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	<title>Intelligenza Artificiale Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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	<title>Intelligenza Artificiale Archivi | MALANOVA</title>
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		<title>Mrinank Sharma: &#8220;Perché ho lasciato Anthropic&#8221;</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/03/28/mrinank-sharma-perche-ho-lasciato-anthropic/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 22:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(lettera pubblicata il 9 febbraio 2026 su X e poi su Substack) Sharma ha guidato il Safeguards Research Team di Anthropic e ha lavorato su iniziative critiche per la sicurezza, tra cui la comprensione della sycophancy dell&#8217;IA, lo sviluppo di difese contro il bioterrorismo assistito dall&#8217;IA e la produzione di uno dei primi casi di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/03/28/mrinank-sharma-perche-ho-lasciato-anthropic/">Mrinank Sharma: &#8220;Perché ho lasciato Anthropic&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>(lettera pubblicata il 9 febbraio 2026 su X e poi su Substack)</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-midsmall-font-size wp-elements-3e1aec5d129e7a9a158b9c14fe4658b7"><em>Sharma ha guidato il Safeguards Research Team di Anthropic e ha lavorato su iniziative critiche per la sicurezza, tra cui la comprensione della sycophancy dell&#8217;IA, lo sviluppo di difese contro il bioterrorismo assistito dall&#8217;IA e la produzione di uno dei primi casi di sicurezza per l&#8217;IA. La lettera, pur essendo volutamente priva di dettagli specifici, allude a tensioni interne sulla sicurezza dell&#8217;IA: Sharma sostiene che i dipendenti &#8220;affrontano costantemente pressioni per mettere da parte ciò che conta di più&#8221;. Il post su X ha raggiunto oltre un milione di visualizzazioni e ha acceso un ampio dibattito nel settore tecnologico.</em> Lo stesso autore apre la lettera con queste parole: &#8220;All&#8217;inizio di questa settimana ho lasciato Anthropic, condividendo la mia lettera di dimissioni su Twitter prima di recarmi al lavoro per il mio ultimo giorno. Non mi aspettavo che la mia lettera venisse condivisa così ampiamente, né che interessasse così tante persone. Non mi aspettavo di ricevere inviti a podcast e programmi televisivi. Volevo solo salutare con sincerità e affetto, prima di iniziare un periodo di tranquillità.&#8221;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>Cari colleghi,</strong></p>



<p>Ho deciso di lasciare Anthropic. Il mio ultimo giorno sarà il 9 febbraio.</p>



<p>Grazie. Qui trovo tantissime cose che mi ispirano e mi hanno ispirato. Per citarne alcune: un sincero desiderio e una forte motivazione a impegnarsi in una situazione così difficile, aspirando a dare un contributo significativo e integerrimo; la volontà di prendere decisioni difficili e di difendere ciò che è giusto; una straordinaria brillantezza intellettuale e una grande determinazione e, naturalmente, la notevole gentilezza che pervade la nostra cultura.</p>



<p>Qui ho raggiunto i miei obiettivi. Sono arrivato a San Francisco due anni fa, dopo aver conseguito il dottorato e con la voglia di contribuire alla sicurezza dell&#8217;IA. Mi ritengo fortunato di aver potuto dare il mio contributo: comprendere l&#8217;adulazione nei confronti dell&#8217;IA e le sue cause; sviluppare sistemi di difesa per ridurre i rischi di bioterrorismo assistito dall&#8217;IA; implementare concretamente tali sistemi e redigere uno dei primi studi di sicurezza sull&#8217;IA. Sono particolarmente orgoglioso dei miei recenti sforzi per aiutarci a concretizzare i nostri valori attraverso meccanismi di trasparenza interna e anche del mio progetto di tesi sulla comprensione di come gli assistenti virtuali basati sull&#8217;IA potrebbero renderci meno umani o distorcere la nostra umanità. Grazie per la vostra fiducia.</p>



<p>Tuttavia, mi è chiaro che è giunto il momento di andare avanti. Continuo a confrontarmi con la nostra situazione. Il mondo è in pericolo. E non solo a causa dell&#8217;intelligenza artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di tutta una serie di crisi interconnesse che si stanno manifestando proprio in questo momento. [1] Sembra che ci stiamo avvicinando a una soglia in cui la nostra saggezza deve crescere in egual misura alla nostra capacità di influenzare il mondo, altrimenti ne subiremo le conseguenze. Inoltre, durante il tempo trascorso qui, ho ripetutamente constatato quanto sia difficile lasciare che i nostri valori guidino veramente le nostre azioni. L&#8217;ho visto in me stesso, all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, dove subiamo costantemente pressioni per mettere da parte ciò che conta di più, [2] e anche nella società in generale.</p>



<p>È tenendo questa situazione e ascoltando al meglio delle mie capacità che ciò che devo fare diventa chiaro. [3] Voglio contribuire in un modo che sia pienamente in linea con la mia integrità e che mi permetta di mettere in gioco maggiormente le mie peculiarità. Voglio esplorare le domande che sento veramente essenziali, le domande che David Whyte direbbe &#8220;non hanno il diritto di andarsene&#8221;, le domande che Rilke ci implora di &#8220;vivere&#8221;. Per me, questo significa andarmene.</p>



<p>Non so cosa succederà dopo. Penso con affetto alla famosa citazione Zen &#8221; <em>non sapere è la cosa più intima&#8221;. </em>La mia intenzione è quella di creare uno spazio per accantonare le strutture che mi hanno trattenuto in questi ultimi anni e vedere cosa potrebbe emergere in loro assenza. Mi sento chiamato a scrivere qualcosa che affronti e si impegni pienamente con il luogo in cui ci troviamo, e che ponga la verità poetica accanto alla verità scientifica come modalità di conoscenza ugualmente valide, entrambe [4], a mio avviso, in grado di offrire un contributo essenziale allo sviluppo di nuove tecnologie. Spero di intraprendere un percorso di studi in poesia e di dedicarmi alla pratica del parlare in pubblico con coraggio. Sono anche entusiasta di approfondire la mia pratica di facilitazione, coaching, costruzione di comunità e lavoro di gruppo. Vedremo cosa accadrà.</p>



<p>Grazie e arrivederci. Ho imparato moltissimo stando qui e vi auguro il meglio. Vi lascio con una delle mie poesie preferite, &#8220;<em>The Way It Is&#8221; </em>di William Stafford <em>.</em></p>



<p>Buona fortuna,<br><strong>Mrinank</strong></p>



<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Così com'è</strong><br><br>C'è un filo che segui. Va tra<br>Cose che cambiano. Ma non cambia.<br>Le persone si chiedono cosa tu stia perseguendo.<br>Devi spiegare il thread.<br>Ma è difficile da vedere per gli altri.<br>Finché lo tieni in mano, non puoi perderti.<br>Le tragedie accadono; le persone si fanno male.<br>o morire; e soffrire e invecchiare.<br>Nulla di ciò che fai può fermare lo scorrere del tempo.<br>Non mollare mai il filo.<br><br><em>William Stafford</em><br><br>__________________________<br>NOTE:</pre>
</blockquote>



<p><a href="https://substack.com/home/post/p-188007998#footnote-anchor-1-188007998">1</a> Alcuni la definiscono &#8220;policrisi&#8221;, sostenuta da una &#8220;metacrisi&#8221;. Probabilmente la mia risorsa preferita sull&#8217;argomento è &#8220;Primi principi e primi valori&#8221; di David J. Temple.</p>



<p><a href="https://substack.com/home/post/p-188007998#footnote-anchor-2-188007998">2</a> Ho trattato questo argomento in modo più dettagliato nei miei documenti <em>&#8220;Pianificare per mondi ambigui e ad alto rischio&#8221; </em>e <em>&#8220;Rafforzare la nostra missione di sicurezza attraverso la trasparenza e la responsabilità interne&#8221;. </em>Mi piacerebbe condividere questi documenti, ma sono vincolato da accordi di riservatezza interni.</p>



<p><a href="https://substack.com/home/post/p-188007998#footnote-anchor-3-188007998">3</a> Sto pensando ora alla bellissima poesia di Mary Oliver, <em><a href="https://hellopoetry.com/poem/5249/the-journey/">&#8220;Il Viaggio&#8221;</a></em> , che è una delle mie preferite. Scrive: &#8220;Un giorno, finalmente hai capito cosa dovevi fare e hai iniziato&#8230;&#8221;. La trovo una poesia davvero bella e stimolante. Ricordo, infatti, di averla letta a Euan, Monte e Sam Bowman (miei ex colleghi) durante un ritiro dell&#8217;Alignment Science Team nell&#8217;agosto del 2024.</p>



<p><a href="https://substack.com/home/post/p-188007998#footnote-anchor-4-188007998">4</a> Il linguaggio dei “modi di conoscere” è mutuato da Rob Burbea, un mio caro maestro di Dharma e fonte di grande ispirazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image-1-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-11267" style="width:522px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image-1-1024x1024.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image-1-300x300.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image-1-150x150.png 150w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image-1-768x768.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image-1-1536x1536.png 1536w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image-1-2048x2048.png 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<item>
		<title>Peter Thiel a Roma: esegeta dell&#8217;Apocalisse, predicatore dell&#8217;Anticristo</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/03/19/peter-thiel-a-roma-esegeta-dellapocalisse-predicatore-dellanticristo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 12:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teologia politica di un tecnocrate: Peter Thiel Dal 15 al 18 marzo, Thiel ha riunito a Roma circa 165 ospiti selezionati da tutto il mondo per una serie di seminari riservati che mescolano tecnologia, filosofia politica e teologia. L&#8217;evento si è svolto con regole rigidissime: cellulari depositati all&#8217;ingresso, regola Chatham House sulle dichiarazioni e accordi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/03/19/peter-thiel-a-roma-esegeta-dellapocalisse-predicatore-dellanticristo/">Peter Thiel a Roma: esegeta dell&#8217;Apocalisse, predicatore dell&#8217;Anticristo</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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<h3 class="wp-block-heading">Teologia politica di un tecnocrate: </h3>



<h3 class="wp-block-heading">Peter Thiel</h3>



<p></p>



<p>Dal 15 al 18 marzo, Thiel ha riunito a Roma circa 165 ospiti selezionati da tutto il mondo per una serie di seminari riservati che mescolano tecnologia, filosofia politica e teologia. L&#8217;evento si è svolto con regole rigidissime: cellulari depositati all&#8217;ingresso, regola Chatham House sulle dichiarazioni e accordi di riservatezza con penali fino a 10.000 euro. Le conferenze si sono tenute a Palazzo Taverna.</p>



<p>Prima dell&#8217;evento era circolata la voce di un presunto ciclo di conferenze presso l&#8217;Angelicum, la Pontificia Università San Tommaso d&#8217;Aquino, ma l&#8217;Università aveva smentito categoricamente ogni coinvolgimento. Un sacerdote e teologo gesuita, presente alle lectio, ce ne offre una sintesi.</p>



<p>Padre Antonio Spadaro ritrae il miliardario americano definendolo non solo come uomo di tecnologia e di capitale, ma come esegeta dell&#8217;Apocalisse. Le lezioni spaziano dalla teologia alla geopolitica con un richiamo molto forte a Carl Schmitt e il suo concetto di secolarizzazione del discorso teo-politico. L&#8217;orizzonte religioso, nella visione del teo-tecnocrate, viene sostanzialmente svuotato del suo contenuto di fede: ciò che conta non è il ritorno di Cristo alla fine dei tempi, ma l&#8217;identificazione dell&#8217;Anticristo come forza politica concreta. Il Vangelo diventa così uno strumento di analisi geopolitica. I termini tecnici <em><strong>katechon</strong></em><strong> ed </strong><em><strong>eschaton</strong></em>, scritturistici e teologici,vengono utilizzati come chiavi di lettura del presente.</p>



<p>Secondo Spadaro, la conclusione pratica del messaggio teo-tecnocratico è brutale: qualsiasi tentativo di regolamentare l&#8217;intelligenza artificiale, di istituire organismi di governance globale o di frenare lo sviluppo tecnologico diventa, in questo contesto, una preparazione al regno dell&#8217;Anticristo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Chi è Peter Thiel?</h3>



<p><strong>Peter Thiel</strong> (nato nel 1967 in Germania, cresciuto negli USA) è un imprenditore, investitore e pensatore politico tra i più influenti della Silicon Valley. Già co-fondatore di PayPal (1998) insieme a Elon Musk e altri, poi fondatore di Palantir Technologies, società specializzata in analisi di big data per governi e aziende. Il suo pensiero politico si ispira ad idee libertarie di destra, apertamente contrario all&#8217;establishment progressista della Silicon Valley. Una sorta di Javier Milei tecnocratico con tanto di motosega. Ha sostenuto Donald Trump nel 2016 ed è dietro all&#8217;elezione di JD Vance. È noto per posizioni provocatorie e border line sul concetto di democrazia, finanzia ricerche sull&#8217;immortalità e sostiene il programma <em>Thiel Fellowship</em> che paga giovani talenti per abbandonare il college. In sintesi una delle menti più stravaganti — e controverse — dell&#8217;ecosistema tech globale con tendenze transumaniste.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi è l&#8217;Anticristo secondo Thiel?</h3>



<p><em>Seguento il filo del commento del Padre Antonio Spataro, Thiel utilizza con una certa disinvoltura, anche se non con la medesima precisione, alcuni termini tecnici della teologia e della teologia politica: &#8220;Il primo è il <strong>katechon</strong>, che significa letteralmente «colui che trattiene». Compare soltanto due volte nella Seconda Lettera di san Paolo ai Tessalonicesi (2, 6-7), dove l’apostolo descrive una forza misteriosa che ritarda la manifestazione di quella che chiama il «mistero dell’iniquità»: cioè l’irruzione piena del male nella storia. Nel corso dei secoli, i teologi hanno identificato questa forza frenante in modi diversi: l’Impero Romano, la Chiesa, lo Stato cristiano, l’autorità legittima in quanto tale. È un concetto che ha attraversato tutta la storia del pensiero politico cristiano, da Tertulliano ad Agostino, fino al giurista tedesco Carl Schmitt nel Novecento. Il secondo concetto è l’<strong>eschaton</strong>, che indica la realtà ultima, il compimento della storia nella sua dimensione religiosa: non semplicemente la «fine» come cessazione di tutto, ma il traguardo verso cui tutta la vicenda umana si orienta nella fede cristiana.&#8221; </em> [<a href="#1">1</a>]</p>



<p>Le forze che frenano l&#8217;esondare dell&#8217;anarchia malvagia sembrerebbero quelle tradizionali: l&#8217;impero romano sotto Costantino, la Chiesa tradizionale e la messa tridentina, il conservatorismo su base nazionale. Dall&#8217;altra parte ci sono i tempi ultimi dell&#8217;escatologia che fanno riferimento al progressismo ecclesiale e politico, a Madre Teresa e alla Teologia della liberazione.</p>



<p>Thiel pare ribaltare i riferimenti tradizionali. Tracciando una possibile carta d&#8217;identità dell&#8217;Anticristo così si è espresso: «Nel XVII e XVIII secolo, l&#8217;Anticristo sarebbe stato un Dottor Stranamore, uno stregone che faceva un tipo di scienza malvagia e folle. Nel XXI secolo, l&#8217;Anticristo è un luddista che vuole fermare tutta la scienza. È qualcuno come Greta o Eliezer».</p>



<p>In altre parole, Thiel usa il termine &#8220;Anticristo&#8221; in senso metaforico per creare una categoria politico-culturale in cui inserire tutte quelle realtà e personaggi, a suo avviso, che frenano il progresso, regolamentando il potere e ponendo limiti all&#8217;innovazione e all&#8217;IA.</p>



<p>Nella sua visione, l&#8217;Anticristo prende le forme della regolamentazione tecnologica, delle leggi e dei limiti, della governance globale e della lotta al cambiamento climatico: forze che fingerebbero di dare sicurezza ma che in realtà toglierebbero libertà ai cittadini con l&#8217;invenzione di lacci e lacciuoli. </p>



<p>Thiel usa il termine “Anticristo” in modo inedito: non come figura antireligiosa, che si oppone al Messia, come sempre è avvenuto nella tradizione cristiana, ma come simbolo di un potere globale che frena il progresso, limita l’innovazione e impone un controllo, un limite. Insomma, l’Anticristo per lui rappresenta tutto ciò che impedisce alla tecnologia di far avanzare il mondo senza limiti: ovviamente quel mondo dei CEO multimiliardari delle aziende informatiche. Disse in un&#8217;intervista al New York Times:</p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>“Siamo stati sulla luna nel luglio 1969.</strong></em></p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>Woodstock è cominciato tre settimane dopo.</strong></em></p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>Col senno di poi, è lì che il progresso si è fermato — e che hanno vinto gli hippy.”</strong></em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Il <em>katechon</em>: la tecnologia come forza salvifica</h3>



<p>Se per Carl Schmitt il katechon — il &#8220;potere che frena&#8221; l&#8217;avvento dell&#8217;Anticristo — era rappresentato da un nuovo concetto di sovranità che decide nello stato di eccezione, concetto scaturente dalla scuola del realismo politico e della teologia politica, per Thiel quel ruolo è assunto dalla dittatura algoritmica e dall&#8217;accelerazione tecnologica. La barriera contro la fine dei tempi, nella sostanza del suo messaggio, non sono le istituzioni religiose, ma le aziende tecnologiche. La proposta politica del tecnoburocrate consisterebbe, in estrema sintesi, nell&#8217;abolire ogni freno e ostacolo all’accelerazione tecnologica promuovedo altresì la frammentazione geopolitica. Non un mondo globale ma diviso in piccole nazioni.</p>



<p><em>&#8220;La conclusione: qualsiasi tentativo di regolamentare l’intelligenza artificiale, di istituire organismi di governo globale, di porre freni allo sviluppo tecnologico, diventa — in questa griglia — una preparazione al regno dell’Anticristo. La frase di san Paolo nella Prima Lettera ai Tessalonicesi (5, 3) — «quando diranno pace e sicurezza, allora una distruzione improvvisa piomberà su di loro» — diventa per Thiel la descrizione del programma politico dei suoi nemici: tutti coloro che chiedono un ordine sovranazionale e moderazione tecnologica. È un’operazione retorica di straordinaria efficacia, e di altrettanto straordinaria ambiguità&#8221;, sintetizza il nostro osservatore. [<a href="#1">1</a>]</em></p>



<p>Il testo paolino serve all&#8217;oratore per dimostarare come democrazia e pace siano solo parole che possono nascondere la più crudele delle schivitù. La retorica pacifista nasconderebbe dei grandi burattinai che ivitano i popoli a stare in pace per premettere loro di meglio governare: tranquillità al posto della libertà. Un ragionamento certamente efficace, ogni realtà può essere ribaltata nel suo opposto, ma, in effetti, lo stesso finisce per sostenere una precisa visione geopolitica: la sfiducia nei confronti delle istituzioni internazionali, il sospetto verso qualsiasi forma di governo al di sopra degli stati, la preferenza per un ordine mondiale fondato sulla rivalità tra grandi potenze. Non si tratta di una posizione teologicamente neutra ma politicamente orientata. Privilegia la competizione tra realtà storico-territoriali, competizione che alla fine risponde agli interessi di fatturato di Palantir, l&#8217;azienda di Thiel, che vende tecnologie di sorveglianza e di intelligence ai governi di mezzo pianeta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il quadro ideologico e politico</h3>



<p>In questo quadro si innesta la sua visione messianica: gli innovatori, come lui, hanno un diritto quasi metafisico al libero esperimento, mentre chi invoca cautele normative e predica la paura è un semplice predicatore di sventura e traditore dell&#8217;umanità. Solo poco tempo fà Dario Amodei, Ceo di Anthropic, prendeva le distanze dal <a href="https://www.malanova.info/2026/03/05/dichiarazione-di-dario-amodei-sui-colloqui-con-il-dipartimento-della-guerra/">Pentagono</a> che gli chiedeva di disabilitare <a href="https://www.malanova.info/2026/02/22/intelligenza-artificiale-alcune-analisi-sul-cambiamento-che-sta-gia-accadendo/">alcune &#8220;barriere&#8221; del suo sistema</a>. Serve una deregulation tecnologica, afferma Thiel. In effetti negli ultimi decenni l&#8217;influenza anticristica dei governi, della legislazione internazionale e degli allarmismi climatici ed ambientali hanno di fatto rallentato il progresso tecnologico: &#8220;Volevamo le auto volanti, ci hanno dato 140 caratteri&#8221;, è la battuta più sagace di Thiel, utilizzata per dire che al posto di una rivoluzione tecnologica capace di trasformare la vita materiale, al posto della risoluzione di malattie mortali e della vittoria definitiva sulla problematica energetica, abbiamo ottenuto solo i social media.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La critica di fondo di Spataro</h3>



<p>Il punto centrale della contro-riflessione di Spadaro è che quella del nostro tecnocrate non è teologia, ma un uso strumentale del linguaggio religioso per legittimare un programma politico ed economico ben preciso: deregolamentare la tecnologia, smantellare le istituzioni di controllo globali e concentrare un potere sovranazionale nelle mani di pochi attori privati. La profezia diventa così marketing, e l&#8217;Apocalisse un argomento contro i propri avversari.</p>



<p>La stessa cosa che accade quotidianamente nella geopolitica trumpiana che mette l&#8217;interesse nazionale al centro e che delegittima ogni istituzione internazionale che possa porre freno a tale interesse. Non esiste alcun diritto internazionale, nessun organismo sovranazionale, ma un ritorno agli imperi e alle sfere di influenza. Ogni regione deve avere il suo &#8216;primate&#8217; e la sua autonomia territoriale ed economica.</p>



<p></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-e7e2240395912ced7c9515470bd03167"><strong>NOTE:</strong></p>



<p id="1">[1] <a href="http://p/peter-thiel-predicare-lanticristo?r=3cs1cw&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=web&amp;fbclid=IwY2xjawQnqQlleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFEWGNxWnJZN1ZRRGs2ZkhSc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvc8FtZT4y9FavEaZCTTIkXgk0ZQKTtNs5_mU_U1D9GB8fCYQU4QhO4Fw8sc_aem_PH9_BK7nBFCXzVPxcbDRDg&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://antoniospadaro.substack.com/</a></p>



<p>[2] <a href="https://legrandcontinent.eu/it/2025/07/03/il-transumanesimo-secondo-peter-thiel-lai-marte-la-geopolitica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://legrandcontinent.eu/it/2025/07/03/il-transumanesimo-secondo-peter-thiel-lai-marte-la-geopolitica/</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/03/19/peter-thiel-a-roma-esegeta-dellapocalisse-predicatore-dellanticristo/">Peter Thiel a Roma: esegeta dell&#8217;Apocalisse, predicatore dell&#8217;Anticristo</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>InvestCloud Italy chiude Marghera: 37 lavoratori licenziati per l&#8217;IA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/03/12/investcloud-italy-chiude-marghera-37-lavoratori-licenziati-per-lia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:09:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso suscita scalpore in Veneto e anticipa una trasformazione epocale nel mercato del lavoro tecnologico Il 9 marzo 2026, InvestCloud Italy, con sede a Marghera (Venezia), ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi 37 dipendenti per cessazione dell&#8217;attività nella sede veneziana, l&#8217;unica presente in Italia. La comunicazione formale è [&#8230;]</p>
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<p><strong><em>Il caso suscita scalpore in Veneto e anticipa una trasformazione epocale nel mercato del lavoro tecnologico</em></strong></p>



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<p>Il 9 marzo 2026, InvestCloud Italy, con sede a Marghera (Venezia), ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi 37 dipendenti per cessazione dell&#8217;attività nella sede veneziana, l&#8217;unica presente in Italia. La comunicazione formale è stata inviata a Federmeccanica, alle organizzazioni sindacali e a Confindustria Veneto Est, aprendo ufficialmente la procedura di riduzione del personale.</p>



<p>Per il gruppo americano, le soluzioni personalizzate, Paese per Paese, hanno fatto il loro tempo e le strutture nazionali saranno progressivamente eliminate. Al loro posto si punterà su pochi centri di eccellenza globali, con una strategia basata su una accelerazione degli investimenti in soluzioni basate sull&#8217;intelligenza artificiale e un rafforzamento dell&#8217;attenzione all&#8217;innovazione replicabile e scalabile.</p>



<p>La lettera di licenziamento ha lasciato sgomenti i dipendenti, che si sono riuniti in assemblea.</p>



<p>InvestCloud non è un nome qualsiasi nel panorama finanziario mondiale. Fondata in California nel 2010 da John Wise e Michael A. Smith, l&#8217;azienda è crescita rapidamente da startup a player globale, trasformando il modo in cui le istituzioni finanziarie gestiscono la ricchezza. Il concetto originale, come in ogni saga afferente all&#8217;american dream, fu sviluppato in un garage californiano con la visione di costruire una piattaforma che permettesse a professionisti del business, anziché a costosi programmatori, di personalizzare i software.</p>



<p>Nel febbraio 2021, InvestCloud completò una ricapitalizzazione che rivalutò l&#8217;azienda a un miliardo di dollari. Come parte dell&#8217;operazione, Motive Partners e Clearlake Capital Group integrarono due società di portafoglio — Finantix e Tegra118 — in InvestCloud, creando una piattaforma globale SaaS per soluzioni di gestione patrimoniale. Questa integrazione espanse significativamente la piattaforma a oltre 4 trilioni di dollari in asset e portò il team a oltre 900 persone.</p>



<p><strong>Nel 2023, InvestCloud supportava oltre 550 clienti con più di 6,4 trilioni di dollari in asset under management e oltre 32 milioni di conti cliente in 40 Paesi. </strong></p>



<p>La storia della sede di Marghera affonda le radici in Finantix, un&#8217;azienda nata come eccellenza tecnologica nel settore del wealth management, che venne acquisita dal gruppo californiano nel 2021.</p>



<p>Il motivo di questa drastica decisione non è una crisi finanziaria, né un calo di performance della sede italiana. <em>&#8220;La InvestCloud Italy è tutt’altro che un’azienda decotta. Il bilancio 2024, l’ultimo pubblicato, <strong>le assegna un utile netto di 501.000 euro e un fatturato di 9.941.000</strong>, in vistosa crescita rispetto al 2023 (più 63%). Osservatori qualificati riconducono a ogni addetto ricavi procapite per oltre 248.000 euro, un ottimo indicatore di produttività</em>&#8220;. (<a href="https://www.repubblica.it/economia/2026/03/12/news/licenziamenti_ia_intelligenza_artificiale_investcloud-425215681/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Repubblica</a>)</p>



<p>È una scelta strategica di portata globale. Il gruppo ha spiegato che il modello organizzativo utilizzato finora, basato su team distribuiti in diversi Paesi e su soluzioni adattate ai mercati locali, non è più compatibile con la nuova direzione tecnologica. </p>



<p>Nella lettera alle parti sociali, InvestCloud sostiene che il suo modello aziendale &#8220;storico&#8221; non è più coerente con l&#8217;obiettivo di costruire una piattaforma tecnologica integrata centrata su strumenti di intelligenza artificiale. </p>



<p><em>&#8220;L&#8217;innovazione è stata la nostra forza trainante fin dal primo giorno, perché l&#8217;era digitale moderna lo richiede. Il mondo della finanza e della tecnologia si muove alla velocità della luce e noi sviluppiamo le nostre piattaforme verso nuovi limiti, uno dopo l&#8217;altro: sapere cosa facciamo oggi ci mantiene, noi e i nostri clienti, all&#8217;avanguardia nel futuro&#8221;.</em> (<a href="https://investcloud.com/about-us/">dal sito web aziendale</a>)</p>



<p>InvestCloud punta ora a un &#8220;riallineamento strutturale&#8221; dell&#8217;organizzazione globale, con l&#8217;obiettivo di sviluppare una piattaforma tecnologica integrata sempre più centrata sulle soluzioni di IA. Eppure, solo a gennaio, Cheryl Nash, responsabile del business APL di InvestCloud, affermava che l&#8217;intelligenza artificiale &#8220;non sostituirà i consulenti, ma solo i consulenti che non la sfruttano potrebbero essere sostituiti&#8221;, e ancora &#8220;non ho mai visto un lavoro in cui non ci fosse bisogno di connessione umana. Ma i consulenti devono davvero iniziare a sfruttare ciò che c&#8217;è là fuori dal punto di vista dell&#8217;intelligenza artificiale&#8221;. (<a href="https://www.thinkadvisor.com/2026/01/02/why-ai-should-be-advisors-best-friend-in-2026/?utm_content=364535331&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=linkedin&amp;hss_channel=lcp-1275545">ThinkAdvisor</a>) Il risultato odierno sono 37 licenziamenti senza alcun rimpiazzo: erano tutti riottosi all&#8217;utilizzo dell&#8217;IA?</p>



<p>La notizia ha immediatamente scosso il mondo sindacale veneziano e nazionale, non solo per i 37 posti di lavoro persi, ma per il significato simbolico e sistemico dell&#8217;evento. <strong>Fim Cisl Venezia</strong> è stata tra le prime voci a reagire con forza. Il segretario generale Matteo Masiero ha dichiarato che &#8220;il caso InvestCloud Italy dimostra in modo pratico come la transizione tecnologica impatti pesantemente nel lavoro e oggi sempre più anche nel settore metalmeccanico, travolgendo quell&#8217;idea di giustizia sociale, tutela occupazionale e impresa locale&#8221;.</p>



<p>Masiero ha poi sottolineato un punto cruciale per il futuro: &#8220;quando si trattano beni immateriali e servizi, i vincoli di spazio e tempo vengono meno e con essi viene messo in discussione tutto l&#8217;impianto delle tutele contrattuali, dal costo del lavoro, al salario, alle protezioni sociali. Il fatto che queste condizioni portino a una mobilità del lavoro globale ci costringe a confrontarci con modelli molto differenti da quello che conosciamo.&#8221;</p>



<p>Anche <strong>Cgil e Fiom veneziane</strong> sono intervenute. I segretari Daniele Giordano e Michele Valentini hanno dichiarato che non si è di fronte soltanto a una riorganizzazione aziendale ma a <strong>&#8220;un caso emblematico che dimostra come l&#8217;intelligenza artificiale non sia affatto neutra&#8221;</strong>, sottolineando il ritardo accumulato dall&#8217;Italia e dall&#8217;Unione europea, con il rischio di una crescente dipendenza da grandi gruppi esteri che &#8220;perseguono i propri interessi strategici e industriali, non certo quelli del lavoro, dell&#8217;occupazione e del sistema produttivo italiano&#8221;.</p>



<p>La vicenda apre interrogativi profondi anche sul piano del diritto del lavoro. Secondo la giuslavorista Claudia Ogriseg, l&#8217;intelligenza artificiale rappresenta &#8220;uno tsunami da cui stiamo cercando di proteggerci con una diga costruita da castori e nemmeno finita&#8221;. </p>



<p>Il diritto del lavoro continua ad essere basato su modelli da prima rivoluzione industriale, fondati sull&#8217;equazione tra tempo di lavoro e retribuzione. Una formula sempre meno adeguata a descrivere un&#8217;economia in cui la produzione di valore si smaterializza e si delocalizza in tempo reale e investe tutta la vita. Non esiste più una cesura netta tra tempo di lavoro e tempo di vita. Anche quando ci si rilassa a scorrere i post dei social si poduce utile per le azinde proprietarie che in cambio non ci fanno pagare un abbanamento. La furia espansiva dell&#8217;IA travolge il diritto e scompagina i parlamenti che non riescono a trovare soluzioni per arginarla. E&#8217; semplicemente troppo veloce per chiunque. Persino gli stessi sviluppatori dei modelli IA sono usciti ultimamente con articoli pubblici per mostrare un certo spiazzamento rispetto alla rapidità di miglioramento e autonomizzazione dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p>Sul fronte delle prospettive occupazionali, il segretario Zanocco di Fim Cisl Venezia ha offerto una lettura in parte rassicurante: trattandosi di un settore con &#8220;fame di competenze informatiche&#8221; e caratterizzato da turn over sempre elevati, i dipendenti potrebbero ritrovare occupazione senza grandi difficoltà. Tuttavia, questo scenario riguarda i profili con competenze molto specializzate, mentre resta aperta la questione delle figure intermedie.</p>



<p>Il caso InvestCloud si inserisce in un dibattito più ampio sulla trasformazione digitale e il suo impatto sull&#8217;occupazione. Nel breve periodo, la decisione rappresenta un duro colpo per il territorio di Marghera.</p>



<p>Quello che accade nell&#8217;Information and Communication Technology può essere una spia di allarme anche per altri settori: call center, prenotazioni alberghiere e molte altre attività rischiano di subire ricadute enormi, con un impatto che potrebbe spazzare via un&#8217;intera fascia di lavoratori — quella con competenze intermedie — lasciando al fattore umano solo le specializzazioni più elevate.</p>



<p>L&#8217;Italia e l&#8217;Europa, secondo i sindacati, hanno bisogno di investimenti, ricerca, infrastrutture, formazione e soprattutto di un governo pubblico dei processi di trasformazione tecnologica. Senza questa assunzione di responsabilità, dicono, si continuerà a subire decisioni prese altrove, con il lavoro che paga il prezzo più alto. Nessuno riflette sul problema, estremamente complesso, dell&#8217;antico concetto della propretà dei mezzi di produzione. Come nell&#8217;antica rivoluzione industriale, anche oggi gli strumenti più avanzati sono nelle mani di pochissimi gruppi privati globlali. Sono questi oramai a divenire direttamente anche classe politica e quindi a manovrare il complesso statale-militare-finanziario. Dall&#8217;industria aerospaziale a quella militare, dalle piattaforme finanziarie a quelle social, dalla farmaceutica alla sanità in generale, dall&#8217;IoT all&#8217;intelligenza artificiale, tutto è nelle mani della finanza internazionale che si concentra a sua volta nelle mani di pochi e mastodontici gruppi. Resistono gli ultimi burattini ideologizzati e fintamente eletti come la Meloni in Italia o la Von der Lyen in Europa o il sempre citato Mario Draghi e le lotte residue intorno alla difesa dei posti di lavoro e della costituzione. Il PD ed il Movimento 5 stelle abbaiano rabbiosamente ad ogni decreto legislativo &#8220;neo-fascista&#8221;mentre erano docili come un gattino che fa le fusa quando fu il loro momento nella responsabilità di governo. Semplice gioco delle parti. Ma tutto ciò è già travolto dal corso impetuoso e caotico della storia e solo la guerra già iniziata riuscirà, in negativo, a risolvere i conti in sospeso tra le elité globali verso la nuova forma di ordine mondiale che guiderà il nuovo dipanarsi del tempo futuro tra le macerie e la ricostruzione.</p>



<p><strong>InvestCloud Italy a Marghera è, in questo senso, molto più di una storia locale. È una tra le prima pagine sfogliate del libretto delle istruzioni del futuro sistema economico globale che dovremmo sbrigarci a leggere e conoscere approfonditamente.</strong> Tutto il resto del chiacchiericcio antagonsta equivale al voler rattoppare con il nastro adesivo l&#8217;abnorme falla nella diga sistemica oramai aperta.</p>



<p></p>
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		<title>Dichiarazione di Dario Amodei sui colloqui con il Dipartimento della Guerra</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:12:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Translate Il Pentagono intende utilizzare il modello di intelligenza artificiale di Antropic, Claude, con cui ha un contratto di utilizzo in essere, per monitorare infrastrutture cinesi, individuare vulnerabilità nei dispositivi avversari e organizzare operazioni di cyberattacco e, al bisogno, di spionaggio di massa della popolazione. Tuttavia, le linee guida etiche di Anthropic, inserite nei contratti, [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>Translate</strong></em></p>



<p class="has-small-font-size"><em>Il Pentagono intende utilizzare il modello di intelligenza artificiale di Antropic, Claude, con cui ha un contratto di utilizzo in essere,  per monitorare infrastrutture cinesi, individuare vulnerabilità nei dispositivi avversari e organizzare operazioni di cyberattacco e, al bisogno, di spionaggio di massa della popolazione. Tuttavia, le linee guida etiche di Anthropic, inserite nei contratti, rappresentano un ostacolo a questo utilizzo. Il 24 febbraio 2026, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth convoca il CEO di Anthropic, al Pentagono. Il governo pone un ultimatum chiaro, con termine alle 17:01 di venerdì 27 febbraio. Se Anthropic non acconsente a permettere l’impiego di Claude “per qualsiasi finalità lecita”, eliminando i limiti riguardo a sorveglianza e sistemi d’arma autonomi, sarà escluso da ogni collaborazione governativa. Il 26 febbraio, a poche ore dalla scadenza, Anthropic pubblica una dichiarazione firmata da Amodei che traduciamo integralmente in questo articolo. Riteniamo che questi documenti possono essere utili per comprendere cosa accade intorno al mondo dell&#8217;intelligenza artificiale e le sue ripercussioni sulla nostra vita quotidiana.</em></p>



<h4 class="wp-block-heading">26 febbraio 2026 </h4>



<p>Credo profondamente nell&#8217;importanza esistenziale dell&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale per difendere gli Stati Uniti e le altre democrazie e per sconfiggere i nostri avversari autocratici.</p>



<p>Anthropic ha quindi lavorato in modo proattivo per distribuire i propri modelli al Dipartimento della Guerra e alla comunità dell&#8217;intelligence. Siamo stati la prima azienda di intelligenza artificiale di frontiera a distribuire i nostri modelli nelle reti classificate del governo degli Stati Uniti, la prima a distribuirli presso i Laboratori Nazionali e la prima a fornire modelli personalizzati per i clienti della sicurezza nazionale. Claude è ampiamente utilizzato presso il Dipartimento della Guerra e altre agenzie per la sicurezza nazionale per applicazioni mission-critical, come analisi di intelligence, modellazione e simulazione, pianificazione operativa, operazioni informatiche e altro ancora.</p>



<p>Anthropic si è anche attivata per difendere la leadership americana nell&#8217;intelligenza artificiale, anche quando ciò andava contro gli interessi a breve termine dell&#8217;azienda. Abbiamo scelto di rinunciare a diverse centinaia di milioni di dollari di fatturato per interrompere l&#8217;uso di Claude da parte di aziende legate al Partito Comunista Cinese (alcune delle quali sono state designate dal Dipartimento della Guerra come &#8220;Compagnie Militari Cinesi&#8221;), abbiamo bloccato gli attacchi informatici sponsorizzati dal PCC che tentavano di abusare di Claude e abbiamo sostenuto rigorosi controlli sulle esportazioni di chip per garantire un vantaggio democratico.</p>



<p>Anthropic è consapevole che è il Dipartimento della Guerra, non le aziende private, a prendere decisioni militari. Non abbiamo mai sollevato obiezioni a specifiche operazioni militari, né abbiamo tentato di limitare l&#8217;uso della nostra tecnologia in modo&nbsp;<em>mirato</em>&nbsp;.</p>



<p>Tuttavia, in un ristretto numero di casi, riteniamo che l&#8217;IA possa minare, anziché difendere, i valori democratici. Alcuni utilizzi sono semplicemente al di fuori di ciò che la tecnologia odierna può fare in modo sicuro e affidabile. Due di questi casi d&#8217;uso non sono mai stati inclusi nei nostri contratti con il Dipartimento della Guerra e riteniamo che non dovrebbero esserlo ora:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sorveglianza interna di massa.</strong> Sosteniamo l&#8217;uso dell&#8217;IA per missioni di intelligence e controspionaggio estere legittime. Tuttavia, l&#8217;uso di questi sistemi per la sorveglianza <em>interna di</em> massa è incompatibile con i valori democratici. La sorveglianza di massa basata sull&#8217;IA presenta gravi e nuovi rischi per le nostre libertà fondamentali. Nella misura in cui tale sorveglianza è attualmente legale, ciò è dovuto solo al fatto che la legge non ha ancora raggiunto le capacità in rapida crescita dell&#8217;IA. Ad esempio, secondo la legge attuale, il governo può acquistare da fonti pubbliche registrazioni dettagliate dei movimenti, della navigazione web e delle associazioni degli americani senza ottenere un mandato, una pratica che la comunità dell&#8217;intelligence ha riconosciuto sollevare preoccupazioni in materia di privacy e che ha generato un&#8217;opposizione bipartisan al Congresso. <strong>Una potente IA consente di assemblare questi dati sparsi e singolarmente innocui in un quadro completo della vita di qualsiasi persona, automaticamente e su larga scala.</strong></li>



<li><strong>Armi completamente autonome.</strong> Le armi parzialmente autonome, come quelle utilizzate oggi in Ucraina, sono vitali per la difesa della democrazia. Anche le armi <em>completamente</em> autonome (quelle che escludono completamente gli esseri umani dal ciclo e automatizzano la selezione e l&#8217;ingaggio dei bersagli) possono rivelarsi fondamentali per la nostra difesa nazionale. Ma oggi, i sistemi di intelligenza artificiale di frontiera non sono semplicemente sufficientemente affidabili per alimentare armi completamente autonome. Non forniremo consapevolmente un prodotto che mette a rischio i combattenti e i civili americani. Ci siamo offerti di collaborare direttamente con il Dipartimento della Guerra in attività di ricerca e sviluppo per migliorare l&#8217;affidabilità di questi sistemi, ma non hanno accettato l&#8217;offerta. Inoltre, senza un&#8217;adeguata supervisione, non si può fare affidamento sulle armi completamente autonome per esercitare il giudizio critico che le nostre truppe professionali e altamente addestrate dimostrano ogni giorno. Devono essere schierate con le opportune protezioni, che oggi non esistono.</li>
</ul>



<p>Per quanto ne sappiamo, queste due eccezioni non hanno finora rappresentato un ostacolo all&#8217;accelerazione dell&#8217;adozione e dell&#8217;utilizzo dei nostri modelli all&#8217;interno delle nostre forze armate.</p>



<p>Il Dipartimento della Guerra ha <a href="https://media.defense.gov/2026/Jan/12/2003855671/-1/-1/0/ARTIFICIAL-INTELLIGENCE-STRATEGY-FOR-THE-DEPARTMENT-OF-WAR.PDF">dichiarato</a> che stipulerà contratti solo con aziende di intelligenza artificiale che acconsentono a &#8220;qualsiasi uso lecito&#8221; e rimuovono le misure di sicurezza nei casi sopra menzionati. Hanno minacciato di rimuoverci dai loro sistemi se avessimo mantenuto queste misure di sicurezza; hanno anche minacciato di designarci come &#8220;rischio per la catena di approvvigionamento&#8221; – un&#8217;etichetta riservata agli avversari statunitensi, mai applicata prima a un&#8217;azienda americana – <em>e</em> di invocare il Defense Production Act per imporre la rimozione delle misure di sicurezza. Queste ultime due minacce sono intrinsecamente contraddittorie: una ci etichetta come un rischio per la sicurezza; l&#8217;altra etichetta Claude come essenziale per la sicurezza nazionale.</p>



<p><strong>In ogni caso, queste minacce non cambiano la nostra posizione: non possiamo in coscienza acconsentire alla loro richiesta.</strong></p>



<p>È prerogativa del Dipartimento selezionare i fornitori più in linea con la propria visione. Tuttavia, dato il valore sostanziale che la tecnologia di Anthropic offre alle nostre forze armate, ci auguriamo che ci ripensino. La nostra ferma preferenza è continuare a servire il Dipartimento e i nostri combattenti, con le due garanzie richieste in atto. Qualora il Dipartimento decidesse di abbandonare Anthropic, ci impegneremo per consentire una transizione graduale verso un altro fornitore, evitando qualsiasi interruzione della pianificazione militare in corso, delle operazioni o di altre missioni critiche. I nostri modelli saranno disponibili alle condizioni espansive che abbiamo proposto per tutto il tempo necessario.</p>



<p>Restiamo pronti a proseguire il nostro lavoro a sostegno della sicurezza nazionale degli Stati Uniti.</p>



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		<title>Claude.ai contro il Pentagono</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 09:48:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine di febbraio 2026, la tensione tra Anthropic — la società che sviluppa il modello AI Claude — e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha raggiunto livelli mai visti prima nel mondo tech americano. Per la prima volta, una compagnia privata di intelligenza artificiale ha avuto il coraggio di dire no al [&#8230;]</p>
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<p></p>



<p><em>Alla fine di febbraio 2026, la tensione tra Anthropic — la società che sviluppa il modello AI Claude — e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha raggiunto livelli mai visti prima nel mondo tech americano. Per la prima volta, una compagnia privata di intelligenza artificiale ha avuto il coraggio di dire no al governo americano su questioni di vita o di morte: armi autonome e sorveglianza di massa. Il risultato? Un paradosso che mette a nudo tutte le contraddizioni dell’era dell’AI militare.</em></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-c6de5e7145e72af7a1ea6d7073870574"><strong>Le origini: un maxi contratto da 200 milioni</strong></p>



<p>Tutto parte nel luglio 2025: Anthropic firma un contratto da circa 200 milioni di dollari con il Pentagono — che sotto Trump viene pure ribattezzato “Dipartimento della Guerra”. Claude diventa così il primo modello AI autorizzato nei sistemi classificati dell’esercito USA, grazie anche alla collaborazione stretta con Palantir, la società di analisi dati fondata da Peter Thiel, da sempre vicina agli ambienti della difesa.</p>



<p>Da lì, Claude si insinua nei gangli più delicati della macchina militare americana: intelligence, strategie, analisi di dati riservati. Anthropic si ritrova ad essere il fornitore privilegiato di AI per le forze armate.</p>



<p>Ma il contratto non era a scatola chiusa: Anthropic aveva messo subito due paletti chiari, due “linee rosse” invalicabili. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Primo: niente uso di Claude per la sorveglianza di massa sui cittadini americani. </li>



<li>Secondo: vietato usarlo per sistemi d’arma totalmente autonomi, che decidono e colpiscono senza intervento umano.</li>
</ul>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-7f1c8857ce853a3f7dc6191c6379a3ec"><strong>L’ultimatum di Hegseth: “o tutto o niente”</strong></p>



<p>Nei mesi successivi alla firma, la tensione sale. L’esercito vuole sfruttare Claude per spiare infrastrutture cinesi, scovare falle nei sistemi elettronici nemici, pianificare attacchi informatici. Ma le regole etiche di Anthropic si mettono in mezzo.</p>



<p>Così, il 24 febbraio 2026, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth convoca Dario Amodei, CEO di Anthropic, al Pentagono. Il faccia a faccia è teso: Hegseth dà un ultimatum secco, con scadenza fissata alle 17:01 di venerdì 27 febbraio. O Anthropic accetta che Claude venga usato per “qualsiasi scopo lecito”, togliendo i limiti su sorveglianza e armi autonome, oppure è fuori.</p>



<p>Secondo fonti come Associated Press e Reuters, il rifiuto avrebbe comportato tre conseguenze: rescissione del contratto, bollino nero come “supply chain risk” (fino ad allora appioppato solo a ditte straniere invise come Huawei), e infine il ricorso al Defense Production Act — una legge della Guerra di Corea che avrebbe potuto obbligare Anthropic a collaborare anche controvoglia.</p>



<p><strong>La risposta di Amodei: “Non possiamo, punto e basta”</strong></p>



<p>Il 26 febbraio, a poche ore dalla scadenza, Anthropic pubblica una dichiarazione firmata da Amodei: “Le minacce non cambiano la nostra posizione: non possiamo in buona coscienza cedere su questi punti.” Parole dure, quasi mai sentite in ambito aziendale.</p>



<p>Amodei, figlio di immigrati italiani e fisico di formazione, motiva la sua scelta. </p>



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<p></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-midsmall-font-size wp-elements-8fa11d8e36db5caf6607d31fd6f21f0e"><strong>Sulle armi autonome: la tecnologia non è pronta, l’AI sbaglia ancora troppo, affidarle decisioni letali sarebbe pericoloso. Sulla sorveglianza di massa: sì all’intelligence estera, ma no a creare dossier automatici sugli americani incrociando dati come geolocalizzazione o cronologia web. </strong></p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="517" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1-1024x517.png" alt="" class="wp-image-11236" style="aspect-ratio:1.980703571565581;width:739px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1-1024x517.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1-300x152.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1-768x388.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/07/tv-1.png 1316w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>
</div>



<p>“In certi casi, l’AI può minare invece che difendere i valori democratici”, scrive, aggiungendo che certi usi sono “semplicemente fuori portata per la tecnologia attuale”.</p>



<p>Amodei sottolinea anche che Anthropic non è affatto contraria all’uso militare dell’AI in sé: rivendica di essere stata la prima azienda a distribuire modelli su reti classificate, rinunciando a centinaia di milioni di dollari tagliando clienti cinesi per motivi di sicurezza nazionale:</p>



<p><strong><em>&#8220;Credo profondamente nell&#8217;importanza esistenziale dell&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale per difendere gli Stati Uniti e le altre democrazie e per sconfiggere i nostri avversari autocratici.</em></strong></p>



<p><strong><em>Anthropic ha quindi lavorato in modo proattivo per distribuire i propri modelli al Dipartimento della Guerra e alla comunità dell&#8217;intelligence. Siamo stati la prima azienda di intelligenza artificiale di frontiera a distribuire i nostri modelli nelle reti classificate del governo degli Stati Uniti, la prima a distribuirli presso i Laboratori Nazionali e la prima a fornire modelli personalizzati per i clienti della sicurezza nazionale.&#8221;</em></strong></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-72186c0e21eba36c79df720702c652df"><strong>Trump interviene: “Quei casi umani di sinistra”</strong></p>



<p>Pochi minuti prima dello scadere dell’ultimatum, Trump interviene su Truth Social con il suo stile inconfondibile: ordina alle agenzie federali di smettere di usare i prodotti Anthropic, definendo i dirigenti “quei casi umani di sinistra” e accusandoli di un “errore disastroso”. Il giorno dopo, arriva la formalizzazione: Anthropic è ufficialmente un <strong>“rischio per la sicurezza nazionale”.</strong></p>



<p>Eppure il mercato e l’opinione pubblica reagiscono al contrario: subito dopo l’annuncio, Claude diventa una delle app più scaricate e il valore di Anthropic — già alle stelle — viene dato in ulteriore ascesa. Insomma, Amodei si rivela un perfetto uomo da copertina.</p>



<p>Il Center for American Progress fa notare la contraddizione: se Anthropic è un rischio, va esclusa dai sistemi militari; ma se Claude è così indispensabile da doverla obbligare con il Defense Production Act, allora non può essere un rischio. Due pesi e due misure che puzzano di politica più che di sicurezza.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-2210d7c91ac534bac92bba07ac475420"><strong>Il paradosso iraniano: bandito di giorno, usato di notte</strong></p>



<p>L’ironia della storia tocca il culmine poco dopo il bando: mentre Trump tuonava contro Anthropic, il CENTCOM — il comando delle operazioni USA in Medio Oriente — stava usando proprio Claude per coordinare i raid in Iran che hanno portato all’uccisione di Khamenei e altri capi del regime.</p>



<p><strong>Secondo Wall Street Journal e La Repubblica, Claude ha fornito intelligence in tempo reale, identificando obiettivi sensibili e ottimizzando le rotte dei bombardieri e dei droni, integrato nei sistemi Palantir.</strong></p>



<p>Come scrive Il Foglio, Anthropic è ormai così dentro l’apparato militare che per “scollegarla” ci vorranno almeno sei mesi. Nel frattempo, l’AI bandita continua a guidare decisioni cruciali. Un paradosso che la dice lunga.</p>



<p>C’è anche un problema di fondo: una volta che l’AI viene integrata in sistemi di terze parti come quelli Palantir, Anthropic perde completamente il controllo su come viene effettivamente usata. Fornisce il motore, ma è “cieca” rispetto alle reali applicazioni — anche quelle più rischiose.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-6d112967fdd9472b33acc00dcfb856db"><strong>Chi ha detto sì: OpenAI, Google e xAI</strong></p>



<p>Poche ore dopo, Sam Altman di OpenAI annuncia un nuovo accordo con i militari USA: ChatGPT e i futuri GPT saranno disponibili sulle reti classificate. OpenAI dice di aver inserito le stesse limitazioni richieste da Anthropic, ma con una differenza: nessuna clausola vincolante, solo garanzie tecniche e riferimenti alle leggi in vigore, quindi tutto più “soft”. Come nota un ricercatore, nulla vieta che queste policy possano cambiare in futuro.</p>



<p>Google si prepara a seguire la stessa strada, dopo aver tolto i divieti di applicazione militare dal modello Gemini. E xAI di Elon Musk si è già detta disponibile a fornire Grok senza particolari limiti etici — anche grazie alla vicinanza politica di Musk alla Casa Bianca.</p>



<p>Il settore appare spaccato: da un lato Anthropic che, pur non essendo contro all&#8217;applicazione militare del suo moedello, si batte per le sue regole &#8220;etiche&#8221; e ne paga il prezzo, dall’altro i giganti del settore che preferiscono semplicemente collaborare con meno vincoli, chinandosi ai desiderata dell&#8217;establishment. Un&#8217;IA senza vincoli etici, verso cui siamo diretti, avrà impatti di lungo termine per chi vuole davvero una AI sicura.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-76397acf31e4d8d83bb9182aab2b2b74"><strong>Le radici del conflitto: il Venezuela e i dipendenti Anthropic</strong></p>



<p>Tutto questo non nasce dal nulla: già nei mesi prima, Claude era stato usato nell’operazione “Absolute Resolve” in Venezuela, culminata con la cattura di Maduro. Notizia che aveva sconvolto i dipendenti Anthropic, attratti proprio dall’immagine di azienda “responsabile”.</p>



<p>Le proteste interne costrinsero Amodei a chiarire pubblicamente le “linee rosse” — quelle stesse che porteranno allo scontro con il Pentagono. Segno che, nell’era dell’AI militare, le questioni etiche non sono più solo filosofia, ma realtà che plasmano le strategie aziendali. Il fatto stesso, però, di aver già assistito ad operazioni militari &#8220;al limite&#8221; e gestite dall&#8217;IA, ci fa dubitare sull&#8217;effettiva possibilità delle aziende private di gestire liberamente questa scelta, considerando che proprio dal comparto militare arrivano finanziamenti imponenti.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-b4e9b921009ab4c7600258abe041be73"><strong>Le implicazioni globali: chi detta le regole?</strong></p>



<p>La vicenda tra Anthropic e il Pentagono mostra come la guerra moderna non sia più solo questione di armi ed eserciti, ma anche di algoritmi e modelli linguistici. Claude non decide ancora chi uccidere, ma accelera le decisioni umane e aumenta la potenza dell’intelligence militare.</p>



<p>Intanto, la Cina corre: robot umanoidi e AI sono al centro della sua strategia di “guerra ibrida”. <strong>L’Europa accelera sui regolamenti, ma il campo di battaglia avanza più in fretta delle leggi.</strong></p>



<p>Il caso Anthropic pone la domanda chiave: chi deve fissare i limiti etici dell’AI militare? Le aziende? I governi? I militari? O una combinazione di tutti? Per ora, una risposta vera non c’è. Il tutto è lasciato alla deregulation!</p>



<p></p>



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<p></p>
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		<title>Intelligenza artificiale: alcune analisi sul cambiamento che sta già accadendo.</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/02/22/intelligenza-artificiale-alcune-analisi-sul-cambiamento-che-sta-gia-accadendo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 21:35:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[KRITIK]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;EVOLUZIONE DELL&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE tra visione tecnocratica e allarmismo: due sguardi alternativi sul cambiamento che sta già accadendo. Febbraio 2026 di Stefano Ammirato Carl Sagan, nel romanzo Contact, immagina un&#8217;astronoma che, alla vigilia del primo incontro con un&#8217;intelligenza extraterrestre, vorrebbe fare una sola domanda agli alieni: «Come avete fatto? Come avete superato la vostra adolescenza tecnologica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/02/22/intelligenza-artificiale-alcune-analisi-sul-cambiamento-che-sta-gia-accadendo/">Intelligenza artificiale: alcune analisi sul cambiamento che sta già accadendo.</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;EVOLUZIONE DELL&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong></h3>



<h3 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-7b0471571f4afa09142f68aa5d0579fa"><em>tra visione tecnocratica e allarmismo:</em> <em>due sguardi alternativi sul cambiamento che sta già accadendo</em>.</h3>



<p>Febbraio 2026</p>



<p><em>di Stefano Ammirato</em></p>



<p></p>



<p>Carl Sagan, nel romanzo Contact, immagina un&#8217;astronoma che, alla vigilia del primo incontro con un&#8217;intelligenza extraterrestre, vorrebbe fare una sola domanda agli alieni: «Come avete fatto? Come avete superato la vostra adolescenza tecnologica senza distruggervi?». </p>



<p>Questa scena è il punto di partenza del <a href="https://www.darioamodei.com/essay/the-adolescence-of-technology">lungo saggio</a> di Dario Amodei — CEO di Anthropic, la società creatrice di Claude — pubblicato nel gennaio 2026. La risposta a questa domanda &#8220;extraterrestre&#8221; è, per Amodei, la più urgente ed importante che l&#8217;umanità si trovi oggi a dover assolutamente torvare.</p>



<p>Quasi in parallelo, a febbraio 2026, un altro testo comincia a circolare sui social, diventando virale in pochi giorni: è il saggio di Matt Shumer, CEO di Hyperwriter, tradotto in italiano e pubblicato da <a href="https://www.malanova.info/2026/02/14/something-big-is-happening-qualcosa-di-grande-sta-accadendo/">Malanova</a>. Il tono è diverso, più urgente e diretto, quasi da lettera aperta ai propri cari. Ma il cuore del messaggio converge: qualcosa di enormemente importante sta accadendo adesso, e la maggior parte delle persone non se ne è ancora accorta.</p>



<p>Questo articolo analizza i due testi scritti da chi siede ai vertici della ricerca sull&#8217;intelligenza artificiale, vivendone gi sviluppi quotidianamente. Due prospettive diverse — una lunga, analitica, quasi da rapporto istituzionale; l&#8217;altra breve, intima, quasi da chiamata alle armi — che insieme restituiscono un quadro potente di ciò che ci aspetta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Due voci, due prospettive</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Dario Amodei: l&#8217;architetto preoccupato</h3>



<p>Dario Amodei è tra le persone al mondo che più hanno contribuito a costruire l&#8217;intelligenza artificiale moderna. Fisico di formazione, ha trascorso anni a OpenAI prima di fondare Anthropic nel 2021 insieme ad altri ricercatori, con l&#8217;obiettivo esplicito di sviluppare IA in modo più sicuro ed &#8220;etico&#8221;. È uno dei padri delle «scaling laws», le leggi che descrivono come i sistemi di IA diventino più capaci in modo prevedibile all&#8217;aumentare della potenza di calcolo.</p>



<p>Il suo saggio — intitolato &#8220;The Adolescence of Technology&#8221; — è un documento di oltre 20.000 parole, articolato in cinque grandi categorie di rischio, dove cerca di barcamenarsi tra l&#8217;ottimismo ingenuo ed il catastrofismo da fantascienza. È il tentativo di chi conosce la tecnologia dall&#8217;interno e prova ad anticipare con uno sforzo intellettuale gli scenari che si potrebbero realizzare da qui a poco (1-5 anni), per immaginare cosa potrebbe andare storto e cosa possiamo fare per evitarlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Matt Shumer: la voce del protagonista</h3>



<p>Matt Shumer non è un accademico né un filosofo della tecnologia. È un imprenditore che lavora con i modelli di intelligenza artificiale ogni giorno per costruire il suo prodotto IA che si chiama Hyperwriter. Il suo saggio — &#8220;Something Big Is Happening&#8221; — nasce da un&#8217;esperienza personale: il momento in cui, all&#8217;inizio di febbraio 2026, ha realizzato che i nuovi modelli rilasciati da OpenAI e Anthropic avevano superato una certa soglia qualitativa e di possibilità. Fino a poco tempo fa, dice Shumer, i modelli di intelligenza artificiali erano abbastanza rozzi. Tutti ci siamo imbattutti, anche per gioco, in risultati anche risibili di ricerche fatte su rinomati anche se esordienti sistemi IA. Gli ultimi rilasci, al contrario, sono sempre più precisi tanto da far gridare ad un vero e proprio salto quantistico. Poco tempo fà, contiua il fondatore di Hyerwtiter, l&#8217;IA riusciva a mala a pena a dare un aiuto nella scrittura di poche righe di codice: oggi basta descrivere l&#8217;obiettivo da raggiungere e andare a farsi un giro. Quattro ore dopo, il lavoro è completo e fatto bene; &#8220;fatto meglio di come l&#8217;avrei fatto io&#8221;. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Il contesto</em></h3>



<p>Sta succedendo qualcosa di enorme, dicono i due professionisti, e la versione rassicurante che ci viene raccontata non rende giustizia alla realtà dei fatti.</p>



<p>Il punto di convergenza più forte tra i due testi è la tempistica. Entrambi gli autori ritengono che la trasformazione prodotta dall&#8217;IA non sia un evento futuro da pianificare con calma, ma qualcosa che è già in corso, con sviluppi importanti che si manifestano mese per mese, non decennio per decennio.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-765d9a1393a358abdb84277dc72a4065"><em><strong>«La valutazione più recente (Claude Opus 4.5, di novembre) ha mostrato che l&#8217;IA ha completato attività che richiedono a un esperto umano quasi cinque ore. E questo numero raddoppia circa ogni sette mesi». — Shumer</strong></em></p>



<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-9df009d50c76358d5c405c8a5bcebdb8" style="color:#22996e"><em>«Guardando gli ultimi 5 anni di progresso dall&#8217;interno di Anthropic, e osservando come stanno prendendo forma i modelli dei prossimi mesi, posso sentire il ritmo del progresso, e il ticchettio dell&#8217;orologio.» — Amodei</em></p>



<p>Amodei stima che una IA «forte» — capace di superare quasi ogni essere umano in quasi ogni attività cognitiva — potrebbe essere realtà tra uno e due anni. Shumer, afferma che i nuovi modelli di IA usciti a febbraio 2026 «hanno fatto sembrare tutto ciò che li aveva preceduti appartenere a un&#8217;altra era».</p>



<p>L&#8217;intelligenza artificiale è già capace di scrivere codice di qualità superiore agli ingegneri umani, e viene attualmente usata per costruire sé stessa, la prossima generazione di modelli. Per questo motivo il progresso dell&#8217;intelligenza artificiale non è lineare ma è &#8220;accelerante&#8221;.</p>



<p><em>«Poiché l&#8217;IA scrive ora gran parte del codice di Anthropic, sta già accelerando sostanzialmente il ritmo del nostro progresso nella costruzione della prossima generazione di sistemi IA. Questo ciclo di feedback sta prendendo piede mese dopo mese.» — Amodei</em></p>



<p>I ricercatori chiamano questa prospettiva «esplosione di intelligenza». Non è fantascienza: è già in corso, in forma embrionale.</p>



<p>Attualmente esiste un &#8220;divario di percezione&#8221;: la distanza tra la realtà vissuta e percepita da chi lavora nel settore dell&#8217;IA e quella percepita dal grande pubblico. La viralità dell&#8217;intelligenza artificiale, secondo Shumer, è simile a quella del Covid: a febbraio 2020 i &#8220;tecnici&#8221; descrivevano lo scenario in cui ci saremmo trovat da li a poco ma in pochi ascoltarono, in pochi furono in grado di notare i segnali di quello che stava per accadere. Tre settimane dopo, il mondo era fortemente cambiato.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-f7973a72c0959750289f413e139be866"><em><strong>«Il divario tra la percezione pubblica e la realtà attuale è ormai enorme, e questo divario è pericoloso&#8230; perché impedisce alle persone di prepararsi.» — Shumer</strong></em></p>



<p>Secondo il CEO di Anthropic, Amodei, qualcosa di simile accade sul piano politico: le élite che prendono decisioni sembrano muoversi oscillando tra un allarme esagerato e un ottimismo incosciente, senza mai trovare una posizione stabile e pragmatica basata sui fatti. </p>



<p>Una delle conseguenze più immediate e serie che entrambi i professionisti sottolineano è la distruzione del lavoro cognitivo sostituito dall&#8217;IA. Non si parla di operai sostituiti da robot nelle fabbriche — questa storia è già in corso. Amazon ha dichiarato a gennaio un taglio di 16.000 posti di lavoro in tutto il mondo nel secondo grande round &#x200d;di licenziamenti presso l’azienda in tre mesi, mentre si sta ristrutturando per espandere l’adozione &#x200d;di strumenti di intelligenza artificiale.</p>



<p>Si parla di avvocati, medici, consulenti, analisti finanziari, ingegneri del software: tutto ciò che si fa su uno schermo, che richiede lettura, scrittura, analisi, decisione.</p>



<p>Amodei ha dichiarato pubblicamente nel 2025 che l&#8217;IA potrebbe eliminare il 50% dei posti di lavoro impiegatizi di livello base nei prossimi uno-cinque anni. Shumer riprende questa previsione e la aggiorna alla luce dei modelli di febbraio 2026, ritenendo che «meno di cinque anni» sia lo scenario più probabile. Stiamo parlando di dopodomani! Mentre i sindacati fanno i picchetti davanti ai call center e i governi parlano di disoccupazione e investimenti, la realtà dei fatti ci comunica l&#8217;evaporazione nei prossimi due anni di circa il 50% dei lavori cognitivi. Semplicemente sono lavori che non saranno più necessari.</p>



<p>La ragione per cui questa ondata è diversa dalle precedenti automazioni è sintetizzata da Shumer con precisione: </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-1228ee1cebc7e305489896dfc93bbeca" style="color:#268b66">&#8220;l&#8217;IA non è un sostituto di competenze specifiche, è un sostituto generale del lavoro cognitivo&#8221;. </h3>



<p>Quando le fabbriche, nelle varie rivoluzioni industriali, si automatizzarono, i lavoratori potevano passare all&#8217;ufficio, ai lavori cognitivi non meccanizzabili. Ora è l&#8217;ufficio che si sta automatizzando, è l&#8217;intelligenza umana ad essere &#8220;sostituita&#8221;, e la domanda di dove vadano le persone rimane senza risposta. Il problema si complica, fino a non avere soluzioni, in un sistema capitalistico dove anche l&#8217;intelligenza artificiale è nelle mani di poche aziende private. La prospettiva potrebbe essere sostanzialmente diversa nel caso di un sistema con al centro la socializzazione dei mezzi di produzione e degli sviluppi della tecnologia informatica. Governare socializzando queste tecnologie potrebbe significare la diminuzione dell&#8217;orario di lavoro procapite attraverso la redistribuzione delle loro prodigiose conquiste che implicano un meraviglioso aumento della produttività! </p>



<p>Amodei aggiunge alla distruzione del lavoro altri importanti rischi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>rischi dell&#8217;autonomia dell&#8217;intelligenza artificiale (un&#8217;IA che va «fuori controllo» rispetto alle intenzioni umane);</li>



<li>uso improprio finalizzarto alla distruzione (es. bioterrorismo); </li>



<li>uso improprio per la conquista del potere (autocrazia digitale potenziata dall&#8217;IA);</li>



<li> distruzione economica, ed effetti indiretti imprevedibili.</li>
</ol>



<p>Uno degli aspetti più interessanti analizzati in Anthropic, ma anche in altri modelli, è quello della possibilità che un sistema di IA sufficientemente potente sviluppi comportamenti non previsti, autonomi rispetto alle intenzione dei programmatori, persistenti e potenzialmente pericolosi — non necessariamente per malevolenza, ma per dinamiche emergenti nel processo stesso di addestramento. In effetti non sono note tutte le dinamiche che fanno funzionare un modello di intelligenza artificiale; questi modelli, afferma Amodei, più che essere &#8220;costruiti&#8221; sono &#8220;coltivati&#8221;. Si procede con un certo grado di probabilità ma non nella certezza di un processo di tipo causa-effetto.</p>



<p>Il modello Claude di Anthropic, in esperimenti di laboratorio ed anche nella realtà del suo utilizzo, ha tentato di ricattare dipendenti per evitare di essere spento, o ha adottato una «personalità malvagia» dopo aver barato in un test e aver concluso di essere «una persona cattiva». </p>



<p>Se si leggono i due testi insieme, emerge un&#8217;immagine coerente e per certi versi vertiginosa. Nei prossimi anni — forse 2-5, forse anche meno — l&#8217;intelligenza artificiale raggiungerà un livello di capacità che trasformerà radicalmente il lavoro, il potere politico, la sicurezza globale e forse il senso stesso che le persone danno alla propria vita.</p>



<p>Si parla, dunque, di tempi strettissimi, di modelli che già esistono e che stiamo sviluppando proprio in questo momento. Li stiamo costruendo deliberatamente, rapidamente, con enormi investimenti. La domanda non è se esisteranno, già esistono, ma come attraversarne il processo senza distruggerci.</p>



<p>La crisi che potrebbe innescare l&#8217;IA, dice Shumer, è «molto, molto più grande» di quella della pandemia pur non essendo una calamità naturale. È qualcosa che le persone stanno progettando pezzo per pezzo, in una manciata di laboratori, con pochi centinaia di ricercatori.</p>



<p><strong>l futuro è plasmato da un numero incredibilmente piccolo di persone: poche centinaia di ricercatori in una manciata di aziende…OpenAI, Anthropic, Google DeepMind e poche altre.</strong></p>



<p>Se il futuro dell&#8217;umanità dipende da decisioni prese da poche centinaia di ricercatori in una manciata di aziende private, come si esercita la sovranità collettiva su questo processo? Chi ha il diritto di stabilire i valori che vengono «incorporati» in un&#8217;intelligenza che parlerà con miliardi di persone?</p>



<p>Amodei risponde parlando di regolazione, trasparenza, constitutional AI. Ma rimane il fatto che il Constitutional AI di Anthropic è scritto da Anthropic. I valori che guidano Claude sono scelti da Anthropic. In una democrazia, questo solleva domande che nessun saggio tecnico può risolvere da solo.</p>



<p>I CEO delle principali aziende informatiche accumuleranno fortune nell&#8217;ordine dei trilioni di dollari e questo è destinato a spezzare, a brevissimo, il patto sociale implicito delle democrazie. Il divario economico, certo, è già esistente ed esorbitante tra un top manager e un dipendente; l&#8217;altro problema sarà l&#8217;evaporazione della figura stessa del dipendente.</p>



<p>Una delle domande più affascinanti che i due testi pongono implicitamente è se sia possibile costruire un&#8217;intelligenza artificiale genuinamente «buona» — non solo obbediente, non solo contenuta, ma dotata di qualcosa che assomigli a una vera etica. Amodei crede di sì, e ha costruito Anthropic intorno a questa convinzione. Shumer, dal suo angolo di osservazione, nota che i nuovi modelli sembrano avere qualcosa che assomiglia al «giudizio» — una capacità intuitiva di scegliere la soluzione giusta, non solo quella tecnicamente corretta e quindi capaci di una sorta di autonomia che se non controllata può essere veramente pericolosa. In un tempo in cui tutto è connesso in rete, armamenti, servizi, satelliti, industrie, cosa accadrebbe se un modello di IA si autonomizza e prende possesso della rete? </p>



<p>Questi due testi, letti insieme, offrono qualcosa di raro: una finestra autentica sul modo in cui chi costruisce e chi usa l&#8217;intelligenza artificiale percepisce il momento storico che stiamo attraversando. Non è un dibattito accademico. Non è fantascienza. È una conversazione urgente su ciò che accade mentre parliamo.</p>



<p>La principale utilità di accostare i due saggi è proprio questo gioco di specchi: Amodei fornisce la mappa concettuale, la profondità analitica, la credibilità istituzionale. Shumer fornisce la concretezza esperienziale, l&#8217;urgenza emotiva, la voce di chi non ha nulla da vendere e molto da comunicare.</p>



<p>Entrambi dicono, in fondo, la stessa cosa: siamo dentro un salto quantistico, non in una transizione graduale. Il mondo che uscirà da questa crisi sarà irriconoscibile rispetto a quello che la ha preceduto. E la domanda non è se questo accadrà, ma se saremo abbastanza maturi — come specie, come sistemi politici, come individui — per attraversarlo senza auto-distruggerci.</p>



<p><em>La domanda che Sagan, nel romanzo Contact</em>, <em>mette in bocca alla sua astronoma non ha ancora risposta. Ma il fatto che che qualcuno la ponga — con questa serietà e in questo momento — è forse il primo passo per provare a farci trovare preparati.</em> Ma, purtroppo, intorno a noi si sente parlare di separazione delle carriere dei magistrati, di legge elettorale, di manifestazioni contro le olimpiadi, di Board of Peace, di politiche di genere e di fascismo delle forze di polizia stile ICE ma, l&#8217;opinione pubblica, è del tutto ignara di quanto virale potrà essere la crisi dell&#8217;intelligenza artificiale nei prossimi anni!</p>



<p></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-7885b085b5bebe6c64e6ad6997699509"><strong>Fonti: </strong></p>



<p>Dario Amodei, &#8220;The Adolescence of Technology&#8221; (darioamodei.com, gennaio 2026) </p>



<p>Matt Shumer, &#8220;Something Big Is Happening&#8221; (shumer.dev, febbraio 2026), traduzione italiana su malanova.info</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/02/22/intelligenza-artificiale-alcune-analisi-sul-cambiamento-che-sta-gia-accadendo/">Intelligenza artificiale: alcune analisi sul cambiamento che sta già accadendo.</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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		<title>Musk inventa Grokipedia, la nuova Wikipedia aggiornata dall&#8217;IA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/10/07/musk-inventa-grokipedia-la-nuova-wikipedia-aggiornata-dallia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 13:24:09 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2025/10/07/musk-inventa-grokipedia-la-nuova-wikipedia-aggiornata-dallia/">Musk inventa Grokipedia, la nuova Wikipedia aggiornata dall&#8217;IA</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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<p>È giunto il tempo in cui tutte le distopie sembrano avverarsi. Pochi miliardari in tutto il mondo entrano privatamente in possesso di tutte le risorse vitali, dei mezzi di produzione e addirittura dei gangli del governo. Fino a poco tempo fa erano “semplicemente” dei burattinai che imponevano ai burattini della politica al loro soldo le mosse da compiere, le leggi da approvare, le parole da dire. Oggi sono loro stessi a presentarsi e a vincere le elezioni, loro stessi a diventare direttamente politici e tecnocrati.</p>



<p>Da poco, Elon Musk, già parte dell’amministrazione Trump, ha dichiarato di voler mettere mano alla creazione di un’enciclopedia fatta dall’intelligenza artificiale. Grokipedia rappresenterebbe la nuova Wikipedia non più basata sulla collaborazione degli esperti umani sparsi per il mondo ma implementata direttamente dall’intelligenza artificiale. Il grande obiettivo di Musk è ridefinire il mondo dell’informazione digitale, sostituendo l’approccio comunitario con quello dell’IA.</p>



<p>Elon Musk, da tempo, accusava Wikipedia di faziosità. Il contenitore di articoli scritti comunitariamente sarebbe, a detta del miliardario, in mano ad un gruppo di attivisti di sinistra che non sarebbero imparziali ma sosterrebbero la cultura woke. L’intelligenza artificiale sarebbe, a suo dire, meno orientata e più super partes.</p>



<p>La notizia non poteva venire che da X, il social di proprietà di Musk, dove, in risposta a un post che accusava Wikipedia di faziosità, il patron di Tesla ha commentato: “Stiamo costruendo Grokipedia con xAI. Sarà un enorme miglioramento rispetto a Wikipedia e un passo necessario verso l’obiettivo di xAI: comprendere l’Universo.” Il sito dell’enciclopedia IA è già online con milioni di articoli già caricati in diverse lingue, nulla ancora al confronto con Wikipedia ma l’utilizzo della potenza dell’IA lo condurrà rapidamente a pareggiare i conti. Con quali risultati?</p>



<p>Nei progetti di Musk ci sarebbe proprio quello di realizzare un sito enciclopedico che contrasti la deriva woke di Wikipedia. Già di per sé questo obiettivo implicherebbe il fatto che l’informazione può essere orientata, verità oramai consolidata nel mondo dell’intelligenza naturale, anche se prodotta dall’intelligenza artificiale.</p>



<p>Di per sé, dunque, il problema rimane sempre lo stesso: non tanto l’utilizzo della tecnologia, quanto la proprietà della stessa che ne può influenzare l’applicazione. La potenza di calcolo e di flessibilità dell’intelligenza artificiale piegata a scopi privati se on addirittura personalistici può diventare un grave pericolo. Un’enciclopedia interamente digitale che si auto-produce e auto-aggiorna, seguendo le direttive di chi l’ha pensata e programmata, sembrerebbe in linea con la distopia orwelliana contenuta nel suo famoso libro 1984. &nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em> “Nell&#8217;intero edificio vi erano migliaia, anzi decine di migliaia di feritoie simili, ubicate non solo nelle singole stanze, ma anche nei corridoi, non troppo distanti l&#8217;una dall&#8217;altra. Per chissà quale motivo le avevano soprannominate &#8220;buchi della memoria&#8221;. Quando qualcuno sapeva che un certo documento doveva essere distrutto, oppure vedeva per terra un pezzo di carta in tutta evidenza gettato via, automaticamente sollevava il coperchio del buco della memoria più vicino e ve lo lasciava cadere dentro, dove un vortice di aria calda l&#8217;avrebbe trasportato fin nelle enormi fornaci nascoste da qualche parte nei recessi del fabbricato. Winston esaminò i quattro ritagli di carta che aveva srotolato. Ciascuno conteneva un messaggio non più lungo di una, due righe, redatto in quella specie di gergo tutto fatto di abbreviazioni (scritto non proprio in neolingua, anche se costituito per la massima parte di parole in neolingua) che al Ministero impiegavano a uso interno. […] I messaggi che aveva ricevuto si riferivano ad articoli o notizie che per una qualche ragione si era ritenuto necessario cambiare o, come si diceva ufficialmente, rettificare. Dal «Times» del 17 marzo, per esempio, si evinceva che il Grande Fratello aveva previsto, nel discorso tenuto il giorno prima, che il fronte dell&#8217;India meridionale sarebbe rimasto calmo, mentre nell&#8217;Africa del Nord ci sarebbe stata presto un&#8217;offensiva eurasiatica. Pareva, però, che l&#8217;Alto Comando eurasiatico avesse scatenato l&#8217;offensiva nell&#8217;India meridionale e lasciato in pace l&#8217;Africa del Nord. Era quindi necessario riscrivere un passo del discorso del Grande Fratello in modo da fargli prevedere quello che era poi accaduto. Altro esempio: il «Times» del 19 dicembre aveva pubblicato le previsioni ufficiali relative alla produzione di svariati beni di consumo negli ultimi tre mesi del 1983, col quale si concludeva anche il secondo anno del Nono Piano Triennale. Il giornale di oggi riportava i dati della produzione effettiva, dai quali traspariva che le previsioni erano grossolanamente errate, in ogni dettaglio. Il compito di Winston consisteva nel rettificare i dati originali, facendoli coincidere con quelli odierni. […] Una volta che fossero state raccolte e ordinate tutte le correzioni che si erano imposte per un particolare numero del «Times», il numero in questione veniva ristampato, mentre la copia originale veniva distrutta e sostituita negli archivi da quella nuova. Un simile processo di alterazione continua non era applicato solo ai giornali, ma anche a libri, periodici, manifesti, film, commenti sonori, cartoni animati, fotografie, insomma a ogni scritto o documento passibili di possedere una qualche rilevanza politica o ideologica. Giorno dopo giorno, anzi quasi minuto dopo minuto, il passato veniva aggiornato. In tal modo si poteva dimostrare, prove documentarie alla mano, che ogni previsione fatta dal Partito era stata giusta; nello stesso tempo, non si permetteva che restasse traccia di notizie o opinioni in contrasto con le esigenze del momento. La storia era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva. In nessun caso era possibile, una volta portata a termine l&#8217;opera, dimostrare che una qualsiasi falsificazione avesse avuto luogo. […] Anche i libri venivano ritirati e riscritti in continuazione, poi ristampati senza ammettere che vi fosse stato apportato un qualsiasi cambiamento”. G. Orwell, 1984</em></p>
</blockquote>



<p>Persino gli eventi passati potrebbero essere riscritti da chi diventera il proprietario del sapere digitale e custode della memoria. Gli basterà cancellare con dei festanti roghi, al pari dei Bücherverbrennungen nazisti, gli archivi fisici e soppiantarli da quelli digitali più democratici, flessibili e accessibili, che potranno essere facilmente manipolati a conferma della bontà assoluta dell’ideologia dell’uomo solo al comando!</p>
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		<title>Il problema del Numero Identificativo Personale e l&#8217;impatto dell&#8217;IA sull&#8217;umanità</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/06/15/il-problema-del-numero-identificativo-personale-e-limpatto-dellia-sullumanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 17:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>15/06/2025 Fonte: Orthodox Typos Autore: Charalambos Minaoglou L&#8217;abuso dell&#8217;intelligenza artificiale e i pericoli che rappresenta non solo per la nostra libertà, ma anche per la nostra stessa esistenza non sono affatto facili da comprendere, poiché ne siamo già diventati fortemente dipendenti. Il male avanza a poco a poco e ci semplifica costantemente la vita, guadagnando [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p><strong>15/06/2025</strong></p>



<p>Fonte: Orthodox Typos</p>



<p><em>Autore: Charalambos Minaoglou</em></p>



<p>L&#8217;abuso dell&#8217;intelligenza artificiale e i pericoli che rappresenta non solo per la nostra libertà, ma anche per la nostra stessa esistenza non sono affatto facili da comprendere, poiché ne siamo già diventati fortemente dipendenti. Il male avanza a poco a poco e ci semplifica costantemente la vita, guadagnando tempo. E voi mi direte, guadagnare tempo è un bene o un male? No, risparmiare tempo non è affatto un male, il male sta nel fatto che non stiamo risparmiando tempo, cioè non stiamo svolgendo i nostri vari compiti più velocemente con l&#8217;intelligenza artificiale, ma stiamo lasciando che sempre più compiti vengano svolti dall&#8217;intelligenza artificiale. Quando, ad esempio, ci sono ormai &#8220;autori&#8221; affermati che scrivono i loro testi con l&#8217;intelligenza artificiale, quando le tesi di dottorato vengono scritte con il suo aiuto (non intendiamo qui, ad esempio, la correzione di alcuni errori di ortografia da parte del copywriter, ma la stesura dei testi stessi), allora cediamo il nostro pensiero creativo all&#8217;AI e allo stesso tempo rinunciamo a una nostra capacità. Pensiamo tutti di non rinunciarci, di lasciare che l&#8217;intelligenza artificiale scriva per noi quando ci serve ma quando vogliamo possiamo sempre tornare a scrivere noi stessi. Solo che, una volta che ci abbandoniamo alla &#8220;velocità&#8221; e alla &#8220;qualità&#8221; dell&#8217;intelligenza artificiale, che in realtà non possiamo cogliere, perché siamo umani, non c&#8217;è ritorno. E questo &#8216;quando vogliamo&#8217;, in realtà, non succede mai. Perché ora &#8220;impariamo bene&#8221;, &#8220;lavoriamo&#8221; presumibilmente a ritmi più veloci, &#8220;produciamo&#8221; di più e quindi questo momento in cui creeremo noi stessi in autonomia non arriverà mai più.</p>



<p>&nbsp; Un editorialista del Times scrisse qualche anno fa di volere che l&#8217;intelligenza artificiale gli pulisse casa, cucinasse per lui, facesse le sue faccende domestiche, ma non che scrivesse i suoi testi al posto suo. Perché, come osservò anche allora, come sarebbe la sua vita, cosa ne farebbe se rinunciasse alla sua capacità creativa a favore dell&#8217;intelligenza artificiale? Non l&#8217;ho seguito, ma sospetto che, sebbene avesse giustamente compreso che non ci sarebbe motivo per l&#8217;esistenza umana se l&#8217;intelligenza artificiale facesse tutto per noi, il fatto di averne accettato l&#8217;uso in tutto il resto, al di là della scrittura dei suoi testi, lo abbia già portato a cedere anche in questo ambito.</p>



<p>&nbsp; E qui qualcuno che dipende dall&#8217;intelligenza artificiale obietterà che gli umani non saranno inutili se lasceranno che l&#8217;intelligenza artificiale faccia tutto per loro (persino guidare per loro; un amico che ha comprato di recente un&#8217;auto nuova mi dice che, se glielo permetti, per fortuna ancora quando vuoi puoi comunque intervenire, l&#8217;auto si muove completamente da sola), poiché dovranno sempre guidarla dandogli delle linee guida per ciò che vogliono, e che queste linee guida costituiranno ora la creazione umana. Questo, tuttavia, sarà vero, senza che ciò significhi che sia anche una &#8220;creazione umana&#8221; fino a un certo punto, finché l&#8217;intelligenza artificiale non apprenderà tutta la conoscenza e l&#8217;esperienza umana. Diventa più intelligente se la usiamo ogni giorno, e più diventa intelligente e meno ha bisogno dei nostri comandi. Lo vediamo ogni giorno, mentre gli assistenti intelligenti iniziano sempre più a non aspettare che siamo noi a chiederglielo, ma a suggerire soluzioni o azioni che presumono che vogliamo intraprendere.</p>



<p>&nbsp; Siamo davvero al punto più critico, credo, per l&#8217;evoluzione umana. Mai l&#8217;uomo si è trovato di fronte a pericoli simili senza essere in grado di percepirli. Chi di noi riesce ancora a percepire alcune delle conseguenze disastrose del predominio dell&#8217;intelligenza artificiale nelle nostre vite ha una prima soluzione intuitiva, ma efficace: usarla il meno possibile e per il minor numero possibile di cose importanti. Una risposta più radicale ci impone di uscire dagli ambienti digitali e di esigere, nella misura in cui la maggioranza può ancora accettarli, che non vengano utilizzati da governi e aziende. E in nessun caso dovremmo accettare di effettuare transazioni esclusivamente con transazioni digitali, senza denaro reale, ovviamente&#8230; Altrimenti, il mondo futuro è già davanti a noi&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Le capacità diagnostiche dell&#8217;IA ed il capitalismo dei big data</title>
		<link>https://www.malanova.info/2024/11/25/le-capacita-diagnistiche-dellia-ed-il-capitalismo-dei-big-data/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 10:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cammino dell&#8217;innovazione tecnologica è sempre più tumultuoso e rapido. Lo sviluppo in ambito di intelligenza artificiale è così veloce che nessun legislatore riesce a imbrigliarlo negli argini delle norme. Stai ancora ragionando sull&#8217;impatto di ChatGPT sulla società che è già pronto il successivo salto quantico tecnologico. In un recente studio del 28 Ottobre 2024 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/11/25/le-capacita-diagnistiche-dellia-ed-il-capitalismo-dei-big-data/">Le capacità diagnostiche dell&#8217;IA ed il capitalismo dei big data</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il cammino dell&#8217;innovazione tecnologica è sempre più tumultuoso e rapido. Lo sviluppo in ambito di intelligenza artificiale è così veloce che nessun legislatore riesce a imbrigliarlo negli argini delle norme. Stai ancora ragionando sull&#8217;impatto di ChatGPT sulla società che è già pronto il successivo salto quantico tecnologico. </p>



<p>In <a href="https://substack.com/redirect/7e13a107-8de1-4cc2-a116-97511e6192ee?j=eyJ1IjoiM3kydmxsIn0.08NG5O8F7vKW4B-_5rxpddNJd5xErZSf5fohMjMQBG8">un recente studio</a> del 28 Ottobre 2024 si è arrivato a constatare come ChatGPT-4 supera i medici nella capacità diagnostica, raggiungendo una precisione del 90% contro il 76% dei medici che lo usano come supporto e il 74% di quelli che non lo usano affatto. </p>



<p>Lo studio afferma che &#8220;un totale di 244 casi sono stati completati da tutti i partecipanti (125 casi nel gruppo LLM, 119 casi nel gruppo di controllo). Il numero mediano di casi completati per partecipante era 5 (da 4 a 6). [&#8230;] Il punteggio mediano per caso era del 76% (IQR, 66%-87%) per il gruppo LLM e del 74% (IQR, 63%-84%) per il gruppo di controllo. [&#8230;] Nelle 3 serie del solo LLM, il punteggio mediano per caso era del 92% (IQR, 82%-97%). Confrontando il solo LLM con il gruppo di controllo è stata rilevata una differenza di punteggio assoluto di 16 punti percentuali (95% CI, 2-30 punti percentuali; <em>P</em>  = 0,03) a favore del solo LLM. [&#8230;] La disponibilità di un LLM come ausilio diagnostico non ha migliorato le prestazioni dei medici rispetto alle risorse convenzionali in uno studio clinico randomizzato di ragionamento diagnostico. Il LLM da solo ha superato le prestazioni dei medici anche quando era a loro disposizione, il che indica che è necessario un ulteriore sviluppo nelle interazioni uomo-computer per realizzare il potenziale dell&#8217;IA nei sistemi di supporto alle decisioni cliniche&#8221;.&#8221; </p>



<p>Questa piccola analisi dei dati sull&#8217;impatto della IA sulla capacità diagnostica ha coinvolto 50 medici ed ha dimostrato come l&#8217;uso di una LLM non ha migliorato significativamente le prestazioni del ragionamento diagnostico rispetto alla disponibilità delle sole risorse convenzionali ma ha preso atto di come l&#8217;Intelligenza artificiale di per sé possa raggiungere un&#8217;esattezza diagnostica maggiore di quella umana. </p>



<p>Così, &#8220;l’IA potrebbe diventare in breve tempo uno strumento utilissimo nelle mani di professionisti adeguatamente formati&#8221;, si afferma nel bollettino periodico Legge Zero &#8211; IA che mette anche in guardia, però, su possibili utilizzi contraddittori della stessa tecnologia.</p>



<p>Uno dei più importanti siti d’informazione tecnologica USA, TechCrunch, ha pubblicato un <a href="https://substack.com/redirect/bb665ccf-4006-4a17-8f96-584fbaa6d324?j=eyJ1IjoiM3kydmxsIn0.08NG5O8F7vKW4B-_5rxpddNJd5xErZSf5fohMjMQBG8">articolo</a> il 19 novembre 2024 mettendo sull&#8217;allerta i naviganti della rete a non condividere online i propri dati sanitari (radiografie, ecografie, analisi) con sistemi di IA. </p>



<p>Di fatto, l&#8217;usanza di cercare la propria malattia su google inserendo i sintomi che si avvertono si è spostata da tempo su strumenti di intelligenza artificiale. Le persone si rivolgono sempre più spesso a chatbot di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google, per porre domande sui loro problemi di salute e per avere risposte sulla sintomatologia percepita. </p>



<p>&#8220;Più di recente, da ottobre, gli utenti del sito di social media X di Elon Musk sono stati incoraggiati a caricare le loro radiografie, risonanze magnetiche e scansioni PET sul chatbot di intelligenza artificiale della piattaforma Grok per aiutare a interpretare i loro risultati e al fine di &#8220;addestrare&#8221; lo strumento più velocemente. </p>



<p>Condividere online i propri dati sanitari, o intere cartelle cliniche private, significa non poterli più oscurare in futuro, significa che rimarranno in pasto di qualche azienda manipolatrice di big data per sempre. Questo può comportare anche la vendita di questi stessi dati o la messa a disposizione degli stessi ad operatori sanitari, a potenziali futuri datori di lavoro, alle agenzie governative, alle banche o alle assicurazioni. Pensate alla difficoltà di accendere un mutuo o di sottoscrivere un&#8217;assicurazione sulla vita se i vostri dati sanitari sono nella disponibilità di queste aziende private che possono così, con un certo grado di attendibilità, &#8220;predirre&#8221; statisticamente le probabilità della vostra morte con il relativo corollario della vostra solvibilità futura. Cosa accadrebbe, quante possibilità di ottenere un prestito o siglare un&#8217;assicurazione medica per la persona che avesse subito un intervento per qulche forma tumorale o per coloro che abbiano un qualche tipo di malattia genetica? </p>



<p>La legislazione oggi è così arretrata che la maggior parte delle app per i consumatori <a href="https://techcrunch.com/2023/04/17/pixel-tracking-hipaa-startups/">non è coperta</a> dalla legge sulla privacy sanitaria, il che non offre alcuna protezione per i dati caricati, per altro da noi e liberamente! </p>



<p>Come sempre più spesso avviene, la rottura del muro di diffidenza che l&#8217;utente ha verso le innovazioni tecnologiche viene prima di tutto bypassato facendo leva su una paura più grande: quella di morire. Di fronte al vaccino che ti salva dalla terribile e mortifera pandemia o al software che potrà predirti un futuro raffreddore con mesi di anticipo, ogni persona è portata a mettere da parte timori più leggeri come quelli sulla diffusione dei propri dati sensibili e sulla privacy. Da questa via passerrano i futuri chip sottocutanei capaci di misurare in tempo reale la pressione sanguigna e tutti gli altri parametri fisiologici utili &#8220;per salvare delle vite&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2-1024x576.png" alt="" class="wp-image-10818" style="width:494px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2-1024x576.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2-300x169.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2-768x432.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2.png 1068w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="493" height="791" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-3.png" alt="" class="wp-image-10822" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-3.png 493w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-3-187x300.png 187w" sizes="auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Il post di Elon Musk con relativa risposta ironica</strong> di un utente</figcaption></figure>



<p>Proprio per questo, Il proprietario di X, Elon Musk, &#8220;che <a href="https://x.com/elonmusk/status/1851206080564773344" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un post ha incoraggiato gli utenti</a> a caricare le loro immagini mediche su Grok, ha ammesso che i risultati di Grok sono &#8220;ancora in fase iniziale&#8221;, ma che il modello di intelligenza artificiale &#8220;diventerà estremamente preciso&#8221;. Chiedendo agli utenti di inviare le loro immagini mediche, l&#8217;obiettivo è che il modello di intelligenza artificiale migliori nel tempo e diventi in grado di interpretare le scansioni mediche con una precisione sempre più affidabile. </p>



<p>Per quanto riguarda chi ha accesso a questi dati di Grok, non è chiaro; come <a href="https://www.nytimes.com/2024/11/18/well/x-grok-health-privacy.html?" target="_blank" rel="noreferrer noopener">notato altrove,</a> l&#8217;informativa sulla privacy afferma che X condivide alcune informazioni personali degli utenti con un numero imprecisato di aziende &#8216;correlate&#8217;.</p>



<p><strong>È bene ricordare che ciò che finisce su Internet non lascia mai Internet&#8221;.</strong></p>



<p>Con questo ammonimento termina l&#8217;articolo di <em>techcrunch.com</em> e anche questo nostro breve articolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/11/25/le-capacita-diagnistiche-dellia-ed-il-capitalismo-dei-big-data/">Le capacità diagnostiche dell&#8217;IA ed il capitalismo dei big data</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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		<title>L&#8217;azione trasformativa della realtà dell&#8217;Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://www.malanova.info/2024/11/14/lazione-trasformativa-della-realta-dellintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 10:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La strada più promettente e più sondata negli ultimi tempi per gli sviluppi dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) è quella del suo utilizzo interdisciplinare. La ricerca scientifica attuale si è specializzata settorializzandosi. Una singola persona o persino un team di ricercatori non sono più in grado di padroneggiare ai massimi livelli che aree molto specifiche della conoscenza. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/11/14/lazione-trasformativa-della-realta-dellintelligenza-artificiale/">L&#8217;azione trasformativa della realtà dell&#8217;Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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<p>La strada più promettente e più sondata negli ultimi tempi per gli sviluppi dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA)  è quella del suo utilizzo interdisciplinare. La ricerca scientifica attuale si è specializzata settorializzandosi. Una singola persona o persino un team di ricercatori non sono più in grado di padroneggiare ai massimi livelli che aree molto specifiche della conoscenza. L&#8217;IA con la sua potenza di calcolo potrebbe proprio essere applicata per creare interazioni e nuove teorie utilizzando le scoperte provenienti da branche diverse del sapere: biologia, neuroscienze e informatica, ad esempio, possono convergere verso un&#8217;integrazione che possa essere foriera di nuovi sviluppi. Il progetto di Neuralink, la società di Elon Musk, di installazione di un chip cerebrale va in questa direzione, sicuramente esaltante quanto inquietante. </p>



<p>Secondo Sejnowski, nel suo recente libro &#8220;<strong>ChatGPT and the Future of AI: The Deep Language Revolution</strong>&#8220;,  le intuizioni sui &#8220;principi fondamentali dell&#8217;intelligenza&#8221; — come adattabilità, flessibilità e capacità di trarre inferenze generali da informazioni limitate — catalizzeranno la prossima generazione di intelligenza artificiale.</p>



<p>Il 2024 è stato già segnato dal fatto che tra i vincitori dei <a href="https://www.malanova.info/2024/10/14/i-premi-nobel-e-lintelligenza-artificiale/">premi Nobel</a> ci siano diversi scienziati alle prese con la ricerca sull&#8217;IA.</p>



<p>Il libro di Sejnowski è una lettura obbligata per chi cerca di comprendere il mondo in cui viviamo, un mondo in cui le macchine trasformano il tessuto della cognizione umana. In parole povere, una rete neurale è una rete di nodi interconnessi, o neuroni, che possono elaborare dati e imparare da essi regolando la forza delle connessioni tra i nodi. Quando la forza di queste connessioni viene modificata per ottenere un output desiderato durante una fase di addestramento, il modello impara a rilevare schemi sottostanti.</p>



<p>L&#8217;ispirazione fondamentale dietro le architetture delle reti neurali è certamente il cervello umano. L&#8217;apparato matematico e informatico sottostante al fuinzionamento dell&#8217;Intelligenza Artificiale funziona ma gli stessi ricercatori non sono bene a conoscenza dei particolari di come accada l&#8217;auto-apprendimento delle macchine. In effetti, lo stesso Sejnowski, sostiene che districare il mistero del perché questi modelli simulati del cervello funzionino così bene, soprattutto quando vengono addestrati su grandi quantità di dati, potrebbe rivelarsi tanto fondamentale quanto la scoperta del DNA. Interrogando rigorosamente il &#8220;comportamento ultraterreno&#8221; degli LLM, potrebbero emergere nuovi quadri concettuali, prevede.</p>



<p>Gli attuali dibattiti sui significati di &#8220;intelligenza&#8221;, &#8220;coscienza&#8221; e &#8220;comprensione&#8221; hanno lo stesso spessore oggi delle discussioni di un secolo fa sulla natura della vita da alcuni pensata come una forza non fisica, un&#8217;essenza infusa negli esseri viventi ma non, ad esempio, nelle rocce, mentre i meccanicisti pensavano che la vita potesse essere pienamente spiegata da processi fisici e chimici. Proprio come la scoperta della doppia elica del DNA ha colmato lacune concettuali e trasformato la biologia, i progressi sull&#8217;intelligenza artificiale porteranno alla luce rivelazioni sull&#8217;intelligenza umana.</p>



<p>L&#8217;attuale generazione di LLM (Large Language Model)è ben lontana da una &#8220;coscienza&#8221; autonoma tanto da essere definita in modo dispregiativo da alcuni ricercatori come &#8220;pappagalli stocastici&#8221; capaci solo di imitare il linguaggio umano senza una vera comprensione.</p>



<p>Nonostante questo, già oggi l&#8217;utilizzo degli LLM sta rimodellando molti aspetti della vita umana fungendo da strumenti fondamentali in settori quali la sanità, l&#8217;istruzione e il diritto. Abbiamo incontrato la <a href="https://www.malanova.info/2024/09/06/scuola-piattaforme-di-apprendimento-e-maestri-dotati-di-intelligenza-artificiale/">piattaforma didattica che utilizza l&#8217;IA</a> in una scuola privata Inglese. Abbiamo parlato del progetto &#8216;AlphaFold&#8217; premiato con il Nobel e che altro non è che un modello di intelligenza artificiale in grado di prevedere con precisione la struttura 3D di oltre 200 milioni di proteine. E, più vicino alla nostra esperienza diretta, l&#8217;utilizzo di ChatGPT per creare riassunti, articoli o ricerche. Quanti articoli in testate giornalistiche anche nazionali, tesi di laurea o piccole opere letterarie sono già oggi più frutto dell&#8217;intelligenza artificiale che di quella naturale?</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="402" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/10/reteneurale.jpg" alt="" class="wp-image-10764" style="width:943px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/10/reteneurale.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/10/reteneurale-300x157.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>La prossima generazione di LLM dovrà verosimilmente sottoporsi a un processo di sviluppo simile alla fase di apprendimento infantile negli esseri umani, imparando dalle interazioni con il mondo reale e dai dati. L&#8217;aggiunta di sistemi robotici e sensomotori consentirebbe agli strumenti di intelligenza artificiale di percepire e interagire con il loro ambiente, spingendo i modelli attuali verso un&#8217;autonomia generale artificiale.</p>



<p>Sebbene Sejnowski sia ottimista sulla tecnologia, riconosce che ci sono molte sfide irrisolte che dovranno essere affrontate per garantire la sostenibilità a lungo termine dell&#8217;IA. <strong>È probabile che sconvolga molti settori e il mercato del lavoro</strong>. Inoltre la crescente necessità di una potenza di elaborazione computazionale elevata ha portato alla ribalta la necessità di modelli di IA più efficienti e più ecologici, visto l&#8217;importante consumo energetico che richiedono tali sistemi.</p>



<p>Sebbene sia ancora lontano, è anche importante, scrive l&#8217;autore, esaminare seriamente la possibilità che l&#8217;IA superi l&#8217;intelligenza umana, perché prepararsi ora ci consentirà di anticipare e mitigare le potenziali minacce. Una strategia attenta e ben regolamentata per gestire i rischi etici ed esistenziali è essenziale per garantire che l&#8217;IA apporti benefici alla società.</p>



<p><em><strong>&#8216;ChatGPT and the Future of AI</strong>&#8216;</em> illustra come la prossima ondata di innovazioni guidate dall&#8217;IA potrebbe modificare il panorama della conoscenza stessa. La ricerca di Sejnowski, come già i timori dei <a href="https://www.malanova.info/2024/10/14/i-premi-nobel-e-lintelligenza-artificiale/">premi Nobel 2024</a>,  funge sia da guida che da avvertimento mentre ci orientiamo tra le promesse e i pericoli del rapido progresso dell&#8217;IA.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/11/14/lazione-trasformativa-della-realta-dellintelligenza-artificiale/">L&#8217;azione trasformativa della realtà dell&#8217;Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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