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L’Università non è “Cosa Vostra”!

 
Quello che è sempre stato sotto i nostri occhi, ora è messo nero su bianco! Nei giorni scorsi è stato emanato dal Consiglio d’Amministrazione il nuovo Regolamento riguardo l’assegnazione e la gestione degli spazi universitari. I 13 esperti tecnici della gestione della nostra Università, hanno decretato condizioni e limiti escludenti per la fruizione degli spazi all’interno del Campus.
Come se la partecipazione attiva nella politica d’Ateneo debba passare obbligatoriamente da ristretti regolamenti burocratici!
Prima di tutto, oltre al limite maggiore di iscritti, che da un minimo di 100 è passato a 200, si può usufruire di uno spazio solamente grazie alle concessioni d’ateneo, basate ora su requisiti stringenti.
In breve, il sistema clientelare ed esclusivo dei nostri colleghi,“politici professionisti”, è stato ulteriormente legittimato. Questo regolamento, dando maggiore peso alle associazioni con rappresentanti eletti negli organi decisionali accademici, giustifica un sistema clientelare esclusivo, già affermato nel nostro ateneo. Proprio il meccanismo della rappresentanza svolge infatti da tempo il ruolo di trampolino di lancio nella carriera politica dei giovani eletti al fine di accaparrarsi i finanziamenti dell’Ateneo, in barba alla difesa dei diritti degli studenti. I vari progetti associativi presentati in questi anni dalle tante associazioni accreditate non hanno mai avuto, inoltre, un risvolto aggregativo all’interno del campus, mai sono stati organizzati i tanto decantatati eventi socioculturali, mai un’azione che potesse avere una connotazione democratica e diretta.
Il rischio è quello di non poter usufruire, o mantenere, uno spazio, da parte di chi non è allineato alle dinamiche sopracitate. Secondo le nuove direttive il nostro collettivo Progetto Azadì non avrà presto alcun diritto di prelazione sulla propria sede, fucina delle diverse pratiche politiche che porta avanti da ormai tre anni all’interno dell’Università.
Una fra tutte l’occupazione dell’Aula Studio Liberata, spazio accessibile a tutte e a tutti, attraversato da iniziative culturali e politiche, e vissuto quotidianamente da studenti e studentesse delle diverse facoltà del campus. Un luogo autogestito che offre realmente cultura e aggregazione alla comunità studentesca.
Mai abbiamo pensato che l’università possa cambiare eleggendo burattini che andranno a occupare le varie poltrone istituzionali solo per il proprio tornaconto personale.
Ci appelliamo alla solidarietà di studenti, ricercatori, docenti e chiunque altro voglia sostenere la nostra causa, al fine di mantenere il nostro spazio. Invitiamo quindi, a sottoscrivere il nostro appello e a sostenere un’Università libera, orizzontale e aperta a tutti e a tutte!
Raccolta firme a partire da stasera presso l’Aula Studio liberata (cubo 18c piano terra) e nei prossimi giorni presso la nostra sede (cubo 7b ponte coperto).
 
Progetto Azadì