Il Principe di Rende è stato arrestato

Stupore, indignazione e rigurgiti di moralismo radicale alla notizia che il Principe di Rende è stato arrestato. Tutti colti di sorpresa nell’apprendere che i nostri comuni sono governati attraverso un meccanismo a rete che mette al centro gli interessi delle lobby anteponendoli a quelli dei cittadini. Carte che camminano velocemente quando a richiederle sono i servi della gleba sottomessi al feudatario o che subiscono blocchi definitivi se provenienti da altre fazioni pretendenti al trono. Maglie burocratiche strettissime quando un semplice cittadino deve fare una pensilina in giardino capaci però di allargarsi a dismisura se a fare la richiesta è un noto costruttore. Vincoli ambientali? E cchi ssu’!  Oneri di urbanizzazione? Pu ni parramu!

Queste cose le conoscevamo tutti, oggi sono nero su bianco, ma purtroppo non le abbiamo apprese da un dossier redatto dall’attuale amministrazione che pure si era candidata a rivestire il ruolo apocalittico di scoperchiatrice di pentole, di Laboratorio Civico capace di progettare il nuovo corso della storia rendese. Queste pentole, nonostante più volte come comitato abbiamo chiesto di fare chiarezza sulle vere cause che hanno portato una ricca cittadina come Rende al predissesto, sono e rimangono ermeticamente chiuse. La politica ancora una volta è stata superata dalle inchieste della magistratura e dagli articoloni dei giornali, tanto, si sà, le une e gli altri, saranno presto dimenticati a causa delle labili connessioni sinaptiche che strutturano la nostra memoria collettiva.

Fuori dal giustizialismo spicciolo e da ogni facile moralismo abbiamo sempre  denunciato  l’ingordigia amministrativa dei ceti politici nostrani e della sua rete clientelare che ha creato voragini di bilancio conducendoci nell’attuale situazione di sofferenza che ha significato l’aumento delle imposte comunali, la diminuzione o addirittura la privatizzazione dei servizi essenziali (solo qualche giorno fà abbiamo avuto notizia che nel nostro quartiere ad una persona gravemente malata è stata tolta da un giorno all’altro l’assistenza domiciliare) oltre che l’assoluta mancanza di manutenzione nei nostri quartieri. Di tutto ciò ci eravamo accorti già nel 2013 quando, sotto l’amministrazione commissariale, organizzammo l’occupazione simbolica del Municipio a causa del vertiginoso aumento delle tariffe delle mense e del trasporto scolastico. Allora dicevamo: “Deve pagare chi ha ridotto le casse comunali in queste condizioni”. Non abbiamo cambiato idea. Per questo motivo invitiamo tutti e tutte a non fermarsi al tifo verso la magistratura contro gli attuali mostri della politica, altri sciacalli sono nascosti dietro l’angolo e scalpitano per prenderne il posto e continuare a dilaniare la carcassa comunale.  Lavoriamo per creare nuovi spazi di socialità e di partecipazione, quartiere per quartiere, riflettiamo sulle sorti della nostra comunità al di là degli interessi lobbystici e partitici. Facciamo rialzare la bella Rende dalla polvere dell’ignominia, riprendiamoci la città.

COMITATO AUTONOMO TERRITORIALE – Villaggio Europa

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