L’alto tirreno cosentino che rifiuta gli immigrati

Sono 140 i comuni della Calabria che hanno aderito ai progetti Sprar (Servizio centrale sistema protezione richiedenti asilo) e quello che balza agli occhi nel leggere l’elenco dei comuni che hanno aderito che la Calabria dell’accoglienza si ferma a Paola. Da Paola a Tortora non c’è un solo comune che abbia aderito allo Sprar con propri progetti di inserimento di richiedenti asilo sfruttando strutture abbandonate, o alberghi o case dei propri centri storici inutilizzate. Una ventata di economia che avrebbe dato vitalità ai nostri centri storici che è stata rifiutata dai sindaci e amministratori per non “infastidire” evidentemente i “mal pancisti” che vedono nell’immigrazione un pericolo A FINI ELETTORALI.
I comuni della costa tirrenica pensano solo a come guadagnare soldi in estate. Gli immigrati servono solo a fare i lavori in muratura nelle nostre case, i camerieri in estate, le badanti, a raccogliere olive e pomodori, tutto rigorosamente al nero, ma se devono essere accolti in una qualsiasi struttura allora scatta la paura del nero, del diverso, dell’altro.
La nostra accoglienza finisce dopo la messa della domenica, dopo un segno della croce, dopo una preghiera rivolta a Gesù Cristo primo immigrato della storia. Le parole del papa cristiano svaniscono nel nulla, parole che non appartengono alla vita quotidiana, ed alla sfera spirituale di ognuno.
I sindaci non vogliono casini nei propri comuni, certi delle proteste dei cittadini per bene che vedono insidiata la propria quotidianità, rinunciando a posti di lavoro per traduttori, assistenti sociali, personale vario, pagato al 95% dallo stato centrale. I sindaci dei paesi dell’interno con centri storici abbandonati preferiscono vederli crollare piuttosto che farli rinascere sull’esempio concreto di Riace accogliendo gli immigrati. Come al solito il mondo politico tace !
Ecco i comuni della Calabria che hanno aderito allo Sprar.
Comuni in provincia di Catanzaro
Albi, Amato, Badolato, Borgia, Carlopoli, Conflenti, Cortale, Cropani, Curinga, Decollatura, Falerna, Gasperina, Gimigliano, Girifalco, Gizzeria, Lamezia Terme, Marcellinara, Martirano Lombardo, Miglierina, Montauro, Nocera Terinese, Pentone, Pianopoli, San Mango d’Aquino, San Pietro a Maida, San Pietro Apostolo, Santa Caterina dello Ionio, Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, Satriano, Sellia Marina, Settingiano, Sorbo San Basile, Soverato, Taverna.

Comuni in provincia di Cosenza
Acquaformosa, Acri, Aiello Calabro, Altomonte, Amantea, Aprigliano, Belsito, Bocchigliero, Cariati, Carolei, Casali del Manco, Cassano all’Ionio, Castrovillari, Cerzeto, Civita, Colosimi, Corigliano Calabro, Cosenza, Crosia, Figline Vegliaturo, Firmo, Marzi, Mendicino, Paludi, Paola, Rende, Roseto Capo Spulico, Roseto, San Basile, San Benedetto Ullano, San Cosmo Albanese, San Giorgio, Scigliano, Albanese, San Lucido, Trebisacce, Vaccarizzo Albanese, Villa Piana.

Comuni in provincia di Crotone
Carfizzi, Casabona, Castelsilano, Cirò, Cirò Marina, Crotone, Crucoli, Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Petilia Policastro, Rocca Bernarda, San Nicola dell’Alto, Santa Severina, Savelli, Strongoli, Umbriatico, Verzino.

Comuni in provincia di Reggio Calabria
Ardore, Bagnara Calabra, Benestare, Bianco, Bova, Bova Marina, Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Calanna, Campo Calabro, Cardeto, Caulonia, Cinquefrondi, Cittanova, Condofuri, Delianuova, Fiumara, Galatro, Gioia Tauro, Gioiosa Ionica, Laureana di Borrello, Mammola, Martone, Melicuccà, Montebello Ionico, Palmi, Reggio Calabria, Rizziconi, Roccaforte del Greco, Roccella Ionica, Roghudi, San Giorgio Morgeto, San Pietro di Caridà, San Roberto, Sant’Alessio in Aspromonte, Sant’Ilario dello Ionio, Stignano, Varapodio.

Comuni in provincia di Vibo Valentia
Briatico, Dasà, Fabrizia, Filadelfia, Gerocarne, Ionadi, Joppolo, Maierato, Mileto, Pizzo, Pizzoni, Ricadi, San Nicola da Crissa, San Calogero, San Gregorio d’Ippona, Sant’Onofrio, Tropea, Vibo Valentia.

Francesco Cirillo della Rete Antirazzista della Calabria

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