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	<title>INTERNAZIONALE Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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	<title>INTERNAZIONALE Archivi | MALANOVA</title>
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		<title>Di chi è l&#8217;occhio che ci spia?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/10/15/di-chi-e-locchio-che-ci-spia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 16:44:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[COMPLOTTARDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di satelliti e altre frontiere dello spazio! Di chi è lo spazio? La priorità dell&#8217;informazione ai nostri tempi è oramai assodata. Attraverso i media si costruisce la realtà, tra fake news e troll sui social, la quantità di informazioni è divenuta immane tanto da garantire in realtà solo la disinformazione da stordimento. Se tutto è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph"><em>di satelliti e altre frontiere dello spazio!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di chi è lo spazio? La priorità dell&#8217;informazione ai nostri tempi è oramai assodata. Attraverso i media si costruisce la realtà, tra fake news e troll sui social, la quantità di informazioni è divenuta immane tanto da garantire in realtà solo la disinformazione da stordimento. Se tutto è vero e anche il contrario di tutto è vero e dimostrabile, nulla è più veramente vero. L&#8217;opinione pubblica, che non approfondisce più, si limita a fare il tifo per quella o quell&#8217;altra posizione che rimane più simpatica o più vicina alle proprie convinzioni. &#8220;Ha stato Putin&#8221;! Gridano alcuni. &#8220;E&#8217; l&#8217;occidente guerrafondaio e satanico!&#8221;, controbattono gli altri. I russi hanno spianato un ospedale, afferma con precisione la stampa occidentale; è stata la contraerea ucraina, rispondono in oriente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per garantirsi la vittoria anche informativa, in questa nuova guerra mondiale ibrida, assistiamo alla corsa per la colonizzazione dello spazio con i satelliti e della terra con i data center utili all&#8217;intelligenza artificiale sempre più autonoma.  Si lanciano satelliti artificiali, alcuni utili per la rete Internet ma capaci alla bisogna di ricoprire anche un ruolo militare, e qulli specificatamente militari, scientifici, meteorologici e per la navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ottobre 2026 si parla di circa 15.000 satelliti operativi di cui 11.000 sarebbero privati e gestiti da un&#8217;unica azienda: Starlink di Elon Musk. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La tabella seguente usa conteggi recenti di satelliti operativi o presenti nei cataloghi orbitali. Le cifre possono variare quotidianamente e non sono tutte perfettamente omogenee.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left">Rete</th><th>Proprietario/operatore</th><th class="has-text-align-left" data-align="left">Satelliti circa</th><th class="has-text-align-left" data-align="left">Copertura e stato</th></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Starlink</td><td>SpaceX, USA</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">11.000</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Servizio globale molto esteso</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">OneWeb</td><td>Eutelsat, gruppo con sede in Francia e registrazione societaria britannica per la rete</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">650</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Copertura globale, servizio soprattutto professionale e istituzionale</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Amazon Leo</td><td>Amazon, USA</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">390</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Rete in costruzione; servizio in espansione</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Qianfan</td><td>SpaceSail, Cina</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">250 circa</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Costellazione in sviluppo</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Guowang</td><td>China SatNet, Cina</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">220 circa</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Costellazione in sviluppo</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1001" height="449" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-12.png" alt="" class="wp-image-11312" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-12.png 1001w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-12-300x135.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-12-768x344.png 768w" sizes="(max-width: 1001px) 100vw, 1001px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il divario è enorme: Starlink ha circa 17 volte i satelliti di OneWeb e più di dieci volte quelli delle due reti cinesi messe insieme, considerando questi valori arrotondati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><th>Paese o categoria</th><th>Satelliti attivi riportati</th><th>Quota indicativa</th></tr><tr><td>Stati Uniti</td><td>12.925</td><td>76%</td></tr><tr><td>Cina</td><td>1.548</td><td>9%</td></tr><tr><td>Regno Unito</td><td>698</td><td>4%</td></tr><tr><td>Russia</td><td>385</td><td>2%</td></tr><tr><td>Giappone</td><td>154</td><td>1%</td></tr><tr><td>Altri Paesi e organizzazioni</td><td>—</td><td>8%</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Come leggere questi dati</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stati Uniti: la quota è dominata da SpaceX e Starlink. Quindi il governo statunitense non possiede direttamente tutti questi satelliti, anzi la maggior parte sono si una società privata a cui il governo deve riferirsi per comprarne i servigi. E&#8217; noto il ruolo della rete di Musk nel conflitto ucraino.</li>



<li>Cina: combina satelliti di telecomunicazione, navigazione, osservazione terrestre, ricerca e difesa. Le reti Guowang e Qianfan sono ancora in espansione.</li>



<li>Regno Unito: una parte significativa del conteggio è legata a OneWeb, che oggi fa parte del gruppo Eutelsat.</li>



<li>Russia: possiede reti di navigazione GLONASS, telecomunicazione e ricognizione, oltre a satelliti scientifici.</li>



<li>Europa: non è un singolo proprietario. Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Unione europea hanno programmi distinti, e i satelliti dell&#8217;UE non sono necessariamente di proprietà nazionale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Starlink rappresenta, dunque, una concentrazione eccezionale di infrastruttura satellitare commerciale e militare nelle mani di un&#8217;unica impresa privata statunitense. I governi globali, a aprtire da quello statunitense, hanno autorizzato questo sconfinamento delle aziende in ambiti prima eslusivamente appannaggio degli stati ed oggi completamente capovolti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto potere si concentra nelle mani delle aziende private più potenti al mondo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quale tipo di sorveglianza è oggi già in atto nel mondo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni comunicazione, ogni atteggiamento, ogni acquisto, ogni gusto è sapientemente catalogato e schedato e immediatamente reperibile grazie all&#8217;enorme capacità computazionale degli immensi data center sempre più energivori, sempre più potenti. In questo caso, però, nessun dubbio sulla sostenibilità ambientale di questi mostri divoratori di watt e acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Benvenuti nell&#8217;epoca che è già stato battezzata come capitalismo della sorveglianza!</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Big Data sono i mattoncini di questo sistema e i Big Data sono estratti direttamente dalla nostra stessa vita quitidiana&#8230;</p>
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		<title>TRUMP: L’America è benedetta, l&#8217;ONU inutile!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 10:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>il riassunto del discorso di Trump all&#8217;ONU &#8220;Grazie mille, ho molto apprezzato. E non mi dispiace fare il discorso senza il gobbo, perché il gobbo non funziona. Sono comunque molto felice di essere qui con voi, e così si parla più con il cuore. Posso solo dire che chiunque stia gestendo questo gobbo è in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-4 wp-block-paragraph"><em>il riassunto del discorso di Trump all&#8217;ONU</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Grazie mille, ho molto apprezzato. E non mi dispiace fare il discorso senza il gobbo, perché il gobbo non funziona. Sono comunque molto felice di essere qui con voi, e così si parla più con il cuore. Posso solo dire che chiunque stia gestendo questo gobbo è in grossi guai. Ciao, signora First Lady. Grazie mille per essere qui, e signora Presidente, signor Segretario Generale, First Lady degli Stati Uniti, distinti delegati, ambasciatori e leader mondiali&#8221;. Così inizia il discorso del presidente degli Stati Uniti a causa del malfunzionamento del gobbo che conteneva il testo preparato per l&#8217;evento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Donald J. Trump ha continuato sottolineando quelli che ha definito risultati storici in termini di economia e politica estera, confrontando il suo bilancio con quello dell&#8217;amministrazione Joseph R. Biden. Ha affermato che, durante &#8220;i quattro anni di presidenza Biden, abbiamo investito meno di 1 trilione di dollari negli Stati Uniti&#8221;, mentre &#8220;in poco meno di otto mesi sotto la sua presidenza, sono stati investiti negli Stati Uniti ben più di 17 trilioni di dollari&#8221;. Ha inoltre dichiarato: &#8220;La mia amministrazione ha attuato i maggiori tagli fiscali e i maggiori tagli alla regolamentazione nella storia del Paese&#8221;.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>siamo il Paese più “caldo” del mondo e non c’è nessun altro Paese che ci si avvicini</strong>. L’America è benedetta con l’economia più forte, i confini più forti, l’esercito più forte, le amicizie più forti e lo spirito più forte di qualsiasi altra nazione sulla faccia della Terra. Questa è davvero l’età d’oro dell’America. Stiamo rapidamente invertendo la calamità economica che abbiamo ereditato dall’amministrazione precedente, inclusi aumenti rovinosi dei prezzi e un’inflazione da record, un’inflazione come non abbiamo mai avuto prima. Sotto la mia guida, i costi dell’energia sono scesi, i prezzi della benzina sono scesi, i prezzi dei generi alimentari sono scesi, i tassi dei mutui sono scesi e <strong>l’inflazione è stata sconfitta</strong>. L’unica cosa che è salita è il mercato azionario, che ha appena raggiunto un nuovo record.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;immigrazione è stata al centro del suo discorso. &#8220;Sul nostro confine meridionale, abbiamo respinto con successo una colossale invasione e negli ultimi quattro mesi, e sono quattro mesi di fila, <strong>il numero di stranieri illegali ammessi e che entrano nel nostro Paese è stato zero</strong>. Difficile da credere, perché se guardate indietro solo a un anno fa, erano milioni e milioni di persone che arrivavano da tutto il mondo, dalle prigioni, dagli istituti di igiene mentale, spacciatori di droga. [&#8230;] Il nostro messaggio è molto semplice: se entri illegalmente negli Stati Uniti, finirai in prigione o tornerai da dove sei venuto, o forse anche peggio – sapete cosa significa&#8221;, ha detto. Ha denunciato le politiche dell&#8217;ex presidente Biden per la loro incapacità di proteggere i bambini: &#8220;Le politiche di Joe Biden hanno causato la perdita di quasi 300.000 bambini, vittime di tratta negli Stati Uniti, molti dei quali sono stati violentati, sfruttati e abusati. Nessuno ne parla – i media mainstream non ne parlano&#8221;, ha detto all&#8217;Assemblea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha parlato anche dell&#8217;attuale fase di riarmo: &#8220;Al vertice della NATO a giugno, praticamente tutti i membri della NATO si sono formalmente impegnati ad aumentare la spesa per la difesa, su mia richiesta, dal 2% al 5% del PIL, rendendo la nostra alleanza molto più forte e potente di quanto non sia mai stata prima&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump ha anche sottolineato il suo operato in materia di commercio e risoluzione dei conflitti. &#8220;In sette mesi, ho posto fine a sette guerre interminabili – dicevano che lo fossero -&#8220;, ha affermato. Ha criticato le Nazioni Unite per aver offerto scarso aiuto: &#8220;Qual è lo scopo delle Nazioni Unite?&#8221;, ha chiesto all&#8217;Assemblea composta da 193 membri. Le Nazioni Unite sembrano scrivere lettere molto forti, ma &#8220;le parole vuote non risolvono la guerra&#8221;, ha affermato. Mentre alcuni, secondo Trump, avrebbero suggerito che gli venisse conferito il Premio Nobel per la Pace, lui ha commentato: &#8220;Il vero premio sarà salvare milioni di vite&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riguardo all&#8217;Iran, Trump ha affermato che &#8220;al principale sponsor mondiale del terrorismo non può nemmeno essere permesso di possedere un&#8217;arma nucleare&#8221;. Ha aggiunto che &#8220;oggi, molti dei comandanti militari iraniani – anzi, posso dire quasi tutti – non sono più con noi&#8221;. Ciò che hanno fatto gli Stati Uniti, nessun altro Paese è in grado di farlo. Ha affermato che, con le capacità di arricchimento dell&#8217;Iran &#8220;completamente distrutte&#8221;, la sua amministrazione ha anche mediato la fine della guerra dei 12 giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha sollecitato un&#8217;azione immediata a Gaza. &#8220;Liberate gli ostaggi ora, liberateli subito&#8221;, ha detto. &#8220;Dobbiamo negoziare la pace, riavere indietro gli ostaggi, tutti e 20, e i 38 cadaveri&#8221;. Ha messo in guardia contro il riconoscimento unilaterale di uno Stato palestinese, affermando che equivarrebbe a &#8220;una ricompensa ad Hamas per le sue orribili atrocità&#8221;. Hamas, secondo il Presidente americano, non è disposto a trattare su nulla.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Sulle guerre ha detto di averne fatto cessare 7: &#8220;Alcune andavano avanti da 31 anni, due di esse da 31. Pensateci, 31 anni. Una da 36 anni, una da 28 anni. Ho concluso sette guerre e in tutti i casi infuriavano con migliaia e migliaia di persone che venivano uccise. Questo include Cambogia e Thailandia, Kosovo e Serbia, il Congo e il Ruanda, una guerra violenta e feroce tra Pakistan e India, Israele e Iran, Egitto ed Etiopia e Armenia e Azerbaijan. Ha incluso tutti loro. <strong>Nessun presidente o primo ministro, e a dire il vero nessun altro Paese, ha mai fatto nulla di simile</strong>, e io l’ho fatto in soli sette mesi&#8221;. </p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Riguardo all&#8217;Ucraina, Trump ha affermato di aver &#8220;sempre pensato che sarebbe stata la guerra più facile&#8221; cui porre fine, a causa dei suoi rapporti con il presidente della Federazione Russa Vladimir V. Putin. Invece, ha affermato, il conflitto si trascina da tre anni, &#8220;uccidendo dai 5.000 ai 7.000 giovani a settimana&#8221;. Ha accusato i paesi della NATO di ipocrisia: &#8220;Comprano petrolio e gas dalla Russia quando combattono contro la Russia&#8221;, ha affermato. La soluzione da lui proposta erano i dazi: se la Russia non pone fine alla guerra, gli Stati Uniti imporranno dazi molto severi che porranno fine alla guerra molto rapidamente, ma anche gli europei devono adottarli, ha aggiunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump ha parlato anche delle armi biologiche, affermando che la pandemia de covid abbia avuto una genesi da laboratorio: &#8220;Mentre cerchiamo di ridurre la minaccia delle armi pericolose, oggi chiedo anche a ogni nazione di unirsi a noi per porre fine allo sviluppo di armi biologiche una volta per tutte, e il biologico è terribile e il nucleare è anche oltre, e includiamo il nucleare in questo. Vogliamo una cessazione dello sviluppo di armi nucleari. Solo pochi anni fa, esperimenti sconsiderati all’estero ci hanno dato una pandemia globale devastante, eppure, nonostante quella catastrofe mondiale, molti Paesi stanno continuando ricerche estremamente rischiose su armi biologiche e agenti patogeni creati dall’uomo. Questo è incredibilmente pericoloso. Per prevenire potenziali disastri, annuncio oggi che la mia amministrazione guiderà uno sforzo internazionale per far rispettare la Convenzione sulle armi biologiche, che si incontrerà con i massimi leader del mondo, pioniere di un sistema di verifica dell’IA di cui tutti possono fidarsi.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Nazioni Unite sono state ripetutamente criticate durante il discorso del Presidente Trump. Trump ha ricordato il suo precedente tentativo di ricostruire la sede centrale delle Nazioni Unite: &#8220;Molti anni fa, ho proposto di ricostruire le Nazioni Unite per 500 milioni di dollari, ma hanno deciso di andare in un&#8217;altra direzione, producendo un complesso molto più scadente&#8221;. Invece, ha detto, &#8220;hanno speso tra i 2 e i 4 miliardi di dollari e non hanno nemmeno ottenuto i pavimenti in marmo che avevo promesso&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Riguardo all&#8217;immigrazione, ha affermato che, nel 2024, le Nazioni Unite hanno speso &#8220;372 milioni di dollari in contanti per sostenere 624.000 migranti che hanno viaggiato negli Stati Uniti per infiltrarsi al nostro confine meridionale&#8221;. Ha anche aggiunto: &#8220;L&#8217;ONU dovrebbe fermare le invasioni, non favorirle&#8221;.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L’Europa è in seri guai. Sono stati invasi da una forza di stranieri illegali come nessuno ha mai visto prima. Stranieri illegali stanno arrivando in Europa, nessuno li ha mai visti e nessuno sta facendo nulla per cambiare la situazione. Non è sostenibile e, poiché scelgono di essere politicamente corretti, non stanno facendo assolutamente nulla al riguardo, e devo dire che guardo a Londra, dove c’è un sindaco terribile, e che è stata così cambiata. Ora vogliono passare alla legge della Sharia, ma siete in un altro Paese, non potete farlo. Sia l’immigrazione che le loro idee energetiche suicide <strong>saranno la morte dell’Europa occidentale se non si farà qualcosa immediatamente</strong>. Questo non può essere sostenuto. Ciò che rende il mondo così bello è che ogni Paese è unico, ma per rimanere tale, ogni nazione sovrana deve avere il diritto di controllare i propri confini. Avete il diritto di controllare i vostri confini, come facciamo noi ora, e di limitare il numero di migranti che entrano nei vostri Paesi.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Trump ha anche attaccato la politica climatica e le energie rinnovabili. &#8220;I mulini a vento sono patetici&#8221;, ha detto, definendo l&#8217;impronta di carbonio &#8220;una bufala&#8221;. Ha poi aggiunto: &#8220;Se non si esce dalla truffa dell&#8217;energia verde, il Paese fallirà&#8221;. Citando le difficoltà della Germania, ha avvertito che &#8220;l&#8217;energia e l&#8217;immigrazione libera stanno distruggendo l&#8217;Europa&#8221;. Ha poi sottolineato le emissioni della Cina: &#8220;La Cina ora produce più CO2 di tutte le altre nazioni sviluppate al mondo&#8221;, ha affermato.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nel 1982, il direttore esecutivo del Programma Ambientale delle Nazioni Unite predisse che entro l’anno 2000 il cambiamento climatico avrebbe causato una catastrofe globale. Disse che sarebbe stata irreversibile, come qualsiasi olocausto nucleare. Questo è ciò che hanno detto alle Nazioni Unite. <strong>Tutte queste previsioni erano sbagliate</strong>.</p>
</blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">L’impronta di carbonio è una bufala creata da persone con intenzioni malvagie e stanno andando verso un percorso di totale distruzione. L’Europa ha ridotto la propria impronta di carbonio del 37%. Congratulazioni, Europa. Ottimo lavoro. Vi siete costati un sacco di posti di lavoro, un sacco di fabbriche hanno chiuso, ma avete ridotto l’impronta di carbonio del 37%. Tuttavia, per tutto quel sacrificio, è stato totalmente cancellato e poi superato da un aumento globale del 54%, gran parte proveniente dalla Cina. Tutti questi Paesi stanno lavorando così duramente sull’impronta di carbonio, il che è una sciocchezza.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Concludendo, Trum ha fatto un appello alla sovranità nazionale: &#8220;L&#8217;America appartiene al popolo americano e incoraggio tutti i paesi a prendere posizione in difesa del proprio popolo. [&#8230;] Quindi, insieme, <strong>sosteniamo il nostro sacro dovere verso il nostro popolo e verso i nostri cittadini</strong>. Proteggiamo i loro confini, garantiamo la loro sicurezza, preserviamo le loro culture, i loro tesori e le loro tradizioni e combattiamo, combattiamo per i loro sogni preziosi e le loro amate libertà e in amicizia e in una visione davvero bella, lavoriamo tutti insieme per costruire un pianeta luminoso e bellissimo, un pianeta che tutti condividiamo, un pianeta di pace e un mondo che è più ricco, migliore e più bello che mai. [&#8230;] Grazie mille, è stato un onore. Che Dio benedica le nazioni del mondo. Grazie mille.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>¿Qué pasa, Nepal?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/09/11/que-pasa-nepal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 08:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO E CAPITALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una campagna sui social media condotta da giovani nepalesi contro gli stili di vita dei "Nepo Kids", i figli dei politici che ostentano ricchezza online, si sono trasformati nei disordini più violenti che il Nepal abbia affrontato negli ultimi anni, portando alle dimissioni del primo ministro. La protesta in varie regioni del Nepal, nata come [&#8230;]</p>
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<pre class="wp-block-preformatted has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-midsmall-font-size wp-elements-6"><em>Una campagna sui social media condotta da giovani nepalesi contro gli stili di vita dei "Nepo Kids", i figli dei politici che ostentano ricchezza online, si sono trasformati nei disordini più violenti che il Nepal abbia affrontato negli ultimi anni, portando alle dimissioni del primo ministro.</em></pre>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">La protesta in varie regioni del Nepal, nata come pacifica, è descritta dai media come una rivolta della Generazione Z. Il blocco dei social network avrebbe rappresentato la scintilla che ha infiammato molti giovani già provati da una condizione sociale molto precaria. <br>Come in molte altre parti del mondo, da ricordare il braccio di ferro tra l&#8217;amministrazione Trump e Tik Tok, il governo nepalese ha cercato di mettere &#8220;ordine&#8221; nel mare della comunicazione digitale, prescrivendo norme più stringenti per l&#8217;agibilità nel paese delle multinazionali delle piattaforme. Di recente, la decisione di bloccare più di 20 social media, da WhatsApp, a X e Facebook, per non essersi adeguati alle nuove prescrizioni emanate dalle autorità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L&#8217;impossibilità di connettersi ai social, per motivi ludici ma anche di lavoro o per necessità vitali, ha trasformato le proteste in scontri via via più violenti con le forze dell’ordine che ha causato inizialmente almeno 19 morti e numerosi feriti (le prime fonti ONU riportano più di 100, ma osservatori della regione riportano stime anche fino a 500). La protesta si è allargata nelle principali città e i manifestanti sono arrivati a dare fuoco ad alcune sedi e residenze istituzionali. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Tutto ciò ha condotto alle rapide dimissioni del Ministro dell’Interno, arrivate già lunedì, seguite da quelle di altri Ministri e funzionari del partito di governo, giunte alla notizia dei primi morti. Dopo una prima resistenza, anche il Primo Ministro <strong>K.P. Sharma Oli</strong> ha dovuto cedere alle pressioni della piazza e a presentare le sue dimissioni che sono state accettate dal Presidente <strong>Ram Chandra Paudel</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Solo l&#8217;esercito ha potuto sedare la massa inferocita ma si crede solo temporaneamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Negli scontri, <strong>Mukti Khanal</strong>, moglie dell&#8217;ex Primo Ministro nepalese <strong>Jhalanath Khanal</strong>, è morta dopo che la loro casa a Kathmandu è stata data alle fiamme da una folla inferocita, segno che il malcontento popolare covava da molto tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Le proteste sono iniziate all&#8217;inizio di settembre con una manifestazione pacifica dei giovani. <strong>Proprio i social hanno innescato la miccia a causa della frustrazione dei giovani nepalesi che vedevano i post dei figli dei politici mentre si filmavano nei loro viaggi di lusso e mentre sfoggiavano l&#8217;acquisto di articoli molto costosi.</strong> Inutile dire che la maggior parte delle persone in Nepal ha dovuto affrontare negli ultimi decenni difficoltà economiche non indifferenti. Vessati da un&#8217;atavica disoccupazione e da opportunità di vita molto limitate, la cosiddetta Generazione Z è insorta alla decisione del governo della scorsa settimana di vietare i social media non in regola con le nuove e stringenti norme nazionali. Secondo i dati della Banca Mondiale la disoccupazione nepalese si attesta al 20% nel 2024 e oltre 2.000 giovani lasciano ogni giorno il paese per trovare lavoro in Medio Oriente o nel Sud Est asiatico. <br><br>Dopo due notti di violente proteste, in cui decine di migliaia di persone hanno marciato, i manifestanti hanno dato fuoco al Parlamento e alla Corte Suprema, e si sono scontrati con le forze di sicurezza. Diverse registrazioni hanno documentato il pestaggio per strada del Ministro delle Finanze, mentre altri video mostravano la folla che attaccava il Ministro degli Esteri Arzu Rana Deuba e il suo coniuge, l’ex primo ministro Sher Bahadur Deuba, presso la loro residenza di Kathmandu. Si vedono anche elicotteri militari con appesi membri del governo mentre vengono evacuati con le loro famiglie durante gli scontri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il movimento guidato dai giovani del Nepal ha sospeso mercoledì le sue proteste che hanno causato alla fine 30 morti e circa 1.033 feriti. Circa 15 rappresentanti del movimento di protesta hanno incontrato i funzionari dell&#8217;esercito nella base di Bhadrakali questa mattina. La discussione si è incentrata sul vuoto politico nepalese e sui i nomi per una nuova leadership civile di transizione.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><br></p>
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		<title>Lavoratori tecnologici contro Google e Amazon per il sostegno al genocidio palestinese</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/04/17/lavoratori-tecnologici-contro-google-e-amazon-per-il-sostegno-al-genocidio-palestinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 13:44:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO E CAPITALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[BigTech]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il movimento No Tech for Apartheid (NoTA) si è costituito partendo da una campagna internazionale lanciata nel 2021 da dipendenti di Google e Amazon, in collaborazione con le organizzazioni MPower Change e Jewish Voice for Peace. L&#8217;obiettivo scatenante è stato quello di opporsi al ‘Project Nimbus’, un contratto da 1,2 miliardi di dollari attraverso il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-one-color has-text-color has-link-color wp-elements-11 wp-block-paragraph">Il movimento <strong>No Tech for Apartheid (NoTA)</strong> si è costituito partendo da una campagna internazionale lanciata nel 2021 da dipendenti di Google e Amazon, in collaborazione con le organizzazioni MPower Change e Jewish Voice for Peace. L&#8217;obiettivo scatenante è stato quello di opporsi al ‘<strong>Project Nimbus’</strong>, un contratto da 1,2 miliardi di dollari attraverso il quale Google e Amazon forniscono servizi di cloud computing e intelligenza artificiale al governo e all&#8217;esercito israeliano.​ (vedi precedente articolo su <a href="https://www.malanova.info/2025/04/17/genesi-ed-evoluzione-del-grande-fratello-il-tecnoautoritarismo-che-si-fa-istituzione/">malanova.info</a>)</p>



<p class="has-one-color has-text-color has-link-color wp-elements-12 wp-block-paragraph"><strong>I dipendenti delle Big Tech hanno chiesto anche che <em>“le aziende smettano di diffondere disinformazione israeliana e di censurare contenuti solidali con i palestinesi.</em></strong><em>&nbsp;I nostri datori di lavoro hanno una vasta esperienza nella tutela della libertà di espressione, in particolare quella delle comunità emarginate e oppresse, e nel garantire che gli utenti abbiano accesso a informazioni verificate.[…] È ora che le aziende tecnologiche riconoscano che i lavoratori che impiegano hanno voci, prospettive ed esigenze che non possono più ignorare. La tecnologia dovrebbe essere utilizzata per costruire un mondo migliore, non per distruggerlo, ed è ora che chiediamo ai nostri datori di lavoro di costruirlo”. </em>(Fonte: <a href="https://techworkerscoalition.org/no-tech-for-apartheid/?utm_source=chatgpt.com">techworkerscoalition.org</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">La preoccupazione principale dei tech workers è che la tecnologia fornita attraverso il Project Nimbus possa essere utilizzata per attività militari e di sorveglianza contro i palestinesi. I lavoratori coinvolti temono che, a causa della mancanza di trasparenza e della clausola contrattuale che impedisce alle aziende di rifiutare servizi a enti governativi, le tecnologie possano essere impiegate in azioni di guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">NoTA ha organizzato diverse azioni di protesta, tra cui sit-in negli uffici di Google a New York e Sunnyvale, California. Ad aprile 2024, queste manifestazioni hanno portato al licenziamento di oltre 50 dipendenti, alcuni dei quali non erano direttamente coinvolti nelle proteste. Inoltre, più di 1.100 studenti e giovani professionisti nel settore tecnologico hanno firmato un impegno a non lavorare per Google o Amazon fino a quando le aziende non si ritireranno dal Project Nimbus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una lettera aperta del novembre del 2023 questi dipendenti Google hanno denunciato:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-13 wp-block-paragraph"><em>“</em><em>Siamo dipendenti Google, musulmani, palestinesi e arabi, affiancati da colleghi ebrei antisionisti. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte all&#8217;odio, agli abusi e alle ritorsioni a cui siamo sottoposti sul posto di lavoro in questo momento. Mentre piangiamo la continua e incessante perdita di vite innocenti palestinesi, comprese quelle dei nostri cari, il nostro dolore collettivo è esacerbato da campagne di odio, abusi e ritorsioni all&#8217;interno di Google. I palestinesi sono stati pubblicamente definiti &#8220;animali&#8221; sulle piattaforme di lavoro ufficiali di Google, mentre la dirigenza è rimasta inerte. I musulmani hanno sopportato accuse di sostenere il terrorismo come parte della loro religione mentre […] i manager di Google hanno definito i dipendenti &#8220;malati&#8221; e una &#8220;causa persa&#8221; per aver mostrato empatia verso i residenti assediati di Gaza, e hanno persino chiesto pubblicamente ai dipendenti arabi e musulmani di Google se sostenessero Hamas, in risposta alle loro espressioni di empatia o preoccupazione per la sicurezza delle famiglie palestinesi. Ci sono persino sforzi coordinati per rendere difficile la vita pubblica dei dipendenti simpatizzanti per la Palestina e per segnalarli sia a Google che alle forze dell&#8217;ordine per &#8220;sostegno al terrorismo&#8221;. Altri esempi di repressione e punizione nei confronti dei dipendenti di Google che si esprimono contro quello che giustamente considerano un genocidio contro il popolo palestinese, così come altri esempi di diffuso odio anti-musulmano sistematicamente tollerato dalla dirigenza di Google”.</em> (<a href="https://medium.com/@notechforapartheid/googleopenletter-868f0c4477db">https://medium.com/@notechforapartheid/googleopenletter-868f0c4477db</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal suo lato, Google ha dichiarato in più occasioni che il contratto con Israele non è destinato a usi militari e che i servizi forniti sono conformi alle politiche aziendali. Tuttavia, le dichiarazioni di funzionari israeliani suggeriscono che la tecnologia cloud fornita da Google e Amazon sta avendo un impatto significativo nelle operazioni militari. Anche alcuni articoli del 2024 hanno confermato questa verità.</p>



<p class="has-one-color has-text-color has-link-color wp-elements-14 wp-block-paragraph">In un’importante inchiesta pubblicata da&nbsp;<a href="https://theintercept.com/2024/05/01/google-amazon-nimbus-israel-weapons-arms-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Intercept</a>&nbsp;si evince che, nonostante Google continui a sostenere che il Progetto Nimbus &#8220;non è rivolto a situazioni altamente sensibili, classificate o militari o rilevanti per i servizi segreti o le armi&#8221;, sia Google che Amazon sono da considerarsi ‘<em>embedded’</em> con le Forze di occupazione israeliane<em>. “</em><em>Secondo il documento di appalto del governo israeliano di 63 pagine”, afferma l’inchiesta, “due dei principali produttori di armi statali israeliani sono obbligati contrattualmente a utilizzare Amazon e Google per le esigenze di cloud computing. Sebbene i dettagli del lavoro contrattuale di Google e Amazon con l&#8217;industria bellica israeliana non siano descritti nel documento di gara, che delinea come le agenzie israeliane otterranno servizi software tramite Nimbus, le aziende sono responsabili della produzione di droni, missili e altre armi che Israele ha utilizzato per bombardare Gaza”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendendo spunto da questa inchiesta gli attivisti della campagna <strong>No Tech For Apartheid</strong> hanno chiaramente dichiarato <strong>che l&#8217;intelligenza artificiale sta diventando la spina dorsale della violenza di stato e Google e Amazon così come altri titani della Silicon Valley si contendono il ruolo di infrastruttura per eserciti, polizia, ICE e altre forze violente in tutto il mondo. La guerra diventa una nuova linea di business molto redditizia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="6f9f"><em>“Con queste nuove informazioni, non c&#8217;è più spazio per i dubbi:&nbsp;Google e Amazon stanno potenziando la macchina di morte dell&#8217;esercito israeliano. I dirigenti di Google e Amazon sono speculatori del genocidio con le mani sporche di sangue”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il movimento ha ampliato la sua portata, coinvolgendo anche Microsoft con la campagna &#8220;No Azure for Apartheid&#8221;, che chiede la cessazione di tutti i contratti Azure con il governo e l&#8217;esercito israeliani. Il movimento NoTA continua a raccogliere adesioni e a organizzare proteste, con l&#8217;obiettivo di interrompere la collaborazione tra le grandi aziende tecnologiche e il governo israeliano in ambiti che potrebbero contribuire alla repressione dei diritti dei palestinesi.​</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggi anche:</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Z4vWMBu3Cp"><a href="https://www.malanova.info/2025/04/17/genesi-ed-evoluzione-del-grande-fratello-il-tecnoautoritarismo-che-si-fa-istituzione/">GENESI ED EVOLUZIONE DEL GRANDE FRATELLO: IL TECNOAUTORITARISMO CHE SI FA ISTITUZIONE</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;GENESI ED EVOLUZIONE DEL GRANDE FRATELLO: IL TECNOAUTORITARISMO CHE SI FA ISTITUZIONE&#8221; &#8212; MALANOVA" src="https://www.malanova.info/2025/04/17/genesi-ed-evoluzione-del-grande-fratello-il-tecnoautoritarismo-che-si-fa-istituzione/embed/#?secret=kLMHBnV2Zc#?secret=Z4vWMBu3Cp" data-secret="Z4vWMBu3Cp" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>&#8216;Terre rare&#8217;: il ruolo strategico di Ucraina e Russia</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/03/13/terre-rare-il-ruolo-strategico-di-ucraina-e-russia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 16:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA E FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>13/03/2025 Negli scorsi giorni, il dibattito geopolitico si è incentrtato sulla richiesta di Trump all&#8217;Ucraina di ripagare gli aiuti militari ricevuti attraverso una risorsa strategica dell&#8217;economia globale chiamata terre rare. Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici fondamentali per la tecnologia moderna, utilizzati in settori chiave come elettronica, energia rinnovabile, difesa e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">13/03/2025</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli scorsi giorni, il dibattito geopolitico si è incentrtato sulla richiesta di Trump all&#8217;Ucraina di ripagare gli aiuti militari ricevuti attraverso una risorsa strategica dell&#8217;economia globale chiamata terre rare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici fondamentali per la tecnologia moderna, utilizzati in settori chiave come elettronica, energia rinnovabile, difesa e mobilità elettrica. A dispetto del nome non sono poi così “rare” in quanto ampiamente diffuse nel mondo, ma difficili da estrarre con processi ecosostenibili. Per questo motivo le attività di estrazione si sono concentrate in Paesi con una legislazione ambientali molto &#8216;leggera&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I principali produttori mondiali di terre rare sono la Cina, che detiene oltre il 60% della produzione globale, seguita da Stati Uniti, Australia e Myanmar. Altri Paesi, tra cui Canada, Brasile e India, possiedono riserve significative, ma la loro estrazione è ancora limitata rispetto alla domanda crescente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La quota di mercato cinese sale all’85% nella fase successiva della filiera, quella della raffinazione oltre a rappresentare una fetta quasi monopolistica, intorno al 90%, dei magneti a base di terre rare. Questi magneti hanno un vasto mercato a livello globale trattandosi di componenti centrali per veicoli elettrici e turbine eoliche. Per la sua politica di conversione all&#8217;elettrico, la domanda di tali prodotti da parte dell’Unione Europea raddoppierà entro il 2030. Ma al momento sul territorio europeo non si estraggono terre rare e si producono solo l’1% dei magneti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi, l&#8217;Unione Europea è fortemente dipendente dalle importazioni, motivo per cui si stanno intensificando gli sforzi per diversificare l&#8217;approvvigionamento e sviluppare una filiera più autonoma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Russia possiede alcune delle più grandi riserve di terre rare al mondo, concentrate principalmente nella Siberia orientale e nella regione di Murmansk. Sebbene il Paese non sia tra i maggiori produttori globali, sta cercando di aumentare la propria capacità estrattiva per ridurre la dipendenza dalla Cina e rafforzare la propria posizione geopolitica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2023, la Russia ha annunciato piani per espandere la produzione di terre rare, puntando su nuovi giacimenti nella regione di Krasnoyarsk e sulla costruzione di impianti di raffinazione. L&#8217;obiettivo è quello di diventare un fornitore alternativo per Paesi in cerca di una diversificazione dell’approvvigionamento, specialmente dopo le tensioni economiche con l’Occidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Ucraina, pur non essendo attualmente un grande produttore di terre rare, possiede importanti giacimenti minerari, in particolare nella regione <strong>del Donbass e nel bacino del Dnepr</strong>. Alcuni studi indicano che il sottosuolo ucraino potrebbe contenere riserve significative di terre rare, ma l’instabilità geopolitica e il conflitto con la Russia hanno ostacolato lo sviluppo di un’industria mineraria su larga scala.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2021, l’Ucraina ha firmato un accordo con l’Unione Europea per rafforzare la cooperazione nel settore minerario, con l’obiettivo di sviluppare una produzione di terre rare che possa ridurre la dipendenza dell’Europa dalla Cina. Tuttavia, la guerra ha reso incerto il futuro di questi progetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La competizione per il controllo delle terre rare sta diventando un tema centrale nella geopolitica globale. La Cina mantiene un dominio quasi assoluto sulla raffinazione di questi elementi, mentre Stati Uniti ed Europa cercano alternative per ridurre la dipendenza da Pechino. In questo contesto, Russia e Ucraina potrebbero giocare un ruolo strategico nei prossimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l’Europa, investire nella produzione ucraina potrebbe rappresentare un’opportunità per diversificare le fonti di approvvigionamento, ma il successo dipenderà dall’evoluzione del conflitto e dalla stabilità del Paese. D’altro canto, la Russia, già sotto sanzioni internazionali, potrebbe cercare di rafforzare la propria posizione come esportatore di materie prime verso Paesi non allineati con l’Occidente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="622" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-3-1024x622.png" alt="" class="wp-image-11076" style="width:771px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-3-1024x622.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-3-300x182.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-3-768x467.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/03/image-3.png 1458w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per ridurre il divartio con la Cina, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha approvato di recente il finanziamento di due impianti di separazione delle terre rare sul suolo statunitense. È un piccolo passo verso l&#8217;obiettivo dichiarato dell&#8217;amministrazione Trump di rompere la dipendenza del paese dalle forniture cinesi di minerali critici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo progetto c&#8217;è il coinvolgimento diretto del Pentagono che deve coadiuvare l&#8217;arduo compito della creazione da zero di una catena di approvvigionamento di terre rare non cinesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati Uniti, infatti, sono quasi interamente dipendenti dalle importazioni di composti di terre rare e metalli nell&#8217;ultimo anno, proprio come nei due anni precedenti. Secondo lo United States Geological Survey (USGS), la Cina è rimasta il principale fornitore con circa l&#8217;80% di tutte le importazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa dipendenza dalla Cina per i minerali in usi critici per un&#8217;ampia gamma di applicazioni civili e militari è sempre più problematica visto il deterioramento delle relazioni commerciali e geopolitiche sino-statunitensi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli USA attualmente non hanno praticamente alcuna capacità di produrre magneti al neodimio-ferro-boro (NdFeB), l&#8217;uso finale più comune per le terre rare che è fondamentale per il passaggio dell&#8217;industria automobilistica globale ai veicoli elettrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strano ricordare che la General Motors, proprietaria di due brevetti originali per tali magneti, ha venduto i diritti proprio alla Cina. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La maggior parte dei magneti sono prodotti in Cina&#8221;, ha detto ad Argus Media Pol Le Roux, vice presidente vendite e marketing di Lynas Corp. (&#8220;Argus White Paper: How to build a rare earth supply chain&#8221;, luglio 2020).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente continueremo a sentire parlare di terre rare a lungo visto la loro centralità economica e geopolitica. La corsa agli armamenti e allo sviluppo tecnologico è appena iniziato e continuerà sulla linea di sviluppo di razzi spaziali, tecnologie energetiche e militari. Non importa alle elite globali quando questo impattera sull&#8217;ambiente e in termini di vite umane.</p>
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		<title>DOCUMENTI: La Presidente von der Leyen sul pacchetto difesa</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/03/07/documenti-la-presidente-von-der-leyen-sul-pacchetto-difesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 12:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella cornice del vertice, Von der Leyen ha ribadito che l’Europa si trova ad affrontare un pericolo chiaro e immediato e che il piano ReArm Europe risponde a questa necessità con un aumento significativo della spesa per la difesa. «Non c’è bisogno di descrivere la natura grave delle minacce che affrontiamo – ha affermato -. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2025/03/07/documenti-la-presidente-von-der-leyen-sul-pacchetto-difesa/">DOCUMENTI: La Presidente von der Leyen sul pacchetto difesa</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-17 wp-block-paragraph"><em>Nella cornice del vertice, Von der Leyen ha ribadito che l’Europa si trova ad affrontare un pericolo chiaro e immediato e che il piano ReArm Europe risponde a questa necessità con un aumento significativo della spesa per la difesa. «Non c’è bisogno di descrivere la natura grave delle minacce che affrontiamo – ha affermato -. La vera domanda è se l’Europa è pronta ad agire con la velocità e l’ambizione necessarie». Diversi i punti principali del piano, che ha ottenuto il semaforo verde del Consiglio. In primis, si prevede che gli Stati membri potranno aumentare significativamente le spese militari senza incorrere nelle restrizioni del Patto di stabilità e crescita, generando fino a 650 miliardi di euro di investimenti nei prossimi quattro anni. Si mette mano inoltre alla creazione di un fondo da 150 miliardi di euro per prestiti agli Stati membri destinati a investimenti nel settore della difesa, aprendo all’utilizzo del bilancio dell’UE per incentivare investimenti militari attraverso programmi della politica di coesione e altri strumenti finanziari comunitari. [&#8230;]</em></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-18 wp-block-paragraph"><em>Le conclusioni sulla parte della difesa sono state adottate all’unanimità dai leader degli Stati membri, mentre quelle sull’Ucraina sono state adottate da 26 Paesi, con la sola contrarietà dell’Ungheria di Orbán.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Stiamo vivendo nel momento più importante e pericoloso. Non ho bisogno di descrivere la natura grave delle minacce che affrontiamo. O le conseguenze devastanti che dovremo sopportare se tali minacce dovessero concretizzarsi. Perché la questione non è più se la sicurezza dell&#8217;Europa sia minacciata in modo molto reale. O se l&#8217;Europa debba assumersi una maggiore responsabilità per la propria sicurezza. In verità, conosciamo da tempo le risposte a queste domande. La vera questione che abbiamo di fronte è se l&#8217;Europa è pronta ad agire con la stessa decisione richiesta dalla situazione. E se l&#8217;Europa è pronta e in grado di agire con la velocità e l&#8217;ambizione necessarie. Nei vari incontri delle ultime settimane, l&#8217;ultimo dei quali due giorni fa a Londra, la risposta delle capitali europee è stata tanto clamorosa quanto chiara. Siamo in un&#8217;era di riarmo. E l&#8217;Europa è pronta ad aumentare massicciamente la sua spesa per la difesa. Sia per rispondere all&#8217;urgenza a breve termine di agire e sostenere l&#8217;Ucraina, sia per affrontare la necessità a lungo termine di assumersi una responsabilità molto maggiore per la nostra sicurezza europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché oggi ho scritto una lettera ai leader in vista del Consiglio europeo di giovedì. Ecco perché siamo qui insieme oggi. E ho delineato in questa lettera ai leader il piano ReArm Europe. Questa serie di proposte si concentra su come utilizzare tutte le leve finanziarie a nostra disposizione, per aiutare gli Stati membri ad aumentare rapidamente e significativamente le spese per le capacità di difesa. Con urgenza ora, ma anche per un periodo più lungo nel corso di questo decennio. Ci sono cinque parti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima parte di questo piano ReArm Europe è quella di liberare l&#8217;<strong>uso di finanziamenti pubblici nella difesa a livello nazionale. Gli Stati membri sono pronti a investire di più nella propria sicurezza se hanno lo spazio fiscale. E dobbiamo consentire loro di farlo. Ecco perché proporremo a breve di attivare la clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilità e crescita.</strong> <strong>Ciò consentirà agli Stati membri di aumentare significativamente le loro spese per la difesa senza innescare la procedura per i disavanzi eccessivi.</strong> Ad esempio: se gli Stati membri aumentassero le loro spese per la difesa dell&#8217;1,5% del PIL in media, ciò potrebbe creare uno spazio fiscale di circa 650 miliardi di euro in un periodo di quattro anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda proposta sarà un nuovo strumento. Fornirà 150 miliardi di euro di prestiti agli Stati membri per investimenti nella difesa. Si tratta fondamentalmente di spendere meglio e spendere insieme. Stiamo parlando di domini di capacità paneuropei. Ad esempio: difesa aerea e missilistica, sistemi di artiglieria, missili e droni per munizioni e sistemi anti-drone; ma anche per soddisfare altre esigenze, dalla mobilità informatica a quella militare, ad esempio. Aiuterà gli Stati membri a mettere in comune la domanda e ad acquistare insieme. Naturalmente, con questa attrezzatura, gli Stati membri possono aumentare notevolmente il loro sostegno all&#8217;Ucraina. Quindi, attrezzatura militare immediata per l&#8217;Ucraina. Questo approccio di approvvigionamento congiunto ridurrà anche i costi, ridurrà la frammentazione, aumenterà l&#8217;interoperabilità e rafforzerà la nostra base industriale di difesa. E può essere a vantaggio dell&#8217;Ucraina, come ho appena descritto. Quindi questo è il momento dell&#8217;Europa e dobbiamo essere all&#8217;altezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il terzo punto è usare il potere del bilancio dell&#8217;UE. C&#8217;è molto che possiamo fare in questo ambito nel breve termine per indirizzare più fondi verso investimenti correlati alla difesa. Ecco perché posso annunciare che proporremo ulteriori possibilità e incentivi per gli Stati membri che decideranno, se vorranno usare programmi di politica di coesione, di aumentare la spesa per la difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli ultimi due ambiti d&#8217;azione mirano a mobilitare capitali privati ​​accelerando l&#8217;Unione del risparmio e degli investimenti e tramite la Banca europea per gli investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per concludere: l&#8217;Europa è pronta ad assumersi le proprie responsabilità. ReArm Europe potrebbe mobilitare circa 800 miliardi di euro per un&#8217;Europa sicura e resiliente. Continueremo a lavorare a stretto contatto con i nostri partner nella NATO. Questo è un momento per l&#8217;Europa. E siamo pronti a fare un passo avanti&#8221;.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Presidente von der Leyen</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2025/03/07/documenti-la-presidente-von-der-leyen-sul-pacchetto-difesa/">DOCUMENTI: La Presidente von der Leyen sul pacchetto difesa</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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		<title>DOCUMENTI: Un&#8217;analisi di Bernie Sanders sulla situazione statunitense</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/02/24/documenti-unanalisi-di-bernie-sanders-sulla-situazione-statunitense/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 08:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non mi capita spesso di ringraziare Elon Musk, ma ha fatto un lavoro eccezionale nel dimostrare un punto che sosteniamo da anni: viviamo in una società oligarchica in cui i miliardari non solo dominano la politica e le informazioni che consumiamo, ma anche il nostro governo e le nostre vite economiche. E oggi questo è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non mi capita spesso di ringraziare Elon Musk, ma ha fatto un lavoro eccezionale nel dimostrare un punto che sosteniamo da anni: viviamo in una società oligarchica in cui i miliardari non solo dominano la politica e le informazioni che consumiamo, ma anche il nostro governo e le nostre vite economiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E oggi questo è più evidente che mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma dato il clamore e l’attenzione che il signor Musk sta ricevendo nelle ultime settimane mentre smantella illegalmente e incostituzionalmente le agenzie governative, mi sembra il momento giusto per porre una domanda che i media e la maggior parte dei politici evitano: cosa vogliono davvero lui e gli altri multimiliardari? Qual è il loro obiettivo finale?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A mio avviso, ciò per cui Musk e chi gli sta attorno stanno lottando con tanta aggressività non è qualcosa di nuovo, né di complesso. È ciò che le classi dominanti hanno sempre desiderato e creduto fosse loro di diritto: più potere, più controllo, più ricchezza. E non vogliono che le persone comuni e la democrazia intralcino il loro cammino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elon Musk e i suoi colleghi oligarchi vedono il governo e le leggi semplicemente come ostacoli ai loro interessi e a ciò che ritengono di meritare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’America prerivoluzionaria, la classe dominante governava attraverso il “diritto divino dei re”, la convinzione che il re d’Inghilterra fosse un agente di Dio, e quindi non dovesse essere messo in discussione. Oggi, gli oligarchi credono che, in quanto padroni della tecnologia e “individui dall’intelligenza superiore”, abbiano il diritto assoluto di governare. In altre parole, sono i re dei nostri tempi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non si tratta solo di potere. È una questione di ricchezza sconfinata. Oggi, Musk, Bezos e Zuckerberg hanno una ricchezza combinata di 903 miliardi di dollari, più di quanto possieda la metà più povera della società americana — 170 milioni di persone. Dall’elezione di Trump, incredibilmente, la loro ricchezza è esplosa. Elon Musk è diventato 138 miliardi di dollari più ricco, Zuckerberg 49 miliardi più ricco e Bezos 28 miliardi più ricco. Sommando il tutto, i tre uomini più ricchi d’America hanno accumulato 215 miliardi di dollari in più dal giorno delle elezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, mentre i ricchi diventano sempre più ricchi, il 60% degli americani vive di stipendio in stipendio, 85 milioni non hanno un’assicurazione sanitaria adeguata, il 25% degli anziani cerca di sopravvivere con meno di 15.000 dollari all’anno, 800.000 persone sono senzatetto e gli Stati Uniti hanno uno dei tassi di povertà infantile più alti tra i paesi avanzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensate che gli oligarchi si preoccupino di queste persone? Credetemi, non lo fanno. La decisione di Musk di smantellare l’USAID significa che migliaia di persone tra le più povere del mondo soffriranno la fame o moriranno per malattie prevenibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non si tratta solo di quello che accade all’estero. Anche negli Stati Uniti attaccheranno presto i programmi per la sanità, la nutrizione, l’edilizia abitativa e l’istruzione che proteggono i più vulnerabili — così che il Congresso possa garantire enormi sgravi fiscali a loro e agli altri miliardari. Come re moderni, convinti di avere il diritto assoluto di governare, non esiteranno a sacrificare il benessere delle persone comuni per difendere i propri privilegi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, utilizzeranno i giganteschi mezzi di comunicazione che possiedono per distogliere l’attenzione dagli effetti delle loro politiche, mentre ci “intrattengono fino alla morte”. Mentiranno, mentiranno e mentiranno. Continueranno a spendere enormi somme di denaro per comprare politici di entrambi i principali partiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stanno conducendo una guerra contro la classe lavoratrice di questo Paese, e hanno tutta l’intenzione di vincerla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vi prenderò in giro: i problemi che affrontiamo oggi sono gravi e non facili da risolvere. L’economia è truccata, il nostro sistema di finanziamento delle campagne elettorali è corrotto e stiamo lottando per affrontare il cambiamento climatico — tra molte altre sfide.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma so una cosa:</p>



<p class="wp-block-paragraph">La più grande paura della classe dirigente in questo Paese è che gli americani — neri, bianchi, latini, delle città e delle campagne, gay e etero — si uniscano per chiedere un governo che rappresenti tutti noi, non solo una ristretta élite di ricchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il loro incubo è che noi non ci lasciamo dividere in base alla razza, alla religione, all’orientamento sessuale o alla nazionalità d’origine e che, insieme, troviamo il coraggio di sfidarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà facile? Ovviamente no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La classe dominante di questo Paese vi ricorderà costantemente che ha tutto il potere. Controllano il governo, possiedono i media. “Volete affrontarci? Buona fortuna,” diranno. “Non c’è nulla che possiate fare.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il nostro compito oggi è non dimenticare le grandi lotte e i sacrifici che milioni di persone hanno fatto nel corso della storia per costruire una società più democratica, giusta e umana:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Rovesciare il Re d’Inghilterra per creare una nuova nazione e l’autogoverno. Impossibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Garantire il suffragio universale. Impossibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Porre fine alla schiavitù e alla segregazione. Impossibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Dare ai lavoratori il diritto di formare sindacati e abolire il lavoro minorile. Impossibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Garantire alle donne il controllo sul proprio corpo. Impossibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Approvare leggi per creare la Previdenza Sociale, Medicare, Medicaid, il salario minimo, standard per l’aria pulita e l’acqua pulita. Impossibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi tempi difficili, la disperazione non è un’opzione. Dobbiamo combattere con ogni mezzo possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo impegnarci nel processo politico: candidarci, connetterci con i nostri legislatori locali, statali e federali, donare a candidati che difendono la classe lavoratrice di questo Paese. Dobbiamo creare nuovi canali di comunicazione e condivisione delle informazioni. Dobbiamo fare volontariato non solo in politica, ma anche per costruire comunità a livello locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualsiasi cosa possiamo fare, dobbiamo farla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inutile dire che io farò la mia parte — sia all’interno del Congresso che viaggiando per il Paese — per difendere la classe lavoratrice americana. Nei prossimi giorni, settimane e mesi, spero che vi unirete a me in questa lotta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In solidarietà,</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bernie Sanders</strong></p>
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		<title>FOCUS: i rifiuti prodotti nei comuni europei &#8211; 2024 (dati 2022)</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/02/06/focus-i-rifiuti-prodotti-nei-comuni-europei-2024-dati-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 21:02:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Report del Parlamento europeo pubblicato il 06/02/2025 Ogni europeo ha generato in media cinque tonnellate di rifiuti nel 2022, il che equivale a oltre 2,2 miliardi di tonnellate in totale. Circa il 38,4% di tutti i rifiuti è stato generato nell&#8217;edilizia (38,4%), seguito da attività estrattive e di cava (22,7%), servizi di smaltimento rifiuti e acqua [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-20 wp-block-paragraph"><strong>Report del Parlamento europeo pubblicato il 06/02/2025</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni europeo ha generato in media <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Waste_statistics" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cinque tonnellate di rifiuti nel 2022</a>, il che equivale a oltre 2,2 miliardi di tonnellate in totale.<br><br>Circa il 38,4% di tutti i rifiuti è stato generato nell&#8217;<strong>edilizia</strong> (38,4%), seguito da <strong>attività estrattive e di cava</strong> (22,7%), <strong>servizi di smaltimento rifiuti e acqua</strong> (10,5%), <strong>produzione manifatturiera</strong> (10,4%) e <strong>famiglie</strong> (8,9%). <strong>Altre attività</strong> economiche, principalmente servizi (5,2%) ed <strong>energia</strong> (3,0%), hanno generato la parte rimanente (9,2%).<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">I principali rifiuti minerali rappresentano una quota importante dei rifiuti totali (64%). Provengono da attività estrattive, cave, costruzioni e demolizioni. Oltre ai principali rifiuti minerali, le maggiori fonti di rifiuti nel 2022 sono state i servizi di smaltimento e acqua (216 milioni di tonnellate), le famiglie (193 milioni di tonnellate) e le attività manifatturiere (166 milioni di tonnellate). [&#8230;]</p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="municipal-waste-4">Rifiuti urbani</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>I rifiuti urbani sono costituiti da rifiuti generati da famiglie, negozi, uffici e istituzioni pubbliche. Rappresentano solo circa il 10% dei rifiuti totali e sono gestiti dalle autorità comunali.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022, il volume dei rifiuti urbani prodotti variava notevolmente tra i paesi dell&#8217;UE, passando da 301 chili pro capite in Romania a 803 chili pro capite in Austria.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-11035" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-1024x1024.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-300x300.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-150x150.png 150w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-768x768.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image.png 1156w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La quota di&nbsp;<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Municipal_waste_statistics" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rifiuti urbani riciclati</a>&nbsp;è aumentata dal 19% nel 1995 al 48% nel 2022, mentre nello stesso periodo la quota di rifiuti smaltiti in discarica è scesa dal 61% al 23%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In linea con la&nbsp;<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=celex:32018L0850" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttiva UE sulle discariche</a>&nbsp;, entro il 2035 i paesi dell&#8217;UE dovranno ridurre la quantità di rifiuti urbani inviati in discarica al 10% o meno del totale dei rifiuti urbani generati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;UE esporta anche parte dei suoi rifiuti. Nel 2022,&nbsp;<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240118-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le esportazioni di rifiuti dell&#8217;UE verso paesi extra-UE</a>&nbsp;hanno raggiunto i 32,1 milioni di tonnellate. Si tratta di un leggero calo del 3% rispetto al 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte dei rifiuti esportati al di fuori dell&#8217;UE (55%) è costituita da rifiuti di metalli ferrosi (ferro e acciaio), che vanno principalmente in Turchia. L&#8217;UE ha esportato anche molti rifiuti di carta (15%), con l&#8217;India come destinazione principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022, il 39% dei rifiuti dell&#8217;UE è finito in Turchia (12,4 milioni di tonnellate), seguita da India (3,5 milioni di tonnellate), Regno Unito (2,0 milioni di tonnellate), Svizzera (1,6 milioni di tonnellate) e Norvegia (1,6 milioni di tonnellate).</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="812" height="811" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-1.png" alt="" class="wp-image-11040" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-1.png 812w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-1-300x300.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-1-150x150.png 150w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-1-768x767.png 768w" sizes="auto, (max-width: 812px) 100vw, 812px" /></figure>
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		<item>
		<title>Un documento storico desecretato e i cosiddetti complotti</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/01/28/un-documento-storico-desecretato-e-i-cosiddetti-complotti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:26:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMPLOTTARDO]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[complottardo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.malanova.info/?p=10893</guid>

					<description><![CDATA[<p># IL COMPLOTTARDO per la storia dei crimini di Stato per cui i cittadini sono semplici pedine, sacrificabili per obiettivi &#8220;più alti&#8221;. Un documento desecretato rende noti i piani, poi non realizzati, di fare un attentato a militari statunitensi per dare la colpa ai cubani e giustificare un nuovo attacco all&#8217;isola (visto l&#8217;insuccesso della Baia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2025/01/28/un-documento-storico-desecretato-e-i-cosiddetti-complotti/">Un documento storico desecretato e i cosiddetti complotti</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong># IL COMPLOTTARDO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">per la storia dei crimini di Stato per cui i cittadini sono semplici pedine, sacrificabili per obiettivi &#8220;più alti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un documento desecretato rende noti i piani, poi non realizzati, di fare un attentato a militari statunitensi per dare la colpa ai cubani e giustificare un nuovo attacco all&#8217;isola (visto l&#8217;insuccesso della Baia dei Porci)</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>



<p class="wp-block-paragraph">13 March 1962</p>



<p class="wp-block-paragraph">MEMORANDUM FOR THE SECRETARY OF DEFENSE</p>



<p class="wp-block-paragraph">SUbject: Justification for US Military Intervention in Cuba (TS)</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. The Joint Chiefs of Staff have considered the attached Memorandum for the Chief of Operations, Cuba Project, which responds to a rerquest of that office for brieif but precise description of pretexts which would provide justification for US military interverition in Cuba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. The Joint Chiefs of Staff recommend that the proposed memorandum be forwarded as a preliminary submission suitable for planning purposes. It is assumed that there</p>



<p class="wp-block-paragraph">will be similar submissions from other agencies and that these inputs will be used as a basis for developing a time-phased plan. Individual projects can then be considered on a case-by-case basis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. Further, it is assumed that a single agency will be given the primary responsaibility for developing military and para-military aspects of the basic plan. It is recommended that this responsibility for both overt and covert military operations be assigned the Joint Chiefs of staff.</p>



<p class="wp-block-paragraph">1 Enclosure .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Memo for Chief of Operations, Cuba Project</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione in italiano</p>



<p class="wp-block-paragraph">13 marzo 1962</p>



<p class="wp-block-paragraph">MEMORANDUM PER IL SEGRETARIO DELLA DIFESA</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggetto: Giustificazione dell&#8217;intervento militare statunitense a Cuba (TS)</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. I Capi di Stato Maggiore hanno preso in considerazione l&#8217;allegato memorandum per il Capo delle Operazioni, Progetto Cuba, che risponde alla richiesta di tale ufficio di una descrizione chiara ma precisa dei pretesti che giustificherebbero l&#8217;intervento militare statunitense a Cuba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. I Capi di Stato Maggiore raccomandano che il memorandum proposto venga trasmesso come presentazione preliminare adatta a scopi di pianificazione. Si presume che ci saranno proposte simili da parte di altre agenzie e che questi input saranno usati come base per sviluppare un piano a tempo. I singoli progetti potranno poi essere presi in considerazione caso per caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. Inoltre, si presume che a un&#8217;unica agenzia sarà affidata la responsabilità primaria di sviluppare gli aspetti militari e para-militari del piano di base. Si raccomanda che questa responsabilità per le operazioni militari sia palesi che segrete sia assegnata allo Stato Maggiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">1 Allegato .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Memo per il Capo delle Operazioni, Progetto Cuba</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-23 wp-block-paragraph">PS: L&#8217;intero piano Northwoods, completo di memorandum, fu infine pubblicato il 30 aprile 2001 sul web dal National Security Archive</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://nsarchive2.gwu.edu/news/20010430/doc1.pdf">https://nsarchive2.gwu.edu/news/20010430/doc1.pdf</a></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="755" height="1024" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/01/NorthwoodsMemorandum-755x1024.jpg" alt="" class="wp-image-10894" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/01/NorthwoodsMemorandum-755x1024.jpg 755w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/01/NorthwoodsMemorandum-221x300.jpg 221w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/01/NorthwoodsMemorandum-768x1042.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/01/NorthwoodsMemorandum-1132x1536.jpg 1132w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/01/NorthwoodsMemorandum.jpg 1206w" sizes="auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il memorandum allegato a questo documento desecretato esamina alcune ipotesi di auto-attentato da pubblicizzare come atto terroristico cubano e che avrebbe dato una giustificazione popolare all&#8217;intervento statunitense sull&#8217;isola. Tutto ciò mostrerebbe ai tanti inellettualoni fiduciosi delle meravigliose sorti e progressive dell&#8217;Occidente democratico e liberale, come da sempre si usi l&#8217;indignazione pubblica per atti propagandati in una certa maniera ma che in realtà hanno avuto una genesi ben diversa. Traduciamo in italiano i punti fondamentali per far capire fino a che grado si possa spingere uno Stato per arrivare ai suoi obiettivi politici anche sacrificando vite umane di suoi cittadini.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-24 wp-block-paragraph"><strong>Lo stralcio tradotto del documento desecretato:</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ol class="wp-block-list">
<li>Dal momento che parrebbe consigliabile l&#8217;utilizzo di una provocazione come base per un intervento militare statunitense a Cuba, potrebbe essere portato ad esecuzione un piano segreto di simulazione, che includa necessarie azioni preliminari come da proposte in risposta al requisito 33c, come tentativo di provocare reazioni da parte cubana. Dovrebbero essere incrementati inganni e iniziative di disturbo per convincere Cuba di un&#8217;invasione imminente. La nostra posizione militare durante l&#8217;esecuzione del piano permetterà un cambio rapido dallo stato di esercitazione a quello di intervento se la risposta cubana lo giustificherà.</li>



<li>Sarà pianificata una serie di incidenti ben coordinati a Guantanamo, apparentemente condotti da forze cubane nemiche.a. Ipotesi di incidente per rendere credibile un attacco (non in ordine cronologico):<ol><li>Diffondere molte voci usando una radio clandestina.</li><li>Sbarcare forze cubane amiche in uniforme mimetica per inscenare un attacco alla base.</li><li>Simulare la cattura di sabotatori cubani nella base.</li><li>Creare disordini ai cancelli della base utilizzando forze alleate cubane.</li><li>Far esplodere munizioni e accendere fuochi nella base.</li><li>Incendiare un aereo sulle piste (sabotaggio).</li><li>Colpire la base dall&#8217;esterno con colpi di mortaio con alcuni danni alle installazioni.</li><li>Catturare squadre d&#8217;assalto in avvicinamento dal mare a Guantanamo City o nelle vicinanze.</li><li>Catturare gruppi di miliziani che assaltano la base.</li><li>Sabotare una nave nel porto con fiamme e incendi.</li><li>Affondare una nave accanto alla bocca del porto. Simulare funerali di finte vittime (possibilmente una decina).</li></ol>b. Gli Stati Uniti risponderebbero con azioni di attacco volte a garantire i rifornimenti di carburante e di acqua e distruggendo le installazioni di artiglieria e di mortaio che minacciano la base.c. Avviare operazioni militari americane su larga scala.</li>



<li>Un incidente sullo stile del &#8220;Maine&#8221; potrebbe essere organizzato in vari modi:a. Si potrebbe far esplodere una nave americana a Guantanamo e incolpare Cuba.b. Si potrebbe abbattere un velivolo telecomandato (senza equipaggio) sulle acque territoriali cubane. Potremmo causare un simile incidente vicino a l&#8217;Avana o a Santiago come spettacolare esito di un attacco cubano dal mare o dal cielo o da entrambi. La presenza di aerei o navi cubani che semplicemente indagano le intenzioni della nave potrebbero facilmente risultare prove convincenti che la nave sia stata attaccata. La vicinanza con l&#8217;Avana o Santiago aggiungerebbe credibilità, particolarmente nei confronti di chi abbia udito lo scoppio o visto le fiamme. Gli Stati Uniti potrebbero procedere con un&#8217;operazione di salvataggio via aerea e navale coperta da caccia per evacuare i sopravvissuti di un equipaggio inesistente. Liste di vittime sui giornali porterebbero un&#8217;utile ondata di indignazione nazionale.</li>



<li>Potrebbe essere avviata una campagna terroristica di matrice comunista cubana nella zona di Miami, in altre città della Florida o addirittura a Washington. La campagna potrebbe mirare a rifugiati negli Stati Uniti. Potremmo affondare una barca di cubani in rotta verso la Florida, nella realtà o con una simulazione. Potremmo promuovere attentati alle vite di rifugiati cubani negli Stati Uniti fino al punto di pubblicizzare ampiamente dei ferimenti. L&#8217;esplosione di alcune bombe al plastico in manifestazioni sportive selezionate, L&#8217;arresto di agenti cubani e la diffusione di documenti predisposti per sostenere il coinvolgimento cubano, sarebbero utili nel promuovere l&#8217;immagine di un governo irresponsabile.</li>



<li>Potrebbe essere simulata ostilità di matrice cubana e castrista nei confronti di una vicina nazione caraibica, sull&#8217;esempio dell&#8217;invasione del 14 giugno della Repubblica Dominicana. Sappiamo che Castro al momento sovvenziona attività sovversive nei confronti di Haiti, della Repubblica Dominicana, del Guatemala e del Nicaragua e forse di altri stati. Queste attività possono essere evidenziate e ne possono essere inventate delle altre per poi smascherarle. Ad esempio possiamo sfruttare la reattività delle Forze Aeree Dominicane nei confronti di intrusioni sullo spazio aereo nazionale. B-26 o C-46 &#8220;cubani&#8221; potrebbero effettuare raid incendiari notturni. Si possono reperire munizioni incendiarie del blocco sovietico e accoppiarle con messaggi &#8220;cubani&#8221; ai movimenti clandestini comunisti della Repubblica Dominicana e rifornimenti &#8220;cubani&#8221; che potrebbero essere trovati o intercettati sulle spiagge.</li>



<li>L&#8217;uso di caccia di produzione sovietica pilotati da aviatori americani potrebbe fornire ulteriori provocazioni. Il disturbo dell&#8217;aeronautica civile, l&#8217;attacco a vascelli di superficie e la distruzione di un aereo telecomandato americano da parte di MiG sarebbe utile come azione complementare. Un F-86 adeguatamente riverniciato potrebbe convincere i passeggeri di aver visto un MiG, a maggior ragione se il pilota dovesse annunciare l&#8217;evento. L&#8217;inconveniente principale di questa ipotesi è il rischio implicito nel reperimento o nella modifica dell&#8217;aereo. Tuttavia, copie credibili di MiG possono essere realizzate negli Stati Uniti in tre mesi.</li>



<li>Tentativi di dirottamento nei confronti di aerei e imbarcazioni dovrebbero apparentemente proseguire come misure di disturbo organizzate dal governo cubano. Contemporaneamente, dovrebbero essere incoraggiate autentiche diserzioni di aerei ed imbarcazioni civili e militari cubani.</li>



<li>È possibile provocare un incidente che dimostri in modo convincente che un aereo cubano abbia attaccato e abbattuto un velivolo charter civile in volo dagli Stati Uniti verso Giamaica, il Guatemala, Panama o il Venezuela. La destinazione potrebbe essere scelta in modo che il piano di volo incroci Cuba. I passeggeri dovrebbero essere un gruppo di studenti universitari in vacanza o qualsiasi gruppo di persone con interessi comuni, tali da giustificare un volo charter e non di linea.a. Un aereo della base aerea di Eglin AFB verrebbe riveniciato e rinumerato come un duplicato esatto di un aereo civile, di proprietà di un&#8217;organizzazione facente capo alla CIA nell&#8217;area di Miami. Al momento previsto, il duplicato sostituirebbe l&#8217;aereo originale e vi sarebbero imbarcati i passeggeri prescelti, tutti con identità opportunamente preparate. L&#8217;aereo originale verrebbe sostituito da un velivolo radiocomandato.b. Gli orari di decollo del velivolo radiocomandato e di quello reale verrebbero sincronizzati per permettere un incontro a sud della Florida. Dal punto d&#8217;incontro, l&#8217;aereo civile scenderebbe a quote molto basse e si dirigerebbe direttamente a un campo ausiliario della base aerea di Eglin, equipaggiata per l&#8217;evacuazione dei passeggeri e per riportare l&#8217;aereo alle condizioni originarie. Nel frattempo, il velivolo radiocomandato proseguirebbe lungo il piano di volo previsto. Giunto sopra Cuba, il drone trasmetterebbe sulle frequenze internazionali d&#8217;emergenza il segnale di &#8220;MAYDAY&#8221;, dichiarandosi sotto attacco da parte di un MiG cubano. La trasmissione verrebbe interrotta e la distruzione del velivolo sarebbe innescata da un radiosegnale. Ciò permetterebbe alle stazioni radio ICAO nell&#8217;emisfero occidentale di informare dell&#8217;accaduto gli Stati Uniti, invece di costringerci a tentare di &#8220;rivendere&#8221; la storia dell&#8217;incidente.</li>



<li>È possibile inscenare un incidente che faccia pensare che MiG cubani abbiano abbattuto un aereo dell&#8217;USAF su acque internazionali, durante un attacco non provocato.a. 4 o 5 caccia F-101 saranno inviati dalla base aerea di Homestead, in Florida, nelle vicinanze di Cuba. La loro missione sarà quella di invertire la rotta e simulare caccia nemici per un&#8217;esercitazione nel sud della Florida. Questi aerei potrebbero fare frequenti variazioni di rotta. Gli equipaggi riceverebbero istruzioni di mantenersi oltre le 12 miglia dalle coste cubane. Tuttavia sarebbero equipaggiati con munizionamento reale per fronteggiare eventuali iniziative ostili dei MiG cubani.b. Durante uno di questi voli, un pilota precedentemente istruito, chiuderebbe la formazione mantenendo una notevole distanza tra i velivoli. Giunto vicino a Cuba, questo pilota trasmetterebbe di essere stato attaccato dai MiG e scenderebbe di quota, senza ulteriori comunicazioni. A quel punto si dovrebbe dirigere direttamente a ovest a bassissima quota e atterrare in una base ausiliaria di Eglin. L&#8217;aereo sarebbe subito preso in carico da personale adeguato e gli sarebbe dato un nuovo numero di serie. Il pilota, che avrebbe condotto l&#8217;operazione sotto falso nome, tornerebbe alla sua identità e alla sua normale attività. A quel punto aereo e pilota sarebbero scomparsi.c. Alla stessa ora del presunto abbattimento, un sottomarino o una piccola imbarcazione di superficie spargerebbe parti di F-101, paracadute e altro all&#8217;incirca a 15 o 20 miglia dalla costa cubana e si disimpegnerebbe. I piloti di ritorno a Homestead racconterebbero una storia autentica, per quel che ne sanno. Navi ed aerei da recupero potrebbero essere inviati, trovando parti dell&#8217;aereo.</li>
</ol>
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		<title>VENEZUELA: parliamone con Lenny Bottai</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/01/18/venezuela-parliamone-con-lenny-bottai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 13:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Libera dscussione sulla missione in Venezuela di Lenny Bottai per l&#8217;Associazione Ilio &#8220;Dario&#8221; Barontini di Livorno, per il giuramento di Maduro. Realtà, fake news, geopolitica.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Libera dscussione sulla missione in Venezuela di Lenny Bottai per l&#8217;Associazione Ilio &#8220;Dario&#8221; Barontini di Livorno, per il giuramento di Maduro.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Realtà, fake news, geopolitica.</p>



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