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Posso dire di stare con gli “innominabili” dell’Asilo di Torino ?


Ho parlato con un mio vecchio compagno ed amico che fa l’elettricista, di quanto sta avvenendo a Torino ed a un certo punto mi ha chiesto : “ma esistono ancora gli anarchici ? “. Gli ho subito spiegato la situazione, chi fossero, che lavoro facevano nel quartiere ed a chi davvero davano fastidio. Gli ho spiegato che , in questi centri sociali, si fanno tante iniziative . Si organizza guerra agli spacciatori delle droghe pesanti, agli speculatori immobiliaristi , ai fascisti che amano picchiare gli immigrati, alla polizia che non controlla più il territorio . In Italia di questi centri sociali ne esistono almeno 500, senza esagerare. Molti di questi io li ho frequentati, e vi sono andato spesso invitato per manifestazioni culturali, letterarie, di solidarietà e sostegno ai popoli in lotta in tutto il mondo. In questi luoghi incontri gente normale, giovani arrabbiati, senza lavoro, gente libera, pensatori e filosofi, non legati ad alcun partito e che sfuggono alle classificazioni classiche e che sono accomunati dall’anti fascismo, dall’anti razzismo e dall’anti sessismo.  Non incontri gente del Pd, in questi luoghi, né gente legata al sistema. Non vedi, all’interno dei centri, persone che preparano attentati, o costruiscono bombe o ordigni. Non vedi mazze , né molotov, ma molti libri di sicuro, riviste a non finire, molte sedie per dibattiti e spesso anche cucine dove la sera si fanno cene di beneficenza per cause di vario tipo. L’arcano che si è messo in moto dopo lo sgombero dell’Asilo a Torino, è lo stesso che tutte le questure d’Italia, imbastiscono contro questa gente, e il refrain è identico. Sono terroristi, sono delinquenti, drogati, vagabondi. Punto. E’ lo stesso identico refrain che si è costruito negli anni 70, nei susseguenti anni 90 con i No global, fino ai giorni d’oggi. I questori si copiano gli stessi documenti e se li mandano in giro da questura a questura.

Il dossier che fece il capo della Digos a Cosenza, riguardanti il movimento cosentino , in tutte le sue sfaccettature, è quanto di teatrale si possa scrivere. Persone normali, professori, intellettuali, operai e giovani studenti vengono presentati come la peggior specie circolante per le strade della Calabria. Colpiti più volte da mandati di cattura, di perquisizione, di comparizione, a riderne spesso sono stati gli stessi giudici che si sono visti, spesso loro malgrado, ad assolvere tutti. Non c’è un solo sovversivo calabrese condannato per un reato legato al terrorismo o ad altro . Oggi si ripete la stessa storia, partendo dall’Asilo di Torino, e lo si vorrebbe estendere a tutti i centri sociali occupati d’Italia, proprio per dare spazio ai fascisti che invece , hanno aperto sedi, con tanto di busti di Mussolini, manifesti fascisti e  razzisti, in piena deroga alla Costituzione Italiana . da queste sedi partono spedizioni punitive contro gli immigrati, si affiggono manifesti contro i partigiani e gli immigrati, si organizzano incontri con gruppi nazisti provenienti da tutta Italia. La controinformazione su questi gruppi non l’ha fatta Lotta Continua, come negli anni 70, ma il gruppo dell’Espresso, e nel loro dossier  c’è quanto basta per chiedere lo scioglimento di questi gruppi per  la legge Mancino e Scelba sulla ricostituzione dei partiti fascisti.

Ma qui oggi si parla degli anarchici, eterna specie da mettere sul banco degli imputati quanto occorre, perché il loro modo di essere, di fare , da sempre ha fatto paura ad ogni potere costituito. Lo fece Hitler accusando gli anarchici di aver incendiato il parlamento, lo fece Mussolini accusando gli anarchici dell’attentato al Diana, lo fece lo Stato democristiano accusando Valpreda e gli anarchici della Bomba a Piazza Fontana , defenestrando Pinelli dalla finestra della Questura. Da oggi quindi ricominciamo aspettandoci perquisizioni nelle nostre case, sequestri di computer e libri, carcerazioni preventive .

Di Francesco Cirillo