Relazione della consigliera Paola Macchi sulla visita ispettiva al carcere di Voghera

Sabato scorso abbiamo ricevuto la richiesta di intervento urgente nel carcere di Voghera per via delle condizioni degradanti a cui sono sottoposti i detenuti. Condizioni che sono degenerate con l’arrivo dell’estate e delle carenze organiche.La consigliera regionale Paola Macchi è intervenuta nell’immediato verificando quanto denunciato e riportato nella presente relazione. Questa mattina, invece, l’on. Scuvera sarebbe dovuta entrare in delegazione, accompagnata anche da una socia Yairahia, ma non ha potuto effettuare l’ispezione per via di un detenuto morto nella notte, pare per suicidio. Questo aconferma delle denunce che da anni i detenuti fanno, fino ad ora completamente ignorati. Confidiamo nell’attenzione della commissione carcere regionale affinchè i detenuti del carcere di Voghera escano da questa condizione al limite dell’umana tolleranza.

Cs. M5S Lombardia. Carcere di Voghera: “Terribili condizioni strutturali”, richiesta visita urgente della Commissione regionale

Nella giornata di ieri la consigliera del MoVimento 5 stelle Lombardia Paola Macchi, della commissione speciale per la Situazione carceraria in Lombardia, ha visitato il Carcere di alta sicurezza di Voghera.

“La mia visita è stata conseguente ad alcuni articoli letti sul web e ad una segnalazione della Yaraiha onlus, un’associazione per i diritti dei detenuti, per verificare se fosse in atto uno sciopero della fame e dei farmaci salvavita da parte di uno dei detenuti in regime di alta sicurezza. E’ stata una visita non annunciata ma ho trovato la massima collaborazione da parte della Polizias penitenziaria che mi ha subito condotta al reparto AS1 e permesso di parlare, ovviamente in loro presenza, con un gruppo di persone detenute che mi hanno illustrato alcuni punti di criticità, partendo dalle problematiche delle alte temperature nel corridoio e nelle celle”, spiega Macchi.

“Il reparto visitato – aggiunge – è all’ultimo piano della parte della casa circondariale costruita negli anni 80 e non c’è tetto di copertura ma solo un piano catramato, le grate alle finestre sono molto fitte, si può quindi immaginare il caldo soffocante; per questa ragione i detenuti hanno fatto richiesta di prese nelle celle per poter attaccare dei ventilatori in plastica e di ventole nel corridoio da acquistare a proprie spese. Il problema, di cui fanno le spese anche i poliziotti penitenziari, è che l’impianto elettrico del Carcere è vetusto e pare sia insufficiente a reggere le 24 ventole necessarie per rinfrescare gli 8 reparti più eventuali ventilatori personali; l’unico che è stato concesso è nella cella di una persona cardiopatica, concesso dopo la minaccia di sospendere i farmaci salvavita”.

“Sono risultate terribili le condizioni strutturali dei locali sanitari, mai ristrutturati, con intonaci scrostati e vecchie mattonelle consunte, assolutamente insufficienti per una popolazione carceraria che oscilla fra le 360 e le 400 persone e per far lavorare in spazi adeguati e decorosi il personale sanitario; una ristrutturazione era stata prevista anni fa ma evidentemente è finita nel dimenticatoio. Altrettanto problematiche, e segnalate peraltro anche nelle tabelle delle ultime ispezione dell’ATS, le condizioni strutturali delle docce comuni, con soffitti verdi di muffa e della cucina dei detenuti. Da segnalare la gravissima mancanza di educatori, dovrebbero essere almeno 4, e sarebbero comunque 80/100 persone a testa di cui occuparsi, in realtà sono solo 2. E’ sottodimensionato anche il numero dei poliziotti, dei funzionari e dei sottoufficiali, 212 in organico ma tolti i distaccati e il personale negli uffici per i turni ci sono solo 93 agenti in un regime che è di alta sicurezza e non di vigilanza dinamica. Una situazione insostenibile per un carcere che deve avere una funzione rieducativa e non punitiva; per dare questo messaggio a persone che hanno dei trascorsi pesanti con cui confrontarsi e che cercano nei lunghi anni da trascorrere in carcere di istruirsi, diplomandosi e anche laureandosi fra mille difficoltà, e magari di affrontare modi di vivere a cui non avevano voluto o potuto accedere nell’ambiente di origine, occorre mettere in campo risorse ed è con l’intento di supportare la richiesta di miglioramento delle condizioni sia delle persone detenute sia di chi in questa struttura lavora che ho richiesto una visita urgente della Commissione al carcere di Voghera”, conclude Macchi.

 

tratto da Ass. Yairaiha Onlus

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