Benetton: il capitalismo uccide!

Il capitalismo uccide, la proprietà privata anche!

Un tempo la violenza contro gli indigeni si esercitava con la forza, era evidente. I bianchi europei sbarcarono in America Latina facendo strage delle popolazioni indigene, nel Settentrione confinando gli indiani nelle riserve, in Africa distruggendo e depredando tutto il possibile. Oggi la “conquista del west” non si attua attraverso gli eserciti ma attraverso l’economia; i soldi che da strumento utile per facilitare le transazioni sono diventati uno strumento di potere, il vero dio di questo mondo.

In questo sistema tutto è merce, tutto si può acquistare: l’aria attraverso i certificati verdi, l’acqua grazie alle privatizzazioni, la terra preda del land grabbing, i corpi venduti a pezzi sul mercato nero degli organi, gli ovuli, lo sperma, il sangue. Tutto è in vetrina, tutto ha un prezzo.

Così la “nostra” Benetton ha potuto utilizzare 50 milioni di dollari per acquistare 900.000 ettari di terre (come acquistare l’isola di Cipro o poco meno della Giamaica) nella Patagonia argentina. Pensate, come se qualche emiro volesse acquistare più di un terzo della Sicilia.

Ma questo non basta. Non solo la Benetton ha acquistato queste terre divenendone “proprietaria” ma ha proceduto allo sfratto di persone che lì abitavano da secoli: i Mapuche. Ripensate solo un attimo a quell’emiro che pensasse questa stessa operazione in Sicilia: via i siciliani dalla terra che ho acquistato perché è mia. Avanti il bestiame che mi serve per produrre la lana dei maglioncini “fighi” che andranno a vestire i rampolli della borghesia mondiale.

Qualcuno si meraviglierebbe del fatto che i siciliani si incazzerebbero? Allora perché nessuna istituzione in Italia si solleva contro Benetton e solidarizza con i Mapuche che da tempo protestano per il torto subito esercitando il loro sacrosanto diritto a resistere per la tutela dei propri diritti?

Invece no, è la Benetton ad indignarsi e a chiamare i campieri/sgherri argentini denunciando le popolazioni indigene per oltraggio alla proprietà privata. Secondo voi cosa fà in questo caso la polizia argentina? Facile, uccide i propri padri ubbidendo al capitale finanziario globale, questa volta di nazionalità italiana.

Così è successo a Santiago Maldonado un sostenitore della causa Mapuche ospite della comunità, così è successo Rafael Nahuel, un giovane mapuche di 22 anni.

A ucciderlo è stata una squadra speciale che ha aperto il fuoco contro un gruppo di Mapuche appartenenti ad una comunità che era stata violentemente sgomberata due giorni prima su ordine di un magistrato.

Oggi apre a Cosenza un megastore della Benetton, ricordatevi dei Mapuche quando andrete ad acquistare il maglioncino per vostro figlio come regalo di Natale. Ricordatevi che non è solo Benetton ma è tutto il sistema che si alimenta del sangue dei poveri e degli sfruttati. Ricordatevi che tutto è stato trasformato in merce. Ricordatevi delle vite dei vostri figli che sono emigrati per trovare fortuna, magari dopo una laurea conseguita con tanti sacrifici, o che lavorano in un call-center.

Se non credete a noi, credete almeno al Papa che ha più volte esortato a non cedere (ndr: resistere) all’economia dell’esclusione e della iniquità perché questa uccide. Tradotto: ribelliamoci! Costruiamo un’altra economia che si basi sulla cooperazione, sull’eguaglianza e sui diritti. Riconosciamo che il mondo intero e le sue risorse sono un bene comune che non può essere mercificato.

GAS Cosenza

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/13/la-lotta-dei-mapuche-contro-benetton/3384721/

http://cdca.it/archives/10045

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