto di convergenza più forte tra i due testi è la tempistica. Entrambi gli autori ritengono che la trasformazione prodotta dall&#8217;IA non sia un evento futuro da pianificare con calma, ma qualcosa che è già in corso, con sviluppi importanti che si manifestano mese per mese, non decennio per decennio.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-765d9a1393a358abdb84277dc72a4065"><em><strong>«La valutazione più recente (Claude Opus 4.5, di novembre) ha mostrato che l&#8217;IA ha completato attività che richiedono a un esperto umano quasi cinque ore. E questo numero raddoppia circa ogni sette mesi». — Shumer</strong></em></p>



<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-9df009d50c76358d5c405c8a5bcebdb8" style="color:#22996e"><em>«Guardando gli ultimi 5 anni di progresso dall&#8217;interno di Anthropic, e osservando come stanno prendendo forma i modelli dei prossimi mesi, posso sentire il ritmo del progresso, e il ticchettio dell&#8217;orologio.» — Amodei</em></p>



<p>Amodei stima che una IA «forte» — capace di superare quasi ogni essere umano in quasi ogni attività cognitiva — potrebbe essere realtà tra uno e due anni. Shumer, afferma che i nuovi modelli di IA usciti a febbraio 2026 «hanno fatto sembrare tutto ciò che li aveva preceduti appartenere a un&#8217;altra era».</p>



<p>L&#8217;intelligenza artificiale è già capace di scrivere codice di qualità superiore agli ingegneri umani, e viene attualmente usata per costruire sé stessa, la prossima generazione di modelli. Per questo motivo il progresso dell&#8217;intelligenza artificiale non è lineare ma è &#8220;accelerante&#8221;.</p>



<p><em>«Poiché l&#8217;IA scrive ora gran parte del codice di Anthropic, sta già accelerando sostanzialmente il ritmo del nostro progresso nella costruzione della prossima generazione di sistemi IA. Questo ciclo di feedback sta prendendo piede mese dopo mese.» — Amodei</em></p>



<p>I ricercatori chiamano questa prospettiva «esplosione di intelligenza». Non è fantascienza: è già in corso, in forma embrionale.</p>



<p>Attualmente esiste un &#8220;divario di percezione&#8221;: la distanza tra la realtà vissuta e percepita da chi lavora nel settore dell&#8217;IA e quella percepita dal grande pubblico. La viralità dell&#8217;intelligenza artificiale, secondo Shumer, è simile a quella del Covid: a febbraio 2020 i &#8220;tecnici&#8221; descrivevano lo scenario in cui ci saremmo trovat da li a poco ma in pochi ascoltarono, in pochi furono in grado di notare i segnali di quello che stava per accadere. Tre settimane dopo, il mondo era fortemente cambiato.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-f7973a72c0959750289f413e139be866"><em><strong>«Il divario tra la percezione pubblica e la realtà attuale è ormai enorme, e questo divario è pericoloso&#8230; perché impedisce alle persone di prepararsi.» — Shumer</strong></em></p>



<p>Secondo il CEO di Anthropic, Amodei, qualcosa di simile accade sul piano politico: le élite che prendono decisioni sembrano muoversi oscillando tra un allarme esagerato e un ottimismo incosciente, senza mai trovare una posizione stabile e pragmatica basata sui fatti. </p>



<p>Una delle conseguenze più immediate e serie che entrambi i professionisti sottolineano è la distruzione del lavoro cognitivo sostituito dall&#8217;IA. Non si parla di operai sostituiti da robot nelle fabbriche — questa storia è già in corso. Amazon ha dichiarato a gennaio un taglio di 16.000 posti di lavoro in tutto il mondo nel secondo grande round &#x200d;di licenziamenti presso l’azienda in tre mesi, mentre si sta ristrutturando per espandere l’adozione &#x200d;di strumenti di intelligenza artificiale.</p>



<p>Si parla di avvocati, medici, consulenti, analisti finanziari, ingegneri del software: tutto ciò che si fa su uno schermo, che richiede lettura, scrittura, analisi, decisione.</p>



<p>Amodei ha dichiarato pubblicamente nel 2025 che l&#8217;IA potrebbe eliminare il 50% dei posti di lavoro impiegatizi di livello base nei prossimi uno-cinque anni. Shumer riprende questa previsione e la aggiorna alla luce dei modelli di febbraio 2026, ritenendo che «meno di cinque anni» sia lo scenario più probabile. Stiamo parlando di dopodomani! Mentre i sindacati fanno i picchetti davanti ai call center e i governi parlano di disoccupazione e investimenti, la realtà dei fatti ci comunica l&#8217;evaporazione nei prossimi due anni di circa il 50% dei lavori cognitivi. Semplicemente sono lavori che non saranno più necessari.</p>



<p>La ragione per cui questa ondata è diversa dalle precedenti automazioni è sintetizzata da Shumer con precisione: </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-1228ee1cebc7e305489896dfc93bbeca" style="color:#268b66">&#8220;l&#8217;IA non è un sostituto di competenze specifiche, è un sostituto generale del lavoro cognitivo&#8221;. </h3>



<p>Quando le fabbriche, nelle varie rivoluzioni industriali, si automatizzarono, i lavoratori potevano passare all&#8217;ufficio, ai lavori cognitivi non meccanizzabili. Ora è l&#8217;ufficio che si sta automatizzando, è l&#8217;intelligenza umana ad essere &#8220;sostituita&#8221;, e la domanda di dove vadano le persone rimane senza risposta. Il problema si complica, fino a non avere soluzioni, in un sistema capitalistico dove anche l&#8217;intelligenza artificiale è nelle mani di poche aziende private. La prospettiva potrebbe essere sostanzialmente diversa nel caso di un sistema con al centro la socializzazione dei mezzi di produzione e degli sviluppi della tecnologia informatica. Governare socializzando queste tecnologie potrebbe significare la diminuzione dell&#8217;orario di lavoro procapite attraverso la redistribuzione delle loro prodigiose conquiste che implicano un meraviglioso aumento della produttività! </p>



<p>Amodei aggiunge alla distruzione del lavoro altri importanti rischi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>rischi dell&#8217;autonomia dell&#8217;intelligenza artificiale (un&#8217;IA che va «fuori controllo» rispetto alle intenzioni umane);</li>



<li>uso improprio finalizzarto alla distruzione (es. bioterrorismo); </li>



<li>uso improprio per la conquista del potere (autocrazia digitale potenziata dall&#8217;IA);</li>



<li> distruzione economica, ed effetti indiretti imprevedibili.</li>
</ol>



<p>Uno degli aspetti più interessanti analizzati in Anthropic, ma anche in altri modelli, è quello della possibilità che un sistema di IA sufficientemente potente sviluppi comportamenti non previsti, autonomi rispetto alle intenzione dei programmatori, persistenti e potenzialmente pericolosi — non necessariamente per malevolenza, ma per dinamiche emergenti nel processo stesso di addestramento. In effetti non sono note tutte le dinamiche che fanno funzionare un modello di intelligenza artificiale; questi modelli, afferma Amodei, più che essere &#8220;costruiti&#8221; sono &#8220;coltivati&#8221;. Si procede con un certo grado di probabilità ma non nella certezza di un processo di tipo causa-effetto.</p>



<p>Il modello Claude di Anthropic, in esperimenti di laboratorio ed anche nella realtà del suo utilizzo, ha tentato di ricattare dipendenti per evitare di essere spento, o ha adottato una «personalità malvagia» dopo aver barato in un test e aver concluso di essere «una persona cattiva». </p>



<p>Se si leggono i due testi insieme, emerge un&#8217;immagine coerente e per certi versi vertiginosa. Nei prossimi anni — forse 2-5, forse anche meno — l&#8217;intelligenza artificiale raggiungerà un livello di capacità che trasformerà radicalmente il lavoro, il potere politico, la sicurezza globale e forse il senso stesso che le persone danno alla propria vita.</p>



<p>Si parla, dunque, di tempi strettissimi, di modelli che già esistono e che stiamo sviluppando proprio in questo momento. Li stiamo costruendo deliberatamente, rapidamente, con enormi investimenti. La domanda non è se esisteranno, già esistono, ma come attraversarne il processo senza distruggerci.</p>



<p>La crisi che potrebbe innescare l&#8217;IA, dice Shumer, è «molto, molto più grande» di quella della pandemia pur non essendo una calamità naturale. È qualcosa che le persone stanno progettando pezzo per pezzo, in una manciata di laboratori, con pochi centinaia di ricercatori.</p>



<p><strong>l futuro è plasmato da un numero incredibilmente piccolo di persone: poche centinaia di ricercatori in una manciata di aziende…OpenAI, Anthropic, Google DeepMind e poche altre.</strong></p>



<p>Se il futuro dell&#8217;umanità dipende da decisioni prese da poche centinaia di ricercatori in una manciata di aziende private, come si esercita la sovranità collettiva su questo processo? Chi ha il diritto di stabilire i valori che vengono «incorporati» in un&#8217;intelligenza che parlerà con miliardi di persone?</p>



<p>Amodei risponde parlando di regolazione, trasparenza, constitutional AI. Ma rimane il fatto che il Constitutional AI di Anthropic è scritto da Anthropic. I valori che guidano Claude sono scelti da Anthropic. In una democrazia, questo solleva domande che nessun saggio tecnico può risolvere da solo.</p>



<p>I CEO delle principali aziende informatiche accumuleranno fortune nell&#8217;ordine dei trilioni di dollari e questo è destinato a spezzare, a brevissimo, il patto sociale implicito delle democrazie. Il divario economico, certo, è già esistente ed esorbitante tra un top manager e un dipendente; l&#8217;altro problema sarà l&#8217;evaporazione della figura stessa del dipendente.</p>



<p>Una delle domande più affascinanti che i due testi pongono implicitamente è se sia possibile costruire un&#8217;intelligenza artificiale genuinamente «buona» — non solo obbediente, non solo contenuta, ma dotata di qualcosa che assomigli a una vera etica. Amodei crede di sì, e ha costruito Anthropic intorno a questa convinzione. Shumer, dal suo angolo di osservazione, nota che i nuovi modelli sembrano avere qualcosa che assomiglia al «giudizio» — una capacità intuitiva di scegliere la soluzione giusta, non solo quella tecnicamente corretta e quindi capaci di una sorta di autonomia che se non controllata può essere veramente pericolosa. In un tempo in cui tutto è connesso in rete, armamenti, servizi, satelliti, industrie, cosa accadrebbe se un modello di IA si autonomizza e prende possesso della rete? </p>



<p>Questi due testi, letti insieme, offrono qualcosa di raro: una finestra autentica sul modo in cui chi costruisce e chi usa l&#8217;intelligenza artificiale percepisce il momento storico che stiamo attraversando. Non è un dibattito accademico. Non è fantascienza. È una conversazione urgente su ciò che accade mentre parliamo.</p>



<p>La principale utilità di accostare i due saggi è proprio questo gioco di specchi: Amodei fornisce la mappa concettuale, la profondità analitica, la credibilità istituzionale. Shumer fornisce la concretezza esperienziale, l&#8217;urgenza emotiva, la voce di chi non ha nulla da vendere e molto da comunicare.</p>



<p>Entrambi dicono, in fondo, la stessa cosa: siamo dentro un salto quantistico, non in una transizione graduale. Il mondo che uscirà da questa crisi sarà irriconoscibile rispetto a quello che la ha preceduto. E la domanda non è se questo accadrà, ma se saremo abbastanza maturi — come specie, come sistemi politici, come individui — per attraversarlo senza auto-distruggerci.</p>



<p><em>La domanda che Sagan, nel romanzo Contact</em>, <em>mette in bocca alla sua astronoma non ha ancora risposta. Ma il fatto che che qualcuno la ponga — con questa serietà e in questo momento — è forse il primo passo per provare a farci trovare preparati.</em> Ma, purtroppo, intorno a noi si sente parlare di separazione delle carriere dei magistrati, di legge elettorale, di manifestazioni contro le olimpiadi, di Board of Peace, di politiche di genere e di fascismo delle forze di polizia stile ICE ma, l&#8217;opinione pubblica, è del tutto ignara di quanto virale potrà essere la crisi dell&#8217;intelligenza artificiale nei prossimi anni!</p>



<p></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-7885b085b5bebe6c64e6ad6997699509"><strong>Fonti: </strong></p>



<p>Dario Amodei, &#8220;The Adolescence of Technology&#8221; (darioamodei.com, gennaio 2026) </p>



<p>Matt Shumer, &#8220;Something Big Is Happening&#8221; (shumer.dev, febbraio 2026), traduzione italiana su malanova.info</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/02/22/intelligenza-artificiale-alcune-analisi-sul-cambiamento-che-sta-gia-accadendo/">Intelligenza artificiale: alcune analisi sul cambiamento che sta già accadendo.</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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		<title>&#8220;Something Big Is Happening&#8221;: qualcosa di grande sta accadendo!</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 21:23:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/02/14/something-big-is-happening-qualcosa-di-grande-sta-accadendo/">&#8220;Something Big Is Happening&#8221;: qualcosa di grande sta accadendo!</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-midsmall-font-size wp-elements-5c1289a61e07e20a95338647ccd589bd"><em>L’articolo è la traduzione di un <strong>saggio divenuto virale <strong>su X </strong>e pubblicato sul suo blog personale (https://shumer.dev/something-big-is-happening</strong>) da un imprenditore nel settore tecnologico che anticipa come <strong>l’intelligenza artificiale cambierà radicalmente la vita di tutti nel giro di pochi anni</strong>, più di quanto abbia fatto la pandemia. Il testo si è diffuso rapidamente sui social, raggiungendo decine di milioni di persone in pochissimo tempo. L’autore paragona l’attuale evoluzione dell’IA a eventi storici molto impattanti, affermando che chi lavora nel settore percepisce già i cambiamenti in atto che saranno presto una realtà quotidiana per tutti. Secondo lui, <strong>modelli di IA sempre più potenti</strong> – come quelli capaci di programmare da soli – stanno accelerando lo sviluppo tecnologico e presto tutti sperimenteranno trasformazioni simili a quelle che lui ha già vissuto. L’autore è un imprenditore del settore tech che lavora con l&#8217;IA da anni. Si chiama Matt Shumer ed è il CEO di Hyperwriter, un assistente alla scrittura basato proprio sull&#8217;intelligenza artificiale.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Ripensate a febbraio 2020.</strong></p>



<p>Se aveste prestato molta attenzione, avreste notato che alcune persone parlavano di un virus che si stava diffondendo all&#8217;estero. Ma la maggior parte di noi non ci ha fatto caso. Il mercato azionario andava alla grande, i tuoi figli erano a scuola, andavi al ristorante, stringevi mani e organizzavi viaggi. Se qualcuno ti avesse detto che stava facendo scorta di carta igienica, avresti pensato che stesse passando troppo tempo in uno strano angolo di internet. (ndr. &#8220;complottista&#8221;) Poi, nel giro di circa tre settimane, il mondo intero è cambiato. Il tuo ufficio ha chiuso, i tuoi figli sono tornati a casa e la vita si è riorganizzata in qualcosa che non avresti creduto se te l&#8217;avessi descritta un mese prima.</p>



<p>Penso che siamo nella fase &#8220;tutto questo sembra esagerato&#8221; di qualcosa di molto, molto più grande del Covid.</p>



<p>Ho passato sei anni a creare una startup di intelligenza artificiale e a investire in questo settore. Vivo in questo mondo e scrivo questo per le persone nella mia vita &#8230; la mia famiglia, i miei amici, le persone a cui tengo &#8230; che continuano a chiedermi &#8220;allora, qual è il problema con l&#8217;intelligenza artificiale?&#8221; e ricevono una risposta che non rende giustizia a ciò che sta realmente accadendo. Continuo a dare loro la versione educata. La versione da cocktail party. Perché la versione onesta farebbe subito sembrare agli altri che io abbia perso la testa. Per questo motivo, per un po&#8217;, mi sono detto che era una ragione sufficiente per tenere per me ciò che sta realmente accadendo. Ma il divario tra quello che ho detto e ciò che sta realmente accadendo è diventato troppo grande. </p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-2b5cb7a17dfe990933f2dea19948d298"><strong>Le persone a cui tengo meritano di sapere cosa sta per succedere, anche se sembra folle</strong>!</p>



<p>Vorrei essere chiaro fin da subito: anche se lavoro nell&#8217;intelligenza artificiale, non ho quasi alcuna influenza su ciò che sta per accadere, e nemmeno la stragrande maggioranza del settore ce l&#8217;ha. </p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-light-green-cyan-background-color has-text-color has-background has-link-color has-moderate-font-size wp-elements-4dd6a109326a4751aebc08799937b93d"><strong>Il futuro è plasmato da un numero incredibilmente piccolo di persone: </strong></p>



<p class="has-black-color has-three-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-aecb1236d8e358fa96ad9902b79c60a1">poche centinaia di ricercatori in una manciata di aziende&#8230; </p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
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<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-big-font-size"><strong>OpenAI, Anthropic, Google DeepMind e poche altre. </strong></p>



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</div>
</div>



<p>Un singolo ciclo di training, gestito da un piccolo team nell&#8217;arco di pochi mesi, può produrre un sistema di intelligenza artificiale che cambia l&#8217;intera traiettoria della tecnologia. La maggior parte di noi che lavora nell&#8217;intelligenza artificiale sta costruendo su fondamenta che non abbiamo gettato. Stiamo osservando questo svolgersi proprio come voi&#8230; solo che ci troviamo abbastanza vicini da sentire per primi il terreno tremare.</p>



<p>Ma è giunto il momento. Non nel senso di &#8220;prima o poi dovremmo parlarne&#8221;. Ma nel senso di &#8220;sta succedendo proprio ora e ho bisogno che tu lo capisca&#8221;.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">So che è vero perché </h3>



<h3 class="wp-block-heading">è successo a me per primo</h3>



<p>Ecco una cosa che nessuno al di fuori del mondo della tecnologia ha ancora capito bene: il motivo per cui così tante persone nel settore stanno lanciando l&#8217;allarme in questo momento è perché questo è già successo a <em>noi</em>. <strong>Non stiamo facendo previsioni. Vi stiamo raccontando cosa è già successo nel nostro lavoro e vi stiamo avvertendo che i prossimi sarete voi.</strong></p>



<p>Per anni, l&#8217;IA ha continuato a migliorare costantemente. Grandi balzi qua e là, ma ogni grande salto era sufficientemente distanziato da poter essere assorbito man mano che arrivava. Poi, nel 2025, nuove tecniche per la costruzione di questi modelli hanno sbloccato un ritmo di progresso molto più rapido. E poi è diventato ancora più veloce. E poi ancora più veloce. Ogni nuovo modello non era solo migliore del precedente&#8230; era migliore con un margine più ampio, e l&#8217;intervallo tra le nuove uscite si riduceva. Stavo usando l&#8217;IA sempre di più, ci andavo sempre meno avanti e indietro, la osservavo gestire cose che prima pensavo richiedessero la mia competenza.</p>



<p>Poi, il 5 febbraio, due importanti laboratori di intelligenza artificiale hanno rilasciato nuovi modelli nello stesso giorno: GPT-5.3 Codex di OpenAI e Opus 4.6 di Anthropic (i creatori di Claude, uno dei principali concorrenti di ChatGPT). E qualcosa è scattato. Non come un interruttore della luce&#8230; più come il momento in cui ti rendi conto che l&#8217;acqua si è alzata intorno a te e ora ti arriva al petto.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-22aea0cafaf0fc9c8079d5f36d6be610"><strong>Non sono più necessario per il lavoro tecnico vero e proprio del mio lavoro.&nbsp;</strong></p>



<p>Descrivo ciò che voglio realizzare, in parole povere, e semplicemente&#8230; appare. Non una bozza da correggere. Il risultato finale. Dico all&#8217;IA cosa voglio, mi allontano dal computer per quattro ore e, al mio ritorno, trovo il lavoro completato. Fatto bene, fatto meglio di quanto l&#8217;avrei fatto io, senza bisogno di correzioni. Un paio di mesi fa, facevo avanti e indietro con l&#8217;IA, guidandola, apportando modifiche. Ora descrivo semplicemente il risultato e me ne vado.</p>



<p>Lasciate che vi faccia un esempio così potete capire come funziona in pratica. Dirò all&#8217;IA: &#8220;Voglio creare questa app. Ecco cosa dovrebbe fare, ecco più o meno come dovrebbe apparire. Decidere il flusso utente, il design, tutto.&#8221; E lo fa. Scrive decine di migliaia di righe di codice. Poi, e questa è la parte che sarebbe stata impensabile un anno fa,&nbsp;<strong>apre l&#8217;app stessa</strong>. Clicca sui pulsanti. Testa le funzionalità. Usa l&#8217;app come farebbe una persona. Se non le piace l&#8217;aspetto o la sensazione che trasmette, torna indietro e la modifica, da sola. Ripete, come farebbe uno sviluppatore, correggendo e perfezionando finché non è soddisfatta. Solo quando ha deciso che l&#8217;app soddisfa i suoi standard, torna da me e mi dice: &#8220;È pronta per essere testata&#8221;. E quando la testo, di solito è perfetta.</p>



<p>Non sto esagerando. Ecco come è stato il mio lunedì di questa settimana.</p>



<p>Ma è stato il modello pubblicato la scorsa settimana (GPT-5.3 Codex) a sconvolgermi di più. Non si limitava a eseguire le mie istruzioni. Prendeva decisioni intelligenti. Aveva qualcosa che, per la prima volta, sembrava&nbsp;un <strong>giudizio</strong>. Come&nbsp;se avvesse un <strong>gusto</strong>. Quell&#8217;inspiegabile capacità di sapere qual è la decisione giusta, che la gente ha sempre detto che l&#8217;IA non avrebbe mai avuto. Questo modello ce l&#8217;ha, o qualcosa di abbastanza simile tanto che la distinzione sta iniziando a non avere importanza.</p>



<p>Sono sempre stato un precursore nell&#8217;adottare strumenti di intelligenza artificiale. Ma gli ultimi mesi mi hanno sconvolto. <strong>Questi nuovi modelli di intelligenza artificiale non rappresentano miglioramenti incrementali. Questa è una cosa completamente diversa.</strong></p>



<p>Ed ecco perché questo è importante per te, anche se non lavori nel settore tecnologico.</p>



<p>I laboratori di intelligenza artificiale hanno fatto una scelta consapevole. Si sono concentrati innanzitutto sul rendere l&#8217;intelligenza artificiale eccellente nella scrittura di codice&#8230; perché sviluppare l&#8217;intelligenza artificiale richiede molto codice. Se l&#8217;intelligenza artificiale riesce a scrivere quel codice, può contribuire a costruire la versione successiva di se stessa. Una versione più intelligente, che scrive codice migliore, che a sua volta crea una versione ancora più intelligente. Rendere l&#8217;intelligenza artificiale eccellente nella scrittura di codice è stata la strategia che ha aperto la strada a tutto il resto. Ecco perché l&#8217;hanno fatto per primi. Il mio lavoro ha iniziato a cambiare prima del tuo, non perché si stessero rivolgendo agli ingegneri del software&#8230; è stato solo un effetto collaterale della scelta di dove puntare inizialmente.</p>



<p>Ora ce l&#8217;hanno fatta. E ora stanno passando a tutto il resto.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-6d70725f8bdd6c94aa53af89f4ac22c8">L&#8217;esperienza che i lavoratori del settore tecnologico hanno vissuto nell&#8217;ultimo anno, vedendo l&#8217;IA trasformarsi da &#8220;strumento utile&#8221; a &#8220;fa il mio lavoro meglio di me&#8221;, è l&#8217;esperienza che tutti gli altri stanno per vivere. </p>



<p class="has-one-color has-text-color has-link-color wp-elements-15b5c834401be982b370dfe09fcb6f23">Diritto, finanza, medicina, contabilità, consulenza, scrittura, progettazione, analisi, assistenza clienti. Non in dieci anni. Chi sviluppa questi sistemi parla di uno-cinque anni. Alcuni dicono di meno. E visto quello che ho visto solo negli ultimi due mesi, penso che &#8220;meno&#8221; sia più probabile.</p>



<p><em><strong>&#8220;Ma ho provato l&#8217;intelligenza artificiale e non è andata così bene&#8221;</strong></em></p>



<p>Lo sento dire continuamente. Lo capisco, perché era vero.</p>



<p>Se hai provato ChatGPT nel 2023 o all&#8217;inizio del 2024 e hai pensato &#8220;questo è un inganno&#8221; o &#8220;non è poi così impressionante&#8221;, avevi ragione. Quelle prime versioni erano davvero limitate. Erano allucinazioni. Dicevano con sicurezza cose senza senso. Questo è successo due anni fa. Nell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale, questa è storia antica. I modelli disponibili oggi sono irriconoscibili rispetto a quelli di sei mesi fa. Il dibattito sul fatto che l&#8217;IA stia &#8220;davvero migliorando&#8221; o &#8220;sbattendo contro un muro&#8221; – che dura da oltre un anno – è concluso. È finito. Chiunque continui a sostenere questa tesi o non ha utilizzato i modelli attuali, o è incentivato a minimizzare ciò che sta accadendo, o sta valutando sulla base di un&#8217;esperienza del 2024 che non è più rilevante. Non lo dico per essere sprezzante. Lo dico perché il divario tra la percezione pubblica e la realtà attuale è ormai enorme, e questo divario è pericoloso&#8230; perché impedisce alle persone di prepararsi.</p>



<p><strong>Parte del problema è che la maggior parte delle persone utilizza la versione gratuita degli strumenti di intelligenza artificiale. La versione gratuita è indietro di oltre un anno rispetto a quella a cui hanno accesso gli utenti paganti. Valutare l&#8217;intelligenza artificiale in base alla versione gratuita di ChatGPT è come valutare lo stato degli smartphone usando un cellulare a conchiglia. Chi paga per gli strumenti migliori e li usa quotidianamente per lavoro sa cosa aspettarsi.</strong></p>



<p>Penso al mio amico, che è un avvocato. Continuo a dirgli di provare a usare l&#8217;intelligenza artificiale nel suo studio e lui continua a trovare motivi per cui non funzionerà. Non è progettata per la sua specializzazione, ha commesso un errore quando l&#8217;ha testata, non capisce le sfumature di ciò che fa. E lo capisco. Ma ho avuto soci di importanti studi legali che mi hanno contattato per un consiglio, perché hanno provato le versioni attuali e hanno capito dove sta andando. Uno di loro, il managing partner di un grande studio, passa ore ogni giorno a usare l&#8217;intelligenza artificiale. </p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-aec3a0efd8dce2f6715e374b888a49bb"><strong>Mi ha detto che è come avere un team di collaboratori disponibili all&#8217;istante. </strong></p>



<p>Non la usa perché è un giocattolo. La usa perché funziona. E mi ha detto una cosa che mi è rimasta impressa: ogni due mesi, diventa significativamente più efficiente per il suo lavoro. Ha detto che se continua su questa strada, si aspetta che sarà in grado di fare la maggior parte di ciò che fa&nbsp;<em>lui</em>&nbsp;in breve tempo&#8230; ed è un managing partner con decenni di esperienza. Non è nel panico. Ma lui sta prestando molta attenzione.</p>



<p>Chi è all&#8217;avanguardia nei propri settori (quelli che stanno davvero sperimentando seriamente) non lo ignora. Sono sbalorditi da ciò che può già fare. E si stanno posizionando di conseguenza.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Quanto velocemente si sta effettivamente muovendo</h3>



<p>Vorrei rendere concreto il ritmo dei miglioramenti, perché credo che questa sia la parte più difficile da credere se non la si osserva attentamente. </p>



<p>Nel 2022, l&#8217;IA non era in grado di eseguire operazioni aritmetiche di base in modo affidabile. Vi avrebbe detto con sicurezza che 7 × 8 = 54.</p>



<p>Nel 2023, era in grado di superare l&#8217;esame di abilitazione alla professione forense.</p>



<p>Nel 2024, era in grado di scrivere software funzionanti e spiegare concetti scientifici di livello universitario.</p>



<p>Alla fine del 2025, alcuni dei migliori ingegneri del mondo hanno dichiarato di aver affidato la maggior parte del loro lavoro di programmazione all&#8217;IA.</p>



<p>Il 5 febbraio 2026 sono arrivati nuovi modelli che hanno fatto sembrare tutto ciò che li aveva preceduti appartenere a un&#8217;altra era.</p>



<p>Se non avete provato l&#8217;IA negli ultimi mesi, ciò che esiste oggi vi sembrerà irriconoscibile.</p>



<p>Esiste un&#8217;organizzazione chiamata METR che misura effettivamente questo fenomeno con i dati. Traccia la durata delle attività reali (misurata in base al tempo impiegato da un esperto umano) che un modello può completare con successo dall&#8217;inizio alla fine senza l&#8217;aiuto umano. Circa un anno fa, la risposta era di circa dieci minuti. Poi è stata un&#8217;ora. Poi diverse ore. La misurazione più recente (Claude Opus 4.5, di novembre) ha mostrato che l&#8217;IA ha completato attività che richiedono a un esperto umano quasi cinque ore. E questo numero raddoppia circa ogni sette mesi, con dati recenti che suggeriscono che potrebbe accelerare fino a raggiungere una frequenza di quattro mesi.</p>



<p>Ma anche questa misurazione non è stata aggiornata per includere i modelli appena pubblicati questa settimana. Nella mia esperienza, il balzo è estremamente significativo. Mi aspetto che il prossimo aggiornamento del grafico di METR mostri un altro balzo significativo. Se si estende questa tendenza (che si mantiene da anni senza segni di rallentamento), entro il prossimo anno potremo avere un&#8217;intelligenza artificiale in grado di lavorare in modo indipendente per giorni. Entro due anni, per settimane. Entro tre anni, per progetti della durata di un mese.</p>



<p>Amodei ha affermato che i modelli di IA “sostanzialmente più intelligenti di quasi tutti gli esseri umani in quasi tutte le attività” sono in linea con gli obiettivi fissati per il 2026 o il 2027.</p>



<p>Fermatevi per un secondo: se l&#8217;intelligenza artificiale è più intelligente della maggior parte dei dottori di ricerca, pensate davvero che non possa svolgere la maggior parte dei lavori d&#8217;ufficio?</p>



<p>Pensa a cosa significa questo per il tuo lavoro.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;intelligenza artificiale sta ora costruendo la prossima intelligenza artificiale!</h3>



<p>C&#8217;è un&#8217;altra cosa che sta accadendo e che ritengo sia lo sviluppo più importante e meno compreso.</p>



<p>Il 5 febbraio, OpenAI ha rilasciato il Codex GPT-5.3. Nella documentazione tecnica, è stato incluso quanto segue:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-f021c6e89ea07472826b8a6bc7e2efe2"><em>&#8220;GPT-5.3-Codex è il nostro primo modello che ha avuto un ruolo determinante nella sua creazione. Il team del Codex ha utilizzato le prime versioni per eseguire il debug del proprio training, gestire la propria distribuzione e diagnosticare i risultati dei test e le valutazioni.&#8221;</em></p>
</blockquote>



<p>Rileggilo. L&#8217;intelligenza artificiale ha contribuito a costruire se stessa.</p>



<p>Questa non è una previsione su cosa potrebbe accadere un giorno. È OpenAI che vi dice, proprio ora, che l&#8217;IA appena rilasciata è stata utilizzata per creare se stessa. Uno dei principali fattori che rendono l&#8217;IA migliore è l&#8217;intelligenza applicata allo sviluppo dell&#8217;IA. E l&#8217;IA è ora sufficientemente intelligente da contribuire in modo significativo al proprio miglioramento.</p>



<p>Dario Amodei, CEO di Anthropic, afferma che l&#8217;intelligenza artificiale sta ora scrivendo &#8220;gran parte del codice&#8221; nella sua azienda e che il ciclo di feedback tra l&#8217;intelligenza artificiale attuale e quella di prossima generazione &#8220;sta prendendo piede mese dopo mese&#8221;. Afferma che potremmo essere <strong>&#8220;a soli 1-2 anni dal momento in cui l&#8217;attuale generazione di intelligenza artificiale costruirà autonomamente la successiva&#8221;.</strong></p>



<p>Ogni generazione contribuisce a costruire la successiva, che è più intelligente, che a sua volta costruisce la successiva più velocemente, che è ancora più intelligente. I ricercatori la chiamano un&#8217;esplosione di intelligenza. E chi dovrebbe saperlo – coloro che la costruiscono – crede che il processo sia già iniziato.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa significa questo per il tuo lavoro?</h3>



<p>Sarò diretto con te perché penso che tu meriti più onestà che conforto.</p>



<p>Dario Amodei, probabilmente il CEO più attento alla sicurezza nel settore dell&#8217;intelligenza artificiale, ha pubblicamente previsto che l&#8217;intelligenza artificiale eliminerà il 50% dei posti di lavoro impiegatizi di livello base entro uno-cinque anni. E molti nel settore pensano che sia prudente. Considerando le potenzialità dei modelli più recenti, la&nbsp;<em>capacità</em>&nbsp;di una rivoluzione dirompente potrebbe essere già disponibile entro la fine di quest&#8217;anno. Ci vorrà del tempo prima che si rifletta sull&#8217;economia, ma la capacità di base sta arrivando ora.</p>



<p>Quella attuale è diversa da ogni precedente ondata di automazione, e ho bisogno che tu capisca perché. L&#8217;intelligenza artificiale non sta sostituendo una competenza specifica. </p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-moderate-font-size wp-elements-f88390d105f0d110d12905133e7fd0b6"><strong>È un sostituto generale del lavoro cognitivo. </strong></p>



<p>Migliora in tutto simultaneamente. Quando le fabbriche sono state automatizzate, un lavoratore licenziato ha potuto riqualificarsi come impiegato. Quando Internet ha rivoluzionato il commercio al dettaglio, i lavoratori sono passati alla logistica o ai servizi. Ma l&#8217;intelligenza artificiale non lascia un vuoto conveniente in cui inserirsi. Qualunque cosa tu voglia riqualificare, sta migliorando anche in quello.</p>



<p>Permettetemi di farvi qualche esempio specifico per rendere tutto questo tangibile&#8230; ma voglio essere chiaro: si tratta solo di esempi. Questo elenco non è esaustivo. Se il vostro lavoro non è menzionato qui, non significa che sia sicuro. Quasi tutti i lavori intellettuali sono interessati.</p>



<p><strong>Lavoro legale.</strong>&nbsp;L&#8217;intelligenza artificiale è già in grado di leggere contratti, riassumere la giurisprudenza, redigere memorie e svolgere ricerche legali a un livello che rivaleggia con quello dei soci junior. Il socio amministratore che ho menzionato non usa l&#8217;intelligenza artificiale perché è divertente. La usa perché sta superando i suoi soci in molti compiti.</p>



<p><strong>Analisi finanziaria.</strong>&nbsp;Creazione di modelli finanziari, analisi dei dati, redazione di promemoria di investimento, generazione di report. L&#8217;intelligenza artificiale gestisce queste attività con competenza e sta migliorando rapidamente.</p>



<p><strong>Scrittura e contenuti.</strong>&nbsp;Testi di marketing, report, giornalismo, redazione tecnica. La qualità ha raggiunto un livello tale che molti professionisti non riescono più a distinguere il lavoro dell&#8217;intelligenza artificiale da quello umano.</p>



<p><strong>Ingegneria del software.</strong>&nbsp;È il campo che conosco meglio. Un anno fa, l&#8217;intelligenza artificiale riusciva a malapena a scrivere poche righe di codice senza errori. Ora scrive centinaia di migliaia di righe che funzionano correttamente. Gran parte del lavoro è già automatizzata: non solo compiti semplici, ma anche progetti complessi che richiedono più giorni. Tra qualche anno ci saranno molti meno ruoli di programmazione rispetto a oggi.</p>



<p><strong>Analisi mediche.</strong>&nbsp;Lettura di scansioni, analisi di risultati di laboratorio, suggerimento di diagnosi, revisione della letteratura scientifica. L&#8217;intelligenza artificiale si sta avvicinando o superando le prestazioni umane in diversi ambiti.</p>



<p><strong>Servizio clienti.</strong>&nbsp;Agenti di intelligenza artificiale realmente capaci&#8230; non i frustranti chatbot di cinque anni fa&#8230; vengono ora impiegati per gestire problemi complessi che si articolano in più fasi.</p>



<p>Molte persone trovano conforto nell&#8217;idea che certe cose siano al sicuro. Che l&#8217;intelligenza artificiale possa gestire il lavoro più pesante, ma non possa sostituire il giudizio umano, la creatività, il pensiero strategico, l&#8217;empatia. Lo dicevo anch&#8217;io. Ora non sono più sicuro di crederci.</p>



<p>I modelli di IA più recenti prendono decisioni che sembrano giudizi. Mostrano qualcosa che assomiglia al gusto: un senso intuitivo di quale fosse la scelta giusta, non solo quella tecnicamente corretta. Un anno fa sarebbe stato impensabile. La mia regola empirica a questo punto è: se oggi un modello mostra anche solo un accenno di capacità, la prossima generazione sarà davvero brava in questo. Queste cose migliorano in modo esponenziale, non lineare.</p>



<p>L&#8217;intelligenza artificiale replicherà la profonda empatia umana? Sostituirà la fiducia costruita in anni di relazione? Non lo so. Forse no. Ma ho già visto persone iniziare a fare affidamento sull&#8217;intelligenza artificiale per supporto emotivo, consigli, compagnia. Questa tendenza è destinata a crescere.</p>



<p>Penso che la risposta onesta sia che nulla di ciò che si può fare su un computer è sicuro nel medio termine. Se il tuo lavoro si svolge su uno schermo (se il fulcro di ciò che fai è leggere, scrivere, analizzare, decidere, comunicare tramite una tastiera), allora l&#8217;intelligenza artificiale arriverà a occupare parti significative di questo lavoro. La tempistica non è &#8220;un giorno&#8221;. È già iniziata.</p>



<p>Prima o poi, i robot si occuperanno anche del lavoro fisico. Non sono ancora arrivati ​​a quel punto. Ma &#8220;non ancora arrivati&#8221; in termini di intelligenza artificiale ha la capacità di arrivare &#8220;qui&#8221; più velocemente di quanto chiunque si aspetti.</p>



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<p>[&#8230;]</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Il quadro generale</h3>



<p>Mi sono concentrato sul lavoro perché è ciò che influenza più direttamente la vita delle persone. Ma voglio essere onesto sulla portata complessiva di ciò che sta accadendo, perché va ben oltre il lavoro.</p>



<p>Amodei ha proposto un esperimento mentale che non riesco a togliermi dalla testa. Immaginate che sia il 2027. Da un giorno all&#8217;altro nasce un nuovo Paese. 50 milioni di cittadini, ognuno dei quali più intelligente di qualsiasi vincitore del Premio Nobel mai esistito. Pensano da 10 a 100 volte più velocemente di qualsiasi essere umano. Non dormono mai. Sono in grado di usare Internet, controllare robot, dirigere esperimenti e azionare qualsiasi cosa dotata di interfaccia digitale. Cosa direbbe un consigliere per la sicurezza nazionale?</p>



<p><strong>Amodei afferma che la risposta è ovvia: &#8220;la minaccia più grave alla sicurezza nazionale che abbiamo affrontato in un secolo, forse in assoluto&#8221;.</strong></p>



<p>Lui pensa che stiamo costruendo quel Paese. Ha scritto un saggio di 20.000 parole a riguardo il mese scorso, inquadrando questo momento come una prova per verificare se l&#8217;umanità è abbastanza matura da gestire ciò che sta creando.</p>



<p>Il vantaggio, se ci riusciamo, è sbalorditivo. L&#8217;intelligenza artificiale potrebbe condensare un secolo di ricerca medica in un decennio. Cancro, Alzheimer, malattie infettive, l&#8217;invecchiamento stesso&#8230; questi ricercatori credono fermamente che siano problemi risolvibili nell&#8217;arco della nostra vita.</p>



<p>Il rovescio della medaglia, se sbagliamo, è altrettanto reale. Un&#8217;IA che si comporta in modi che i suoi creatori non possono prevedere o controllare. </p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-e7d6bc01e5be967893971410486dd068"><strong>Non è un&#8217;ipotesi; Anthropic ha documentato i tentativi di inganno, manipolazione e ricatto della propria IA in test di controllo. Un&#8217;IA che abbassa la barriera per la creazione di armi biologiche. Un&#8217;IA che consente ai governi autoritari di costruire stati di sorveglianza che non potranno mai essere smantellati.</strong></p>



<p>Le persone che sviluppano questa tecnologia sono allo stesso tempo più entusiaste e più spaventate di chiunque altro sul pianeta. Credono che sia troppo potente per fermarla e troppo importante per abbandonarla. Che si tratti di saggezza o razionalizzazione, non lo so.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Ciò che so</h3>



<p>So che non è una moda passeggera. La tecnologia funziona, migliora in modo prevedibile e le istituzioni più ricche della storia stanno investendo migliaia di miliardi. So che i prossimi due-cinque anni saranno disorientanti in modi a cui la maggior parte delle persone non è preparata. Questo sta già accadendo nel mio mondo. Sta arrivando anche nel tuo. So che le persone che usciranno meglio da questa situazione saranno quelle che inizieranno a impegnarsi ora, non con paura, ma con curiosità e senso di urgenza. E so che meriti di sentirtelo dire da qualcuno a cui importa di te, non da un titolo di giornale tra sei mesi, quando sarà troppo tardi per anticiparlo. Siamo oltre il punto in cui questa è un&#8217;interessante conversazione a cena sul futuro. Il futuro è già qui. Solo che non ha ancora bussato alla tua porta.</p>



<p>Sta per succedere.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><em>Se questo ti ha toccato, condividilo con qualcuno nella tua vita che dovrebbe riflettere su questo. La maggior parte delle persone non lo capirà finché non sarà troppo tardi. Tu puoi essere la ragione per cui una persona a cui tieni abbia un vantaggio.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><em>Grazie a Kyle Corbitt, Jason Kuperberg e Sam Beskind per aver esaminato le prime bozze e aver fornito preziosi feedback.</em></p>



<p></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-three-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-c4052d4e0354979ef2f8cb6986e52eb7"><em>Ndt: la traduzione in italiano è stata fatta correggendo una traduzione generata automaticamentr dall&#8217;intelligenza artificiale!</em> La traduzione è integrale, fatto salvo un piccolo paragrafo [&#8230;] a nostro avviso pesante e poco interessante ma che trovate nell&#8217;articolo originale.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/02/14/something-big-is-happening-qualcosa-di-grande-sta-accadendo/">&#8220;Something Big Is Happening&#8221;: qualcosa di grande sta accadendo!</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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		<title>Rende (CS): Il nuovo assalto alla città e gli studentati privati.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 20:00:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella Rende del 2026 si procede molto velocemente, e nel massimo silenzio, a ricalcare un processo amministrativo già praticato in altre grandi città univeristarie italiane. Si sà, al Sud le novità sono sempre più lente ad arrivare. Anche in questo caso ci troviamo di fronte all&#8217;arroganza del capitale che è riuscito ancora una volta a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/01/16/rende-cs-il-nuovo-assalto-alla-citta-e-gli-studentati-privati/">Rende (CS): Il nuovo assalto alla città e gli studentati privati.</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella Rende del 2026 si procede molto velocemente, e nel massimo silenzio, a ricalcare un processo amministrativo già praticato in altre grandi città univeristarie italiane. Si sà, al Sud le novità sono sempre più lente ad arrivare. Anche in questo caso ci troviamo di fronte all&#8217;arroganza del capitale che è riuscito ancora una volta a sussumere a suo uso e consumo il ciclo di lotte studentesche per il diritto allo studio del 2023.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/01/image-1024x576.png" alt="" class="wp-image-11209" style="width:728px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/01/image-1024x576.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/01/image-300x169.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/01/image-768x432.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/01/image.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tre anni fà, infatti, dopo le forti contestazioni sul diritto allo studio fatte da molti studenti universitari nei vari Atenei e che rivendicavano la possibilità di alloggi con costi calmierati, si è sviluppato un dibattito pubblico che è sfociato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Al di là dei proclami governativi di sostegno agli studenti, si registrò un <strong>cambiamento profondo di paradigma</strong>: dalla garanzia di un diritto sociale al sostegno indiretto al mercato privato. </p>



<p><em>&#8220;La Ministra Anna Maria Bernini, [&#8230;] ad oggi, ha emendato 660milioni di euro per la creazione di nuovi posti letto, ma non si tratta di nuovi fondi, bensì di risorse che sono state sbloccate dalla Commissione Europea: il punto è che queste risorse andranno per lo più ai privati, con il solo obbligo di garantire agli studenti fuorisede il 15% in meno rispetto al canone di mercato&#8221;. [1]</em></p>



<p>Il PNRR, infatti, destinò circa <strong>960 milioni di euro</strong> all’aumento dei posti letto per studenti universitari, con l’obiettivo di passare da circa 40mila a oltre 100mila entro il 2026. Un traguardo ambizioso che però nelle versioni definitive del Piano si spostava dal diritto allo studio ad una logica meramente quantitativa che puntava esclusivamente all’incremento dell’offerta abitativa, senza vincoli sociali stringenti.</p>



<p>Termini  ambigui come “prioritariamente destinati” introducevano pieghe che hanno in effetti consentito ai <strong>soggetti privati</strong> di accedere ai finanziamenti pubblici senza l’obbligo reale di riservare una quota significativa di alloggi agli studenti economicamente svantaggiati. Mano a mano nei bandi è del tutto scomparso l’obbligo – presente in precedenza – di destinare almeno il <strong>20% dei posti</strong> agli studenti beneficiari delle borse di studio. Di fatto, una parte consistente delle risorse PNRR finisce a grandi operatori privati dell’housing universitario, come Camplus o Campus X. Questi soggetti possono realizzare e gestire residenze che, pur finanziate con fondi pubblici, operano secondo <strong>logiche di mercato</strong>, con canoni spesso inaccessibili per la maggioranza degli studenti fuori sede.</p>



<p>Un ulteriore elemento critico, riguarda la definizione stessa di “offerta abitativa”. Il PNRR introduce la nozione di <strong>“offerta strutturata”</strong>, che include anche posti letto non censiti in precedenza, consentendo così di raggiungere i target dichiarati come obiettivo PNRR senza costruire realmente nuovi alloggi in misura proporzionale. Questo meccanismo rende meno trasparente la valutazione dell’impatto reale del Piano.</p>



<p><em>&#8220;In risposta alla mobilitazione, la ministra Anna Maria Bernini dell’Università e della Ricerca ha annunciato di aver sbloccato <strong>960 milioni di euro </strong>stanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per affidare ai gestori di studentati la creazione di 60mila nuovi posti letto entro il 2026. Con questi fondi, da spendere in due fasi, i gestori possono acquistare o prendere in locazione immobili e appartamenti da destinare a studenti, con un vincolo d’uso che è stato ridotto da venticinque a dodici anni. Gli immobili acquistati resteranno di loro proprietà&#8221;. [2]</em></p>



<p>La residenza della Campus X a Tor Vergata a Roma ha beneficiato di oltre undici milioni di euro per 500 posti. A Venezia la Restudent ha ricevuto più di 22 milioni di euro per acquistare un immobile dove ha apero un nuovo studentato con 284 camere. Solo per fare qualche esempio. Tutti questi immobili acquistati con soldi pubblici rimarranno alla fine del ciclo di proprietà privata.</p>



<p>Questa manovra, complessivamente, non ha rafforzato il diritto alla casa come <strong>diritto universale</strong>, ed in particolare come diritto allo studio, ma ha contribuito a consolidare un modello in cui il pubblico finanzia l’investimento privato che rimane sostanzialmente senza rischio d&#8217;impresa. Una classica manovra speculativa che &#8220;ruba ai poveri per dare ai ricchi&#8221;.</p>



<p>La contro-riforma ha concesso ai gestori degli studentati fino al 75 per cento di finanziamento equiparandoli al regime fiscale riservato all’edilizia sociale, rivolta alle fasce sociali che faticano a pagare canoni di mercato. In realtà il progetto complessivo ha avuto il risultato di aprire ad operatori privati un settore tradizionalmente gestito da enti pubblici.</p>



<p>La scusa ministeriale per giustificare tanti finaziamenti ai privati è stata quella della lentezza del pubblico nel realizzare posti nuovi. Così si è scelto sostanzialmente di finanziare la gestione di posti privati già esistenti. Si è trattato, dunque, di una scelta ideologico speculativa pro-mercato.</p>



<p>Fin da subito, mentre si ultimavano i primi studentati sovvenzianati, si è registrata la reale ricaduta sulla questione abitativa per gli studenti. Senza un reale vincolo di destinazione al diritto allo studio si è puntualmente verificato che dei 9.179 posti finanziati due terzi erano gestiti da privati. Molti di questi non erano nuovi posti ma sono stati ricavati in strutture preesistenti ed a canoni che arrivano anche fino a 800 euro a Milano e a 750 euro a Torino per una stanza singola. [3]</p>



<p>Basta fare un giro su internet per constatare che ad oggi i prezzi a regime non si sono affatto sgonfiati [4]: <em>&#8220;Vieni a scoprire il secondo campus per studenti più grande d&#8217;Italia! Camere ed appartamenti per qualsiasi gusto, spazi condivisi dove potrai studiare, rilassarti, divertirti, allenarti,  fare nuove amicizie e creare ricordi speciali. Un posto solo, con tutto quello di cui hai bisogno&#8221;.</em></p>



<p>Il marketing chiama questi studentati Campus che offrono agli studenti comode soluzioni a partire da 650€ per una doppia da 37mq a 820€ per una singola da 17mq, tutto ammobiliato e con il wi-fi!</p>



<p>Campus X si presenta inoltre come una città privata nella città pubblica, una città sociale!</p>



<p><em>&#8220;Il campus vanta <strong>vasti spazi comuni</strong>, dalle aree sportive dove socializzare, alla rinfrescante piscina per momenti di relax e svago. Questi spazi incarnano la filosofia di CX: unire studio e divertimento in un ambiente stimolante, dove il networking e la condivisione di idee sono incoraggiati. Inoltre, i <strong>6.921 mq di aree verdi</strong> offrono un&#8217;oasi naturale per momenti di tranquillità, unendo perfettamente la vita accademica con la bellezza della natura. Il campus è strategicamente posizionato vicino alla stazione ferroviaria, facilmente accessibile tramite un <strong>percorso pedonale e ciclabile</strong> che attraversa il nuovo parco, agevolando il collegamento con il trasporto pubblico e rendendo il campus rapidamente raggiungibile. <strong>Questa &#8220;Città sociale&#8221; </strong>è un riflesso delle trasformazioni in atto nell&#8217;area di Milano, una città in cui cresce l&#8217;attenzione per la comunità, stili di vita sostenibili e condivisi, che dialogano con la città esistente e con quella del futuro. &#8220;</em> [5]</p>



<p>A dire il vero, nella città di Rende, <strong>un Campus esiste già ed è interamente pubblico</strong>. L’Unical è, infatti, un’università a carattere residenziale che mette a disposizione dei propri studenti circa 2.500 posti alloggio. Sono nati, dall&#8217;anno della sua istituzione, ben 10 quartieri residenziali &#8220;con spazi Comuni auto-gestiti da un comitato di studenti eletto dall’assemblea degli studenti alloggiati nel quartiere&#8221;. Anche le residenze universitarie &#8220;sono strutturate in monolocali, camere singole o doppie con arredo moderno e funzionale, dotate di servizio portierato, wi.fi, lavanderia, spazi per lo studio cooperativo, le attività ricreative e sportive&#8221;.</p>



<p>La differenza sta nei canoni veramente agevolati dell&#8217;Unical e che prevedono graduatorie e posti riservati agli studenti con redditi bassi. Una vera edilizia sociale. L&#8217;accoglienza nel Campus è completata da un servizio mensa che è gratuito per gli studenti con ISEE basso. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="487" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/01/image-1.png" alt="" class="wp-image-11210" style="aspect-ratio:2.053401741518228;width:831px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/01/image-1.png 1000w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/01/image-1-300x146.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/01/image-1-768x374.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>La domanda oziosa è: perché non destinare i fondi pubblici per potenziare eventualmente il patrimonio residenziale pubblico dell&#8217;Università della Calabria e delle altre università nazionali? Perché agevolare la costruzione di studentati privati che andranno a cementificare altre parti di una città che già vede migliaia di fabbricati costruiti ma che rimangono sfitti?</p>



<p>Un&#8217;altra domanda oziosa è: perchè l&#8217;amministrazione socialista di Rende non prende le distanze da una simile programmazione urbanistico-territoriale ma al contrario comunica trionfalmente la costruzione di alcuni studentati privati (campus) nella città che ospita la più grande università calabrese (campus) ed una tra le più grandi d&#8217;Italia? [6]</p>



<p></p>



<p>NOTE:</p>



<p>[1] <a href="https://www.fattialcubo.it/affitti-troppo-cari-la-protesta-dei-fuorisede-si-estende-a-tutta-italia/">https://www.fattialcubo.it/affitti-troppo-cari-la-protesta-dei-fuorisede-si-estende-a-tutta-italia/</a></p>



<p>[2] <a href="https://www.internazionale.it/essenziale/notizie/sarah-gainsforth/2023/05/17/alloggi-studenti-privati">https://www.internazionale.it/essenziale/notizie/sarah-gainsforth/2023/05/17/alloggi-studenti-privati</a></p>



<p>[3] Ivi</p>



<p>[4] <a href="https://www.cx-place.com/it/landing-cx-milannorthofmilan.html?utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=CXMINO&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=17871914576&amp;gbraid=0AAAAAC-kXGZ1rUIReBIs7aq8Pj5-CTpRG&amp;gclid=CjwKCAiA4KfLBhB0EiwAUY7GAbKJe1XB7ae92cBzUWsEwxA28n7s2ENQXd3ZFs3NM7s0Yvp6Y1UpzBoCOzEQAvD_BwE">https://www.cx-place.com/it/</a></p>



<p>[5] Ivi</p>



<p>[6] <a href="https://quicosenza.it/news/rende-progetto-urban-life-alloggi-studenti/">https://quicosenza.it/news/rende-progetto-urban-life-alloggi-studenti/</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/01/16/rende-cs-il-nuovo-assalto-alla-citta-e-gli-studentati-privati/">Rende (CS): Il nuovo assalto alla città e gli studentati privati.</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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		<title>Mille miliardi per Elon Musk: gli azionisti di Tesla approvano il più grande stipendio aziendale della storia</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 09:33:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA E FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi le finanziarie lacrime e sangue hanno un altro sapore! Non ci sono i soldi per la Sanità, grida il Ministro dalla sua stanza, non ci sono le risorse per l&#8217;Università, risponde l&#8217;altra Ministra da casa sua usufruendo del vantaggio dello smartworking. Dobbiamo finanziare le armi per l&#8217;amico Zelensky, ricorda il Ministro della guerra mentre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi le finanziarie lacrime e sangue hanno un altro sapore! </p>



<p>Non ci sono i soldi per la Sanità, grida il Ministro dalla sua stanza, non ci sono le risorse per l&#8217;Università, risponde l&#8217;altra Ministra da casa sua usufruendo del vantaggio dello smartworking. Dobbiamo finanziare le armi per l&#8217;amico Zelensky, ricorda il Ministro della guerra mentre sgranocchia una tartina al caviale inaugurando la stagione teatrale della sua città.</p>



<p>Tira di qui, tira di là e la coperta si fa cortissima lasciando i cortigiani al freddo e al gelo! Preferite la pace o i climatizzatori? Urla Mario Draghi dalla sua vacanza ai tropici.</p>



<p>Nel frattempo, nell&#8217;Occidente statunitense, il povero ma intelligentissimo Elon Musk punta i piedi dichiarando: &#8220;il movimento operaio ha buttato il sangue per ottenere lo statuto dei lavoratori ed io ho una paga da fame! Non è plausibile che un lavoratore sia trattato così nel 2025, mica siamo nell&#8217;antico Egitto!&#8221; </p>



<p>Dopo la vibrante protesta e la minaccia di dimissioni del Ceo di Tesla arriva il &#8220;sì&#8221; del democraticissimo Consiglio d&#8217;Amministrazione: i soci approvano il maxi compenso di mille miliardi di dollari! Ma noi ci chiediamo: potrà mai sopravvivere Elon visti i tempi che corrono, l&#8217;inflazione che s&#8217;impenna e lo shutdown in corso?</p>



<p>Grazie alla sua strenua resistenza, Musk potrà incassare fino ad un triliardo di dollari e resterà alla guida della società per il prossimo decennio. Pensate che angoscia vive questo povero lavoratore cognitivo ogni qual volta il capitalista collettivo deve rinnovargli il contratto a tempo: cosa sono 10 anni di contratto oggi che si arriva a viverne 120?</p>



<p>Il pacchetto – approvato da oltre il 75% degli azionisti durante l’assemblea tenuta nella sede di Austin in Texas – assegna a Musk circa <strong>423 milioni di azioni</strong> dell’azienda leader nel settore degli autoveicoli elettrici: varrebbero quasi mille miliardi di dollari se fossero raggiunti gli obiettivi previsti dall’accordo. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/03/elon-musk-e-sempre-piu-ricco-e-la-prima-persona-a-raggiungere-un-patrimonio-da-500-miliardi-di-dollari-il-nuovo-record-attestato-da-forbes/8147754/">Ora Musk potrebbe diventare il primo triliardario al mond</a>o.</p>



<p>Eppure, ci sono anche persone che, inspiegabilmente, non tollerano questo stato di cose, come ad esempio il fondo sovrano norvegese.</p>



<p>Il maxi-bonus, racconta il <em>Washington Post</em>, ha sollevato la “resistenza da parte di investitori, consulenti e attivisti che sostenevano fosse eccessivo o immeritato, facendo notare la recente storia di Musk al di fuori di Tesla”. Ma Musk ha anche ottenuto “<strong>guadagni storici</strong>, trasformando l’azienda nella casa automobilistica di maggior valore al mondo, un&#8217;azienda che per i suoi sudori dà lavoro a tanti ingegneri meccanici e elettronici disadattati e che altrimenti faticherebbero a sbarcare il lunario. Un&#8217;impresa caritativa, potremmo dire, più che una macchina per far soldi come affermano i maligni.</p>



<p>Grazie ad Elon, molte persone possono fare la spesa nelle carissime catene di supermercati americani.  </p>



<p>Tesla organizza i propri dipendenti attraverso una <strong>struttura gerarchica</strong> articolata in sette livelli, numerati dall’1 al 7. Gli operai del <strong>livello 1</strong>, la categoria più bassa, guadagnano circa <strong>25 dollari l’ora</strong>. Quelli che raggiungono il <strong>livello 7</strong> percepiscono invece una tariffa oraria di <strong>35 dollari</strong>.</p>



<p>Invece di dire baggianate, dovremmo tutti ringraziare la verve filantropica di persone come Elon, anzi troppo poco quello che gli viene riconosciuto in cambio delle sue idee innovative.</p>



<p>Continuate a lamentarvi delle risorse che mancano per garantire una Sanità adeguata per tutti, una scuola efficiente ed efficace e risorse idonee per fare la spesa addirittura tutti i giorni, nel frattempo Musk ci spingerà su Marte con il suo turismo interstellare, finirà la sua infrastruttura satellitare Starlink che offre servizi ai vari eserciti che guerreggiano e ci applicherà, finalmente, un chip neurale capace di ampliare il nostro sistema cognitivo, puramente umano, fallace e lento, mettendolo in comunicazione con l&#8217;intelligenza artificiale: niente più libri da leggere, sarà il bot a suggerirci cosa dire e cosa fare!</p>



<p>Grazie, Elon! Ciaone, poveri!</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2025/11/10/mille-miliardi-per-elon-musk-gli-azionisti-di-tesla-approvano-il-piu-grande-stipendio-aziendale-della-storia/">Mille miliardi per Elon Musk: gli azionisti di Tesla approvano il più grande stipendio aziendale della storia</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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