Cirillo ed “Il sogno di Giuseppe”

Una sala inaspettatamente piena nel cuore di Diamante per un tema certamente non semplice, la storia della vita di Giuseppe, lo “scemo del paese” disabile e Rom, raccontata contemporaneamente in maniera realistica e favolistica dallo scrittore e giornalista Francesco Cirillo.

Il libro si apre con la prefazione di Fiore Manzo, cittadino Rom residente nella citta di Cosenza ma originario di Diamante. La sua introduzione, dopo i saluti istituzionali, ha subito messo in chiaro i dati relativi alla “questione Rom”, una questione praticamente inesistente. Parliamo di una comunità che conta 150/180 mila persone, lo 0,23% della popolazione. In molti, dice Fiore Manzo, associano immediatamente al termine Rom il termine nomade, pensando che vivano nei campi, nelle baraccopoli, nei prati e nei parchi in condizioni di povertà e di scarsa igiene. Invece la maggior parte di rom e sinti presenti in Italia, circa 80-100 mila persone, abitano in case e appartamenti tradizionali. Inoltre 70 mila sono cittadini italiani di antico insediamento, in Italia da 700 anni, come i sinti e rom abruzzesi (5.000), i camminanti siciliani, e le grandi comunità calabresi (10.000). Quale censimento è possibile per persone, ripetiamo cittadini italiani, che da sempre sono iscritte all’anagrafe ed hanno carta d’identità e patente? Ovviamente parliamo di Fake News!

Inoltre già dalle origini il popolo Rom, in origine Dom e da distinguere al termine “zingaro” che ha assunto nel tempo un senso spregiativo e negativo,  è fuggito in Persia a causa di una persecuzione che li ha sdradicati dalle loro terre natie. Un nomadismo, quindi, indotto per cause di forza maggiore che ha spinto questo popolo, di persecuzione in persecuzione, l’ultima quella nazista, fin nel cuore dell’Europa.

Ritornando all’attualità, sono circa 26mila le persone rom e sinti che vivono in emergenza abitativa, dentro baraccopoli formali (cioè riconosciute dalle istituzioni) e informali, o nei centri di raccolta monoetnici. Si tratta di un numero pari allo 0,04 per cento della popolazione italiana. Molti di questi sono ancora cittadini italiani oppure Europei. Ancora un’altra fake news propagandistica!

La storia nel libro riguarda i rom e il loro arrivo in Calabria in particolare a Diamante agli inizi degli anni 60. Attraverso una ricostruzione avvenuta tramite il racconto di personaggi rom viventi a Diamante nel libro si traccia la loro storia e il loro progressivo inserimento nella società diamantese. Il libro in particolare diviso in 11 capitoli affronta l’iter di due famiglie. Quella dei D’Amato e della loro tragedia alla fine della guerra ricostruita dettagliatamente dopo una ricerca di archivio. E quella della famiglia De Rosa dove è incentrata la figura di Giuseppe “lo scemo del villaggio”. Si ricostruisce quindi la storia di questa persona dal ricovero in un manicomio negli anni 70 alla sua vita quotidiana fino alla sua morte.

Un libro ricco di sentimenti che parte dall’occupazione di una Chiesa nel 1997 per dare alloggio alla famiglia Bevilacqua . Il libro poi prosegue con altre storie di famiglie rom e varie interviste a personaggi di Diamante. Storie di integrazione in un piccolo paese del tirreno cosentino che, a leggerle con la lente dell’attualità, ci mostrano il volto di una comunità avanzata ed accogliente.

Con questo libro, inoltre, Francesco Cirillo aggiunge un altro pezzo di storia, una storia laterale a quella ufficiale, che mancava .

Bellissima anche l’operazione pensata dall’autore che ha donato questa sua nuova fatica editoriale all’Amministrazione Comunale di Diamante che ne ha finanziato la stampa. Infatti, il costo del libro è di 5 euro che sarà interamente devoluto all’associazione “La casa dei colori” che si occupa di disabilità. Un circuito virtuoso che attualizza e prosegue la storia di una Diamante solidale e cooperativa.

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