L’EMERGENZA RIFIUTI E’ STATA PRODOTTA DA POLITICA E MALAFFARE

Caro Sindaco Manna e Presidente dell’ATO, leggiamo la sua nota relativa alla manifestazione NIMBY (sic), è le diciamo che è il momento del coraggio. Non basta dire siamo all’anno zero e mantenere le posizioni. I sindaci di Comuni con percentuali di raccolta differenziata risibili, i Dirigenti Comunali al ramo, i Dirigenti Regionali, il Presidente della Regione che dichiarava nel 2016 “Discariche Zero”, i vari Commissari, la politica con la p miniscola in generale, devono fare mea culpa, dichiarare le loro colpe e abbandonare le poltrone che occupano indegnamente.

Ci sono comuni inadempienti e sindaci di questi stessi comuni che parlano di cerchi, addobbi natalizi e ruote panoramiche.

Ci sono comuni inadempienti e sindaci di questi stessi comuni che utilizzano risorse a pioggia per sostenere associazioni amiche, progetti spot, consulenze varie.

Ci sono responsabilità più alte che dovrebbero essere interpellate. I nostri cari parlamentari europei. Ci chiediamo da anni e gli chiediamo: perché in una Regione dove il sistema idrico ed acquedottistico è un colabrodo, il sistema dei rifiuti è al collasso, il sistema dei trasporti non sfigura in merito e non si può nemmeno accennare alla Sanità per vergogna, si programmano ingenti risorse per realizzare inutili progetti come il Parco Acquatico, la metrotramfilovia, i vari stadi (Cosenza-Rende), il terzo megalotto della 106.

Le risorse ci sono ma sono gestite nel peggiore dei modi possibili.

Ma ritorniamo al tema. Dicevamo è il tempo del coraggio.

Possiamo, caro presidente dell’ATO conoscere i nomi di chi ha condotto il sistema nuovamente in uno stato di emergenza infischiandone altamente in tutti questi anni di implementare politiche davvero incisive e virtuose?

Ora che siamo nell’emergenza, che si cerca un’altra buca dove seppellire il tal quale, c’è una qualche possibilità di cominciare a parlare di progetti a 10 o 20 anni che ci aiutino a non dover subire più queste situazioni mortificanti per Cosenza e per l’intera Regione?

Quando inizierà questo progetto organico, trasparente e condiviso che potrà dare certezze per il nostro futuro?

Come abbiamo detto a Catanzaro nella nostra assemblea qualche giorno fa, è tempo di uscire dall’emergenza e di riprenderci il futuro. È tempo di avere coraggio e cambiare totalmente rotta a questa nave alla deriva che è la Calabria. Un po’ di dignità!

Occorre sin da subito progettare la dismissione di un’impiantistica che, per come è concepita a livello regionale, è obsoleta e di scarsa efficacia per la risoluzione definitiva del problema. È, inoltre, necessaria la stesura di un nuovo piano dei rifiuti che non sia frutto degli interessi dei privati del settore. Infine, è auspicabile l’abbandono definitivo del sistema degli ATO, diretta emanazione della logica di accorpamento macro-territoriale auspicata dai privati per facilitare un’economia di scala i cui profitti risultano direttamente proporzionali alla centralizzazione del ciclo dei rifiuti in pochi enormi impianti settorializzati (discariche, ecodistretti e inceneritori). Ridare, invece, centralità ai territori tramite l’autogestione diretta e pubblica dell’intero ciclo dei rifiuti da parte dei comuni (anche eventualmente consorziati) disarticolerebbe tali interessi fino a renderli diseconomici e improduttivi; risponderebbe maggiormente alla pratica della gestione chiusa e circolare dell’intero ciclo dei rifiuti all’interno dei territori dove vengono prodotti.

Questo, oggi, è l’unico sistema – affiancato a un programma virtuoso di raccolta differenziata spinta, detta comunemente porta a porta − che garantirebbe un elevato standard di efficienza e efficacia del servizio e indurrebbe l’attivazione, sui territori più economicamente depressi, di nuove possibilità di lavoro ecocompatibile e socialmente utile.

Assemblea Calabrese dei Comitati e dei Movimenti

Comitati della Provincia di Cosenza

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