Cambiamo l’ordine del discorso: rapporto Bankitalia 2018 Calabria tra povertà e disoccupazione

Analizziamo i dati che provengono dal rapporto 2018 di Bankitlia relativo alla situazione economica calabrese. L’anno 2017 è caratterizzato da un leggero recupero dell’occupazione trainata però dai rapporti di lavoro precari, a tempo determinato o di apprendistato.

Il rapporta stigmatizza anche l’eccesso di “migrazioni” ma non parla di quelle in entrata provenienti dal continente africano e considerate dall’opinione pubblica come il vero male della nostra regione, ma di quelle in uscita, quelle dei tanti laureati che non riescono a trovare un’occupazione adeguata al loro corso di studi. Infatti, evidenzia Bankitalia, rispetto alla media nazionale, più del doppio dei laureati sono costretti a fare le valigie per trovare occupazione nel Nord Italia se non addirittura in altre nazioni Europee. Infatti, al contrario di quanto si dice, non sono i migranti a rubare il lavoro ai nostri giovani ingegneri, medici, avvocati, insegnati e artigiani specializzati che mal si adatterebbero alle baraccopoli delle pianure calabre e soprattutto ai miseri stipendi dei braccianti.

Altro punto i consumi. La media del reddito delle famiglie avanza sostenendo una ripresa dei consumi anche di beni durevoli e immobili ma in Calabria rimane un alto tasso di povertà superiore ai livelli pre-crisi e sicuramente tra i più elevati a livello nazionale ed europeo. Questa povertà diffusa incide sul fatto che il rilevato aumento dei consumi delle famiglie è stato sostenuto anche dal ricorso all’indebitamento. La crescita dei prestiti, in atto dal 2015, è proseguita. Mentre sono in calo i mutui per l’acquisto della casa,  i finanziamenti contratti per finalità di consumo hanno invece un’incidenza superiore al resto del Paese.

Proprio il “mattone” vede una leggera ripresa dovuta all’aumento dei prezzi che è però frenata dalla mole di immobili già costruiti o in costruzione che rimangono invenduti. Si sa però che l’edilizia è uno dei settori strategici per la speculazione e il riciclo di denari provenienti da fonti illecite. Quindi, nonostante il mercato immobiliare rimanga sostanzialmente fermo, lo skyline delle nostre città rimane punteggiato da gru e cantieri. Particolarmente attenzionata dai palazzinari nostrani è la zona intorno al nuovo ponte di Calatrava di Cosenza che dopo le ruspe attivate per lo sgombero di Via Reggio Calabria si appresta a diventare una zona di forte espansione per la nascita del quartiere Gergeri del futuro servito dalla Metrotramfilovia – altra grande speculazione cementizia – e dal rifinendo Planetario.

Da questa prima analisi evidenziamo emergenze alquanto diverse dalle priorità mediatiche dei partiti governativi e d’opposizione sottolineati dai facili slogan che risultano tanto efficaci a far presa tra la gente quanto inadeguati a descrivere la realtà dei fatti. La disoccupazione e comunque la mancanza di reddito sono i principali indiziati della crescita del tasso di povertà, ricordiamolo ancora tra i più alti d’Europa, che incide su una emigrazione massiccia dei nostri giovani verso altre terre più fortunate.

Rimaniamo in attesa che qualcuno mostri i progetti e le iniziative utili per colmare il gap economico e sociale calabrese rispetto alle aree più avanzate d’Europa.

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