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	<title>nucleare Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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		<title>DOCUMENTI: La &#8216;Chimera del Nucleare&#8217; tra costi, tempi e incertezze</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 12:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA E FINANZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Rapporto “Elementi per un’Italia 100% rinnovabile”, elaborato da 21 docenti e ricercatori di diverse università e centri di ricerca, presentato di recente, espone come sia possibile, ecologico e conveniente, decarbonizzare la produzione di elettricità utilizzando unicamente fonti energetiche rinnovabili e come sia destituito da ogni logica il ritorno al nucleare. 11 marzo 2011 – [&#8230;]</p>
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<p></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-e585df2a1a92bbf211a332877c9577a6"><em><strong>Il Rapporto “Elementi per un’Italia 100% rinnovabile”, elaborato da 21 docenti e ricercatori di diverse università e centri di ricerca, presentato di recente, espone come sia possibile, ecologico e conveniente, decarbonizzare la produzione di elettricità utilizzando unicamente fonti energetiche rinnovabili</strong></em> <strong><em>e come sia destituito da ogni logica il ritorno al nucleare.</em></strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>11 marzo 2011 – 2025: 14esimo anniversario dell’incidente nucleare di Fukushima</strong></p>



<p>L&#8217;Italia torna a discutere di energia nucleare, ma il rapporto <em>La Chimera del Nucleare</em> lancia un allarme chiaro: questa tecnologia rischia di essere un&#8217;opzione costosa, tardiva e scarsamente competitiva rispetto alle fonti rinnovabili. Il dibattito si inserisce all&#8217;interno del nuovo Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), che ipotizza un ritorno graduale del nucleare con piccoli reattori modulari (SMR) e investimenti futuri sulla fusione nucleare. Tuttavia, il documento evidenzia una serie di criticità che rendono il progetto poco convincente.</p>



<p>Il PNIEC sostiene che l&#8217;inserimento del nucleare nel mix energetico italiano potrebbe portare a un risparmio di 17 miliardi di euro rispetto a uno scenario basato esclusivamente sulle rinnovabili. Tuttavia, come sottolineato dal rapporto, mancano studi dettagliati e trasparenza su come questo risparmio venga calcolato. A differenza della Germania, che ha fornito un&#8217;analisi dettagliata e dati concreti a supporto del proprio piano energetico, l&#8217;Italia si limita a rimandare le valutazioni alla <em>Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile</em>, i cui risultati, inizialmente previsti per ottobre 2024, non sono ancora stati resi pubblici.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-midsmall-font-size"><strong>Un settore in declino globale</strong></h3>



<p>L&#8217;energia nucleare, dopo aver raggiunto un picco di produzione pari al 17% dell&#8217;elettricità mondiale alla fine del secolo scorso, è in fase di riduzione, con un contributo sceso al 9,2% nel 2022. I ritardi e i costi elevati delle nuove centrali in Europa rappresentano un monito: il progetto francese EPR di Flamanville è passato da un costo iniziale di 3,3 miliardi a oltre 23 miliardi di euro, mentre i tempi di realizzazione sono lievitati da sei a venti anni. Situazioni analoghe si sono verificate negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con ritardi che spesso superano i vent&#8217;anni.</p>



<p>Un altro aspetto spesso ignorato è la dipendenza dal mercato dell’uranio, dominato dalla russa Rosatom, che controlla il 46% della capacità globale di arricchimento del combustibile nucleare. L’eventuale interruzione delle forniture potrebbe trasformare molte centrali europee in <em>stranded assets</em>, causando ingenti perdite economiche e problemi nella sicurezza energetica.</p>



<p>Anche i costi di smantellamento e gestione delle scorie radioattive vengono spesso sottovalutati: in Europa, la gestione delle scorie radioattive è stimata tra 422 e 566 miliardi di euro, mentre in Italia la chiusura del precedente programma nucleare è costata 11,4 miliardi di euro, cifra destinata a crescere.</p>



<p>Il rapporto sottolinea che la costruzione di una centrale nucleare richiede in media 21 anni tra pianificazione e operatività. Questa tempistica rende utopica ogni programmazione a breve termine ed ogni propaganda che veda il nucleare come panacea a breve termine per ogni problema legato all&#8217;energia e all&#8217;inquinamento.  In realtà, infatti, secondo lo studio quest gap temporale che ci condurrebbe alla produzione di energia nucleare ha un impatto climatico significativo: durante il periodo di attesa, l&#8217;Italia continuerebbe a dipendere dal gas fossile, ritardando la transizione energetica e aumentando le emissioni di CO2.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="241" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-2.png" alt="" class="wp-image-11070" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-2.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-2-300x94.png 300w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-midsmall-font-size"><strong>Le rinnovabili come alternativa più conveniente</strong></h3>



<p>Secondo i dati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), il costo di produzione dell’energia nucleare è ben più elevato rispetto alle fonti rinnovabili. Nel 2023, il costo livellato dell&#8217;energia (LCOE) del nucleare era di 170 $/MWh, contro i 50 $/MWh del solare e i 60 $/MWh dell’eolico. Nel 2050, il gap rimarrà netto: 125 $/MWh per il nucleare, contro soli 25 $/MWh per il solare fotovoltaico.</p>



<p class="has-text-align-left">Inoltre, la crescente efficienza dei sistemi di accumulo e l’integrazione delle reti intelligenti stanno rendendo le rinnovabili sempre più affidabili, eliminando gradualmente il problema dell&#8217;intermittenza.</p>



<p class="has-text-align-left">Il ritorno dell’Italia al nucleare, dunque, appare nel rapporto come un&#8217;operazione ad alto rischio economico e temporale. Il documento &#8216;<em>La Chimera del Nucleare</em>&#8216; evidenzia come il mix energetico basato sulle rinnovabili, supportato da sistemi di accumulo e interconnessioni avanzate, sia già oggi una soluzione più efficiente, sicura e sostenibile rispetto a una scommessa nucleare che rischia di rivelarsi un boomerang finanziario e ambientale. La transizione energetica italiana deve puntare su strategie concrete e ben documentate, evitando di inseguire miraggi dal costo incalcolabile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-1-1024x683.png" alt="" class="wp-image-11069" style="width:1042px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-1-1024x683.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-1-300x200.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-1-768x512.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-1-1536x1024.png 1536w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-1.png 1800w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2025/03/13/documenti-la-chimera-del-nucleare-tra-costi-tempi-e-incertezze/">DOCUMENTI: La &#8216;Chimera del Nucleare&#8217; tra costi, tempi e incertezze</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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