Metro: la prefettura ignora i cittadini, si torna in piazza per la consultazione popolare


Occhiuto nega alla città la consultazione popolare chiesta da 3.500 cittadini ed il prefetto, dopo sette mesi, non ottempera al suo dovere di nominare un commissario ad acta che integri lo statuto comunale con quella norma senza la quale non è possibile indire la consultazione stessa. Il paradosso è che il consiglio comunale nega la consultazione a causa dell’assenza di una norma che è di sua competenza approvare. È evidente che è una scusa finalizzata a impedire l’utilizzo dell’importante strumento democratico. 
Per tale motivo chiediamo insistentemente da mesi al Prefetto di intervenire con il suo potere sostitutivo. 

Giorno 29 Aprile, abbiamo ottenuto un incontro in prefettura sui problemi alla sicurezza causati dai lavori Metro. 
A questo incontro si è presentato anche il sindaco Mario Occhiuto che ha ripetuto che non c’è nessun disagio in città, che per la sicurezza non ci sono problemi nonostante il rappresentante della sala operativa del 118 ha sostenuto che i tempi dilatati per il traffico complichino di molto gli interventi. 
Insomma, dopo aver deferito la regione, Occhiuto sostiene che non c’è nulla che vada male, che la bretella alternativa, assente in barba alle sue promesse, non è responsabilità sua e l’assenza del piano della mobilità, necessario secondo la legge prima e non dopo, non è ancora pronto.
Cosa ancora più grave, con la collaborazione della prefettura, è l’assenza della dirigente prefettizia preposta che possa garantire lo svolgimento della consultazione sulla metro, viste le numerose firme dei cittadini e l’assenza di un regolamento comunale che possa garantirlo e vista anche l’inadempienza del comune (per non farsi mancare nulla). Insomma sindaco e prefetto assieme nel negare democrazia! 
Inoltre, Mario Occhiuto ha tenuto a ribadire che la maggioranza dei cosentini, stremati dai disagi e dal traffico, sono solo dei visionari perché non c’è nessun problema e soprattutto nessuna irregolarità! Peccato che solo qualche giorno dopo il principale responsabile amministrativo dei lavori della metro (dott. Domenico Pallaria) ammetteva in un intervista che tutto l’iter della metro era stato viziato da atti illegittimi e incapacità delle istituzioni (comune e regione). 
In spregio a qualsiasi normativa il parco urbano, come sosteniamo nel ricorso presentato da noi al TAR, è stato fatto passare come una semplice variante della metro! Ma, dulcis in fundo, qualche giorno fa la procura di Catanzaro ha smascherato la trama politica e affaristica che sta dietro la costruzione della metro. 
Auguriamo a tutti gli indagati dell’inchiesta passepartout di risultare innocenti, e tali sono fino ad un giudizio di colpevolezza da parte dei giudici, ma politicamente appare chiaro che la metro è il centro degli affari e degli appetiti di questa classe politica in maniera trasversale. 
Occhiuto si è adeguato al volere della regione per uno scambio politico sacrificando la vivibilità della città per qualche orpello compensativo (museo Alarico, parco del benessere e ovovia) in barba al volere di molti cittadini che lo avevano votato per la sua posizione chiaramente “no metro”. 
Nella carte dell’inchiesta, inoltre, gli stessi inquirenti ammettono l’irrazionalità dell’opera cosi com’è stata congegnata, totalmente antieconomica e inutile.
Insomma illegittimità amministrative, mercimonio politico e trame poco trasparenti caratterizzano la costruzione di quest’opera costosa e inutile che i cittadini di Cosenza stanno già pagando caro con una città sempre più invivibile. 
Adesso basta! Chiediamo di ridare la parola ai cittadini garantendo la consultazione popolare che farà quello che questa classe politica non ha il coraggio di fare decretando la fine di questo monumento al malaffare! 
Noi Venerdì 17 Maggio saremo in piazza e non ce ne andremo fin quando non avremo garanzia di poter votare per dire NO a quest’opera perché la maggioranza dei cittadini è contro la metro e il malaffare!
Venerdì 17 maggio ore 18:00 concentramento presso piazza XI settembre.

Comitato No Metro