Fondi ex Gescal, l’emergenza casa non è terminata

Fondi ex Gescal, graduatorie, dati statistici, sfratti e gestione Aterp: l’emergenza casa non è terminata. I motivi per cui iniziammo la lotta come Comitato Prendocasa non sono purtroppo venuti meno, nonostante la conquista in questi anni di risultati importanti come l’istituzione di una delega specifica all’emergenza casa, l’apertura di un tavolo tecnico in prefettura con Comune e Aterp (nonostante l’assenza della Regione), il ricorso all’istituto della requisizione degli immobili per le emergenze sociali, un piano di autorecupero (in itinere) degli edifici dismessi ed il cambio della destinazione d’uso di quelli destinati all’Università.
Potremmo riproporre integralmente, oggi, alcuni nostri comunicati che vedevano – e vedono ancora – Cosenza tra le città italiane con l’incidenza maggiore sulla popolazione residente per numero di sfratti, il rapporto di 1 famiglia sfrattata ogni 214 residenti è un dato che la pone nei primi 10 posti di una triste classifica.
I dati regionali confermano il primato bruzio: su 1.483 richieste di sfratto totali 1.387 sono relative prevalentemente alla città di Cosenza e solo in minima parte a centri minori della provincia. Questi dati sono la cartina di tornasole di una situazione di crisi che ormai è deflagrata e che non accenna minimamente a rientrare e, allo stesso tempo, smascherano definitivamente l’assoluta mancanza di politiche abitative e la speculazione bipartisan che è stata fatta sul bisogno casa.
Potremmo riprendere integralmente le denunce fatte negli anni ed oggi riportate all’attenzione pubblica da recenti inchieste giornalistiche. Nel 2012 chiedevamo conto dei fondi ex Gescal destinati all’edilizia sociale e popolare e che oggi pare siano svaniti nel nulla visto che la stessa Regione, smarrita, deve ricorrere ad una ricognizione per capire in quali rivoli ed a quali appetiti queste risorse hanno dato ristoro.
Di sicuro il tesoretto ricavato dai sacrifici derivanti dalle trattenute stipendiali di tanti lavoratori non è servito ad estinguere il bisogno di un tetto di tanti cittadini a cui erano destinati. Potremmo riprendere il discorso del bando regionale sull’edilizia sociale che vede coinvolti i big della politica e del mattone o ancora il blocco delle graduatorie e la gestione dell’Aterp che definire allegra sarebbe troppo lieve.
Le occupazioni di Prendocasa hanno tracciato la strada della riappropriazione dal basso contro le speculazioni dei potenti, del recupero e riuso contro l’abbandono e il consumo di suolo, dello scontro prima e del dialogo poi con le istituzioni contro il timore (quasi reverenziale) con il quale ci si approcciava alla questione emergenza abitativa in questa città.
Sarebbe ora caro Prefetto, visto che l’emergenza abitativa è più attuale che mai, di riprendere il filo di questo dialogo in città con le istituzioni preposte, attraverso la riapertura del tavolo tecnico non più rimandabile e che veda finalmente la partecipazione della grande assente: la Regione Calabria.
All’assessore Musumanno, attuale detentore della delega, rilanciamo le nostre proposte per la soluzione, strutturale e non strumentale, del problema del diritto all’abitare. Requisizione, recupero e riuso del patrimonio pubblico e privato dismesso e in stato d’abbandono (vedi centro storico), stop al consumo di suolo, modifica della legge regionale inattuale ed inadeguata ai bisogni dell’attuale composizione sociale. Rimaniamo in attesa di una celere risposta a questa nostra lettera aperta che veda la riapertura del tavolo sull’emergenza abitativa, nel frattempo ci troverete, come sempre, presso i nostri sportelli per il diritto all’abitare, nelle strade in solidarietà con i tanti sfrattati e senzacasa e se necessario di nuovo in piazza e presso i vostri uffici a manifestare con la passione e la forza che ci hanno sempre contraddistinto perché i diritti non possono aspettare, non si domandano, si conquistano!

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