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	<title>FRIDAYS FOR FUTURE Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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	<title>FRIDAYS FOR FUTURE Archivi | MALANOVA</title>
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	<item>
		<title>CARO ANTONINO, NON DEVE STARTI SIMPATICA GRETA, NON DEVI FIDARTI DI LEI. FIDATI DELL’IPCC</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/10/03/caro-antonino-non-deve-starti-simpatica-greta-non-devi-fidarti-di-lei-fidati-dellipcc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 06:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[CRISI CLIMATICA]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Antonino, mi permetto di darti del tu. Spero non ti dispiaccia, ma forse da “collega” fisico e divulgatore posso permettermelo. Ho letto il tuo commento su&#160;Greta Thunberg e sui presunti limiti dei modelli climatici, pubblicato ieri da un quotidiano di cui preferisco non fare il nome. Devo dirtelo: le tue affermazioni sono infarcite di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/10/03/caro-antonino-non-deve-starti-simpatica-greta-non-devi-fidarti-di-lei-fidati-dellipcc/">CARO ANTONINO, NON DEVE STARTI SIMPATICA GRETA, NON DEVI FIDARTI DI LEI. FIDATI DELL’IPCC</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Caro Antonino, mi permetto di darti del tu. Spero non ti dispiaccia, ma forse da “collega” fisico e divulgatore posso permettermelo. Ho letto il tuo commento su&nbsp;Greta Thunberg e sui presunti limiti dei modelli climatici, pubblicato ieri da un quotidiano di cui preferisco non fare il nome. Devo dirtelo: le tue affermazioni sono infarcite di errori scientifici, alcuni davvero gravi.</p>



<p>È difficile trovare un filo logico nel tuo pur breve elaborato, ma il punto che sembra premerti di più è questo: «[&#8230;] il clima rimane quello che è», scrivi, «una cosa della quale si parla tanto, senza usare il rigore logico di un modello matematico e senza essere riusciti a ottenere la prova sperimentale che ne stabilisce il legame con la realtà». Antonino, ascolta qua: a oggi abbiamo 61 modelli climatici basati su equazioni matematiche. SESSANTUNO. Tengono conto di orografia, dinamica dell’atmosfera, attività solare, copertura nuvolosa, ghiacci, piogge, correnti oceaniche, cicli biogeochimici, attività vulcanica, aerosol, gas serra, vegetazione, chimica dell’atmosfera e sicuramente sto dimenticando qualcos&#8217;altro. L’IPCC, il panel sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, scrive: «Continua a esserci un’altissima sicurezza sul fatto che che i modelli riproducono il comportamento delle temperature medie superficiali su larga scala, con una correlazione del 99%». Quindi sì Antonino, il modello c’è e il suo «legame con la realtà» è dimostrato.</p>



<p>Ma la chicca vera la tieni per la fine. «Il riscaldamento globale [&#8230;] dipende dal motore meteorologico dominato dalla potenza del Sole. Le attività umane incidono al livello del 5%: il 95% dipende invece da fenomeni naturali legati al Sole». Questa è un’affermazione IRRICEVIBILE da un uomo di scienza. Ecco la percentuale corretta, anche questa dritta dall’IPCC: l’uomo è la causa del global warming con un livello di confidenza di ALMENO il 95%. Come lo sappiamo? Dai modelli che ti piacciono tanto. Modelli le cui previsioni riescono ad accordarsi con i dati osservati SOLO SE tengono conto delle emissioni antropiche di gas serra. E anche dai satelliti: la radiazione infrarossa di ritorno (=calore) è sempre più alta proprio a causa della maggiore CO2 presente. Il Sole contribuisce meno del 10% al riscaldamento globale osservato.</p>



<p>Ora, Antonino, una preghiera. Sei una figura pubblica, hai visibilità. La gente ti ascolta. Non deve starti simpatica Greta, non devi fidarti di lei. Fidati dell’IPCC. È gente che sa risolvere le equazioni differenziali. Leggi il loro ultimo report. Va bene anche l’infografica con le figure colorate e i numeri scritti in grande. Ma prima di parlare di qualcosa che probabilmente non conosci, pensa alla responsabilità che hai nei confronti di chi ti legge. In che mondo vivranno i loro nipoti, se sul riscaldamento globale ti sbagli? Perché te lo dico, Antonino, da “collega” fisico e divulgatore: sul riscaldamento globale ti sbagli totalmente.</p>



<p><a href="https://www.facebook.com/dafluturo?__tn__=KH-R&amp;eid=ARArvzlT-Sxa913dIFl_8lTPaXXuj02ZP-4ABPE1FMrK7HxIa_MEk7va-oVfp_YBaNX6IC5vPWgqee1H&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARDg9MaVjvPSA68NEA92MQIGnWukU7fNUrM66UQBTleaVy1gj8kfkqiOPcAaJUTrqfiu6Urh-jJRe2MgO2RTrbF25dmxL3gZWTT3SMTZ3lZHjkLF-1VhFwEk-9R8K0_TxoJLzQErXLnqEB-F-aMXcsEY9Fsystt5LDHMCbJRpU-0QXx4A86b-E4dS5nWGfP9X3RSp4gWh9HOexqAp61tZEizrVdoNQqaMeFw6p9uvn7kLAhrXbxMFWOYr2CVwouhrXuTdIX2KPcGHMtJhbW2Btfzt9-y-LLF-PMYfxcrHASfBsqtkevXXFky43zX1T1vjo_xJp-BvbW5PLaqRrEiuv9EN7O90PyfOcI1XYS4bSnUNzLi1cGhb6zs">Filippo Bonaventura</a></p>
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		<item>
		<title>GERMANIA. 8000 PERSONE HANNO MANIFESTATO PER LE STRADE DI BOCHUM PER UNA MAGGIORE PROTEZIONE DEL CLIMA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/09/29/germania-8000-persone-hanno-manifestato-per-le-strade-di-bochum-per-una-maggiore-protezione-del-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 19:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni militanti calabresi hanno avuto la possibilità di seguire da vicino le iniziative e i cortei che nella scorsa settimana hanno letteralmente invaso le piazze e le strade della Ruhr in Germania. Quello che segue è un breve report direttamente da Bochum. Ven. 20 settembre 2019. Fridays for Future Reno e Ruhr &#8211; In questa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Alcuni militanti calabresi hanno avuto la possibilità di seguire da vicino le iniziative e i cortei che nella scorsa settimana hanno letteralmente invaso le piazze e le strade della Ruhr in Germania. Quello che segue è un breve report direttamente da Bochum</em></strong>.</p>



<p><strong>Ven. 20 settembre 2019. Fridays for Future Reno e Ruhr</strong> &#8211; In questa occasione sono state superate tutte le aspettative nella regione della Ruhr, infatti decine di migliaia di manifestanti sono scesi in strada. Questa volta non solo l&#8217;alleanza sostenuta dagli studenti, ma anche chiese, sindacati e organizzazioni ambientaliste. </p>



<p>E&#8217; stata la più grande manifestazione
di protesta organizzata dagli studenti di Bochum (secondo le stime della
polizia, circa 8000 persone erano in strada).</p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="619" height="464" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/ed005640-dbaf-11e9-a305-ebcc39643418.jpg" alt="" class="wp-image-5504" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/ed005640-dbaf-11e9-a305-ebcc39643418.jpg 619w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/ed005640-dbaf-11e9-a305-ebcc39643418-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 619px) 100vw, 619px" /></figure>



<p>Il giovane movimento di Bochum del
&#8220;Fridays for Future&#8221; ha mobilitato diverse migliaia di persone per &nbsp;il &#8220;Klimastreik&#8221; [Sciopero del
clima] del venerdì e la cosa più sorprendente è stata quella di vedere per
strada non solo studenti e loro coetanei. Quattro generazioni si sono riunite
nel luogo di ritrovo, la piazza Dr. Ruer.</p>



<p>&#8220;Siamo qui! Siamo forti. Perché
ci rubate il futuro&#8221; (uno dei motti dell&#8217;intero movimento nazionale) cantavano
i partecipanti mentre si spostavano in corteo nel centro città e c’erano così
tante persone che è servita mezz&#8217;ora prima che la piazza si svuotasse.</p>



<ul class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" width="1024" height="768" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_123528-1024x768.jpg" alt="" data-id="5505" data-link="http://www.malanova.info/?attachment_id=5505" class="wp-image-5505" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_123528-1024x768.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_123528-300x225.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_123528-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>sdr</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" width="1024" height="768" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_124338-1024x768.jpg" alt="" data-id="5506" data-link="http://www.malanova.info/?attachment_id=5506" class="wp-image-5506" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_124338-1024x768.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_124338-300x225.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_124338-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>dig</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_130129-1024x768.jpg" alt="" data-id="5507" data-link="http://www.malanova.info/?attachment_id=5507" class="wp-image-5507" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_130129-1024x768.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_130129-300x225.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190920_130129-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>sdr</figcaption></figure></li></ul>



<p>Una moltitudine variegata ed
eterogenea, composta da studenti, uomini d&#8217;affari, banchieri, insegnanti,
avvocati, famiglie intere (da nonni a nipoti), si è radunata per dimostrare con
forza all’opinione pubblica che l’emergenza climatica della Terra è il più
grande pericolo che si stia correndo. </p>



<p>L’atteggiamento delle scuole nei
confronti della manifestazione è stato tutt’altro che omogeneo. 600 studenti
dell&#8217;Alice Salomon Vocational College hanno partecipato alla manifestazione con
il permesso della direzione scolastica, alcune scuole hanno preso nota della
mancanza degli studenti alle lezioni per la loro presenza al corteo, mentre per
altre è diventato addirittura un evento formativo obbligatorio. A tal punto che
un ragazzo ha dichiarato «<em>Io sono qui
volentieri, ma che gli alunni debbano partecipare obbligatoriamente ad una
manifestazione, offende la libertà di espressione. Una cosa del genere
indebolisce comunque solo il movimento</em>».</p>



<p>Su alcuni cartelli &nbsp;si leggeva: “Omas gegen rechts [Nonne contro le
destre] Tutto per il clima 20.09.2019&#8243;, &#8220;Nonna, cos&#8217;è un pupazzo di
neve?&#8221; oppure &#8220;Per il futuro dei nostri nipoti: nonne per il
futuro&#8221;.</p>



<p>Una portavoce sedicenne della FFF Bochum ha dichiarato «[…] <em>Siamo qui per scioperare insieme a tutte le altre generazioni. Solo insieme siamo forti</em>. <em>Così che i bambini fra 20 anni sappiano ancora cos&#8217;è un&#8217;ape o una farfalla</em>».</p>



<p><strong>DI SEGUITO LE RIVENDICAZIONI DI FRIDAYS FOR FUTURE BOCHUM </strong></p>



<p>Ieri (11.07.2019 ndr) abbiamo portato le nostre richieste alla riunione del consiglio comunale di Bochum. L&#8217;emergenza climatica è stata dichiarata. È ora di agire, perché abbiamo distolto lo sguardo troppo a lungo e non abbiamo fatto nulla.</p>



<p><strong>EMERGENZA CLIMATICA A BOCHUM</strong></p>



<p>Per rispettare gli obiettivi dell&#8217;accordo di Parigi, limitazione del riscaldamento terrestre a 1,5 ° C, la Germania ha la responsabilità di diventare gas serra-neutrale entro il 2035 al più tardi. Anche la città di Bochum deve dare il suo contributo.<br> Per quanto riguarda l&#8217;emergenza climatica, noi, l&#8217;Orga-Team di Fridays For Future Bochum, anche in considerazione della posizione nazionale, abbiamo sviluppato le seguenti richieste di base.<br> <br> La città di Bochum dovrebbe:</p>



<p> <strong>nel campo dell&#8217;energia</strong>&#8230;<br> &#8230; vendere immediatamente le azioni e gli interessi di RWE e STEAG;<br> &#8230; attuare un concetto di riscaldamento rigenerativo;<br> <strong>nel campo della mobilità</strong>&#8230;<br> &#8230; puntare alla gratuità dei trasporti pubblici a lungo termine e ridurre notevolmente i prezzi a breve termine. Inoltre, il trasporto pubblico deve essere ampliato e reso disponibile come alternativa allettante per tutte le zone della città;<br> &#8230; promuovere ed espandere i concetti di bike-sharing e includervi bici da carico;<br> &#8230; concentrarsi sulle opzioni di trasporto a zero emissioni di CO2 nei concetti di trasporto (per questo, ad esempio, espandere l&#8217;infrastruttura ciclabile);<br> <strong>nel campo dell&#8217;inverdimento e del microclima</strong>&#8230;<br> &#8230; non urbanizzare grandi aree e, quando urbanizzate, garantire l’infiltrazione;<br> &#8230; preservare, pretendere ed espandere le aree verdi e l&#8217;inverdimento di tetti/facciate;<br> &#8230; creare, promuovere e prevenire la morte di superfici acquatiche per inquinamento;<br> &#8230; promuovere il giardinaggio urbano e attuare concetti per la protezione delle api selvatiche con, ad esempio, strisce di fiori;<br> <strong>nel campo del consumo e della nutrizione&#8230;<br> </strong>&#8230; incoraggiare i negozi e i venditori al dettaglio ad evitare gli sprechi e a ridistribuire gli avanzi ancora commestibili (ad esempio, Foodsharing e banche alimentari);<br> &#8230; creare una fornitura gratuita di acqua potabile negli spazi pubblici; &#8230;.consentire la separazione dei rifiuti nello spazio pubblico<br> <strong>In contesti urbani (educativi), il cibo dovrebbe essere &#8230;</strong><br> 1) prodotto a livello regionale e stagionale.<br> 2) possedere certificazione biologica (se possibile secondo lo standard Bioland o equivalenti)<br> 3) essere prevalentemente vegetale (dovrebbe essere disponibile un&#8217;alternativa vegana)<br> 4) essere privo di olio di palma</p>



<p><strong>Oltre a questo elenco approssimativo di richieste, sono necessarie molte altre misure per contenere la rapida escalation della catastrofe climatica. La storia ci giudicherà tutti in base alla determinazione con cui avremo agito di fronte alla più grande sfida dell&#8217;umanità.</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CLIMA: C’È VERDE E VERDE</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/09/29/clima-ce-verde-e-verde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 12:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
		<category><![CDATA[STOP FOSSILE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;“(..) una violenta decarbonizzazione dei portafogli mondiali rischia di destabilizzare il sistema finanziario internazionale. Quindi sì agli investimenti green, ma con regole chiare su cosa significhi essere “verde” e senza creare scossoni troppo forti nell&#8217;abbandono degli asset legati ai combustibili fossili”. Non poteva essere più chiaro il quotidiano della Confindustria (Il Sole 24ore, 21 settembre): [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/09/29/clima-ce-verde-e-verde/">CLIMA: C’È VERDE E VERDE</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&nbsp;“<em>(..)
 una violenta decarbonizzazione dei portafogli mondiali rischia di 
destabilizzare il sistema finanziario internazionale. Quindi sì agli 
investimenti green, ma con regole chiare su cosa significhi essere 
“verde” e senza creare scossoni troppo forti nell&#8217;abbandono degli asset 
legati ai combustibili fossili</em>”.</p>



<p>Non 
poteva essere più chiaro il quotidiano della Confindustria (Il Sole 
24ore, 21 settembre): c&#8217;è il verde del dollaro e il verde dell&#8217;ambiente,
 e, tra un applauso e l&#8217;altro a Greta, nessuno può avanzare dubbi sul 
fatto che debba essere il primo a prevalere.&nbsp;</p>



<p>D&#8217;altronde,
 se i grandi capitali finanziari possono rimanere insensibili alle 
mobilitazioni di Friday For Future o agli studi dell&#8217;IPPC (il gruppo di 
scienziati dell&#8217;Onu sul cambiamento climatico), non possono certo 
sottovalutare quanto prodotto in casa propria: secondo Moody&#8217;s 
Analytics, il costo dell&#8217;innalzamento della temperatura di due gradi 
centigradi raggiungerebbe i 69 trilioni di dollari entro il 2100, pari a
 27 volte il debito pubblico italiano.</p>



<p>Ecco 
allora la svolta green che attraversa l&#8217;elite del pianeta: oltre trenta 
tra banche centrali e autorità di regolamentazione hanno unito le 
proprie forze nel nuovo <em>“Network for Greening and Financial System”</em>,
 che può contare su asset gestiti pari a 100mila miliardi di dollari, 
pronte a rilanciare investimenti finanziari sul “verde” per compensare i
 drastici cali della profittabilità che settori, come le società 
petrolifere e quelle assicurative, hanno iniziato ad accusare.</p>



<p>Non si 
tratta naturalmente di salvare il pianeta, ma di salvare il capitalismo 
facendo finta di salvare il pianeta; negando l&#8217;alterità insopprimibile 
tra ciò che è necessario, ovvero <em>“stabilizzare il clima al massimo 
che è ancora possibile, mobilitando tutti i mezzi che si conoscono, 
indipendentemente dal costo”</em> e ciò che per l&#8217;attuale modello è compatibile, ovvero <em>“cercare
 di salvare il clima nella misura in cui questo non costi niente, o non 
troppo, e nella misura in cui questo consenta alle imprese di ricavare 
profitti”.</em></p>



<p>Per 
questo Greta può essere -per ora- applaudita (in attesa di dedicarle un 
profondo disprezzo, in quanto giovane, donna e “fuori norma”), ma 
nessuna elite mondiale prenderà in considerazione la regola prima che 
utilizzava&nbsp; Einstein nei suoi studi <em>&#8220;Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo&#8221;</em> .</p>



<p>In 
nessun campo la radicalità -ovvero l&#8217;andare alla radice del problema- 
diviene necessaria, come sul terreno della contraddizione ecologica.</p>



<p>Andare 
alla radice farebbe per esempio scoprire come diverse crisi ecologiche 
si siano puntualmente presentate nella storia dell&#8217;umanità, ma nessuna 
con le caratteristiche dell&#8217;attuale shock climatico: se tutte le crisi 
precedenti erano dettate da una tendenza alla sottoproduzione e alla 
penuria, questa è la prima dettata, al contrario, dalla sovrapproduzione
 e dal sovraconsumo, figlia senz&#8217;altro dell&#8217;attività umana, ma dentro 
un&#8217;epoca storicamente e socialmente determinata, il modello 
capitalistico e l&#8217;economia di mercato.</p>



<p>Andare 
alla radice farebbe scoprire la necessità di invertire la trasformazione
 dei concetti di tempo e di spazio innescata dal modello neoliberale: 
dall&#8217;espansione senza limiti dello<em> spazio</em> -pianeta come unico 
grande mercato- alla riduzione dello stesso, attraverso la 
riterritorializzazione e l&#8217;autogoverno delle produzioni; dalla drastica 
riduzione del <em>tempo</em> -scelte prese sull&#8217;indice di Borsa del 
giorno successivo- alla sua espansione, misurando le decisioni sulle 
conseguenze possibili per decine di generazioni future.</p>



<p>C&#8217;è il 
pianeta di Greta che pulsa di vita e c&#8217;è il pianeta di Goldman Sachs che
 produce dividendi. Noi vogliamo vivere in quello di Greta.</p>



<p><em>di <strong>Marco BERSANI</strong> (Attac Italia)</em> &#8211; <em>Pubblicato su <a href="https://ilmanifesto.it/clima-ce-verde-e-verde/">Il Manifesto</a> del 28.9.2019</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/09/29/clima-ce-verde-e-verde/">CLIMA: C’È VERDE E VERDE</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>QUALE STRADA CI INDICA LO SCIOPERO GLOBALE DEL FRIDAYS FOR FUTURE</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/09/27/quale-strada-ci-indica-lo-sciopero-globale-del-fridays-for-future/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 14:11:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CRISI CLIMATICA]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
		<category><![CDATA[STOP FOSSILE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molte piazze in Italia si sono riempite di colore e voglia di fare, cartelli fantasiosi e slogan hanno fatto da sfondo ad un momento di partecipazione genuino. Lo stesso si può dire per le piazze molto partecipate in Calabria nei capoluoghi di provincia e nei centri maggiori, anche qui molto colore e tanto entusiasmo. Al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Molte piazze in Italia si sono riempite di colore e voglia di fare,
cartelli fantasiosi e slogan hanno fatto da sfondo ad un momento di
partecipazione genuino. Lo stesso si può dire per le piazze molto partecipate
in Calabria nei capoluoghi di provincia e nei centri maggiori, anche qui molto
colore e tanto entusiasmo. </p>



<p>Al di là dei
facili criticismi sterili, sul senso complessivo di questo tipo di
mobilitazioni, esse hanno il merito di aver indicato un nervo scoperto, una
contraddizione insanabile della nostra contemporaneità, il fato che il sistema
Terra è un sistema chiuso e che lo sviluppo industriale, più votato alla
crescita economica che al progresso sociale, ha prodotto disastri
socio-ambientali oramai in ogni angolo del pianeta. Ma non si sono limitate a
ciò, stanno man mano indicando una serie di responsabilità collettive e
soprattutto, che i disastri ambientali non sono materia per i soli ecologisti o
terreno per i soli ambientalisti, su questi problemi si misura il livello di
educazione delle collettività al rispetto per sé stessi, è un termometro che
rileva il grosso problema dell’individualismo spinto di questa sciagurata
contemporaneità. </p>



<p>Al di là della
centralità del tema ambientale, quel che pare trasparire da molte piazze sia una
certa rivalsa generazionale, uno scatto d’orgoglio di una generazione spesso
etichettata come dormiente, incerta, distratta e insensibile. Cadere nelle
facili catalogazioni è sempre un rischio, soprattutto quando su tali
catalogazioni ci si costruiscono improbabili impalcature pseudo sociologiche.</p>



<p>Gli slogan
scanditi in strada e gli interventi dai vari palchi, depurati da alcuni
contrappunti stonati del solito ceto politico in cerca di rifarsi un’immagine,
riportano il rifiuto di un’etichetta imposta da quella stessa generazione che
ha creato il disastro ambientale che stiamo vivendo o che nella migliore delle
ipotesi non ha potuto fare molto per frenarlo.</p>



<p>Quindi molta
animosità ed entusiasmo, molta voglia di protagonismo e di rivalsa, per
scrollarsi di dosso alcuni cliché, tanta voglia di fare che, si spera, riesca
ad andare oltre la data, oltre il momento topico dell’appuntamento di piazza,
in questo aspetto le piazze da Roma in giù non possono essere paragonabili a
quelle del resto del Paese. In un territorio, quello meridionale, nel quale
ormai non è più possibile parlare di migrazione dovuta ad uno specifico
fenomeno, ma come di un meccanismo di riproduzione di forza lavoro (cognitiva,
bracciantile e operaia) da esportare in altri luoghi; in questa latitudine diviene
assai più arduo sperare che questi giovani possano perpetuare l’impegno preso
in queste piazze.</p>



<p>È in questo
elemento di crisi che si rafforza quel conflitto generazionale, enunciato in
maniera genuinamente epidermica negli interventi dalle piazze. È in questa
criticità devastante, in questa contraddizione esplosiva che bisogna affondare
il conflitto. Uno scontro tra una generazione che ha deciso e ancora decide le
strategie per il futuro, che ipoteca l’esistenza e precarizza la vita, e una
generazione che non solo la subisce ma che viene stigmatizzata per il suo
tentativo di fuga da una realtà che non riconosce.</p>



<p>Cosa si può pretendere da un soggetto che non conosce il suo passato dal momento che gli è stato suggerito che il passato è barbarie, è arretratezza e colpa, che il presente è incerto e che il futuro, qualunque sia, non è qui ma sarà in un altrove, in un’altra città o in un’altra nazione. Come si può pretendere un’assunzione di responsabilità per “salvare” una terra che non f altro che dargli una patente di conformità per l’estero. Sono questi i punti di crisi da analizzare, la visione di un futuro compatibile con la vita e l’esistenza, il benessere come equilibrio tra le esigenze sociali e quelle ambientali, rifiutare la schiavitù derivata dal ricatto del reddito, lo strumento preferito da un sistema economico che precarizza finanche l’equilibrio climatico.</p>



<p><strong><em>La redazione di Malanova</em></strong></p>
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		<title>STUTAMU IL SISTEMA! DUE GIORNATE MEMORABILI A COSENZA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/09/27/stutamu-il-sistema-due-giornate-memorabili-a-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 12:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due giornate importanti nella città di Cosenza hanno messo in rilievo che ancora scorre molto sangue nelle vene dell’indomito popolo bruzio. &#160;Due giornate vicine temporalmente che hanno scandito un forte NO collettivo ad una politica fatta di disprezzo verso l’altro, esclusione, emarginazione e preclusione del dissenso democratico ed un forte SI per immaginare un nuovo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Due giornate importanti nella città di Cosenza hanno messo
in rilievo che ancora scorre molto sangue nelle vene dell’indomito popolo
bruzio. &nbsp;Due giornate vicine
temporalmente che hanno scandito un forte NO collettivo ad una politica fatta
di disprezzo verso l’altro, esclusione, emarginazione e preclusione del
dissenso democratico ed un forte SI per immaginare un nuovo sistema politico ed
economico che sia attento alla madre terra, ai diritti umani e degli animali,
alle disparità di genere, alla dignità di tutte le persone.</p>



<p>Alla fine, ci permettiamo di osservare, le due manifestazioni hanno rappresentato in realtà due grandissimi SI. Il primo Si è quello espresso <strong>contro</strong> i tanti NO dell’ex ministro fannullone dell’inferno e della paura. No agli sbarchi, No agli altri essere umani, No alla libera mobilità tra le nazioni del globo, costruzione di muri e recinzioni in fili spinato, No alla solidarietà globale per una politica della piccola nazione che prova ad imporre i propri interessi su e contro gli interessi di tutti gli altri popoli. Questa la ricetta egoistica del cosiddetto sovranismo, si salvi chi può, resti indietro chi non ce la fa.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="534" height="534" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71641666_2328483383940614_2345360938879680512_n.jpg" alt="" class="wp-image-5465" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71641666_2328483383940614_2345360938879680512_n.jpg 534w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71641666_2328483383940614_2345360938879680512_n-150x150.jpg 150w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71641666_2328483383940614_2345360938879680512_n-300x300.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 534px) 100vw, 534px" /></figure>



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<p>Cosenza il 24 settembre ha detto invece un grande SI, un
unico grande abbraccio di tanti cittadini, madri, padri, bambini, associazioni,
movimenti. Nessuno escluso. Fianco a fianco gli Ultras del Cosenza e i
quartieri popolari, i centri sociali e l’associazionismo cattolico, semplici
cittadini che ci hanno tenuto a dire no alla barbarie con i loro corpi in
piazza, i loro cartelli le loro voci. Alla fine SI, l’ex ministro della paura è
stato stutato dal coraggio delle moltitudini bruzie.</p>



<p>Ma non è finita qui. Un altro grande SI oggi, 27 settembre,
un venerdì per il futuro. Le strade sono un’altra volta state invase da tanti
giovanissimi colorati e decisi, muniti di cartelloni variopinti, palloncini e
striscioni che esprimevano una grande verità: “Cambia il sistema, non il clima”!</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71778819_519196358629702_4940550818173550592_n.jpg" alt="" class="wp-image-5467" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71778819_519196358629702_4940550818173550592_n.jpg 960w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71778819_519196358629702_4940550818173550592_n-300x225.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71778819_519196358629702_4940550818173550592_n-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Le nuove generazioni con il loro moto ondoso hanno rotto gli argini e smascherato le ipocrisie di un sistema fondato sulla speculazione fine a se stessa, fatta di prodotti inutili e dannosi, di plastica e rifiuti non riciclabili e tossici. Ma non si sono limitati a dire alle generazioni precedenti che hanno fallito su tutta la linea, hanno chiesto con forza il diritto al loro futuro, hanno tracciato un nuovo paradigma che non tenga conto più solo dell’arricchimento individuale ma del benessere globale capace di combinare il diritto ad una vita dignitosa e la tutela della casa comune chiamata Terra. </p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="540" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71106060_2328483400607279_3782459822209761280_n.jpg" alt="" data-id="5469" data-link="http://www.malanova.info/?attachment_id=5469" class="wp-image-5469" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71106060_2328483400607279_3782459822209761280_n.jpg 720w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/71106060_2328483400607279_3782459822209761280_n-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure></li></ul>



<p>Una settimana, dunque, che impone un immenso SI alla vita contro i tanti NO imposti dalle élite che governano questo mondo al solo scopo di sfruttarlo e spolparlo a loro privato uso e consumo. </p>



<p>Se questa marea umana che ha solcato le strade di tutto il mondo continuerà a crescere in numero e consapevolezza sarà sempre più difficile ignorarne il messaggio.</p>



<p>MALANOVA VOSTRA!</p>



<p><em>fussa ca fussa ra vota bona!</em></p>
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		<title>MIGLIAIA DI RAGAZZI AL FRIDAYS FOR FUTURE DI REGGIO CALABRIA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/09/27/migliaia-di-ragazzi-al-fridays-for-future-di-reggio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 10:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/09/27/migliaia-di-ragazzi-al-fridays-for-future-di-reggio-calabria/">MIGLIAIA DI RAGAZZI AL FRIDAYS FOR FUTURE DI REGGIO CALABRIA</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/0b0d9846-53a1-44aa-a00d-e8d628f9ae50-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5456" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/0b0d9846-53a1-44aa-a00d-e8d628f9ae50-768x1024.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/0b0d9846-53a1-44aa-a00d-e8d628f9ae50-225x300.jpg 225w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/0b0d9846-53a1-44aa-a00d-e8d628f9ae50-1024x1365.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/0b0d9846-53a1-44aa-a00d-e8d628f9ae50.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/09/27/migliaia-di-ragazzi-al-fridays-for-future-di-reggio-calabria/">MIGLIAIA DI RAGAZZI AL FRIDAYS FOR FUTURE DI REGGIO CALABRIA</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FRIDAYS FOR FUTURE COSENZA: NUOVI PROGETTI E NUOVE AZIONI CONCRETE PER IL FUTURO DEL MONDO</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/09/05/fridays-for-future-cosenza-nuovi-progetti-e-nuove-azioni-concrete-per-il-futuro-del-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 13:03:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri sera, presso l’Università della Calabria, si è tenuta una riunione molto partecipata degli aderenti a Fridays For Future Cosenza. Persone di tutte le età convocate in vista della manifestazione che si terrà il 27 Settembre anche a Cosenza. In quella data, infatti, gruppi di attivisti sparsi per il mondo, organizzeranno&#160;la&#160;Climate Action Week&#160;che dal&#160;20 al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ieri sera, presso l’Università
della Calabria, si è tenuta una riunione molto partecipata degli aderenti a <a href="https://www.facebook.com/FFFCOSENZA/?__tn__=kC-R&amp;eid=ARBtzG5fTSgyGaNQKRqN15mkNKkt14eQ2t9db2VXOZiaJAM7_Q5uZGv1JCNQhV1VrRcCPuJFm3_90L4m&amp;hc_ref=ARTZSlodD6lObFZ-wFNDf9WdOsohpXiZiHr2mjEGjhj9F3YIPO5bZ8v97HxL8O2AaKU&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARAM0RLD9u58RoS9ODapiJVkOuRrQikXD2A_KV6rK2LSLzrraaRta_57Gd6_kO6bML3ktsNxB0t9_SWTxttxyyEDWMVjW2eq_8kivGX5dbQkFgwifxg7ouJGGB7t1IPstIgzcepGBa-X_PZgR3Srf-j_4UdOVNdH4DNfjI-tNE2BbPhRLTtSWT24iy7GOfZtkbzbxGMPQjPlkpP57zoFZ6LdAP8fnnDC1K2WEez4dqhK7T0RANbtKcJhkssi9aFBSmzv2mp_TLEj9Lmewgrk1tHUJ82Ria3xjN3Jr_NiXOzwBXiLf_WGtGXkiP3lHSFGg8-SKrPKXepPVc686bbaAKc&amp;__xts__%5B1%5D=68.ARC3X_5fpnJBM7TOk-XPUt_7NE9nlDCxEshTSQbHSKey_8LCUk6e7o3gqSHSV_OsVtJCGZElfxyTxDgoqkmDRX2HllTag04KVmoLMzU3AjoN9sdYuuZTf2j0lpdGdZutdvF9MHatSOTpSIqLM1Yd0NuBsvLKcvIWHCnGVTPa8ajWrwThndDQVRIOhI5-7qGxSspZuAWbzoB2op6zbg3W2nmMtBUWD4gxwgkcxNW48Iqw_U33dS3ZsLMbXXIoERnAyWpbrgz9USrqhwN6-ONOIJZp42K0utgNmckDaJyd625DRQtSY9t3vQzV6bdMsPvIDsHvyxjZavxGlmS7vX_k6vc"><strong>Fridays For Future Cosenza</strong></a>. Persone di tutte
le età convocate in vista della manifestazione che si terrà il 27 Settembre anche
a Cosenza.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>In quella data, infatti, gruppi di attivisti sparsi per
il mondo, organizzeranno&nbsp;la&nbsp;Climate Action Week&nbsp;che dal&nbsp;20 al
27 Settembre vedrà una mobilitazione generale per portare l’attenzione sul tema
della crisi climatica. A conclusione di questa settimana di eventi, il&nbsp;27
Settembre, prenderà vita il 3°&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/events/525192914953065/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Global Strike For Future</a>, durante il quale si tenterà di riempire tutte
le piazze italiane per ribadire a gran voce le istanze di tanti giovani
preoccupati per le minacce che incombono sul loro futuro.​</p></blockquote>



<p>Prima della riunione, invece, una delegazione di referenti di FFF Calabria, ha incontrato presso la cittadella regionale l&#8217;assessore all&#8217;ambiente Rizzo ed il consigliere regionale Bova.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="767" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/image-1024x767.png" alt="" class="wp-image-5337" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/image-1024x767.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/image-300x225.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/image-768x575.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/09/image.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>La giornata è stata mirata alla pianificazione di una collaborazione tra la regione Calabria e la sezione calabrese del movimento Fridays For Future. </p>



<p>L&#8217;obiettivo sincero degli
attivisti è certamente quello di sensibilizzare le istituzioni e di far nascere
in tutti i cittadini, dai più grandi ai più piccoli, un senso di responsabilità
nei confronti del pianeta.</p>



<p>Certamente le elezioni immininenti, come si sa, spalancano le porte di assessorati e uffici ansiosi di mostrare agli elettori dei selfie convincenti sulla sensibilità ambientale e democratica degli amministratori di turno. Speriamo che il “movimento dei venerdì” riesca ad essere convincente e facilitare con il suo impegno e la sua determinazione lo sviluppo di una sensibilità forte tra cittadini e istituzioni. </p>



<p><strong>Servono infatti cambiamenti radicali e repentini. Le chiacchiere stanno a zero, il tempo è finito, il clima sta inesorabilmente cambiando con tutte le sue conseguenze. </strong></p>



<p>Allora tutti in piazza venerdì 27 Settembre, per il clima e per il futuro di intere generazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/09/05/fridays-for-future-cosenza-nuovi-progetti-e-nuove-azioni-concrete-per-il-futuro-del-mondo/">FRIDAYS FOR FUTURE COSENZA: NUOVI PROGETTI E NUOVE AZIONI CONCRETE PER IL FUTURO DEL MONDO</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>2° GLOBAL STRIKE FOR FUTURE ALL&#8217;UNICAL</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/05/23/2-global-strike-for-future-allunical/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2019 13:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA E UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo sarà il secondo sciopero globale per il futuro dopo il grande successo dello sciopero del 15 marzo, quando il mondo ha assistito ad una mobilitazione senza precedenti, coinvolgendo più di 1.8 milioni di persone e più di 400.000 in Italia. Anche Cosenza e l’Università della Calabria hanno fatto la loro parte, mostrando quanto sia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/05/23/2-global-strike-for-future-allunical/">2° GLOBAL STRIKE FOR FUTURE ALL&#8217;UNICAL</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Questo sarà il
secondo sciopero globale per il futuro dopo il grande successo dello sciopero
del 15 marzo, quando il mondo ha assistito ad una mobilitazione senza
precedenti, coinvolgendo più di 1.8 milioni di persone e più di 400.000 in
Italia. Anche Cosenza e l’Università della Calabria hanno fatto la loro parte,
mostrando quanto sia sentito il tema del clima.</p>



<p>La mobilitazione
deve continuare per reclamare l’attenzione delle classi dirigenti del mondo
alla ormai riconosciuta presenza di una emergenza climatica e ad applicare
delle misure urgenti e concrete per contrastarne le cause.</p>



<p>Gli attivisti,
ispirati dalle parole di Greta Thunberg, rivendicano l’importanza della scienza
nel capire e risolvere questa crisi considerando che, secondo l’ultimo report
dell’IPCC &#8211; l’organismo scientifico dell’ONU &#8211; ci sono rimasti circa undici
anni per evitare di oltrepassare il punto di non ritorno. </p>



<p>Per ridurre in
misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici viene
richiesto che venga rispettato l’Accordo di Parigi, l’aumento di temperatura
globale non oltrepassi i 1.5º C e che la giustizia climatica diventi una delle
prerogative al nostro modello di sviluppo.</p>



<p>Come primo passo
<a href="https://www.facebook.com/hashtag/fridaysforfuture?hc_location=ufi">#FridaysForFuture</a> Italia
sta chiedendo al governo italiano di iniziare oggi stesso la transizione dal
modello fossile a quello delle energie pulite e rinnovabili, per evitare
all’Italia, all’Europa e al mondo intero gli effetti degli sconvolgimenti
climatici: catastrofi naturali, gravi carestie e i conseguenti fenomeni
migratori fuori scala. L’obiettivo è di abbattere del 50% le emissioni di gas
serra rispetto all’epoca preindustriale entro il 2030, per raggiungere zero
emissioni nel 2050.</p>



<p>Per raggiungere
questi obiettivi è necessario investire molte risorse economiche ed
intellettuali, al fine di passare da un modello fortemente dipendente da combustibili
dannosi per le loro emissioni, ad un modello pienamente sostenibile. Il costo
di tale transizione ecologica deve essere tuttavia sostenuto da chi negli
ultimi decenni ha consapevolmente portato avanti attività dannose ed
inquinanti, e quindi non ricadere invece sulle fasce meno abbienti della
popolazione, che non hanno ad esempio la possibilità economica di accedere ad
alternative di mezzi e prodotti non inquinanti. Per questo parliamo di
“giustizia climatica”, perché la sostenibilità non è solamente un aspetto
economico ed ambientale, ma anche sociale.</p>



<p>Vi aspettiamo
domani, venerdì 24 maggio all’Università della Calabria. Il corteo partirà alle
10.30 dalle pensiline e arriverà in Piazza Vermicelli. </p>



<p>Anche domani, in
Italia e nel mondo scenderemo a milioni, con lo stesso grido:</p>



<p>Vogliamo
Giustizia Climatica. Vogliamo che ovunque sia dichiarata l’Emergenza Climatica
ed Ecologica, e non ci fermeremo finché alle parole seguiranno i fatti.</p>



<p><strong>Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.</strong></p>



<p><strong> Fridays for Future Cosenza</strong></p>
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		<item>
		<title>EMERGENZA AMBIENTALE, MA NON SOLO CO2!</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/05/22/emergenza-ambientale-ma-non-solo-co2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 17:33:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CRISI CLIMATICA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
		<category><![CDATA[STOP FOSSILE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Angelo BARACCA* L‘allarme per l’aggravarsi della crisi climatica e ambientale (due processi che hanno ampia aspetti comuni ma non sono esattamente sovrapponibili) e per l’intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi si sta allargando a macchia d’olio e acquistando sempre più attenzione sui media e nell’opinione pubblica (semmai in misura minore nella classe politica e ai [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Angelo BARACCA*</p>



<p>L‘allarme per l’aggravarsi della crisi climatica e ambientale (due processi che hanno ampia aspetti comuni ma non sono esattamente sovrapponibili) e per l’intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi si sta allargando a macchia d’olio e acquistando sempre più attenzione sui media e nell’opinione pubblica (semmai in misura minore nella classe politica e ai livelli decisionali, ancorché l’appello di dichiarazione di <em>emergenza ambientale</em> si stia allargando a Stati e amministrazioni a tutti i livelli). La cosa è indubbiamente positiva, ma nella fase che si apre diviene cruciale fare chiarezza su alcuni aspetti perché l’opinione pubblica potrebbe venire diretta verso obiettivi che non sarebbero realmente risolutivi del problema, e per aprire realmente prospettive di un futuro migliore. In particolare, il problema che raccoglie la crescente attenzione non solo dell’opinione pubblica ma anche degli scienziati ambientalisti riguarda l’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica (CO<sub>2</sub>) nell’atmosfera terrestre e l’obiettivo della decarbonizzazione dei nostri sistemi produttivi. Mi guardo bene dal disconoscere questa assoluta necessità, che invece i negazionisti contestano, ma mi sembra assolutamente necessario riconoscere che effettivamente la polarizzazione dell’attenzione sul problema della CO<sub>2</sub> rischia di oscurare (forse in parte strumentalmente, come accusano alcuni critici) altri problemi cruciali, non meno importanti allo scopo di salvare il Pianeta dalla catastrofe, ambientale, sociale e umana.</p>



<p>La
manomissione sempre più sfrenata della natura e dell’ambiente concerne
moltissimi aspetti che sono strettamente correlati, e ciascuno a se di gravità
epocale, per cui è assolutamente illusorio poterne risolvere uno senza
affrontare gli altri. Collegarli tutti fra loro rende apparentemente il
problema più complesso, ma questo punto di vista può essere rovesciato perché
può unificare tanti movimenti e obiettivi che sembrano muoversi in modo
separato o non coordinato: la sfida è realmente epocale e globale, e l’unione
fa la forza!</p>



<p>Comincio
dalle cose che possono essere più immediate, in termini sintetici e soprattutto
senza nessuna ambizione di esaurire i problemi.</p>



<p>Il problema
della <strong>perdita di biodiversità</strong> è indubbiamente ben presente ai movimenti
ambientalisti: ma esso non si riduce al solo riscaldamento globale o alla
concentrazione crescente della CO<sub>2</sub>. Sono responsabili fattori
molteplici e complessi di inquinamento, sfruttamento e contaminazione che
sconvolgono e riducono gli habitat naturali: la drastica riduzione degli
insetti è evidente (20 anni fa il parabrezza dell’auto si oscurava per gli
insetti spiaccicati, oggi non accade più), gli allarmi per la riduzione degli
insetti impollinatori si susseguono (Einstein diceva che se scompariranno le
api l’umanità non sopravvivrà a lungo), le specie in pericolo di estinzione si
moltiplicano, un autorevole lavoro dell’Accademia delle Scienze degli USA
denuncia il rischio di una sesta estinzione di massa (ve ne sono state 5 nella
storia dell’evoluzione biologica, a volte con la scomparsa dell’80% delle
specie viventi). La pesca indiscriminata sta impoverendo i mari, e compromettendo
l’alimentazione di intere popolazioni a vantaggio della grande industria
alimentare.</p>



<p>L’abuso
sconsiderato di <strong>pesticidi</strong> dell’agrobusiness è anch’esso ben presente ai
movimenti ambientalisti, e non è direttamente legato, semmai complementare,
alle emissioni di CO<sub>2</sub>: è un fattore fondamentale dei processi di
desertificazione, come pure la contaminazione delle acque, che diventerà sempre
più un’emergenza umanitaria (che colpisce in primo luogo le popolazioni povere
e sta già causando guerre per l’acqua).</p>



<p>Lo stesso
dicasi per le <strong>plastiche</strong>, che sono certo un prodotto della civiltà (o la
barbarie) del petrolio, ma che continuerebbero a avvelenare la catena
alimentare anche se azzerassimo dall’oggi al domani le emissioni di CO<sub>2</sub>:
il problema deve pertanto essere affrontato con misure specifiche, in un
contesto generale, con estrema urgenza per la salvaguardia di tutte le specie
viventi, della nostra salute, e dell’ambiente.</p>



<p>Più in
generale il problema dell’accumulo insostenibile di <strong>rifiuti</strong> è un
problema che ha certamente legami con le emissioni di CO<sub>2</sub>, ma
richiede misure specifiche: rischiamo veramente di essere sommersi dai rifiuti,
fra i quali è gravissimo l’aspetto dei rifiuti tecnologici. La gestione dei
rifiuti apre larghe maglie all’<strong>illegalità</strong> e alle <strong>mafie</strong>,
provocando fenomeni gravissimi di <strong>inquinamento</strong>.</p>



<p>Un altro
problema di gravità epocale è l’<strong>aumento scandaloso delle disuguaglianze</strong>,
che è senza dubbio legato agli sviluppi del capitalismo insaziabile, ma non è
direttamente riconducibile al riscaldamento globale o alla crisi ambientale.</p>



<p>L’insieme di
tutti i fattori e le loro <strong>sinergie</strong> stanno provocando danni alla salute a
livello globale, che non sono riducibili al solo riscaldamento globale. Da una
ventina d’anni si è imposto il concetto di “<strong>rivoluzione epidemiologica del
20<sup>o</sup> secolo</strong>”, un cambiamento radicale dello stato di salute della
popolazione mondiale, principalmente nei paesi sviluppati: un secolo fa 50% dei
decessi erano dovuti a patologie infettive (tubercolosi, diarrea e patologie
gastrointestinali e respiratorie, ecc.), poi sono prevalsi i decessi per
patologie cardiovascolari e tumori (circa 30% ciascuna), e si abbassa l’età
della loro insorgenza (anche se nascono nuove emergenze infettive).</p>



<p>La minaccia
di <strong>pandemie</strong> era stata più volte agitata anni fa e da tempo non viene
richiamata, ma non è affatto scomparsa, rimane latente a causa delle
manipolazioni sempre più profonde della materia vivente, con la creazione di
particelle virali o di geni mai esistite nei 4 milioni di anni de evoluzione
biologica e in grado di saltare da un ospite a un altro<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/emergenza-ambientale-ma-non-solo-co2/#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a>.
Qui l’imputato è Big Pharma. Il deterioramento selettivo delle strutture
sanitarie, con le privatizzazioni e speculazioni galoppanti, e l’aggravamento
delle disuguaglianze potrebbero rendere sempre più devastante una prossima
pandemia.</p>



<p>C’è poi un
problema di fondo che di solito gli ambientalisti inspiegabilmente ignorano: le
<strong>attività militari</strong> sono un fattore primario degli sconvolgimenti
ambientali, e quando esplicano i loro effetti nelle guerre provocano
sconvolgimenti drammatici, oltre a mietere vite umane (basti ricordare l’agente
Orange utilizzato indiscriminatamente nella guerra del Vietnam, o l’uranio
depleto, ecc.). Si può ricordare (anche se non è il solo fattore, e forse
neanche il principale) che <em>il Pentagono è il 35esimo consumatore mondiale di
petrolio</em>, in una scala che include tutti gli Stati<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/emergenza-ambientale-ma-non-solo-co2/#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a>:</p>



<p>Collegare i
temi e le vertenze ambientali con gli obiettivi dei pacifisti è una necessità
sempre più pressante, che fra l’altro moltiplicherebbe le forze.</p>



<p><em>Last but not
least</em> (ma ovviamente
il discorso non si chiude) non si devono dimenticare le manipolazioni
artificiali dell’ambiente che i militari attuano da decenni per fini bellici,
quella che viene chiamata <strong>geoingegneria</strong>, trascurata (quando non
ridicolizzata) sia dagli ambientalisti che dai pacifisti, su cui tanto ha
insistito la rimpianta grande scienziata Rosalie Bertell (1929-2012), il suo <strong><em>Pianeta
Terra, l’Ultima Risorsa di Guerra</em></strong>.</p>



<p>In seno al movimento ambientalista c’è chi privilegia un aspetto, chi un altro: qui non voglio pronunciarmi, il mio scopo è di evidenziare l’insieme di tanti fattori perché superare i settorialismi, o addirittura le contrapposizioni, è oggi una necessità irrinunciabile in una sfida in cui è in gioco il destino del genere umano.</p>



<p>FONTE: <a href="http://V">PRESSENZA</a> </p>



<p><strong>* </strong><em>Professore ora in pensione dell&#8217;Università di Firenze. Saggista specializzato nelle tematiche legate al nucleare civile e militare e attivista pacifista e ecologista.</em></p>



<p>NOTE: </p>



<p><a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/emergenza-ambientale-ma-non-solo-co2/#sdfootnote1anc">1</a>#. Non è una nozione peregrina ma un’esplicita denuncia della grande biotecnologa pentita Mae-Wan Ho (1941-2016), si veda ad esempio: <em>Orizzontale Gene Transfer – I pericoli nascosti di Ingegneria Genetica</em>, “L’ingegneria genetica comporta la progettazione di costruzioni artificiali di attraversare le barriere di specie e di invadere genomi. In altre parole, si migliora il trasferimento genico orizzontale, il trasferimento diretto di materiale genetico di specie non correlate.”, <a href="http://www.eltamiso.it/test/wp-content/uploads/2013/09/Articolo-e-letteratura-scientifica-su-TGO.pdf">http://www.eltamiso.it/test/wp-content/uploads/2013/09/Articolo-e-letteratura-scientifica-su-TGO.pdf</a>.</p>



<p><a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/emergenza-ambientale-ma-non-solo-co2/#sdfootnote2anc">2</a>#. S. Karbuz, <em>Lunga vita al pentagono. Il consumo
di petrolio da parte dell’apparato militare statunitense</em>, 16/11/2006, <a href="https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=6672">https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=6672</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>REPORT ASSEMBLEA NAZIONALE “PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE”</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/05/22/report-assemblea-nazionale-per-il-clima-fuori-dal-fossile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 12:36:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CRISI CLIMATICA]]></category>
		<category><![CDATA[FRIDAYS FOR FUTURE]]></category>
		<category><![CDATA[STOP FOSSILE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ANCONA – 11/05/2019 Sabato 11 maggio si è tenuta ad Ancona la seconda Assemblea nazionale della Campagna “Per il Clima Fuori dal Fossile”. I lavori dell&#8217;assemblea sono stati articolati in due diversi momenti: il primo, svoltosi nella mattinata, è stato dedicato ad una valutazione sulle cose già̀ fatte e ad un primo bilancio sul percorso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/05/22/report-assemblea-nazionale-per-il-clima-fuori-dal-fossile/">REPORT ASSEMBLEA NAZIONALE “PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE”</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>ANCONA – 11/05/2019</strong></p>



<p>Sabato
11 maggio si è tenuta ad Ancona la seconda Assemblea nazionale della Campagna
“Per il Clima Fuori dal Fossile”.</p>



<p>I lavori dell&#8217;assemblea sono stati articolati in due diversi momenti: il primo, svoltosi nella mattinata, è stato dedicato ad una valutazione sulle cose già̀ fatte e ad un primo bilancio sul percorso sviluppato dalla Campagna nei mesi scorsi; nel pomeriggio, invece, la discussione si è concentrata primariamente sulle prospettive future tematizzando le necessità organizzative, le modalità̀ di relazione tra le molteplici e variegate realtà̀ che fanno parte della Campagna, gli obiettivi futuri ed i prossimi incontri.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br> All&#8217;Assemblea hanno partecipato più di 100 persone provenienti dalle Marche, Abruzzo, Molise, Umbria, Puglia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, e le seguenti realtà̀ organizzate: Trivelle Zero Marche, Terreinmoto Marche, Coordinamento No Hub del Gas Abruzzo, Coordinamento Nazionale No Triv, Movimento NO TAP Brindisi, Rete “Siamo ancora in Tempo” Veneto, Trivelle Zero Molise, Coordinamento no Gasdotto SNAM, Rete SOS Adriatico, Forum Italiano Movimenti Acqua, Mobilitazione Acqua Gran Sasso, I Discoli del Sinarca Guglionesi, Comitato Opzione Zero Riviera del Brenta, Falkatraz-Laboratorio dell&#8217;Autogestione-Falconara, “Altra idea di città”- Ancona, Assembleambiente &#8211; Pescara, No Triv Lombardia, Ambiente e Salute del Piceno, “0 Pfas” &#8211; Padova, Circolo Pungitopo Legambiente Ancona, Our Voice Marche, studenti del movimento Friday For Future_ Marche</p>



<p><strong>LE COORDINATE GENERALI</strong></p>



<p>Nel
corso della discussione sono state ribadite le principali coordinate comuni, ed
in particolare:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>La
necessità di realizzare un salto di qualità sul terreno delle mobilitazioni
coordinate. Nella capacità di realizzare azioni ed iniziative sincronizzate,
in grado di entrare in reciproca “risonanza”, si individua uno degli strumenti
di maggiore efficacia nel processo di allargamento, radicamento e “presa di
parola” da parte della Campagna. Le azioni dal basso, la loro diffusione e la
loro capacità di tradurre le istanze in processi progressivi di
auto-organizzazione e di opposizione sociale rivestono un ruolo centrale e
sono, nel contempo, sia il contesto di provenienza della Campagna, sia il
contesto verso cui la Campagna si muove;</li><li>L&#8217;efficacia
delle Campagne sui temi di volta in volta individuati come strumento in grado
di coniugare uno sviluppo organizzativo mirato con la produzione di azioni in
grado di incidere concretamente sui temi trattati e con la crescita e la
diffusione delle conoscenze che consentono di individuare direttamente sul
versante sociale proposte, idee, soluzioni ed alternative;</li><li>Che
la Campagna “Per il Clima Fuori dal Fossile” è parte integrante del più ampio
movimento che in questi mesi sul tema dei cambiamenti climatici,
dell&#8217;opposizione alla grandi opere, e del contrasto alle politiche, pubbliche e
private, di sfruttamento e devastazione ambientale hanno attraversato le piazze
del Paese, fino ad esprimersi nella manifestazione generale del 23 marzo a
Roma. Un movimento sempre più consapevole della necessità ed urgenza di
oltrepassare i particolarismi per costruire un orizzonte comune, oggi ancora
più possibile grazie alla spinta proveniente dalle mobilitazioni globali di
Friday For Future.</li></ol>



<p><strong>LE
COORDINATE COMUNI PER LA CAMPAGNA</strong></p>



<p>Per
quanto riguarda specificatamente la Campagna “Per il Clima Fuori dal Fossile”,
dall&#8217;assemblea sono emerse le seguenti coordinate comuni:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Al
di là delle diverse chiavi di lettura e di valutazione delle sospensioni “a
termine” disposte in attesa dell&#8217;adozione del Piano per la Transizione
Energetica Sostenibile delle Aree Idonee – PITESAI (sottoposte alla spada di
Damocle dell&#8217;infruttuoso decorso di 18 mesi), le realtà presenti hanno
convenuto nella necessità di individuare nella realizzazione dei Piani d&#8217;Area
uno spazio primario di azione e di intervento al fine di farne uno strumento
attivo di opposizione alle trivellazioni ed alle attività estrattive. Tale
spazio di intervento può, tra le altre cose, consentire lo sviluppo di una
diffusa vertenzialità territoriale nei confronti delle amministrazioni locali;</li><li>Il
percorso già avviato deve necessariamente comprendere una campagna mirata
contro l&#8217;ENI per il ruolo e le responsabilità che ad essa sono imputabili non
solo sotto il profilo dei processi di petrolizzazione, ma anche sotto il
profilo delle dinamiche più generali ad essi connesse, tra cui vanno
certamente annoverate sia la precipitazione bellica in Libia, sia l&#8217;espulsione
di milioni di migranti dalle loro terre, devastate e rese invivibili dallo
sfruttamento petrolifero. All&#8217;interno di tale campagna è stata evidenziata la
necessità e l&#8217;importanza di promuovere la costituzione di parte civile
all&#8217;interno dei processi che si stanno instaurando a carico dell&#8217;ENI per gravi
vicende di inquinamento e disastro ambientale;</li><li>E&#8217;
stata focalizzata l&#8217;importanza di promuovere, laddove sia possibile, le
dichiarazioni di emergenza climatica da parte delle amministrazioni
territoriali: ciò in vista della futura strutturazione di una specifica
campagna volta a diffondere e generalizzare nei territori tali dichiarazioni;</li><li>Si
è affermata la necessità, quando si verifichino incontri con le controparti
nel merito delle rivendicazioni portate avanti dalla Campagna, di organizzare
un adeguato spazio comunicativo attraverso il quale riuscire a garantire la
tempestiva diffusione delle informazioni sui contenuti e sull&#8217;andamento degli
incontri ed un altrettanto tempestivo ed efficace monitoraggio sulle loro
implicazioni.</li><li>E&#8217;
stata ribadita l&#8217;importanza all&#8217;interno della Campagna della battaglia per
l&#8217;uscita immediata dal carbone.</li><li>Nel
corso dell&#8217;Assemblea la Rete Terre in Moto Marche, oltre ad illustrare le
gravissime problematiche che attengono alla ricostruzione nei territori colpiti
dal terremoto ed alle speculazioni che si stanno perpetrando nel “cratere”, ha
presentato la “Carta dell&#8217;Appennino”. Si tratta di uno strumento nato in
occasione del Terre Alt(r)e Festival, frutto di in lavoro di condivisione tra
numerose realtà che operano sul territorio. La Carta racchiude in se principi
e linee guida attraverso le quali poter sviluppare vertenze e mobilitazioni.
&#8220;La Carta sarà dunque un mezzo e non un fine, uno strumento che stimoli
l’interesse attorno ad un Appennino &#8216;altro&#8217; che possiamo e dobbiamo immaginare
assieme&#8221;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>
Abbiamo anche ricordato le due mobilitazioni da parte dei terremotati in
programma per il 18 maggio e per il primo giugno, invitando tutti alla
partecipazione.</li></ol>



<p><strong>LE INIZIATIVE</strong></p>



<p><strong>&#8211; 24 Maggio</strong> – <strong>sciopero globale per il clima</strong>.
Partecipazione allo sciopero organizzato dal movimento del <a href="https://www.facebook.com/hashtag/fridaysforfuture?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCJJh6wk3qSIKDfNkCcaYvjbFhNI6DdEaGnpcQA60vmzXBPJReBdChKWHJsTYaNCyLhI0SaAzWxJvD4DwB7_d9HVpJq-sAQQ0DhwNnAZhizICxSu5u-rGuCc58T8WHnnfTTA0etISaQPslu6Sz8oAHS9R3FGvlrwpOqcch2Tpmz8PULP8llfwjRONpo9FVOWYGsAuQwGzDrHaWtvY5GtbEoi15TEaMS_IG8bMPkx4UL8bGTkuKIGt3jIvXn71Zwul76NPF3upPaf7Zhozq-DWBUTi4htXFfV5CQOzspM_hUhc9W8wmFVkk4DF4jvMOg3gPqg_dYbY19krscO4XU0pwJBxzy&amp;__tn__=%2ANK-R">#FridaysForFuture</a>.<br>
&#8211;<strong> 20-21-22 Giugno &#8211;</strong> <strong>Campeggio al Bosco di Corundoli</strong> a Montecilfone
(CB) &#8211; Il campeggio sarà un momento di confronto e di iniziativa per fermare
il passaggio in questo luogo di alto valore paesaggistico e ambientale del
gasdotto Larino -Chieti e la realizzazione di un centro di stoccaggio di gas di
almeno 300 milioni di metri cubi.<br>
<strong>&#8211; Dal 27 al 29 Giugno – Senigallia (AN)</strong> &#8211; In occasione del “Cater
Raduno”, raduno nazionale organizzato dalla trasmissione radiofonica
“Caterpillar”, iniziative volte a far emergere le responsabilità dell&#8217;ENI,
sponsor ufficiale del programma, e delle sue politiche energetiche.<br>
<strong>&#8211; 20 Luglio _</strong> <strong>GIORNATA “PER IL MARE, FUORI DAL FOSSILE”</strong> &#8211; Una
giornata in cui mobilitarsi in forma coordinata a difesa del mare, contro
trivellazioni, prospezioni, air gun, gasdotti, petrolchimici, impianti
inquinanti, ecc. Ogni realtà manifesterà contro le scelte energetiche legate
ai prodotti fossili portando sulle spiagge e in mare, azioni di
sensibilizzazione legate alle diverse criticità territoriali.(Pedalò, barche,
gommoni, canotti, mosconi,&#8230;.)<br>
&#8211;<strong> Dal 22 al 25 Agosto – Campeggio NO SNAM </strong>&#8211; <strong>Campo di Giove </strong>(L&#8217;Aquila),
nel Parco Nazionale della Majella. &#8211; Il campeggio sarà l&#8217;occasione per fare il
punto sui diversi progetti in corso in centro Italia, dalla centrale Snam di
Sulmona al gasdotto Sulmona-Foligno passando per gli stoccaggi e il gasdotto
Larino-Chieti, e per organizzare il prosieguo delle varie attività di
contrasto alla trasformazione dell&#8217;Italia in &#8216;Hub del Gas&#8217;, piattaforma
logistica per il Nord Europa.<br>
&#8211; <strong>Dal 4 all&#8217;8 Settembre – Campeggio “Climat Camp” Lido di Venezia &#8211;</strong> Il
campeggio, in contemporanea con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
di Venezia, sarà un&#8217;occasione di incontro nazionale e internazionale tra i
tanti movimenti e comitati che si battono contro i cambiamenti climatici, la
costruzione di grandi opere inutili e un sistema di produzione che produce
devastazione ambientale e distruzione del pianeta.<br>
&#8211;<strong> GIORNATA DI MOBILITAZIONE CONTRO SITI DI PRODUZIONE A RISCHIO AMBIENTALE:
RAFFINERIE, IMPIANTI DI STOCCAGGIO DEL GAS, CENTRALI A CARBONE,</strong> ECC &#8211;
L&#8217;Assemblea ha proposto di realizzare questa giornata di azione comune all&#8217;interno
dell&#8217;arco temporale coincidente con il campeggio a Venezia. La data è ancora
da verificare.</p>



<p>L&#8217;Assemblea ha, inoltre, stabilito:</p>



<p><strong>1.</strong> Di seguire e verificare l&#8217;andamento e le determinazioni
dell&#8217;incontro con il Ministro dell&#8217;Ambiente e con Dirigenti e Tecnici del
Ministero del 30 Aprile, in particolare riguardo ai seguenti punti:</p>



<p>-Pitesai (e aree di salvaguardia e sic);<br>-Piano clima energia (gasdotti fino al 2070 e 60 miliardi mc e clima alterante diretto);<br> -Procedure VIA: rotazione dirigenti, trasparenza (atti su sito), verifica ottemperanza, audizioni, inchiesta pubblica, via non fatte ecc&#8230;<br> -Decreti immortali (Sinarca, Poseidon, Sulmona-Foligno)<br> -Revisioni VIA già date (sismica)<br> -VIA transfrontaliere<br> -VIA piani aziende Gas/rete nazionale gasdotti<br> -Piani di emergenza (art,11 dlgs.105/2015)</p>



<p><br>
<strong>2.</strong> Di avanzare a strettissimo giro la richiesta di un tavolo tecnico con
il MISE allo scopo di affrontare, in contraddittorio, i seguenti punti già
richiamati nel comunicato di convocazione dell&#8217;Assemblea dell&#8217;11 marzo scorso;
in particolare:<br>
&#8211; Rigetto istanza di proroga automatica della concessione Val d&#8217;Agri a seguito
dei noti fatti indicati nell&#8217;ordinanza del 15/4/2019 del Gip di Potenza;<br>
&#8211; Piano Nazionale Integrato Energia Clima. Sul punto verranno portate sul
tavolo MISE identiche osservazioni che verranno inviate a Minambiente;<br>
&#8211; Decommissioning piattaforme petrolifere giunte a fine vita (recenti Linee
guida pubblicate in Gazzetta Ufficiale ne consentono il riutilizzo per la
costruzione di minirigassificatori, soprattutto in Adriatico);<br>
&#8211; Necessità di saltare il gas quale fonte di transizione, in funzione della
quale è stato ipotizzato il raddoppio della capacità di trasporto di TAP,
nonchè l’adesione al Progetto Eastmed;</p>



<p><strong>LA PROSSIMA ASSEMBLEA DELLA CAMPAGNA</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>25
Agosto _</strong> Assemblea
della Campagna “Per il clima, Fuori dal fossile” all&#8217;interno del campeggio NO
SNAM a Campo di Giove (L&#8217;Aquila), per un bilancio comune sulle mobilitazioni
estive realizzate nei vari territori, sulle forme e pratiche organizzative di
cui dotarci e per riprendere l’iniziativa in autunno.</li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/05/22/report-assemblea-nazionale-per-il-clima-fuori-dal-fossile/">REPORT ASSEMBLEA NAZIONALE “PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE”</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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